JORDI SAVALL & HESPERION XXI “Musica Nova: Harmonie Des Nations”

JORDI SAVALL & HESPERION XXI “Musica Nova: Harmonie Des Nations”

JORDI SAVALL & HESPERION XXI

“Musica Nova: Harmonie Des Nations”

Alia Vox Records. CD 2018

di Alessandro Nobis

In questo nuovo viaggio, Jordi Savall e l’ensemble Hesperion XXI ci conducono alle origini ed agli sviluppi di quel genere definito “Musica Nova”, nato in quel di Venezia attorno al 1540, fino agli albori del XVIII° secolo. E’ nuova concezione musicale questa nata nella Serenissima, una musica concepita per essere suonata ed ascoltata, decontestualizzata quindi dal ballo e dal canto. Questo fu un grande cambiamento, grazie anche all’introduzione di nuovi strumenti rispetto al Rinascimento ed all’esecuzione di temi a danza combinati tra loro che verranno chiamati “suite” ovvero due o più danze eseguite in sequenza anche se diverse ritmicamente, una “passamezzo” ed un “salterello”, una pavana” ed una “gagliarda”, come quelle eseguite nella prima traccia del CD, una suite appunto di danze “veneziane”. Chiaro che questa nuova modalità di fruizione ha da un lato comportato come detto l’uscita dai rigidi schematismi della musica concepita per il ballo, dall’altro ha comportato lo sviluppo e l’ampliamento per poter essere eseguita dai nuovi ensemble come quelli formati dalla famiglia delle viole da gamba – ensemble polifonici che rappresentarono un’alternativa a quelli vocali di origine franco fiamminga – per i quali esiste un ricco repertorio e dei quali il catalano Jordi Savall rappresenta la massima espressione di studioso e di esecutore.

Jordi Savall, Philippe Pierlot, Sergi Casademunt e Lorenz Duftschmid con le loro viole riescono a farci immaginare i castelli e le ville seicentesche con le loro sfavillanti feste e le musiche che intrattenevano i commensali, e Xavier Puertas con Enrike Solinis, Xavier La Torre e Pedro Estevan con i loro strumenti giocano un ruolo essenziale negli arrangiamenti che vanno ad arricchire ulteriormente questo ennesimo tesoro pubblicato da Alia Vox.

Magnifico, in una parola.

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DOMENICO CERASANI “The Raimond Manuscript”

DOMENICO CERASANI “The Raimond Manuscript”

DOMENICO CERASANI “The Raimond Manuscript: Libro De Sonate Diverse.”

Brilliant Classics Records. CD 2017

di Alessandro Nobis

Registrato due anni fa e pubblicato nel 2017, questo lavoro racchiude parte del repertorio scritto dal lombardo Pietro Paolo Raimondo, nobile comasco vissuto nato presumibilmente dopo il 1578 e spentosi nel 1647; non era propriamente un musicista e compositore “professionista” (all’epoca pochi lo erano), ma ha lasciato di sé un importante Fondo conservato alla Biblioteca Civica di Como costituito da 69 brani composti per il liuto ad otto cori. Di questo corpus il liutista abruzzese Domenico Cerasani ha scelto una ventina di brani ai quali ha aggiunto composizioni dei più noti Francesco Da Milano, Filippo Piccinini, e Giovanni Da Palestrina e dei meno noti – almeno allo scrivente – Vincenzo Pinti e Lorenzo Tracetti.

Al di là della purezza e brillantezza dell’esecuzione e del grande fascino che costantemente mi riserva l’ascolto della musica per cordofoni, ciò che mi preme sottolineare è l’alto valore storico e didattico che questo prezioso lavoro – come altri pubblicati dalla Brilliant Classics ma non solo – ha per la ricerca e lo studio di compositori poco noti al grande pubblico che vanno via via a completare il panorama della musica per liuto italiana composta in quel periodo, davvero stupefacente per quantità e qualità.

