TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (undicesima parte) ARENA, 11 – 12 GIUGNO 1891

I DISASTRI DEL TERREMOTO

Nella valle di Tregnago

Da Tregnago, ore 11, riceviamo il seguente dispaccio:

Stanotte ebbesi qui tre scosse e un continuo leggiero traballamento del terreno”.

Stamane alle 8.30 si ebbe una fortissima scossa ondulatoria che terrorizzò la popolazione.

Giungono notizie di altri disastri, in seguito a questa scossa, a Cogòlo e Marcemigo.

Si manifestarono in tutte le case nuovi rilevanti danni.

I muratori, spaventati, difficilmente lavorano.

Il Municipio domandò soccorsi al militare.

Il Comitato.

*

All’una poi ricevevamo quest’altro dispaccio dal nostro corrispondente:

La scossa di stamane preceduta dal continuo traballamento di questa notte ha profondamente impressionato la popolazione.

Tutti uscirono dalle tende impauriti e inebetiti e stettero ansiosi a guardare se le case cadevano.

Le donne si spaventarono fortemente.

La vita nostra è diventata un’angustia orribile, poiché siamo in continua aspettazione di guai maggiori.

Si verificarono altri gravi danni alle case.

I crepacci si fecero più larghi, alcuni muri caddero e nessuno osa più entrare nella propria abitazione per tema gli abbia a precipitare addosso.

Urgono soccorsi, anche di operai, per puntellare o demolire le case minaccianti rovina.

Le autorità sono dappertutto, e ieri e ier l’altro accompagnarono il Prefetto nella sua visita a tutti i luoghi colpiti.

Il Conte Sormani-Moretti rimase impressionatissimo dell’entità dei danni e del miserabile stato della popolazione.

*

Da Selva di Progno

Ci scrivono:

Dalle relazioni che ho veduto pubblicate sul suo pregiato giornale riguardo ai danni arrecati dal terremoto, non v’è una sillaba che riguardi questo Comune dove si ebbero tre case crollate, sei dichiarata inabitabili e parecchie riconosciute mal sicure.

La prego perciò del favore di dirne qualche cosa, soggiungendo che gran parte degli abitanti delle contrade Leorati, Anselmi, Gonzevi e Dosso vivono sotto le tende, e che sono ancora pieni di spavento.

Ci fu la Commissione tecnica a constatare il pericolo delle abitazioni, ed oggi abbiamo avuto anche la visita del signor Prefetto, che, accompagnato dalle autorità del paese, riconobbe i danno cagionati dal terremoto, e promise di adoperarsi perché anche questi poveri disgraziati abbiano un qualche soccorso.

Perdoni del disturbo e La ringrazio.

Mentre scrivo (ore 3,45 pom.) si fa sentire una sensibile scossa di terremoto con rombo abbastanza prolungato. (non firmato, n.d.r.)

*

Notizie poco confortanti ci giungono anche da Castagnè. Frazione di Mezzane. Colà caddero tre case e tre porticati, e moltre altre case sono inabitabili.

Le case cadute appartengono ad Iseppi Michelangelo, Gilberti Francesco e Rugoletto Luigi; i porticati a Modesti Luigi, Micheloni Ferdinando e Giuseppe Menini.

E’ strano che il sindaco non abbia creduto di informare di questi danni abbastanza rilevanti.

*

A Vestena ieri furono mandate urgentemente 60 tende militari per ricoverare la popolazione che dormiva alla belle etoile.

*

Notizie che ci vengono telegrafate da Roma ci pongono in grado di avvertire che S. E., il Ministro Colombo, interesato da S. E. Pullè e dagli on. Miniscalchi e Poggi, è disposto ad accordare lo sgravio dell’imposta fabbricati alle case distrutte o rese inabitabili a cominciare dal giorno del disastro.

Speriamo si possa ottenere qualcosa di più.

*

Il Sindaco di Verona ha ieri telegrafato in questi sensi al Sindaco di Tregnago:

Per soccorrere urgenti bisogni danneggiati terremoto Giunta deliberò urgenza 300 lire Tregnago 200 Badia (Calavena); prego comunicare Sindaco Badia.

Renzi-Tessari Sindaco

*

La Deputazione Provinciale, ieri adunatasi per urgenza,ha deliberato di inviare un sussidio di L. 2000 a Tregnago ed uno di 1500 a Badia Calavena.

*

Qui ci occorre una spiegazione.

In principio, nella grandiosità del disastro, non si parlò che di Tregnago e di Badia Calavena.

Ma oram cessato un po’ l’orgasmo dei primi momenti, cominciano a giungere notizie di gravi danni subiti da altri comuni come Velo, Roverè di Velo, Selva di Progno, Castagnè, ecc.

