PLANXTY “One night in Bremen”

PLANXTY “One night in Bremen”

PLANXTY “One night in Bremen” 1979, WDR CD, 2018

di Alessandro Nobis

La registrazione di questo concerto dei Planxty circolava da parecchi anni nel circuito sotterraneo dei bootlegers fans di questo straordinario gruppo irlandese ed ora finalmente la tedesca WDR l’ha messa sul mercato ufficiale quasi contemporaneamente al live dei Clannad del 1980 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/08/01/clannad-turas-1980/). Siamo nel 1979, il 24 di aprile, durante un tour europeo di quarantacinque date che vedeva la tanto attesa ricostituzione dei Planxty dopo quattro anni, tour al termine del quale il quintetto si sarebbe rinchiuso nello studio dublinese Windmill Lane dove avrebbe registrato per la Tara l’ellepì “After the Break”; nella fase precedente al tour i Planxty erano un quartetto (Liam O’Flynn, Christy Moore, Donal Lunny ed Andy Irvine) al quale poi si aggiunse un altro monumento del folk revival irlandese, il flautista Matt Molloy proveniente dalla Bothy Band (della quale faceva parte anche Lunny) scioltasi nel frattempo.

Gli intrecci tra gli strumenti a plettro di Lunny, Irvine e Moore, i flauti e le fenomenali uillean pipes di Liam O’Flynn, le influenze balcaniche portate da Irvine, il repertorio fatto di canti narrativi e di temi a danza, l’affiatamento, la grande abilità strumentale, gli arrangiamenti, insomma il “suono” della band ed il repertorio erano le coordinate che negli anni hanno creato la leggenda dei Planxty, ancora oggi faro sempre luminosissmo ed imprescindibile per chi si occupa come musicista e come appassionato di musica irlandese. Fondamentale tanto più che il loro lavoro soprattutto negli arrangiamenti è stato preso ad esempio da gruppi di folk revival di mezza Europa.9200000088415563

Cinque i brani che saranno incisi in studio nell’imminente “After the Break”, tra gli altri segnalo una bellissima “Smeceno Horo”, il set di reels “The Humours of Carrigaholt/The Chattering Magpie/Lord MacDonald’s” e due classici come “The Good Ship Kangaroo” e “Nancy Spain”.

Qui, e concludo, non ce n’è per nessuno.

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SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”

SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”

SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”. ALBATROS DISCHI VPA 8420, LP, MC.  1979

di Alessandro Nobis

Questo 33 giri pubblicato dalla Albatros nel 1979 è, che io sappia, l’unico nel prestigioso catalogo dell’etichetta milanese a presentare registrazioni sul campo effettuate in area veneta; in particolare presenta i risultati di varie campagne di studio e di registrazione dell’autorevole studioso Marcello Conati nella parte occidentale della provincia di Verona, dalla Valpolicella fino al paese di Breonio, in Lessinia dal 1970 al 1975. Ventiquattro i brani presenti che coprono, tranne i temi a danza strumentali, tutte le aree tipologiche della musica tradizionale: filastrocche, canti lirici e narrativi, canti rituali, funzionali, villotte e ballate. Un repertorio utilizzato dai gruppi di folk revival come il Canzoniere Veronese, formato da musicisti e da ricercatori che ha lasciato un importante segno nel movimento del folk revival e che ha proseguito nei decenni il suo lavoro di arrangiamento di questo ricco repertorio. Musica “fissata” per sempre su nastro nel suo secolare processo evolutivo di passaggio da un portatore all’altro per poi essere utilizzata da musicisti in ambito folk che si sono nutriti ed abbeverati dei dischi dell’Albatros registrati quasi ovunque nel nostro Paese portando nel presente e nel futuro questi preziosissimi e rarissimi repertori.IMG_3031

Numerosi i “portatori originali” che Conati ha incontrato e che hanno consentito a lasciare una testimonianza su nastro di alcuni frammenti del proprio repertorio imparato per via orale, provenienti da contrade e piccoli centro dell’area oggetto dello studio di Conati come Molina, Ceredo, Fumane, manune, Breonio, Baldassara, Pezza di Marano e Cona. Tra i portatori vi sono Arturo Zardini, Ottavio Conati, Rosa Ceradini, Antonio Chesini, Aldo Grigoli, Vittorio Leonardi, la Famiglia Marogna, Eurosia Allegrini, Marisa Benedetti, Eugenio Pretto, Nori Grigoli e Brigida Tommasi naturalmente tutti musicisti / cantanti non professionisti. Un repertorio straordinario come del resto tutto quello appartenente al catalogo Albatros anche grazie ai preziosissimi libretti che accompagnano il vinile curati in questo caso da Marcello Conati ed in molti altri casi da Roberto Leydi.