Questa musica ha a mio avviso tutte le potenzialità per essere gradita al pubblico che desidera farsi un’idea di com’era la vita in quel periodo nell’Italia Settentrionale, e possa accompagnare lo studio e la lettura de “I Promessi Sposi” ambientati temporalmente e geograficamente nei luoghi abitati da Pietro Paolo Raimondo. Magari qualche insegnante di Letteratura italiana potrebbe integrare alcune pagine manzoniane all’ascolto di queste musiche senza tempo ……. pia illusione?

Un ulteriore plauso infine va a questa etichetta che dimostra ancora una volta come si possa produrre musica di alto livello proponendola a prezzi davvero abbordabili (circa € 7,00).

DALLA PICCIONAIA: RACHELE COLOMBO, 27 luglio, Caprino Veronese

DALLA PICCIONAIA: RACHELE COLOMBO, 27 luglio, Caprino Veronese

DALLA PICCIONAIA: RACHELE COLOMBO, 27 luglio, Caprino Veronese

di Alessandro Nobis

Si è chiusa venerdì 27 luglio nello splendido giardino antistante a Villa Carlotti, sede del municipio di Caprino Veronese, la rassegna “Musica tra valli ed altipiani” intelligentemente promossa dalla Cassa Rurale della Vallagarina per celebrare i 120 anni dalla sua fondazione: cinque concerti (Tiziana “Tosca” Donati ad Ala, Antonio Forcione e Adriana Adewale ad Isera, Nite Noire a Folgaria, Elida Almeida a Bosco Chiesanuova e Rachele Colombo a Caprino Veronese) tra l’altopiano della Lessinia e la val D’Adige (e dintorni) pensati dal direttore artistico di Velo Veronese Alessandro Anderloni. Desktop23Per il concerto di chiusura è stata chiamata come accennato Rachele Colombo, ricercatrice ed interprete già con i Calicanto ed Archedora, per presentare il suo lavoro “Cantar Venezia: canzoni da battello” con Domenico Santaniello al violoncello e tamburo e Marco Rosa Salva ai flauti; Cantar Venezia è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, di trascrizione dei manoscritti, di arrangiamento – la formazione a tre è risultata perfetta per l’equilibrio sonoro – che ha impegnato Rachele Colombo per cinque anni e che si è concretizzato nel doppio significativo CD (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/04/27/rachele-colombo-cantar-venezia-canzoni-da-battello/) pubblicato nel 2016 dalla Nota, che presenta una quarantina di queste straordinarie canzoni da battello di autore anonimo tra le circa cinquecento raccolte negli archivi.

Più che un concerto quello visto a Caprino Veronese è stato un racconto brillantemente narrato di scene di vita nella Venezia che si fa ancora vedere – per chi la vuole vedere – nelle calli più nascoste dove il sole non batte quasi mai, sotto i “porteghi” lontani nello spazio e nel tempo da quella parte di Venezia battuta dai turisti; la voce di Rachele Colombo – perfetta anche per questo repertorio –  racconta dei mestieri della Venezia del Settecento – il mercante armeno, il maestro di ballo (“Madam carissima” con una melodia e due lezioni di testo che ha aperto l’incontro), il pasticcere (“scaleter”) o il “fiorer”, l’arrotino o l’astrologo con nella parte testuale spesso il segno della Venezia libertina, evidente in “Semo alla riva”. Si racconta in “Che bela festa” anche di come affrontare i passi di una danza popolare di corte come la Gagliarda (di origine rinascimentale) o di fare una serenata in “Cara Nina el to bel sesto”, il tutto presentato in una chiave colta (il violoncello) ed allo stesso tempo popolare e, valore aggiunto, presentando i testi in lingua italiana vista la difficoltà di comprensione del veneziano settecentesco. Insomma, il valore del recupero di questo ricchissimo repertorio è altissimo e potrebbe rappresentare solamente l’inizio per lo studio e la riproposizione completa di un repertorio che in quantità e qualità ha pochi eguali, non solo in Italia.

Il concerto si è chiuso con il passaggio storico a cavallo del 1800 dalle canzoni da battello (anonime come detto) alle barcarole (a stampa e d’autore) dando via ad una loro maggiore diffusione ed allinizio del commercio di questi fogli volantinelle strade e nelle piazze, che nei Paesi anglofoni si sarebbero poi chiamati Broadside Sheetso Broadside Ballads: a fare da ponte tra i due secoli una versione de “La biondina in gondoleta”, canzone tra le più conosciute – la più conosciuta – del repertorio veneziano. Si chiude un’epoca per la Serenissima; quella del Settecento descritta anche dai Vedutisti non c’è più, inizia quella che poco a poco diventerà quella turistica, con gli eccessi di questi ultimi anni.