Sarà bene quindi – poiché la carità deve ripartirsi fra quanti di essa hanno bisogno – che i sussidi vengano votati dai Corpi morali, o inviati dai privati, per i danneggiati dal terremoto nei Comuni della valle di Tregnago e finitimi.

E giacchè siamo sull’argomento, a noi sembra che la Deputazione Provinciale potrebbe farsi centro di un Comitato per raccogliere offerte e per assegnarle poscia, poiché è più in caso di conoscere la provincia, nessuno rappresenterebbe con maggiore autorità gli interessi dei danneggiati della provincia, di quanto lo possono i deputati provinciali.

Sottoponiamo questa idea al senno, al cuore, al patriottismo del Conte Campostrini e dei suoi colleghi, certi che essi comprenderanno quali argomenti di opportunità e di serietà consigliano tale costituzione.

Ciò non toglie, beninteso, che si possa formare un sottocomitato – soprattutto di giovani volenterosi – per organizzare feste, spettacoli, trattenimenti, alfine di raccogliere denari.

*

Le Loro Altezze Reali il Duca e la Duchessa di Genova, a sollievo dei danneggiati dal terremoto, hanno inviato lire mille.

Sempre uguali i Savoia!

*

Fino a ieri erano state spedite sui luoghi del disastro 1500 tende militari.

Altre se ne spediranno.

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

9^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

10^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/22/terremoto-1891-quotidiano-arena-decima-parte/)

 

 

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS & Euskal Barrokensemble “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ALIAVOX / Diversa Records AV9933. 2CD, 2019

di alessandro nobis

Nel suo precedente “El Amor Brujo” il chitarrista basco Enrike Solinis ed il suo magnifico “Euskal Barrokeesemble” ci aveva fatto viaggiare nel tempo con un inaspettato quanto interessante abbinamento di musiche scritte da Domenico Scarlatti, da Joaquin Rodrigo e Manuel De Falla  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/20/enrike-solinis-euskal-barrokensemble-el-amor-brujo/)mentre in questo accuratissimo lavoro che comprende anche un dettagliato saggio con illustrazioni di circa quaranta pagine in sette lingue ci fa conoscere le imprese marinaresche di Juan Sebastian Elkano (1486 – 1526), navigatore basco che per primo riuscì a completare la circumnavigazione del globo; nostromo della Conception, uno dei vascelli che facevano parte della spedizione di Ferdinando Magellano si trovò a sostituire il capo spedizione dopo la sua morte avvenuta nell’aprile del 1521, portando a termine l’anno seguente il viaggio che l’esploratore portoghese aveva iniziato nel 1519. Come Magellano, Elkano con altri marinai perse la vita per malnutrizione nelle acque delle Molucche durante la spedizione del 1525 alla quale sopravvissero in pochissimo: una delle tante storie di marineria di quei tempi a molti poco conosciuta.

Di Enrike Solinis avevo scritto anche di “Colores del Sur” del 2013 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/03/enrike-solinis/)e questo doppio disco non fa che confermare la classe di questo musicista, non tanto come specialista della chitarra barocca ma anche e qui soprattutto come storico, ricercatore ed arrangiatoreconsiderate la cura e la prassi esecutiva del repertorio di questa straordinario lavoro, un omaggio certamente ad Elkano ma anche alla gente basca, alla sua identità ed alla loro millenaria capacità di solcare i mari per necessità (pesca o emigrazione) o per semplice amore verso le “acque grandi”.

Non a caso il sottotitolo è “Canzoni e danze dell’epoca d’oro della navigazione basca” e questo è quello che ascoltiamo: dal XII secolo al XVII con la diaspora basca è un continuo susseguirsi di musica tradizione di Euskadi, di arie delle Molucche (“Lagu Togal”) e quelle nordafricane (il “Bashraf Jahargah” del XVI secolo) ad altre provenienti da fondamentali raccolte come il Fandango dal Santiago de Murcia o “El Gineo” dai Manoscritti di Cortabarria del secolo XVII.

Importanti ed essenziali i “recitativi” che inquadrano nel miglior modo i brani musicali che vanno ad anticipare.

Forse il miglior lavoro che ho ascoltato dedicato alla millenaria cultura basca, passata e presente.

