SERGIO ARMAROLI – FRITZ HAUSER

“Structuring the Silence”

Dodicilune Records ED368, 2CD, 2017

di Alessandro Nobis

Era dai tempi di “Crisscrossing” (2004), gran bel disco di Pierre Favre in coppia con Fredy Studer che non avevo l’occasione di ascoltare musica progettata e realizzata per un duo di batteristi / percussionisti. In questo stuzzicante doppio CD prodotto dalla Dodicilune la coppia è formata dal batterista svizzero Fritz Hauser (sarà un caso la sua nazionalità?) ed percussionista Sergio Armaroli alle prese con vibrafono, elettronica, percussioni varie e glockenspiel: due cd nei quali la base è costituita da quella che viene chiamata “improvvisazione non idiomatica” cioè improvvisazione non nata da melodie definite – quello che avviene solitamente nel jazz cosiddetto mainstream – ma che si forma da brevi spunti concordati e da “incroci” spontanei, e pertanto musica “irripetibile” per dirla come Dekek Bailey.

duo percussionIl primo Cd contiene un brano di ampio respiro suddiviso in tre movimenti, “Structuring the Silence” dove l’interplay tra il batterista svizzero ed il percussionista italiano dà la dimostrazione di quanto possa essere interessante sviluppare il tema dell’improvvisazione non idiomatica offrendo all’ascoltatore continui e forti stimoli per riflettere su questo linguaggio musicale. Il secondo CD contiene invece otto brevissimi ed interessanti spunti improvvisativi, una breve suite in tre movimenti, “Anathem” ed un lunghissimo brano di venticinque minuti, “After the Silence” ascoltando il quale mi sembra davvero difficile pensare che Armaroli ed Hauser non abbiamo preso “accordi” prima di iniziare il processo creativo che mi è sembrato sempre fluido e molto piacevole all’ascolto.

Immagino che dal vivo poco resti di quanto inciso qui, anzi me lo auguro: se improvvisazione deve essere, lo sia fino in fondo, concerto dopo concerto e nota dopo nota. Paradossalmente Bailey diceva che questa è musica che va ascoltata una sola volta, la seconda ti fa perdere già lo spirito della sua creazione istantanea; stavolta non ho seguito il chitarrista inglese, e questa musica me la sono proprio gustata più e più volte. Fatelo anche voi.

 

“Structuring the Silence” è una ricerca sonora attraverso l’improvvisazione a partire da una una scrittura minima, all’interno di un’architettura del vuoto e del silenzio intesa come un paesaggio sonoro quale luogo di ascolto ecologico. L’esecuzione è intesa come “scultura vivente” in un processo costante di dialogo come una “percussion conversation”.

“Silence has been an essential element of my percussion playing since the very beginning. Developing sounds out of silence, fading into silence, stopping a cymbal crescendo to let the silence explode into space. These were some of the elements I used a lot, and I still do. Then I met John Cage, who wrote a piece for me. One of his number pieces -one4- , and depending on how you deal with the given elements and performance rules, you end up with a lot more silence than I was used to. Silence that makes you listen, silence that makes you think. Silence that can frighten you, but also silence that gives you peace, and hope… Sergio Armaroli is a percussionist/composer who has given much more than just a thought or two to silence. He has made an extensive research on composing techniques, and improvising concepts. He has explored all possible ways to deal with silence and he has put these reflections into the concept pieces of STRUCTURING THE SILENCE. Playing with him, and creating silence with him was both a pleasure, and a challenge: Silence is an endless ocean, sound is the vessel to travel on it…” Fritz Hauser

 

 

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