THREE FOR FOUR “Faboulous Four in Three”

THREE FOR FOUR “Faboulous Four in Three”

THREE FOR FOUR “Faboulous Four in Three”

FOLKEST DISCHI, 2016

 di Alessandro Nobis

A quarantacinque anni dal loro scioglimento, i Beatles sono ancora capaci di sfidare il tempo non solo con le loro registrazioni, ma anche “servendosi” di musicisti – centinaia – che affrontano i loro spartiti filtrandoli con le loro personalità e passioni musicali o cercando di copiare pedissequamente il loro suono come si propongono ad esempio di fare le tribute band.

Ora questo CD registrato nello 014 e pubblicato l’anno scorso propone sette riletture dal songbook di Lennon e McCartney e due di Harrison, le sempiterne “Something” e “Norwegian wood”, gli arrangiamenti sono del chitarrista Denis Biason e con lui ci sono Luciano Marangone al basso elettrico ed Ermes Ghirardini alla batteria, musicisti navigati che hanno deciso di sfidare la bibbia beatlesiana che parecchi dicono sia “intoccabile”.

Mentre ascoltando il magnifico “Something” di Lanfranco Malaguti con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra pubblicato dalla Nueva nel 1989 il “gioco” era quello di riconoscere il brano vista l’oculata e profonda operazione di arrangiamento che i tre jazzisti avevano scelto di fare, in questo “Faboulous Four in Three” si tratta di ascoltare e decidere se sono preferibili i brani che sono stati eseguiti in modo più o meno calligrafico.

Per ciò che mi riguarda ad esempio la rilettura di “Norwegian Wood” dilatata qui a quasi nove minuti è davvero interessante per il richiamo alla musica indiana (dal minuto 2:30 al minuto 7:30 c’è la metamorfosi, bello davvero), “With a little help from my friends” la trovo interessante per la scelta di ispirarsi più all’interpretazione di Joe Cocker che all’originale, “Yesteday” rispecchia e rispetta molto la struttura originale ed interessante i due medley, soprattutto quello che affianca “The long and winding road”,  “Here, there and everywhere” a “Let it be”.

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