DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020 “Rassegna internazionale di musica popolare”

XIX EDIZIONE, 17 LUGLIO – 14 NOVEMBRE 2020

di alessandro nobis

Con il contributo della Regione Puglia e dell’Amministrazione Comunale di Altamura e sotto la competente direzione artistica di Luigi Bolognese inizia dopodomani, venerdì 17 luglio al Centro Visite Lamalunga – L’Uomo di Altamura – la diciannovesima edizione di “Suoni della Murgia”, una delle più interessanti rassegne di musica tradizionale e dintorni del panorama estivo nazionale e questo, va detto, è merito soprattutto dell’impegno profuso generosamente negli anni da Luigi Bolognese e Maria Moramarco dell’ensemble Uaragniaun che hanno dato a Suoni della Murgia una particolare connotazione e una sempre maggiore risonanza internazionale.

Quest’anno la pandemia ha forzatamente costretto gli organizzatori ad aguzzare il loro ingegno ideando una rassegna itinerante e diversa dalle passate edizioni, e le bellezze naturali ed antropiche – le masserie ed i piccoli centri – della terra di Puglia ed in particolare della Murgia barese saranno quindi lo scenario degli appuntamenti il cui programma è riportato in calce.

La rassegna si concluderà a metà novembre, con una pausa nelle due settimane dopo Ferragosto, e propone eventi nel segno della grande qualità che rendono omaggio alla storia della terra di Murgia ospitando musiche e musicisti europei ma anche sudamericani, africani ed asiatici, un bel modo per conoscere culture “altre” che solamente in rassegne come queste trovano spazio in adeguati scenari ed un pubblico curioso ed attento. Insomma, un bel modo di trascorrere qualche giorno alla scoperta dell’entroterra di Puglia, delle sue bellezze e naturalmente della sua ricchissima eno – gastronomia.

Il programma, lo leggerete, è davvero ricco e mi voglio soffermare sugli appuntamenti che, se fossi in zona, non mi lascerei sfuggire. Procedendo in ordine cronologico, personalmente inizierei il 18 luglio presso la Dimora Cagnazzi ad Altamuradove Elias Nardi (liuto arabo), Ares Tavolazzi (contrabbasso) e Daniele Bonaventura (bandoneon) presentano il loro recente bellissimo “Ghimel” ( https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/17/nardi-·di-bonaventura-·tavolazzi-ghimel/) ed il giorno seguente, sempre ad Altamura, mi incuriosisce non poco la performance della violoncellista e cantante Simona Colonna che con i “Live electronics” di Stefano Melone presentano il loro progetto “Curima, curima …), tra classicità ed contemporaneità. Naturalmente imperdibili, il 5 agosto alla Masseria San Domenicoi canti arcaici dedicati al mondo dell’infanzia – e non solo – di “Cillacilla” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/25/maria-moramarco-cillacilla/) raccolti e proposti da Maria Moramarco a Murà presentati assieme a Luigi Bolognese, Alessandro Pipino, Adolfo La Volpe e Francesco Savoretti.

Il 13 agosto, sempre ad Altamura presso la Dimora Cagnazzi, concerto per due nickelharpa (Marco Ambrosini ed Angela Ambrosini) e pianoforte (Eva Maria Rusche), un affascinante viaggio nella musica di origine popolare, dal rinascimento di Diego Ortiz alla musica del Novecento di Bartok Bela mutuato dal magico suono della nickelharpa di cui Marco Ambrosini è senz’altro uno dei maggiori interpreti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/02/marco-ambrosini-·-ensemble-supersonus-resonances/). La prima parte della rassegna si conclude la vigilia di Ferragosto con un altro importante appuntamento, il concerto di Banditaliana – alle 20:30 presso la Masseria Conti Filo –  dove il quartetto presenta la sua più recente produzione discografica, “Argento”

Ma forse l’appuntamento più atteso è quello programmato per i primi due giorni di settembre che si terrà presso il Campo 65, tra Gravina di Puglia ed Altamura: è l’anteprima di uno evento progettato dalle associazioni Suoni della Murgia e Campo 65. Campo 65 è il nome del più grande campo di prigionia italiano della Seconda Guerra Mondiale riconosciuto dalla Regione Puglia come “luogo della memoria”.La performance musicale e teatrale trae origine da una ricerca storica di Domenico Bolognese negli archive militari britannici e germanici e prende vita dalle testimonianze e dalle storie personali di coloro i quali hanno forzatamente trascorso un drammatico periodo della loro vita in questo campo di detenzione. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Il Teatro delle Storie Vere di Trento, con il Festival della Lentezza di Parma, con il Maestro Maglio del Conservatorio di Bari e con il comune di Altamura ed ha in modo molto appropriato coinvolto i ragazzi delle scuole superiori, in particolare una sezione del Liceo Scientifico Federico II e del Liceo Classico Cagnazzi, entrambi di Altamura. Il lavoro, che va ad aggiungere un importante tassello alla storia del XX° ed in particolare del secondo conflitto mondiale e delle microstorie di coloro vi sono stati convolti, nelle intenzioni dei promotori rappresenta un primo passo che ci permetterà di far conoscere storie sconosciute di alcuni protagonisti del più grande conflitto mondiale del ‘900 in una produzione che ha la giusta ambizione di essere proposto non solo in Italia ma anche a livello internazionale.

Ultima segnalazione riguarda il concerto del 3 ottobre nella Sala Tommaso Fiore a Gal Terme di Murge ad Altamura: protagonisti la voce e la viola da gamba dell’argentina Luciana Elizondo, che nel 2019 ha pubblicato un splendido lavoro solista (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/27/luciana-elizondo-alone/); con il chitarrista Quito Gato rivisiterà le musiche tradzionali sudamericane. Un evento davvero imperdibile, un itinerario nel folklore latino Americano lontano dai soliti cliché.

Concludendo, Suoni della Murgia é una significativa rassegna che merita di essere sostenuta sempre più dalle Istituzioni considerato che rappresenta senza ombra di dubbio uno dei segni distintivi dell’estate culturale pugliese ed italiana. 

immagine copertina pagina-01.jpgGLI APPUNTAMENTI

17 luglio ore 20.30 – Centro visite l’Uomo di Altamura, Lamalunga 

RADICANTO: Un sogno così. Omaggio a Domenico Modugno. Maria Giaquinto, canto e narrazione, Giuseppe De Trizio, chitarra classica, Adolfo La Volpe, chitarra elettrica, basso elettrico, Francesco De Palma, cajon, percussioni

18 luglio ore 20.30 – Dimora Cagnazzi, Altamura.

