ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS & Euskal Barrokensemble “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ALIAVOX / Diversa Records AV9933. 2CD, 2019

di alessandro nobis

Nel suo precedente “El Amor Brujo” il chitarrista basco Enrike Solinis ed il suo magnifico “Euskal Barrokeesemble” ci aveva fatto viaggiare nel tempo con un inaspettato quanto interessante abbinamento di musiche scritte da Domenico Scarlatti, da Joaquin Rodrigo e Manuel De Falla  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/20/enrike-solinis-euskal-barrokensemble-el-amor-brujo/)mentre in questo accuratissimo lavoro che comprende anche un dettagliato saggio con illustrazioni di circa quaranta pagine in sette lingue ci fa conoscere le imprese marinaresche di Juan Sebastian Elkano (1486 – 1526), navigatore basco che per primo riuscì a completare la circumnavigazione del globo; nostromo della Conception, uno dei vascelli che facevano parte della spedizione di Ferdinando Magellano si trovò a sostituire il capo spedizione dopo la sua morte avvenuta nell’aprile del 1521, portando a termine l’anno seguente il viaggio che l’esploratore portoghese aveva iniziato nel 1519. Come Magellano, Elkano con altri marinai perse la vita per malnutrizione nelle acque delle Molucche durante la spedizione del 1525 alla quale sopravvissero in pochissimo: una delle tante storie di marineria di quei tempi a molti poco conosciuta.

Di Enrike Solinis avevo scritto anche di “Colores del Sur” del 2013 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/03/enrike-solinis/)e questo doppio disco non fa che confermare la classe di questo musicista, non tanto come specialista della chitarra barocca ma anche e qui soprattutto come storico, ricercatore ed arrangiatoreconsiderate la cura e la prassi esecutiva del repertorio di questa straordinario lavoro, un omaggio certamente ad Elkano ma anche alla gente basca, alla sua identità ed alla loro millenaria capacità di solcare i mari per necessità (pesca o emigrazione) o per semplice amore verso le “acque grandi”.

Non a caso il sottotitolo è “Canzoni e danze dell’epoca d’oro della navigazione basca” e questo è quello che ascoltiamo: dal XII secolo al XVII con la diaspora basca è un continuo susseguirsi di musica tradizione di Euskadi, di arie delle Molucche (“Lagu Togal”) e quelle nordafricane (il “Bashraf Jahargah” del XVI secolo) ad altre provenienti da fondamentali raccolte come il Fandango dal Santiago de Murcia o “El Gineo” dai Manoscritti di Cortabarria del secolo XVII.

Importanti ed essenziali i “recitativi” che inquadrano nel miglior modo i brani musicali che vanno ad anticipare.

Forse il miglior lavoro che ho ascoltato dedicato alla millenaria cultura basca, passata e presente.

 

 

 

JORDI SAVALL – HESPERION XXI “Ibn Battuta 1304 – 1377”

JORDI SAVALL – HESPERION XXI “Ibn Battuta 1304 – 1377”

JORDI SAVALL – HESPERION XXI “Ibn Battuta 1304 – 1377”

ALIAVOX RECORDS, 2CD, 2019

di Alessandro Nobis

UnknownFra il 1325 – quando lasciò la natìa Tanger dove era nato ventuno anni prima – ed il 1355 – l’anno del suo ritorno in Marocco dove trascorse il resto della sua incredibile vita e dove morì nel 1377 – Ibn Battuta descrisse i luoghi che visitò lungo i centoventimila chilometri che lo portarono ad entrare in contatto con civiltà lontanissime sia in termini geografici che culturali dalla sua, quella araba islamizzata. E’ considerato dai geografi e dagli storici come il più importante viaggiatore di quel periodo assieme al più conosciuto e quasi coevo veneziano Marco Polo (1254 – 1324), ed alla sua figura, al suo continuo instancabile peregrinare in cerca della conoscenza di mondi “altri”, il catalano Jordi Savall dedica questo straordinario lavoro, un doppio CD allegati ad una preziosa raccolta di saggi, un viaggio sonoro nel viaggio di Ibn Battura attraverso recitativi – brevi – e musiche polari degli angoli più reconditi del mondo medioevale.

Il primo dei due compact disc segue il percorso di Battuta dal Marocco, da dove si era mosso per il pellegrinaggio alla Mecca, fino all’arrivo in Afghanistan, il secondo CD segue il viaggio che dall’Asia Centrale lo portò dapprima in Cina ed il suo ritorno, da Bagdad a Granada fino a Tanger. Un viaggio durato trenta anni ed effettuato “solo, senza un amico la cui compagnia avrebbe potuto essere gradevole, e senza una carovana di cui facessi davvero parte”, così scrive Ibn Battuta nel suo diario.

L’ascolto è davvero intrigante, tra i testi curati da Manuel Forcano e Sergi Gran e le musiche scelte ed interpretate da uno stuolo di musicisti sempre di altissimo valore come lo sono quelli dell’Hesperion XXI; a parte un doveroso ricordo di Marco Polo con il “Lamento di Tristano” eseguito da Savall con le ribeca, vorrei segnalare due brani provenienti dalla Cina che narrano dell’espulsione dei Mongoli da Pechino, quelli che si rifanno all’Impero del Mali e l’Istampitta “Isabella” che narra della conquista della Sardegna da parte di Pierre III.

Una pubblicazione di grande valore musicologico e storico tra narrazione e musica al pari delle altre analoghe a questa che Jordi Savall ha pubblicato negli ultimi anni. Consigliato a tutti i “curiosi” come noi de ildiapasonblog.

A cura di Pieter Van Der Merwe e Jeremy Michell. “South: The Race to the Pole”

A cura di Pieter Van Der Merwe e Jeremy Michell. “South: The Race to the Pole”

A cura di Pieter Van Der Merwe e Jeremy Michell. “South: The Race to the Pole”

BLOOMSBURY PUBLISHING – GREENWICH NATIONAL MARITIME MUSEUM

2018, cm 19 x 24, pag. 208, € 22,90.

di Alessandro Nobis

southLa maggior parte delle persone conoscono la Luna più dell’Antartide”. Ha davvero ragione Pieter Van Der Merwe che così inizia il primo capitolo, “White Desert”, di questo bellissimo volume in lingua inglese edito dal National Maritime Museum di Greenwich, a Londra. Per chi è appassionato alla storia dell’esplorazione di questo enorme continente e per chi invece è all’oscuro delle straordinarie imprese che l’uomo qui ha portato a termine, da Roald Amundsen a Robert Falcon Scott fino a Robert Shackleton, questo volume è a mio avviso il compendio ideale della storia dell’esplorazione antartica, a partire dei primi avvistamenti del Capitano James Cook in piena estate australe, nel gennaio del 1773 fino alla leggendaria spedizione dell’Endurance che si concluse nel 1917 e che fece di Shackleton “il più eroe tra gli eroi” degli esploratori del ventesimo secolo.

Il volume ha un ricco apparato iconografico riguardante tutte le spedizioni, fotografie già pubblicate in altri volumi ed altre inedite che nell’insieme vanno a completare la parte descrittiva alla quale hanno dato un contributo oltre ai due curatori Diana Preston, Robert E. Feeney e Luke McKernan. Inoltre, a completare questo “South: The Race to the Pole” è stata inserita la lista con i membri delle spedizioni, una loro breve biografia e una accurata bibliografia dei volumi pubblicati in lingua inglese ed una lista dei siti web riguardanti la materia per approfondire questo affascinate argomento, l’esplorazione antartica.