DALLA PICCIONAIA: TERRENI KAPPA live

DALLA PICCIONAIA: TERRENI KAPPA live

DALLA PICCIONAIA: TERRENI KAPPA live. Cohen Verona 5 maggio 2017

di alessandro nobis

Avendo già ascoltato dal vivo la musica di TK 3 alla Fontana ai Ciliegi un paio di mesi fa, si trattava in questa occasione – nella fattispecie il loro concerto al Cohen di Verona di venerdì 5 maggio – come procedeva il progetto di Luca Crispino, Roberto Zantedeschi e Luca Pighi alla luce anche dell’intensa attività live, fondamentale per trovare la quadratura del progetto.

IMG_2209Difficile riprodurre in concerto la musica registrata in studio e pubblicata in “Ripples in the Lagoon” vuoi per la purezza del suono, per l’assenza di un impianto di amplificazione ed infine per la caratteristica che accomuna le “situazioni” dal vivo che non siano festival o rassegne, ovvero l’impossibilità di presentare la musica in un ambiente totalmente silenzioso. Ma, alla conta dei fatti, il progetto regge bene, il trio è molto affiatato ed il suono – alla luce dicevo di un’amplificazione – è stato equilibrato ed i tre musicisti sono riuscite bene a controllare i volumi, anche quando la tromba veniva “filtrata”. La strada è quella tracciata nel loro primo disco, che abbiamo ascoltato nella sua interezza, ed il suo proseguimento si è ben visto nei quattro brani inediti ppresentati: “Red Wine”, “Nocturna”, “Cannibal” e “Abrazar”, jazz nel grande fiume del mainstream ma tutto di composizione, con una formazione abbastanza inusuale che dà un ulteriore tocco di particolarità al TK. Bella l’intro di batteria di “Nocturna” ed il seguente solo di Zantedeschi al flicorno, ed è stato molto godibile riascoltare la bellissima “Run About” – sembra uscita da un noir anni sessanta in bianco e nero ……….. indovinate voi il titolo – guidata alla tromba con la sordina e l’atmosfera di “Ripples in the Lagoon”.

Ora è venuto il momento di trovare la forza di uscire dall’accogliente guscio cittadino e di frequentare terreni al di fuori delle mura scaligere per evitare di essere in fretta riassorbiti dal contesto “culturale” urbano, come purtroppo abbiamo avuto spesso l’occasione di vedere in passato con musicisti e gruppi dalle grandi potenzialità. Auguro a TK, per cominciare, di trovare in fretta un’etichetta discografica che sappia valorizzare – in termini di produzione, distribuzione e promozione – la loro interessante e piacevolissima musica.

 

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