“GHIMEL”, presentazione del cd.Elias Nardi, Oud, Daniele Di Bonaventura, Bandoneon, Ares Tavolazzi, Double Bass,  Fretless B

19 luglio ore 20.00 – Agor@teca, Altamura

“ Curima, curima… “: Concerto per voce, anima e violoncello. SIMONA COLONNA: voce e violoncello, STEFANO MELONE: live electronics

Ore 21.15  Agor@teca, Altamura.Il regista Gianfranco Pannone presenta il docufilm: “ Scherza con i fanti “ 2019 

29 luglio ore 20.30 – Masseria San Domenico, Murà. Claudio Prima “ Nina Balla di madre italiana” Concerto di musiche e parole

 3 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà. AYOM, Musica do atlantico negro. Jabù Morales voce e percussioni, Alberto Becucci fisarmonica, Olmo Marin chitarra, Ricardo Quinteira basso, Timoteo Grignani percussioni, Walter Martins percussioni 

4 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli

Duo Savoretti – Mina: Sonorità tradizionali e le incursioni dell’elettronica. Francesco Savoretti : percussioni mediterranee e live electronics, Fabio Mina: flauti 

4 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli: Terra Brazil. Forrò e musica popolare brasiliana

5 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà: Francesco Moramarco Project. Francesco Moramarco chitarra elettrica, Domenico Caliri chitarra elettrica, Manco Donato batteria e rav, Francesco Lavecchia basso elettrico, Grazia Lombardi voce e violino

5 agosto ore 21,30 – Masseria San Domenico, Murà. “Cillacilla”:Maria  Moramarco, voce, Luigi Bolognese, chitarre, Alessandro Pipino, organetti, fisarmonica e colori sonori, Adolfo La Volpe, oud chitarra portoghese, Francesco Savoretti, percussioni mediterranee e live electronics

10 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli. Uaragniaun: Maria Moramarco  voce e chitarra, Luigi Bolognese chitarra, mandoloncello, Silvio Teot percussioni, voce, Filippo Giordano violino 

10 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli.Arsene Solo, Shaman Showman

13 agosto ore 20.30 – Dimora Cagnazzi. Terrae. Presentazione CD “Approdi”

 13 agosto ore 21.30 – Dimora Cagnazzi. “Dal Barocco a Béla Bartók”: musiche di Diego Ortiz, Orlando Gibbons, Antonio Vivaldi, J.S. Bach e Béla Bartók. Angela Ambrosini e Marco Ambrosini, Nyckelharpa, Eva-Maria Rusche, Pianoforte

14 Agosto ore 20.30 – Masseria Conti Filo. Riccardo Tesi & Banditalianapresentani il CD “Argento” 

1-2 settembre – Campo 65, Altamura: Campo 65 anteprima assoluta di una produzione realizzata dalle associazioni culturaliSuoni della Murgia e Campo 65 

3 ottobre ore 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Presentzione del CD “Murgia”. Michele Santarcangelo chitarre, con Annamaria Rifino : arpa celtica

3 ottobre ore 21.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. “ La copla Perdida “, Percorsi e memorie del folklore dell’ America Latinacon Luciana Elizondo, Canto e Viola da Gamba e Quito Gato Chitarre a 5 e 6 ordini

14 novembre 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Radicanto: “Conosco appena le mani”: Maria Giaquinto(canto), Giuseppe De Trizio(chitarra classica),Adolfo La Volpe(chitarra acustica, chitarra portoghese)e Francesco De Palma(percussioni)

info e contatti: https://www.facebook.com/suonidellamurgia/

info@suonidellamurgia.net

IL BLUES RACCONTA LA PIENA DEL ‘27

IL BLUES RACCONTA LA PIENA DEL ‘27

IL BLUES RACCONTA LA PIENA DEL ‘27

di alessandro nobis

Nell’aprile del 1927 il “Padre delle Acque”, il fiume Mississippi, esondò dal suo alveo provocando la più grande inondazione della pianura americana che a memoria d’uomo si ricordasse. Tutto ebbe inizio con un inverno particolarmente piovoso che aumentò la portata del fiume in modo eccezionale ed il 16 del mese di aprile in Illinois, ben lontano dal Golfo del Messico, il primo argine si dovette arrendere alla potenza del fiume.

Più di 60.000 km2(ovvero 3 volte la superficie della regione Veneto o 6 volte quella della Calabria) vennero sommersi dalle acque, centinaia di migliaia di persone dovettero trasferirsi altrove e 250 persero la vita. Cinque giorni più tardi, a Mounds Landing nello stato del Mississippi esondò definitivamente e nelle settimane successive tutto il sistema fluviale collassò ovunque; l’acqua in alcuni punti raggiunse l’altezza di 9 metri. Dovettero passare due mesi perché l’acqua rientrasse nell’alveo originale e le autorità vennero fortemente criticate per avere aiutato maggiormente la popolazione bianca rispetto a quella afroamericana nelle operazioni di salvataggio e di soccorso. Migliaia di braccianti agricoli, naturalmente afroamericani, furono costretti a lavorare in condizioni pessime cercando di alzare gli argini vicino a Greenville, Mississippi e quando le acque si alzarono vennero lasciati senza cibo e acqua potabile mentre le donne ed i bambini caucasici vennero tratti in salvo e trasportati in luoghi sicuri. Le cronache dell’apoca riportarono che almeno un afroamericano venne ucciso per essersi rifiutato di lavorare in quelle condizioni.

Naturalmente una calamità naturale di così ampia portata ebbe delle conseguenze sulla vita delle persone e sulla stria economico-sociale degli Stati Uniti; si innescò una grande migrazione degli afroamericani dagli Stati del sud verso quelli del Nord soprattutto verso le grandi aree urbane. Un fenomeno che si ripetè non molti anni dopo in occasione della siccità negli Stati Centrali che indusse masse di agricoltori e piccoli proprietari terrieri ad emigrare soprattutto verso la California.

Questo disastro fu raccontato sì dai giornali e dalle radio, ma anche da numerosi musicisti che direttamente o indirettamente furono coinvolti; e considerate le aree distrutte dalle acque, diversi i musicisti composero folk-songs con l’idioma del blues in relazione all’accaduto. Dico folk-songs perché ritengo personalmente – ma so di non essere l’unico – che una canzone “è” una “folksong” se racconta una storia sia essa in relazione allo stesso autore o ad altre persone, ed anche di accadimenti come quello di cui sto scrivendo. Qui di seguito indico sette autori che ne scrissero canzoni incise su preziosi 78giri, in quegli anni ma anche più recentemente, come Randy Newman. Fu così che, come i cosiddetti “fogli volanti” europei che contribuivano nell’Ottocento a diffondere le notizie alla maggioranza della popolazione non scolarizzata, i 78giri ebbero la stessa funzione oltreoceano, considerato che le radio a quel tempo non trasmettevano i “Race Records.”

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ROBERT HICKS a.k.a. BARBECUE BOB (1902 – 1931) “Mississippi Heavy Water Blues” giugno 1927. Di Walnut Grove, Georgia, Robert Hicks si trasferì giovanissimo ad Atlanta dove imparò la tecnica della chitarra a 12 corde. E’ considerato uno principali esponenti del “piedmont blues”; nel testo fa riferimento naturalmente all’alluvione ma anche alla perdita della madre e della sua ragazza, portata via dal fiume.

Nothing but muddy water, as far as I could see

I need some sweet mama, come shake that thing with me

That’s why im crying Mississippi heavy water blues

Listen here you men, one more thing I’d like to say

Ain’t no womens out here, for they all got washed away

That’s why im crying Mississippi heavy water blues

Lord, Lord, Lord

Mississippi shakin’

Louisiana sinkin’

The whole towns a shrinkin’

Robert Hicks is Singin’

That’s why im crying Mississippi heavy water blues

LIZZIE DOUGLAS (a.k.a.) MEMPHIS MINNIE & KANSAS JOE McCOY “When the Levee Breaks”.

Il 18 giugno del 1929 Memphis Minnie e Kansas Joe McCoy registrano la loro prima session per Columbia, a Noew York. Qui la voce è di McCoy che accompagna anche con la chitarra Memphis Minnie, ottima strumentista e caratterizzata dallo stile finger-picking.

Robert Plant dei LED ZEPPELIN ne modificò leggermente il testo, Jimmy Page scrisse un nuovo riff di chitarra e John Bonham marchiò il brano con il suo inimitabile e possente drumming; gli Zeppelin inserirono il brano nel loro quarto ellepì pubblicato nel 1971, citando l’autrice accanto ai loro nomi. E’ questo uno dei brani meno eseguito dalla band inglese dal vivo.