 

 

 

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

Edizioni Segni D’Autore, pagg. 128 a colori, 21×30 cm. 2019, € 19,90

di Alessandro Nobis

Dalle mie parti gli anziani narrano che i terreni morenici a sud del Lago di Garda su entrambe le sponde del fiume Mincio diano vini dalle proprietà organolettiche così particolari perché nel suolo siano rimaste le anime e qualcosa d’altro dei diecimila soldati caduti nelle furibonde battaglie della metà del secolo diciannovesimo, quelle che sono considerate dagli storici come le “Guerre d’Indipendenza”. Sulla destra idrografica del Mincio, nella zona di Custoza, vennero combattute due sanguinose battaglie negli anni 1848 e 1866 mentre sulla sinistra il 24 giugno del 1859 si confrontarono 230.000 soldati nelle zone di Solferino e di San Martino “Della Battaglia”. Emilio Maffei (soggetto), lo sceneggiatore Andrea Laprovitera (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/11/09/andrea-laprovitera-carlos-barocelli-betty-zane/) e Luca Vergerio (illustrazioni) in questo nuovo volume delle Edizioni “Segni D’autore” ci regalano una Microstoria – quella del Capitano Sabaudo Carlo Santamaria e dei suoi uomini – che si sviluppa nella Storia, ovvero nelle terribili ore della Battaglia di San Martino che costò la vita a quasi ottomila militari ed anche a parecchi civili, uccisioni che ora si chiamano “effetti collaterali”; una autentica strage che convinse l’imprenditore svizzero Jean Henry Durant a formare un gruppo di volontari che aiutasse i feriti nelle battaglie, gruppo che successivamente diventò la Croce Rossa Internazionale.

SAN-MARTINO-1859L’impostazione di questo splendido volume, ovvero la lettura della Storia Risorgimentale attraverso le Storie personali, è a mio avviso vincente e rappresenta quello che nel mondo della scuola dovrebbe affiancare i libri di testo  “ufficiali” che nel caso anche del Risorgimento si fermano troppo spesso su nomi, date, vittorie e sconfitte, pur importanti. Qui la sceneggiatura di Laprovitera su soggetto di Emilio Maffei è ancora una volta efficace ed è superbamente resa viva dagli acquerelli di Vergerio (che aveva già realizzato le tavole per “Baracca ed il Barone”) precisi e puntuali come nelle migliori graphic novel anche nella ricostruzione delle divise, e le ambientazioni interne ed esterne riflettono il paesaggio del basso Garda e le contrade e le fattorie che lì si trovano ancora oggi ed ospitano aziende vinicole.

Volume da consigliare agli appassionati della nostra storia e soprattutto a chi la deve insegnare ai bambini e ragazzi più giovani. Tra loro magari si nasconde qualche futuro disegnatore o sceneggiatore.

www.segnidautore.it

 

 

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (decima parte)

ARENA, 10 – 11 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – PARTICOLARI

Le notizie che ci giungono da Tregnago, da Badia Calavena e dalla vallata colpita sono sempre più sconfortanti.

Ad ogni ora, si può dire, si fa manifesta l’urgenza di abbattere qualche casa, e i meschini proprietari stessi, collo schianto nell’anima, debbono procedere all’atterramento aiutati dai soldati.

I feriti migliorano, ma si rende sempre più indispensabile il provvedere presto al ricovero dei moltissimi che rimangono senza tetto.

*

Il Regio Prefetto conte Sormani Moretti è sui luoghi da ieri e vi si trattiene anche oggi, ospitato dall’ing. Cracco.

Vi sono pure l’ing, Rava del Genio Civile e l’aiutante ingegnere Giacometti i quali attendono a constatare i danni e a stabilire l’abitabilità delle case.

*

Tregnago 9 giugno.

Da Tregnago, un Comitato lodevolmente costituitosi, ci scrive:

Il Comitato di soccorso formatosi a Tregnago in seguito al terremoto del giorno 7 corr., in vista della eccezionale gravità del disastro, fa appello ai giornali più diffusi perché vogliano aprire le loro colonne ad una pubblica sottoscrizione.

Le vittime sono poche ma enormi i danni materiali.

Da relazioni di Commissione Tecniche, che visitarono i luoghi maggiormente colpiti, risulta che nel Distretto di Tregnago i danni superano i due milioni.

Nei Comuni di Tregnago, Badia, Vestena, Velo ecc. tutta la popolazione, in preda al terrore, bivacca all’aperto.

Le scosse frattanto continuano, e sebbene deboli, valgono ad allargare i crepacci.

Per la maggior parte di questi terrazzani la cui proprietà si riduce alla casetta d’abitazione, il triste fatto è una sventura certo irreparabile.

Conforta frattanto la simpatia che dagli uomini di cuore viene dimostrata. Gli onor. Miniscalchi e Poggi. Venuti qui ieri espressamente da Roma, promisero il loro appoggio presso il governo, ed elargirono del proprio L. 1000. Altre offerte cominciarono a giungere.

