DUCK BAKER  “Outside”

DUCK BAKER  “Outside”

DUCK BAKER  “Outside”

EMANEM CD, 2016.

di Alessandro Nobis

Se c’è un chitarrista “fingerpicking” che si discosta da tutti gli altri – per quel che ne so io -, questi è l’americano della Virginia – ma trapiantato in Inghilterra – Duck Baker. Questo per almeno due motivi: il primo è legato alla tipologia di chitarra che usa – corde di nylon piuttosto che quelle di metallo – ed il secondo legato alla sua grande capacità di improvvisare, di smontare e rimontare i brani altrui come nessun altro fingerpicker. scansioneQuesto “Outside”, con in copertina una bellissima foto in bianco e nero di Robin Moyer, raccoglie brani tratti dall’archivio dello stesso Baker, che vanno dal 1977 (Calgary) al 1982 (Torino) passando per Londra (1982). A parte due diverse riletture di “Peace” di Ornette Coleman, una di Davis  e Mitchell “You are my sunshine”, il resto sono tutte composizioni e improvvisazioni, da  quelle all’interno dei brani a quelle più radicali: “Klee” o “Torino” e “London Improvisation” lontane anni luce dal Duck Baker alle prese con il blues, il ragtime, il jazz e l’old time, anche se smontati e rimontati alla sua maniera. Segnalo infine anche i due infuocati brani che chiudono questo lavoro, eseguiti in duo con un altro bravissimo innovatore come il chitarrista del Vermont Eugene Chadbourne (andate ad ascoltare le sue rivisitazioni beatlesiane).

Un disco – al quale spero ne seguiranno altri – che contribuisce ad illuminare più a fondo lo spettro sonoro di questo musicista del quale l’eclettismo e l’originalità mi sembrano le qualità migliori. Naturalmente sorvolando sulla padronanza tecnica sulla quale sono stati scritti fiumi di parole.

 

www.emanemdisc.com

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SUONI RIEMERSI: CALICANTO “De là de l’acqua”

SUONI RIEMERSI: CALICANTO “De là de l’acqua”

SUONI RIEMERSI: CALICANTO “De là de l’acqua”

AUTOPRODUZIONE, 1983. LP. Ristampa 2004. CD.

di alessandro nobis

Con una bellissima copertina con esaustive note esplicative, grande cura per l’impaginazione “a libretto” e per l’apparato iconografico, i padovani Calicanto nel 1983 presentano il loro LP d’esordio con il risultato delle loro ricerche musicologiche riguardanti la cultura popolare di area veneta. E se ancora oggi i Calicanto sono una delle più longeve realtà del folk revival italiano e sono conosciuti ed apprezzati anche all’estero, significa che il loro progetto, la loro idea di come lavorare sul patrimonio della musica popolare ha certamente centrato l’obiettivo considerando la corposa discografia e la qualità dei progetti paralleli come l’Orchestra Popolare delle Dolomiti.img_1640-1

Rispetto ai componenti originali presenti in queste registrazioni (Maria Cusinato alla voce, Roberto Tombesi alla voce, organetto e plettri, Massimo Fumagalli ai plettri e fiati, Giancarlo Tombesi al contrabbasso, Corrado Corradi alla concertina e plettri) nel corso dei decenni il gruppo ha saputo cambiare formazione (ricordiamo la tragica scomparsa del violinista Riccardo Sandini che entrò nel gruppo dopo la registrazione di questo LP) mantenendo la qualità della proposta in termini di rivalorizzazione del repertorio e di nuova composizione.

Questo “De là de l’acqua” è una rielaborazione di una testo veneziano curata da Sandro Zanotto e comprende canti narrativi, danze, villotte raccolti sia da portatori originali che da fonti scritte di area veneta: “I dodese mesi de l’ano”, il brano che dà il titolo al lavoro (una serie di villotte con musica di Giuseppe Forti), e la narrazione di “Ricardo e Germonda” sono i tre brani che al solito segnalo inseriti in questo lavoro che ritengo indispensabile, assieme a quelli del Canzoniere Veneto, del Nuovo Canzoniere Veronese e dei Folkamazurka per chi voglia avvicinarsi ad un patrimonio che di certo potrà riservare ancora sorprese a chi vorrà ricercare a fondo nei numerosi archivi storici.