CHARLEY PATTON “High Water Everywhere” dicembre 1929, Grafton, Wisconsin.

Tra tutti gli autori che cito qui Charlie Patton probabilmente fu l’unico testimone diretto della piena, ed anche vittima. Interpreta questo suo brano, inciso per la Paramount, con grande passione, con il coinvolgimento personale, cantando il testo come se fosse un sermone raccontando la sofferenza particolare degli afroamericani, già ridotti allo stremo e ancora privati dei diritti civili. Ne registra due versioni e descrive l’abbandono delle terre, delle case, delle persone costrette ad emigrare lasciando i loro pochi averi (“Non riuscivo a vedere nessuno, e non c’era nessuno che doveva essere trovato”)

“The back water done rolled lord, and tumbled, drove me down the line
The back water done rolled and tumbled, drove poor Charley down the line
Lord, i’ll tell the world the water done struck Drew’s town

Lord the whole round country, lord creek water is overflowed
Lord the whole round country, man, is overflowed
(spoken: you know, i can’t stay here, i’m bound to go where it’s high boy.)
I would go to the hill country, but they got me barred”

ELDERS McINTORSH & EDWARDS’ SANCTIFIED SINGERS. “The Flood of 1927” 4 dicembre 1928.

La tradizione del canto religioso era molto ricca e forte a Memphis e del Mississippi settentrionale quando McIntorsh ed Edwards entrarono nello studio. La performance è molto ispirata, rinforzata dalla partecipazione della congregazione che rafforza e puntualizza il ritornello di McIntorsh.

He pured out his flood upon the land

H sent a flood through the land

And it killed both Beast and man.

BEULAH BELLE THOMAS (1898 – 1986) a.k.a. “SIPPIE WALLACE”. “The Flood Blues”

Sippie Wallace era nata nella Jefferson County, in Arkansas, uno degli stati più devastati dalla piena. Frequentatrice più degli ambienti jazz che blues (lavorò anche con Johnny Doods, Sidney Bechet e King Oliver tra gli altri), registrò oltre 40 brani per la Okeh Records e tra questi, il 5 giugno del 1927, “The Flood Blues” in compagnia di Louis Armstrong (cornetta), del fratello Hersal Thomas al pianoforte, di un clarinettista e di un chitarrista sconosciuti. Negli anni Trenta divenne organista di chiesa e direttrice di cori su a Detroit.

BESSIE SMITH & JAMES P. JOHNSON “Preaching the blues” e “Backwater Blues”, 17 febbraio 1927.

Bessie Smith registrò questi due brani il 17 del 1927, brani che vennero messi sul mercato nei giorni della piena, nell’estate del ‘27; le due incisioni, fatte con il grande pianista James P.Johnson, riguardano però la piena della primavera dell’anno precedente, ovvero quella del 1926.

Anche un grande autore come Randy Newman scrisse un bellissimo brano su questa tragedia: nonostante non sia proprio un songwriter legato al blues, ho ritenuto opportuno citarlo. Qui è nella veste di “storyteller”, che racconta la vicenda 50 anni dopo.

RANDY NEWMAN “Louisiana 1927”.

Randy Newman registrò “Louisiana 1927” per l’album “Good Old Boys”, pubblicato nel 1974, un chiaro segno di quanto fosse forte il ricordo di quella tragedia.

Qui Newman narra della gente, della piena, delle inondazioni, degli abitanti di Plaquemines che per cercare di salvare New Orleans fecero saltare con la dinamite l’argine del fiume con il risultato di far sommergere la cittadina e causando enormi danni all’agricoltura.

Some people got lost in the flood
Some people got away alright
The river have busted through, clear down to Plaque mines
Six feet of water in the streets of Evangeline

RADOSLAV LORKOVIC registrò una versione in studio per l’album “The Po the Mississippi” del 2018 e due live del brano per gli album “Live from Castello Scaligero di Malcesine” del 1997 e per “Homer: a piano Odyssey” del 2013.

TERREMOTO 1891 (quotidiano ARENA, quindicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano ARENA, quindicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quindicesima parte)  ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

DALL’OSSERVATORIO

Verona, 12 giugno, ore 11 ant.

Nel corso della giornata di ieri traccie di leggere ondulazioni: scossa sensibli alle ore 4.48 pom. marcata da tutti gli istrumenti, nella direzione Nord – Nord – Est dalla quall’ora sino alle ore 9.16 pom., ondulazione continua quasi da formare una linea sulla carta sel sismografo.

Nella notte e nella mattina continua ma più debole: lle ore 9.46 ant. forte scossa ondulatoria in direzione Est – Ovest.

Ora il movimento continua poco interrotto.

Per il Prof. Agostino cav. Goiran

L’assistenteBATTOCCHI

 

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VENIAMO IN SOCCORSO

DI TREGNAGO E BADIA

e Comuni finittimi

E’ inutile ormai ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago, di Selva, di Vestena, ecc., si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

Lista di ieri L. 953.
Offerte d’oggi:
Pietro Luigi Noris 1.
Catterina Noris 1.
Umberto Noris 1.
Ubaldino Noris 1.
Coniugi Spezia – Aldighieri 20.
Eredi fu Giovanni Bragantini 10.
Pietro Sgulmero 3.
Ditta Federico Pesaro 10.
Trevisani Vittorio 5.
Augusta Menga – Albertini 40.
Carolina Calabi 50.
Carlo Beltrame 10.
Marchese Clavarino Filippo, ingegnere 20.
Contessa Giulia Pellegrini dopo lunga e penosa malattia per la recuperata saluta invia in 2° offerta per i danneggiati del terremoto altre 25.
Dr. Augusto Provolo 10.
Cav. Emanuele Cuzzeri 5.
Clelia ed Attilia Errani (da Russi) 1,50
Gedeone Bissoli, pizzicagnolo 3.
Giovanni Giarneri 7.
Devenuto comm. Eugenio 20.
Co, Francesco Balladoro 50.
Alessandro Marangoni e C. 3.
Chiarotto Cavattoni e C. 30.
Emilio Monti 20.
Ditta Francesco Zeiner 30.
Antonia Borgia – Castagna 25.
Zini dottor Domenico 5.
Pietro Silvestri 10.
Tentori Egidio 5.
Botticella Giuseppe agente delle Tasse ad Isola della Scala 7.
Obicini Alfredo aiuto agente 3.
Achille Cavadini 10.
Giulio Forti 5.
N. N. 10.
Conte Pietro Bevilacqua 25.
Ugo D’Alessi 5.
Uscieri del Tribunale 6.
Totale L. 1454,50

 

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La Camera di Commercio ha deliberato di concorrere con L. 300 a soccorrere i danneggiati dal terremoto, somma che verserà a quel Comitato Provinciale che sarà per costituirsi in Verona.

 

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I terremoti nel veronese

SPIGOLATURE STORICHE

Il recente fenomeno tellurico che ha sorpreso Verona e la parte Nord – Est della provincia, né ancora accenna a cessare completamente, ci suggerisce un po’ di ricerca storica sui terremoti che nei secoli trascorsi afflissero questa vetusta città ed i luoghi circostanti.

Tacendo dei fenomeni sismici verificatesi negli anni 243, 369 e 793 dell’Era volgare sui quali mancano particolari attendibili, prendiamo senz’altro le mosse dal disastroso terremoto dell’anno 894 durante il dominio di Berengario I.