I danneggiati confidano che il loro grido di soccorso  troverà un’eco generosa in tutti coloro che non sono sordi alla voce della sventura.

Il Comitato

Cavaggioni Sindaco – Doria notaio presidente della Congregazione di Carità – Cracco deputato provinciale – Prof. Ferrari – Avv. Franchini – Avv. Valle – Pieropan – Lavagnoli – Don Cavallini parroco – Battisti

*

Noi da tre giorni abbiamo aperto la sottoscrizione a cui ci si invita nella lettera suesposta, e confidiamo che i nostri lettori, che tutti i buoni, vorranno inviarci l’obolo loro a pro’ degli sventurati colpiti dal terremoto.

*Ieri gl’ingegneri Carameli e De Sisti, della Finanza, si recarono, ufficiamente, a Tregnago e Badia per verificare lo stato delle cose onde studiare e riferire per la sospensione o l’abbonamento della tassa sui fabbricati.

*Tregnago 13 giugno 1891.

Alle ore 8.13, 9.5 e 11 pom. Di ieri scosse ondulatorie marcate da tutti gli istrumenti,

0.11 ant. 1.10 ant. Sino alle 1,47 ant. D’oggi leggere scosse sussultorie quasi senza interruzione.

Calma sino alle ore 8.50 ant. Ora in cui il movimento ripiglia; scaricandosi a terra a brevi intervalli anche il sismografo Brassart.

Per il Prof

Agostino Cav. Goiranl

I’assistente

 

VENIAMO IN SOCCORSO di Tregnago e di Badia.

E’ inutile orma ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

 

Lista di ieri L. 214
   
Offerte di oggi:  
Fratelli Massalongo L. 50
Avv. Agostino Renzi – Tessari L. 50
Ditta Gaetano Franchini L. 25
Rosa Zanetti – Camozzini L. 20
Koller Albrizzi nob. Catterina L. 10
Coniugi Barbarich L. 10
Colombari Pietro L. 10
Cav. Prof. Francesco Trevisan L. 5
Antonio Fabrici L. 5
Maestro Lizzi L. 5
Mombello Gio. Batta L. 4
Luigi Capobianco (Caffè Dante) L. 30
Ing. Vincenzo Balconi L. 5
Angelo Dall’Oca Bianca L. 5
Dott. Arturo Carraroli L. 5
Conte Gaetano Brognoligo L. 50
Cav. Giuseppe Ipsevich L. 20
Forti Arrigo L. 100
Prof. Augusto Tebaldi (Padova) L. 10
Notajo Ugo Massaroli L. 5
Avesani Giovanni L. 10
Notajo Italo Donatelli L. 5
Notajo Burzio L. 5
Paolo Bellante L. 5
A. R. L. 10
Comm. Antonio Guglielmi (deputato al Parlamento) L. 25
Totale L 718

 

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

 

9^ PARTE:: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

I DEPUTATI

Lo avevamo già ieri annunziato.

I deputati Miniscalchi e Poggi appena avuto sentore del disastro, partirono e si recarono sui luoghi. Giunsero ieri alle due a Tregnago, dove accompagnati dal Sindaco, dall’operoso segretario, dall’ing. del Comune, dall’assessore per Marcemigo, dal sig. Pieropau, dal medico Provinciale, visitarono tutte le case, una per una, portando conforto di parola e di buone promesse.

Tale era stato lo spavento provato dalla popolazione, che in tutte le case i letti si trovavano ancora nel medesimo stato in cui furono lasciati quando il terremoto fece scappare di casa gli abitanti. I deputati estesero la loro visita alle frazioni tutte, ed a Badia, riportandone profonda impressione. Essi largirono dal proprio per i più urgenti bisogni lire 600 a Tregnago e 400 a Badia Calavena riservandosi di chiedere ulteriori ed efficaci soccorsi al Governo.

I paesi visitati furono commossi dalle premure, dalla generosità degli egregi loro rappresentanti, ed ora attendono i risultati delle loro pratiche.

Intanto i sindaci provvedono a chiedere l’esonero della presente rata di imposta nell’aspettativa di quei provvedimenti che il Governo centrale non può mancare di prendere in favore delle popolazioni tanto profligate.

I deputati telegrafarono ieri in questo senso all’on. Pullè.

*

Particolari strani: la fontana che è in piazza della parrocchia a Tregnago, appena avvenuto i terremoto si seccò.

A Velo, a Giazza, a Roverè di Velo, poche ore prima del terremoto, e cioè verso sera, l’acqua delle fonti numerosissime era diventata torbida, dopo il terremoto è diventata cinerea, e sa grave odore e sapore di zolfo.

