SUONI RIEMERSI: DAVE PIKE “Pike’s Peak”

SUONI RIEMERSI: DAVE PIKE “Pike’s Peak”

SUONI RIEMERSI: DAVE PIKE “Pike’s Peak”

EPIC RECORDS, 1962 – Ristampa Sony 2016, CD

di Alessandro Nobis

Tra i “Missing in Action” del jazz rientra a pieno diritto lo straordinario vibrafonista di Detriot Dave Pike, che con questo ellepì firmava nel 1962 l’esordio per la prestigiosa Epic Records. Con lui per questa registrazione una delle leggende del jazz, il pianista Bill Evans e due session men, Herbie Lewis al contrabbasso e Walter Perkins alla batteria. Dave Pike fu uno dei musicisti che seguì l’innovazione del suo strumento proposta da Lionel Hampton, ovvero la sua elettrificazione; narra inoltre la leggenda che il suo concittadino Milt Jackson regalò a Pike i suoi quattro battenti, una sorta di “battesimo”. Con Bobby Hutcherson – suo allievo – Carl Tjader e Gary Burton entra a pieno diritto nel gotha del vibrafono mainstream; purtuttavia la sua carriera fu costellata di molti spostamenti, di periodi caratterizzati dalla scelta di prediligere all’attività concertistica quella della composizione di musica funzionale ed inoltre un incidente al polso lo costrinse ad una lunga pausa, e tutto questo non gli consentì di ottenere i consensi di pubblico che invece ad avviso di molti avrebbe meritato.

Questo “Pike’s Peak” ha come detto il privilegio di avere il divino Bill Evans come collaboratore che, vista la sua inarrivabile cifra stilistica, oltre ad accompagnare i temi ed i soli di Pike, regala uno stupendo e lirico assolo nel tema davisiano “Veird Blues”. Da riascoltare anche l’ellingtoniana “In a Sentimental Modd” e la particolare rilettura di “Besame Mucho”, oltre allo scoppiettante ritmo del brano che apre il disco, “Why Not” composto dallo stesso Dave Pike, una simpatica risposta al davisiano “So What”.

 

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