La storia di Lodovico Moscardo Patrizio veronese del secolo XVII registra appunto che nell’anno 804 (settimo di Berengario) «seguì grandissimo terremoto, che fece molti danni nella città e particolarmente rovinò gran parte del Teatro (al di là del ponte della Pietra verso le regaste del Redentore) con la morte di molti e cadde gran parte della prima cinta dell’Anfiteatro (Arena). Berengario sorse, a richiesta di Adeleardo Vescovo, e decretò che ciascheduno potesse gettare a terra fino dai fondamenti quella parte di teatro che minacciava rovina, come si legge nella sua determinazione».

E’ probabile che non molti cittadini abbiano approfittato di questa singolare liberalità del principe Longobardo, se si eccettuano gli abitanti coerenti o più prossimi allo splendido edifcio posto in luce e illustrato dal Monga, scampati al grave pericolo.

Comunque è certo che buona parte del Teatro romano venne allora, un po’ per effetto del terremoto e un po’ per ragioni di sicurezza, rovinato e demolito e chi ne visita anche oggi con attenzione i resti vi scorge senza difficoltà gli effetti terribili di uno scuotimento del suolo che rimonta alla bellezza di mille anni circa.

Specialmente in un corridoio di sfogo nella parte già un tempo mediana del Teatro si vede ammassata una quantità di materiali ormai anneriti dal tempo e sopra di esse la massa quasi completa di un palco patrizio, in pietra come si usava all’epoca romana col nome inciso della famiglia cui apparteneva.

Tottochè dimezzate, interrotte, guaste, sovrapposte le rovine del teatro meritano una visita e rimangono là a far testimonianza dei grandiosi concepimenti artistici dei romani ed anche della orribile potenza dinamica del terremoto dell’anno 894 che segnò una data ben calamitosa nella storia di Verona.

***

Il successivo terremoto, di cui troviamo memoria nella cronaca del Moscardo accadde nel 1117. E anche questo fece grandissimi danni rovinando particolarmente il recinto dell’Anfiteatro (Arena) detto Ala.

Lo storico nota che nella medesima contingenza bruciò una gran parte del Palazzo della Ragione.

Del terremoto accaduto l’anno 1183, famoso per la storia per la pace conclusa a Costanza fra i rappresentanti le città della Lega e l’imperatore Federico Barbarossa, essendo podestà di Verona il conte Santo Sambonifacio, il Moscardo non fa parola.

Nel 1223 essendo podestà Rizzardo conte di Redondesco «nel giorno di Natale, nell’ora di terza seguì grande e spaventevole terremoto, il quale fece grandissimi danni con la rovina di moltissime case nella città e nel contado, e nella Valpolicella ruinò l’antico castello di Marano, già da Carlo Mario (?) fabbricato».

«L’anno 1348 il vigesimo quinto giorno di gennaio fu così estremo terremoto nella Lombardia che in Verona gettò a terra sette case».

«L’anno 1367 furono due terribili terremoti, per li quali precipitarono molte case, con la morte di alquante persone».

Nell’anno 1457 seguirono «così terribili terremoti che caderono per quasi tutta l’Italia edifizi e particolarmente un monte sopra Salò, discosto dal lago di Garda, s’abbassò nascondendosi gran arte nella terra».

Nel mese di gennaio del 1487 «si sentì grandissimo terremoto che ruinò e atterrò molte case nella città»-

Nell’anno 1491 sotto il reggimento di Marcantonio Morosini, «si sentì uno spaventevole terremoto, per il quale oltre la rovina di molte case, perirono in Verona molte persone».

Nell’anno 1505 «per alquanti giorni si sentirono terremoti; perciò in Verona non fecero danni di considerazione. Patì assai Bologna ove caderono molte case ed edifici».

«Il decimo quinto giorno di Gennaio dell’anno 1511 fu in Verona e territorio vento sì impetuoso che spiantò la maggior parte degli alberi e in Gardesana gran parte degli olivi».

In Verona cederono la maggior parte dei camini e a S. Leonardo gettò (sic) a terra tutto il dormitorio dei detti Padri (di S. Leonardo) e in altri luoghi causò infiniti danni.

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Seguirono altri terremoti il 17 di febbraio dell’anno 1695 e nell’epoca nostra tutti ricordano i movimenti tellurici del 19 dicembre 1869, 27 maggio 1870, 23 settembre 1871, 29 giugno 1873, che tanto devastò il Bellunese, 19 dicembre 1885, 23 febbraio 1887 fatalissimo per la Liguria e finalmente quello del 7 giugno, non ancora finito a quanto pare.

 

QUI LA PRECEDENTE QUATTORDICESIMA PUNTATA: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/03/11/terremoto-1891-quattordicesima-parte-arena-12-13-giugno-1891/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte) ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte) ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte)

ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

INTERVIENE GOIRAN

Sicuramente, dissemi il professore, nel secolo nessun’altra scossa per estensione e per intensità di effetti (parlando del Veronese) può paragonarsi a quella che nella notte dal 6 al 7 giugno corrente, colpì il veronese in modo specialissimo nel distretto di Tregnago.

Si premette dall’intervistato che secondo ogni probabilità il fenomeno attuale nel passato deve aver avuto, sebbene leggerissima una qualche manifestazione. Perché egli visitando nella mattina dell’11 la regione che sta tra la Valle dell’Alpone e la valle di Tregnago fu sorpreso da scossa violenta accompagnata da rombo prolungatissimo alcuni minuti prima in prossimità di Castelvero ed osservò che un branco di pecore manifestavano un’insolita agitazione mandando belati acutissimi come di dolore.

Le guide che lo accompagnavano – due mulattieri di Vestenanuova – gli osservarono che quei romori erano ad essi cosa notissima e da essi ritenuta come cosa prodotta dal Lago di Garda!!

Questa cosa dimosrerebbe che romori sotterranei non oggi soltanto, ma anche nel passato fossero stati avvertiti in questa zona, tanto più, che sebbene non avvertiti, anche negli anni scorsi lo stesso amico nostro Goiran alcuni piccoli terremoti ebbe pure a sorprendere in questa regione e fra gli altri quello che nella sera del 6 febbraio 1880 colpiva il veronese e del quale scrisse anche la storia.

Aggiunge che nelle memorie accademiche non ricordava più se nel 1882 o 1883 è fatto cenno che nella parte alta della provincia veronese erano stati avvertiti romori straordinarii la quale asserzione potrebbe certamente essere attribuita all’altra parte del Veronese, ma anche a quella che oggidi ci occupa. Tanto più che suoni e detonazioni e terremoti limitatissimi lo stesso Goiran ebbe più di una volta a sorprendere tra la Val d’Adige e la Val d’Alpone. Nel caso attuale si tratta di una conflagrazione che visto il campo relativamente limitatissimo nel quale si è manifestata, assume proporzioni di grandiosità e di intensità assolutamente eccezionali.

La notte era tranquilla, il silenzio profondo, e la città era assopita nel sonno e fidente. Conficdenza però menzogneria perché prima della mezzanotte il suolo con tremiti, oscillazioni leggerissime manifestava una agitazione non comune, la quale – come preavviso – non solo nelle agitazioni degli animali, nelle perturbazioni magnetiche, nella leggiera scossa delle ore 1,07 ant. preannunziava la scossa poderosa che alle ore 2,04 scuoteva Verona e gettava lo spavento e il terrore a Tregnago, Marcemigo, Scorgnano, Cogòlo, Badia Calavena, Tessari, Sant’Andrea di Vestenanuova, Castelvero e Selva di Progno.