JORDI SAVALL “In Excelsis Deo”

JORDI SAVALL “In Excelsis Deo”

JORDI SAVALL “In Excelsis Deo”

ALIA VOX RECORDS 2CD, 2017

di Alessandro Nobis

1512281748_jordi-savall-in-excelsis-deo-2017-hi-res“In Excelsi Deo: Au temps de la guerre de Succession d’Espagne 1701 – 1714”, questo il titolo completo di questo ennesimo – splendido – lavoro di Jordi Savall che dirige “La Capella Real De Catalunya” e l’ensemble “Le Concert des nations”, ovvero quanto di meglio offra oggi il mondo della musica antica e barocca. Siamo ai primi del Settecento, ai tempi della guerra tra la Spagna di Filippo V, appoggiata dai Francesi, e la Catalogna, appoggiata invece dall’Arciduca Carlo D’Austria; guerra intestina e sanguinosa che sancì l’11 settembre del ’14 la caduta di Barcellona sotto il dominio spagnolo. Savall qui mette una vicina all’altra due “messe” raramente eseguite e registrate, una composta dal catalano Francesc Valls (1671 – 1747) e l’altra dal francese Henry Desmarest (1661 – 1741), quindi entrambi coevi alla guerra di Successione. Musica al solito di grande fascino e bellezza, poco eseguita anche in quel periodo vista la complessità e la composizione richiesta dell’orchestra e del coro; la Messa di Valls, detta “Missa Scala Aretina” prende il nome dalla scala di sei note (l’esacordo di Guido D’Arezzo), quella di Desmarest (“Messe a deux Chores”) composta in Lorena alla corte del Duca Lepoldo I e lì eseguita per la prima volta probabilmente nel 1707, ed entrambe sono due importantissime opere quanto poco conosciute ed eseguite provenienti da quello straordinario e polimorfico periodo musicale che fu il Barocco.

Oltre a queste due Messe, il primo CD contiene sei brani di origine popolare risalenti allo stesso periodo tra i quali segnalo il maestoso “Catalunya Triunfal” che riprende “Els Segadors” (la rivolta dei mietitori) interpretato in una versione strumentale e vocale che corrisponde all’inno nazionale catalano (“Adesso è l’ora, mietitori / Adesso è l’ora dell’allerta / Nel rischio di un altro giugno / affiliamo ben bene le spade / Buon colpo di falce!”) ed infine il lamento nostalgico “Catalunya En Altre Temps”, cantato dopo la caduta della capitale Barcellona nella mani degli spagnoli (“La Catalogna in altri tempi / si governava da sola / e faceva le sue leggi / nella sua lingua e in nessun altra”). Sarà stato un caso che la pubblicazione di questo lavoro di Savall sia coinciso con i “tumulti” indipendentisti catalani di solo poche settimane fa? A voi la risposta…………

Naturalmente, con in tutte le pubblicazioni targate Alia Vox, ai cd è allegato un corposo libretto con saggi storico e musicologico, anche in italiano.

 

ROLF LISLEVAND “La Mascarade”

ROLF LISLEVAND “La Mascarade”

ROLF LISLEVAND “La Mascarade”

ECM New Series, 2016, CD

di Alessandro Nobis

Registrato nel 2012 e pubblicato dall’etichetta di Manfred Eicher solo qualche settimana fa, questo nuovo lavoro del norvegese Rolf Lislevand affronta il repertorio di due autori barocchi, l’italiano Francesco Corbetta (1615 – 1681) e il suo allievo francese Robert De Viseè (1655 – 1732) entrambi musicisti alla Corte del Re Sole Luigi XIV.