Nel 2005 Marcello Conati pubblica per “Il Segno dei Gabrielli” il poderoso volume “Canti Veronesi di Tradizione Orale: da una ricerca in Valpolicella e in Lessina” con allegati 2 compact disc che riportano 196 esempio musicali del materiale registrato dallo stesso curatore in un arco temporale che va dal 1969 al 1982. Si tratta di materiale di grandissimo interesse, in minima parte già pubblicato nell’ellepì di cui vi sto parlando, disco di non facile reperibilità (se lo trovate assicuratevi che all’interno vi sia il fondamentale libretto) quasi tanto quanto il volume.

DUCK BAKER “Les Blues Du Richmond – Demos and Outtakes”

DUCK BAKER “Les Blues Du Richmond – Demos and Outtakes”

DUCK BAKER “Les Blues Du Richmond – Demos and Outtakes”

TOMPKINS SQUARE Records. CD, LP 2018

di Alessandro Nobis

Ogni volta che Duck Baker apre i suoi archivi e pubblica registrazioni inedite non sai mai che cosa ti aspetta: jazz? americana? blues? folk anglo irlandese? musica improvvisata? Più ascolti i suoi repertori e più comprendi quanto sia importante il ruolo che questo chitarrista di Richmond, Virginia ha non solo nel mondo del fingerpicking ma anche – e forse soprattutto – per il carattere con il quale ripropone e sviluppa la sua musica, originale e rivisitata che sia.

Stavolta tocca al Duck Baker “prima maniera”, ovvero gli anni settanta quando con le sue incisioni per la Kicking Mule attirò l’attenzione degli appassionati e degli estimatori, da subito moltissimi. Le prime sei tracce (registrate in “solo”) arrivano da session americane del ’73, le altre otto (tre con Mike Piggot al violino e Joe Spibey al contrabbasso) da altre europee registrate a Londra tra il ’77 ed il ’79, quindi credo di poter dire tra il suo primo disco “There’s something for everyone in America” e “The kid on the mountain” ovvero del periodo “Kicking Mule”.

Esecuzioni impeccabili, perfette tanto che ti chiedi come mai non furono pubblicate allora, brani alcuni dei quali Baker suona ancora dal vivo – rivisitati, con inserti improvvisativi – come una memorabile “St Thomas” di Sonny Rollins (qui “Fire down there”), l’immortale brano di Scott Joplin “Maple Leaf Rag”. Splendide anche quelle in trio (ne vogliamo ancora, Duck) e quelle di origine europea come “Swedish Jig” e “The Humors of whiskey”.

Stampato dall’attivissima etichetta Tompkins Square, specializzata in ristampe ed edizioni di qualità molto elevata. Buona caccia!

http://www.tompkinssquare.com

SUONI RIEMERSI: KEVIN BURKE & MICHAEL Ô DOMHNAILL “Promenade”

SUONI RIEMERSI: KEVIN BURKE & MICHAEL Ô DOMHNAILL “Promenade”

SUONI RIEMERSI: KEVIN BURKE & MICHAEL Ô DOMHNAILL “Promenade”

MULLIGAN, Irlanda, 1979 LP. COMPASS CD 200

di Alessandro Nobis

Conclusasi la folgorante esperienza della Bothy Band nel ’79, una delle più influenti formazioni del folk irlandese, il chitarrista Michael O’Domhnaill della Contea di Meath si trasferisce a Portland, nell’Oregon dove con il violinista londinese (ma con genitori della Contea di Sligo) Kevin Burke – anche lui membro della Bothy Band – registra due LP davvero significativi; il primo, questo “Promenade” e “Portland” entrambi apprezzatissimi dalla critica e dal circuito musicale irlandese non solo per il repertori affrontati ma anche per l’apporto strumentale dei due musicisti. 55453Il chitarrista – cresciuto a pane e Graham Renbourn e Jansch – sviluppò inedite accordature e forme di accompagnamento fino ad allora mai utilizzate nella musica irlandese ed il secondo con il suo stile violinistico di Sligo e con gli anni passati assieme a Domhnaill nella Bothy Band, era il partner ideale per questo magnifico disco in duo nel quale danno un contributo Triona O’Domhnaill, Donal Lunny e Declan Sinnott. La lezione di “Lord Franklin” – che narra la vicenda del comandante ex governatore della Tasmania scomparso in uno dei suoi viaggi alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest -, le due gighe “The Reverend Brother / Sean Ryan” e il canto “Ar A Ghabhail Go Baile Atha Cliath” che narra la storia di una donna rapita dalle fate sono solamente tre brani di questo disco pubblicato nel ‘79 dall’etichetta indipendente Mulligan che contribuì con la qualità delle registrazioni alla rinascita del folk revival irlandese che si fece apprezzare in tutto il mondo.

Purtroppo Michael O’Domhnaill nel 2006 per una banale caduta in casa morì a solo 54 anni: di lui restano le registrazioni della già citata Bothy Band, degli Skara Brae, dei Relativity (il sodalizio con i fratelli scozzesi John e Phil Cunningham dei Silly Wizard) e la raffinatissima musica dei Nightnoise. Ma questo Promenade ha un fascino ed una potenza evocativa unica.