L’amico Goiran sorvola sul panico che non può descriversi, sulle grida, sulle eccitazioni nervose, fortemente impressionato dalla somma di dolori, di miserie e di sgomenti che ebbe ad osservare in questi giorni, si ferma sulla somma dei disastri, disastri incalcolabili per la entità dei danni, per i lavoro di campagna sospesi o troncati, per il senso di malessere generale che ha colpito la popolazione dei campi e anche per le evenienze future.

Nel tratto di provincia che abbraccia le località colpite dal terremoto, la massima parte delle abitazioni è resa inabitabile, o per rovina perché crollate, o per sfasciamento, o per l’imminente pericolo di rovina. Di fronte a tale somma di disastri l’animo rimane sgomento e dal complesso delle sventure si augura propizio l’aiuto di chi può e deve soccorrere in tanta jattura.

I fenomeni fisici che preannunziarono la scossa tremendamente maestosa delle 2,04 a. si riducono a quelli notissimi di agitazione in tutti gli animali domestici in un senso molto pronunciato di malesse anche nelle persone, in un movimento microsismico prolungatissimo che annunziava la prossima conflagrazione.

Degli effetti posteriori della scossa si è detto prima, piuttosto dice l’amico Goiran, parliamo della modalità e della forma del fenomeno in ordine alla sua distribuzione ed assicura, sino a che nuovi fatti non vengano a contraddirlo, che l’area maggiormente scossa però essere rappresentata da un triangolo i cui vertici sarebbero Castelvero, Sant’Andrea di Badia Calavenae Tregnago; La linea di massima azione passerebbe per Castelvero, Cogòloprolungandosi fino a Verona ed oltre. Il centro di azione massima sarebbe secondo ogni probabilità da collocarsi fra Castelveroe Cogòlodi Tregnago dal qual punto a guisa di ventaglio partirono radiazioni in tutti i sensi, le quali urtarono il Trentino, il Bresciano, il Mantovano, il Vicentino, il Padovano, spingendosi sino nell’Emilia nel Piemonte e nella Liguria.

Gli effetti meccanici sono di una violenza inaudita presentando contemporaneamente particolarità stranissime le quali, indipendentemente dalle spinte laterali e verticali. E negli edifizii e nel suolo indicano sino all’evidenza un marcatissimo movimento di torsione come nel contorcimento di una casa a Cogòlo, nel rovesciamento di non pochi capitelli che a Tregnago ed altrove si può facilmente verificare (pilastro casa dottore Castelli, Massalongo, Zanderigo, balaustre chiesa Cogolo).

Oggidi le scosse continuano si può dire senza interruzione e si succederanno con varie vicende di intensità e di tempo, né la scienza o le umane previsioni possono assicurare sulla durata del periodo sismico attualmente apertosi.

E’ lecito però asserire che pur perdurando il movimento attuale, pur prevedendo a tratto una qualche scossa assai vibrata, pure non sarà mai per ripetersi quella rovinosa del 7.

L’egregio prof. Goiran raccomanda a tutti, sei luoghi colpiti, calma, calma e calma, e ne hanno ben bisogno.

Era il tocco passato e quindi andammo a prendere un po’ di riposo. Pioveva dirottamente.

  1. g.

 

 

 

 

Succede a Verona: “PER NON DIMENTICARE”, seconda edizione

Succede a Verona: “PER NON DIMENTICARE”, seconda edizione

 

Succede a Verona: “PER NON DIMENTICARE”, seconda edizione

“26 – 28 – 30 gennaio 2020”

Cooperativa Sociale “La Genovesa”, Verona

di alessandro nobis

Iniziata domenica 26 presso la Cooperativa Sociale “La Genovesa”, a Verona, la rassegna “Per non dimenticare”, si propone in occasione della Giornata Della Memoria di tener vivo il ricordo non solo dell’abominio della Shoah ma di tutti i genocidi perpetrati da uomini contro altri uomini soprattutto nei tempi “recenti”. Ennio Trivellin, presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti è stato il protagonista della prima serata; occasioni come questa saranno sempre più rare in futuro, per motivi evidenti, e quindi è sempre più importante dare la parola a quanti sono stati protagonisti / vittime dell’antisemitismo per raccontare la tragica esperienza che ha brutalmente tolto la vita, la fanciullezza e l’adolescenza, come nel caso di Trivellin, a centinaia di migliaia di persone.

69916328_2699042246805263_1495266222420262912_o.jpgDomani 28 gennaio, in programma alle 20:45 c’è la proiezione del film “Al Disertore”, versione cinematografica dello splendido spettacolo teatrale che le Falìe di Velo Veronese hanno realizzato per la regia di Alessandro Anderloni, che sarà per l’occasione presente. E’ la storia del bersagliere suo omonimo che fugge dall’altopiano di Asiago e dalle sue trincee per ritornare a casa, nella sua Lessinia; verrà passato per le armi con l’accusa di diserzione secondo la prassi di quei terribili anni della Prima Guerra Mondiale dai Carabinieri. Anderloni, il regista, ha ricostruito con pazienza attraverso lo studio di documenti la vicenda del bersagliere veronese portando in scena per un lungo periodo la sua storia raccogliendo consensi ovunque. Da sottolineare che grazie alle Falìe il nome del caduto è stato nuovamente riportato sul monumento ai caduti di Roverè Veronese dal quale era stato cancellato nel 1922 da fanatici mussoliniani.

Il terzo, ed ultimo, appuntamento è fissato per giovedì 30, sempre alle 20:45. Un episodio, fortunatamente non isolato, di “salvamento” dall’oceano di odio razziale esploso dopo il 1938; Bruno Carmi, piemontese e Presidente della Comunità Ebraica di Verona, racconta la storia dei suoi genitori, salvati da persone che anteposero la vita di altri alla propria correndo in aiuto e nascondendoli alle retate. Non tutti si arresero all’indifferenza generale, non tutti fecero finta di nulla girandosi volgendo il proprio sguardo “altrove”. Scelsero di restare umani a loro rischio. Fortunatamente.

Gli eventi si terranno presso la sala polifunzionale La Genovesa Cooperativa Sociale – Strada della Genovesa 31/a Verona – Ingresso gratuito con offerta libera

INFORMAZIONI: Paolo Marocchio

Responsabile di Fattoria
 
Strada della Genovesa 31/A – 37135 Verona (dietro casello autostradale VR Sud)
Tel. 045541864 |  Mob. 3485503315 | Fax. 0458567142
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TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (undicesima parte) ARENA, 11 – 12 GIUGNO 1891

I DISASTRI DEL TERREMOTO

Nella valle di Tregnago

Da Tregnago, ore 11, riceviamo il seguente dispaccio:

Stanotte ebbesi qui tre scosse e un continuo leggiero traballamento del terreno”.

Stamane alle 8.30 si ebbe una fortissima scossa ondulatoria che terrorizzò la popolazione.

Giungono notizie di altri disastri, in seguito a questa scossa, a Cogòlo e Marcemigo.

Si manifestarono in tutte le case nuovi rilevanti danni.

I muratori, spaventati, difficilmente lavorano.

Il Municipio domandò soccorsi al militare.

Il Comitato.

*

All’una poi ricevevamo quest’altro dispaccio dal nostro corrispondente:

La scossa di stamane preceduta dal continuo traballamento di questa notte ha profondamente impressionato la popolazione.

Tutti uscirono dalle tende impauriti e inebetiti e stettero ansiosi a guardare se le case cadevano.

Le donne si spaventarono fortemente.