0vvr3j4w.j31Quello che mi ha sempre entusiasmato del lavoro di Lislevand è, al di là del suo livello tecnico, la cura e lo studio musicologico minuzioso ed attento degli autori e dei repertori che disco dopo disco presenta, mantenendo una qualità di esecuzione altissima e contestualizzando storicamente la musica; inoltre, come testimoniamo i suoi precedenti lavori per l’ECM, voglio sottolinerae l’unicità della sua fertile vena compositiva che anche qui si esplica in tre brevi brani che precedono e chiudono due passacaglie, rispettivamente del De Viseè (Lislevand nelle note di copertina lo definisce come un’antesignano dell’iPod, visto che con il suo strumento accompagnava Le Roi Soleil nelle passeggiate lungo i vialetti del parco di Versailles) e del Corbetta.

Certo, ricostruire il suono, l’acustica degli ambienti della corte di Versailles dove ad ascoltare la musica erano pochi privilegiati è molto difficile – oggi, ad ascoltare gli stessi repertori sono molte più persone spesso anche in ambienti costruiti per altri tipi di spettacolo – ma proprio questa è la sfida che il suonatore di chitarra barocca e tiorba norvegese ha raccolto e vinto registrando negli studi della Radio della Svizzera Italiana a Lugano nei quali la “restituzione” acustica e temporale è miracolosamente avvenuta per queste splendide ed evocative composizioni. Non ci resta che indossare un paio di cuffie e fantasticare………….

 

 

JORDI SAVALL, MONTSERRAT FIGUERAS “Battaglie e lamenti”

JORDI SAVALL, MONTSERRAT FIGUERAS “Battaglie e lamenti”

MONTSERRAT FIGUERAS – HESPERION XX – JORDI SAVALL

“Battaglie e lamenti”
 ARCHIV PRODUKTION CD, 1982 – 2016

di Alessandro Nobis

Registrato nel 1981 in quel di Berlino, è stato pubblicato solo di recente quella che credo sia l’unica registrazione effettuata da Jordi Savall per la storica etichetta Archiv Produktion. Per la precisione però, Savall pubblicò per la sua Alia Vox nel 2000 un altro CD dallo stesso titolo, nel quale erano inclusi solamente due brani contenuti nel disco Archiv (gli autori erano Barbara Strozzi e Iacopo Peri).

Oltre a Savall naturalmente parteciparono a questa sessione di 35 anni fa l’Ensemble Hesperion XX (con tra gli altri il clavicembalista Ton Koopman) e la soprano Montserrat Figueras.

Il repertorio, tutto composto da vari autori tra il 16° ed il 17° secolo, è così particolare, così diverso dalla più conosciuta musica barocca da avermi lasciato letteralmente a bocca aperta per la sua originalità e bellezza. “Battaglie”, “Lamenti” e “Canzoni in echo” sono le tre tipologie presenti eseguite con la solita, si fa per dire, maestria, perizia ed intensità interpretativa da questo gruppo di musicisti che a tutt’oggi sono quanto di meglio sia possibile ascoltare nell’ambito del repertorio barocco e pre barocco.SAVALL

Le più sorprendenti, almeno per noi neofiti, sono le “Canzoni in Echo”: di origine è veneziana erano la geniale alternanza di parti musicali e cantate che prese il nome di “Cori Spezzati”. La loro naturale evoluzione furono appunto le “Canzoni in Echo”, nella quali – in poche parole – una parte dei musicisti esegue un frammento del brano ed immediatamente dopo altri musicisti ripetono le ultime battute in una sorta di effetto eco. I “Lamenti” – qui sono presenti quello composto da Jacopo Peri (“Lamento di Jole”) e da Barbara Strozzi (“Sul Rodano severo”) – rappresentano invece le più intime emozioni dell’animo umano, e l’esecuzione di Monserrat Figueras, Ton Koopman, basso continuo e tiorba ci restituisce perfettamente l’atmosfera e le idee che erano alla base di questo tipo di composizione.

Infine le “Battaglie”, composizioni direi descrittive nelle quali la partitura riproduce suoni di fanfare militari, urla guerresche, incrociare di spade attraverso l’uso di ritmi martellanti, ripetizione frequente delle stesse note e delle parti cantate; tra queste sottolineo “Aria della battaglia a 8” di Annibale Padovano che apre questo esemplare disco.