La vita nostra è diventata un’angustia orribile, poiché siamo in continua aspettazione di guai maggiori.

Si verificarono altri gravi danni alle case.

I crepacci si fecero più larghi, alcuni muri caddero e nessuno osa più entrare nella propria abitazione per tema gli abbia a precipitare addosso.

Urgono soccorsi, anche di operai, per puntellare o demolire le case minaccianti rovina.

Le autorità sono dappertutto, e ieri e ier l’altro accompagnarono il Prefetto nella sua visita a tutti i luoghi colpiti.

Il Conte Sormani-Moretti rimase impressionatissimo dell’entità dei danni e del miserabile stato della popolazione.

*

Da Selva di Progno

Ci scrivono:

Dalle relazioni che ho veduto pubblicate sul suo pregiato giornale riguardo ai danni arrecati dal terremoto, non v’è una sillaba che riguardi questo Comune dove si ebbero tre case crollate, sei dichiarata inabitabili e parecchie riconosciute mal sicure.

La prego perciò del favore di dirne qualche cosa, soggiungendo che gran parte degli abitanti delle contrade Leorati, Anselmi, Gonzevi e Dosso vivono sotto le tende, e che sono ancora pieni di spavento.

Ci fu la Commissione tecnica a constatare il pericolo delle abitazioni, ed oggi abbiamo avuto anche la visita del signor Prefetto, che, accompagnato dalle autorità del paese, riconobbe i danno cagionati dal terremoto, e promise di adoperarsi perché anche questi poveri disgraziati abbiano un qualche soccorso.

Perdoni del disturbo e La ringrazio.

Mentre scrivo (ore 3,45 pom.) si fa sentire una sensibile scossa di terremoto con rombo abbastanza prolungato. (non firmato, n.d.r.)

*

Notizie poco confortanti ci giungono anche da Castagnè. Frazione di Mezzane. Colà caddero tre case e tre porticati, e moltre altre case sono inabitabili.

Le case cadute appartengono ad Iseppi Michelangelo, Gilberti Francesco e Rugoletto Luigi; i porticati a Modesti Luigi, Micheloni Ferdinando e Giuseppe Menini.

E’ strano che il sindaco non abbia creduto di informare di questi danni abbastanza rilevanti.

*

A Vestena ieri furono mandate urgentemente 60 tende militari per ricoverare la popolazione che dormiva alla belle etoile.

*

Notizie che ci vengono telegrafate da Roma ci pongono in grado di avvertire che S. E., il Ministro Colombo, interesato da S. E. Pullè e dagli on. Miniscalchi e Poggi, è disposto ad accordare lo sgravio dell’imposta fabbricati alle case distrutte o rese inabitabili a cominciare dal giorno del disastro.

Speriamo si possa ottenere qualcosa di più.

*

Il Sindaco di Verona ha ieri telegrafato in questi sensi al Sindaco di Tregnago:

Per soccorrere urgenti bisogni danneggiati terremoto Giunta deliberò urgenza 300 lire Tregnago 200 Badia (Calavena); prego comunicare Sindaco Badia.

Renzi-Tessari Sindaco

*

La Deputazione Provinciale, ieri adunatasi per urgenza,ha deliberato di inviare un sussidio di L. 2000 a Tregnago ed uno di 1500 a Badia Calavena.

*

Qui ci occorre una spiegazione.

In principio, nella grandiosità del disastro, non si parlò che di Tregnago e di Badia Calavena.

Ma oram cessato un po’ l’orgasmo dei primi momenti, cominciano a giungere notizie di gravi danni subiti da altri comuni come Velo, Roverè di Velo, Selva di Progno, Castagnè, ecc.

Sarà bene quindi – poiché la carità deve ripartirsi fra quanti di essa hanno bisogno – che i sussidi vengano votati dai Corpi morali, o inviati dai privati, per i danneggiati dal terremoto nei Comuni della valle di Tregnago e finitimi.

E giacchè siamo sull’argomento, a noi sembra che la Deputazione Provinciale potrebbe farsi centro di un Comitato per raccogliere offerte e per assegnarle poscia, poiché è più in caso di conoscere la provincia, nessuno rappresenterebbe con maggiore autorità gli interessi dei danneggiati della provincia, di quanto lo possono i deputati provinciali.

Sottoponiamo questa idea al senno, al cuore, al patriottismo del Conte Campostrini e dei suoi colleghi, certi che essi comprenderanno quali argomenti di opportunità e di serietà consigliano tale costituzione.

Ciò non toglie, beninteso, che si possa formare un sottocomitato – soprattutto di giovani volenterosi – per organizzare feste, spettacoli, trattenimenti, alfine di raccogliere denari.

*

Le Loro Altezze Reali il Duca e la Duchessa di Genova, a sollievo dei danneggiati dal terremoto, hanno inviato lire mille.

Sempre uguali i Savoia!

*

Fino a ieri erano state spedite sui luoghi del disastro 1500 tende militari.

Altre se ne spediranno.

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

9^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

10^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/22/terremoto-1891-quotidiano-arena-decima-parte/)

 

 

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS & Euskal Barrokensemble “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ALIAVOX / Diversa Records AV9933. 2CD, 2019

di alessandro nobis

Nel suo precedente “El Amor Brujo” il chitarrista basco Enrike Solinis ed il suo magnifico “Euskal Barrokeesemble” ci aveva fatto viaggiare nel tempo con un inaspettato quanto interessante abbinamento di musiche scritte da Domenico Scarlatti, da Joaquin Rodrigo e Manuel De Falla  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/20/enrike-solinis-euskal-barrokensemble-el-amor-brujo/)mentre in questo accuratissimo lavoro che comprende anche un dettagliato saggio con illustrazioni di circa quaranta pagine in sette lingue ci fa conoscere le imprese marinaresche di Juan Sebastian Elkano (1486 – 1526), navigatore basco che per primo riuscì a completare la circumnavigazione del globo; nostromo della Conception, uno dei vascelli che facevano parte della spedizione di Ferdinando Magellano si trovò a sostituire il capo spedizione dopo la sua morte avvenuta nell’aprile del 1521, portando a termine l’anno seguente il viaggio che l’esploratore portoghese aveva iniziato nel 1519. Come Magellano, Elkano con altri marinai perse la vita per malnutrizione nelle acque delle Molucche durante la spedizione del 1525 alla quale sopravvissero in pochissimo: una delle tante storie di marineria di quei tempi a molti poco conosciuta.

Di Enrike Solinis avevo scritto anche di “Colores del Sur” del 2013 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/03/enrike-solinis/)e questo doppio disco non fa che confermare la classe di questo musicista, non tanto come specialista della chitarra barocca ma anche e qui soprattutto come storico, ricercatore ed arrangiatoreconsiderate la cura e la prassi esecutiva del repertorio di questa straordinario lavoro, un omaggio certamente ad Elkano ma anche alla gente basca, alla sua identità ed alla loro millenaria capacità di solcare i mari per necessità (pesca o emigrazione) o per semplice amore verso le “acque grandi”.

Non a caso il sottotitolo è “Canzoni e danze dell’epoca d’oro della navigazione basca” e questo è quello che ascoltiamo: dal XII secolo al XVII con la diaspora basca è un continuo susseguirsi di musica tradizione di Euskadi, di arie delle Molucche (“Lagu Togal”) e quelle nordafricane (il “Bashraf Jahargah” del XVI secolo) ad altre provenienti da fondamentali raccolte come il Fandango dal Santiago de Murcia o “El Gineo” dai Manoscritti di Cortabarria del secolo XVII.

Importanti ed essenziali i “recitativi” che inquadrano nel miglior modo i brani musicali che vanno ad anticipare.

Forse il miglior lavoro che ho ascoltato dedicato alla millenaria cultura basca, passata e presente.

 

 

 

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

Edizioni Segni D’Autore, pagg. 128 a colori, 21×30 cm. 2019, € 19,90

di Alessandro Nobis

Dalle mie parti gli anziani narrano che i terreni morenici a sud del Lago di Garda su entrambe le sponde del fiume Mincio diano vini dalle proprietà organolettiche così particolari perché nel suolo siano rimaste le anime e qualcosa d’altro dei diecimila soldati caduti nelle furibonde battaglie della metà del secolo diciannovesimo, quelle che sono considerate dagli storici come le “Guerre d’Indipendenza”. Sulla destra idrografica del Mincio, nella zona di Custoza, vennero combattute due sanguinose battaglie negli anni 1848 e 1866 mentre sulla sinistra il 24 giugno del 1859 si confrontarono 230.000 soldati nelle zone di Solferino e di San Martino “Della Battaglia”. Emilio Maffei (soggetto), lo sceneggiatore Andrea Laprovitera (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/11/09/andrea-laprovitera-carlos-barocelli-betty-zane/) e Luca Vergerio (illustrazioni) in questo nuovo volume delle Edizioni “Segni D’autore” ci regalano una Microstoria – quella del Capitano Sabaudo Carlo Santamaria e dei suoi uomini – che si sviluppa nella Storia, ovvero nelle terribili ore della Battaglia di San Martino che costò la vita a quasi ottomila militari ed anche a parecchi civili, uccisioni che ora si chiamano “effetti collaterali”; una autentica strage che convinse l’imprenditore svizzero Jean Henry Durant a formare un gruppo di volontari che aiutasse i feriti nelle battaglie, gruppo che successivamente diventò la Croce Rossa Internazionale.

SAN-MARTINO-1859L’impostazione di questo splendido volume, ovvero la lettura della Storia Risorgimentale attraverso le Storie personali, è a mio avviso vincente e rappresenta quello che nel mondo della scuola dovrebbe affiancare i libri di testo  “ufficiali” che nel caso anche del Risorgimento si fermano troppo spesso su nomi, date, vittorie e sconfitte, pur importanti. Qui la sceneggiatura di Laprovitera su soggetto di Emilio Maffei è ancora una volta efficace ed è superbamente resa viva dagli acquerelli di Vergerio (che aveva già realizzato le tavole per “Baracca ed il Barone”) precisi e puntuali come nelle migliori graphic novel anche nella ricostruzione delle divise, e le ambientazioni interne ed esterne riflettono il paesaggio del basso Garda e le contrade e le fattorie che lì si trovano ancora oggi ed ospitano aziende vinicole.

Volume da consigliare agli appassionati della nostra storia e soprattutto a chi la deve insegnare ai bambini e ragazzi più giovani. Tra loro magari si nasconde qualche futuro disegnatore o sceneggiatore.

www.segnidautore.it

 

 

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (decima parte)

ARENA, 10 – 11 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – PARTICOLARI

Le notizie che ci giungono da Tregnago, da Badia Calavena e dalla vallata colpita sono sempre più sconfortanti.

Ad ogni ora, si può dire, si fa manifesta l’urgenza di abbattere qualche casa, e i meschini proprietari stessi, collo schianto nell’anima, debbono procedere all’atterramento aiutati dai soldati.

I feriti migliorano, ma si rende sempre più indispensabile il provvedere presto al ricovero dei moltissimi che rimangono senza tetto.

*

Il Regio Prefetto conte Sormani Moretti è sui luoghi da ieri e vi si trattiene anche oggi, ospitato dall’ing. Cracco.

Vi sono pure l’ing, Rava del Genio Civile e l’aiutante ingegnere Giacometti i quali attendono a constatare i danni e a stabilire l’abitabilità delle case.

*

Tregnago 9 giugno.

Da Tregnago, un Comitato lodevolmente costituitosi, ci scrive:

Il Comitato di soccorso formatosi a Tregnago in seguito al terremoto del giorno 7 corr., in vista della eccezionale gravità del disastro, fa appello ai giornali più diffusi perché vogliano aprire le loro colonne ad una pubblica sottoscrizione.

Le vittime sono poche ma enormi i danni materiali.

Da relazioni di Commissione Tecniche, che visitarono i luoghi maggiormente colpiti, risulta che nel Distretto di Tregnago i danni superano i due milioni.

Nei Comuni di Tregnago, Badia, Vestena, Velo ecc. tutta la popolazione, in preda al terrore, bivacca all’aperto.

Le scosse frattanto continuano, e sebbene deboli, valgono ad allargare i crepacci.

Per la maggior parte di questi terrazzani la cui proprietà si riduce alla casetta d’abitazione, il triste fatto è una sventura certo irreparabile.

Conforta frattanto la simpatia che dagli uomini di cuore viene dimostrata. Gli onor. Miniscalchi e Poggi. Venuti qui ieri espressamente da Roma, promisero il loro appoggio presso il governo, ed elargirono del proprio L. 1000. Altre offerte cominciarono a giungere.

I danneggiati confidano che il loro grido di soccorso  troverà un’eco generosa in tutti coloro che non sono sordi alla voce della sventura.

Il Comitato

Cavaggioni Sindaco – Doria notaio presidente della Congregazione di Carità – Cracco deputato provinciale – Prof. Ferrari – Avv. Franchini – Avv. Valle – Pieropan – Lavagnoli – Don Cavallini parroco – Battisti

*

Noi da tre giorni abbiamo aperto la sottoscrizione a cui ci si invita nella lettera suesposta, e confidiamo che i nostri lettori, che tutti i buoni, vorranno inviarci l’obolo loro a pro’ degli sventurati colpiti dal terremoto.

*Ieri gl’ingegneri Carameli e De Sisti, della Finanza, si recarono, ufficiamente, a Tregnago e Badia per verificare lo stato delle cose onde studiare e riferire per la sospensione o l’abbonamento della tassa sui fabbricati.

*Tregnago 13 giugno 1891.

Alle ore 8.13, 9.5 e 11 pom. Di ieri scosse ondulatorie marcate da tutti gli istrumenti,

0.11 ant. 1.10 ant. Sino alle 1,47 ant. D’oggi leggere scosse sussultorie quasi senza interruzione.

Calma sino alle ore 8.50 ant. Ora in cui il movimento ripiglia; scaricandosi a terra a brevi intervalli anche il sismografo Brassart.

Per il Prof

Agostino Cav. Goiranl

I’assistente

 

VENIAMO IN SOCCORSO di Tregnago e di Badia.

E’ inutile orma ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

 

Lista di ieri L. 214
   
Offerte di oggi:  
Fratelli Massalongo L. 50
Avv. Agostino Renzi – Tessari L. 50
Ditta Gaetano Franchini L. 25
Rosa Zanetti – Camozzini L. 20
Koller Albrizzi nob. Catterina L. 10
Coniugi Barbarich L. 10
Colombari Pietro L. 10
Cav. Prof. Francesco Trevisan L. 5
Antonio Fabrici L. 5
Maestro Lizzi L. 5
Mombello Gio. Batta L. 4
Luigi Capobianco (Caffè Dante) L. 30
Ing. Vincenzo Balconi L. 5
Angelo Dall’Oca Bianca L. 5
Dott. Arturo Carraroli L. 5
Conte Gaetano Brognoligo L. 50
Cav. Giuseppe Ipsevich L. 20
Forti Arrigo L. 100
Prof. Augusto Tebaldi (Padova) L. 10
Notajo Ugo Massaroli L. 5
Avesani Giovanni L. 10
Notajo Italo Donatelli L. 5
Notajo Burzio L. 5
Paolo Bellante L. 5
A. R. L. 10
Comm. Antonio Guglielmi (deputato al Parlamento) L. 25
Totale L 718

 

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

 

9^ PARTE:: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

I DEPUTATI

Lo avevamo già ieri annunziato.

I deputati Miniscalchi e Poggi appena avuto sentore del disastro, partirono e si recarono sui luoghi. Giunsero ieri alle due a Tregnago, dove accompagnati dal Sindaco, dall’operoso segretario, dall’ing. del Comune, dall’assessore per Marcemigo, dal sig. Pieropau, dal medico Provinciale, visitarono tutte le case, una per una, portando conforto di parola e di buone promesse.

Tale era stato lo spavento provato dalla popolazione, che in tutte le case i letti si trovavano ancora nel medesimo stato in cui furono lasciati quando il terremoto fece scappare di casa gli abitanti. I deputati estesero la loro visita alle frazioni tutte, ed a Badia, riportandone profonda impressione. Essi largirono dal proprio per i più urgenti bisogni lire 600 a Tregnago e 400 a Badia Calavena riservandosi di chiedere ulteriori ed efficaci soccorsi al Governo.

I paesi visitati furono commossi dalle premure, dalla generosità degli egregi loro rappresentanti, ed ora attendono i risultati delle loro pratiche.

Intanto i sindaci provvedono a chiedere l’esonero della presente rata di imposta nell’aspettativa di quei provvedimenti che il Governo centrale non può mancare di prendere in favore delle popolazioni tanto profligate.

I deputati telegrafarono ieri in questo senso all’on. Pullè.

*

Particolari strani: la fontana che è in piazza della parrocchia a Tregnago, appena avvenuto i terremoto si seccò.

A Velo, a Giazza, a Roverè di Velo, poche ore prima del terremoto, e cioè verso sera, l’acqua delle fonti numerosissime era diventata torbida, dopo il terremoto è diventata cinerea, e sa grave odore e sapore di zolfo.

Gli abitanti della Giazza provarono indescrivibile terrore, appena avvenuto il terremoto, a vedere i massi staccarsi dalla Montagna e precipitare con enorme fracasso nelle vallate.

Un pastore di pecore che si trovava in piena montagna ad attendere al suo gregge, ci narrava che credette di impazzire. Vide le montagne intorno a lui muoversi, scuotersi, con rumore tremendo, e vide enormi pezzi di granito (si tratta dipietra calcarea, il granito non è presente nelle rocce lessiniche, n.d.r) staccarsi e venir giù rimbalzando, con rapidità vertiginosa. Credette fosse suonata l’ora della fine del mondo.

*

Riassumendo: noi abbiam creduto, dapprima, che si fosse esagerato nel descrivere i danni di Tregnago e Badia: oggi, dopo la nostra visita, non sappiamo se con questa descrizione affrettata siamo riusciti a dare un’idea esatta dell’entità del disastro.

*

ULTIMA ORA

Da Tregnago, 9, si scrivono:

Facendo seguito alle corrispondenze che vi ho precedentemente mandate, debbo segnalarvi il generoso contegno degli onorevoli Miniscalchi e Poggi, i quali, partiti immediatamente da Roma al primo avviso telegrafico del nostro sindaco, giunsero oggi fra noi alle ore 2 e mezza pomeridiane per portarci aiuto e conforto.

Gli onorevoli deputati elargirono del proprio Lire 600 pel Comune di Tregnago e Lire 400 per quello di Badia. Essi riportarono una impressione profonda del disastro avvenuto. Ci promisero tutto il loro appoggio per ottenere sussidi dal Governo sotto quelle forme che meglio di presteranno all’uopo.

Debbo segnalate pure la condotta esimia di tutti i carabinieri nel salvataggio dei sepolti di Marcemigo.

Gli abitanti di Tregnago sono oltremodo grati a codesto giornale per la generosa sua iniziativa nell’aprire una sottoscrizione pubblica. Essi nutrono viva fiducia che la carità cittadina risponderà generosa all’appello.

Anche da Milano ci giungono offerte, prima fra tutte quella di L. 100 dell’avv. G.B. Alessi.

Pur troppo dobbiamo constatare che i crepacci nelle case vanno allargandosi e che molte credute abitabili ora più non lo sono. Il timor panico è tale che a molti pare di sentire delle nuove scosse, probabilmente sarà effetto dell’agitata fantasia.

Anche questa notte tutta la popolazione dorme sotto le tende sebbene il tempo volga al piovoso.

Giungono al capoluogo del mandamento notizie sempre più gravi. A Vestena dobbiamo lamentare moltissime case inabitabili e 5 feriti, di cui alcuni gravemente.

IL PROF. GOIRAN CI COMUNICA:

Ieri alle 2 pom, leggera scossa, però sensibile, ondulatoria e sussultoria.

Dalle ore 7 pom. Alle ore 10 pom. Leggerissimo movimento senza interruzione: leggerissima scossa alle 10 pom.

Due leggere scosse alle 2,30 e 5 antim. Di oggi. (Goiran)

AIUTIAMO TREGNAGO E BADIA CALAVENA

La narrazione del disastro di Tregnago e da Badia che più sopra si può leggere, semplicità eloquente.

Sono numerose le famiglie che rimasero senza tetto per opera del terremoto, e grandi i sacrifici che altre moltissime famiglie dovranno per fare rendere ancora è nella sua abitabile la propria casa.

La maggior parte delle case distrutte o gravemente danneggiate appartengono a povera gente che non possedeva altro all’infuori di quelle quattro mura, delle poche amsserizie che rimasero distrutte o guaste e di un campetto.

E’ quindi la rovina, quella che presenta per tante famiglie.

Veniamo in loro soccorso, aiutiamole, leniamo la disgrazia con l’obolo nostro!

Noi ci rivolgiamo pertanto ai Veronesi fidenti che vorranno rispondere al nostro appello e che in brevi giorni faranno si che i fratelli di Tregnago e di Badia calavena abbiano a benedire il cuore dei cittadini di Verona.

Aprimo dunque la sottoscrizione a favore dei danneggiati dal terremoto in Tregnago e a Badia Calavena.

Lista di ieri L. 25

Offerte di oggi:

Battistella Luigi, albergatore alla Gabbia L. 20
Ferdinando Locatelli L. 5
Giuseppe Moosbrugger (Milano) L. 5
Chiesa e Comp. (Milano) L. 5
Pelagatti ved. Chiari (Parma) L. 5
Giorgio Giolioli (Livorno) L. 5
R. P. Fortuna (Lucca) L. 5
Stabilimento chimico di Passariano L. 5
Scaini Angelo (Udine) L. 5
E. Facheris e figlio (Grumello) L. 5
Avv. Aurelio Scudellari* L. 60
N. N. L. 4
Avv. Carlo Guglielmi L. 20
Fratelli Bonaldi L. 10
Avv. A. Danieli L. 10
Prof, Cav. Frizzo L. 5
Avv. Fontana L. 5
Galli avv. Carlo L. 5
Umberto Camuzzoni L. 10
TOTALE L. 214

* Queste L. 60 l’avv. Scudellari intende siano devolute metà a Tregnago , metà a Badia.

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

QUI L’OTTAVA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)