Gli abitanti della Giazza provarono indescrivibile terrore, appena avvenuto il terremoto, a vedere i massi staccarsi dalla Montagna e precipitare con enorme fracasso nelle vallate.

Un pastore di pecore che si trovava in piena montagna ad attendere al suo gregge, ci narrava che credette di impazzire. Vide le montagne intorno a lui muoversi, scuotersi, con rumore tremendo, e vide enormi pezzi di granito (si tratta dipietra calcarea, il granito non è presente nelle rocce lessiniche, n.d.r) staccarsi e venir giù rimbalzando, con rapidità vertiginosa. Credette fosse suonata l’ora della fine del mondo.

*

Riassumendo: noi abbiam creduto, dapprima, che si fosse esagerato nel descrivere i danni di Tregnago e Badia: oggi, dopo la nostra visita, non sappiamo se con questa descrizione affrettata siamo riusciti a dare un’idea esatta dell’entità del disastro.

*

ULTIMA ORA

Da Tregnago, 9, si scrivono:

Facendo seguito alle corrispondenze che vi ho precedentemente mandate, debbo segnalarvi il generoso contegno degli onorevoli Miniscalchi e Poggi, i quali, partiti immediatamente da Roma al primo avviso telegrafico del nostro sindaco, giunsero oggi fra noi alle ore 2 e mezza pomeridiane per portarci aiuto e conforto.

Gli onorevoli deputati elargirono del proprio Lire 600 pel Comune di Tregnago e Lire 400 per quello di Badia. Essi riportarono una impressione profonda del disastro avvenuto. Ci promisero tutto il loro appoggio per ottenere sussidi dal Governo sotto quelle forme che meglio di presteranno all’uopo.

Debbo segnalate pure la condotta esimia di tutti i carabinieri nel salvataggio dei sepolti di Marcemigo.

Gli abitanti di Tregnago sono oltremodo grati a codesto giornale per la generosa sua iniziativa nell’aprire una sottoscrizione pubblica. Essi nutrono viva fiducia che la carità cittadina risponderà generosa all’appello.

Anche da Milano ci giungono offerte, prima fra tutte quella di L. 100 dell’avv. G.B. Alessi.

Pur troppo dobbiamo constatare che i crepacci nelle case vanno allargandosi e che molte credute abitabili ora più non lo sono. Il timor panico è tale che a molti pare di sentire delle nuove scosse, probabilmente sarà effetto dell’agitata fantasia.

Anche questa notte tutta la popolazione dorme sotto le tende sebbene il tempo volga al piovoso.

Giungono al capoluogo del mandamento notizie sempre più gravi. A Vestena dobbiamo lamentare moltissime case inabitabili e 5 feriti, di cui alcuni gravemente.

IL PROF. GOIRAN CI COMUNICA:

Ieri alle 2 pom, leggera scossa, però sensibile, ondulatoria e sussultoria.

Dalle ore 7 pom. Alle ore 10 pom. Leggerissimo movimento senza interruzione: leggerissima scossa alle 10 pom.

Due leggere scosse alle 2,30 e 5 antim. Di oggi. (Goiran)

AIUTIAMO TREGNAGO E BADIA CALAVENA

La narrazione del disastro di Tregnago e da Badia che più sopra si può leggere, semplicità eloquente.

Sono numerose le famiglie che rimasero senza tetto per opera del terremoto, e grandi i sacrifici che altre moltissime famiglie dovranno per fare rendere ancora è nella sua abitabile la propria casa.

La maggior parte delle case distrutte o gravemente danneggiate appartengono a povera gente che non possedeva altro all’infuori di quelle quattro mura, delle poche amsserizie che rimasero distrutte o guaste e di un campetto.

E’ quindi la rovina, quella che presenta per tante famiglie.

Veniamo in loro soccorso, aiutiamole, leniamo la disgrazia con l’obolo nostro!

Noi ci rivolgiamo pertanto ai Veronesi fidenti che vorranno rispondere al nostro appello e che in brevi giorni faranno si che i fratelli di Tregnago e di Badia calavena abbiano a benedire il cuore dei cittadini di Verona.

Aprimo dunque la sottoscrizione a favore dei danneggiati dal terremoto in Tregnago e a Badia Calavena.

Lista di ieri L. 25

Offerte di oggi:

Battistella Luigi, albergatore alla Gabbia L. 20
Ferdinando Locatelli L. 5
Giuseppe Moosbrugger (Milano) L. 5
Chiesa e Comp. (Milano) L. 5
Pelagatti ved. Chiari (Parma) L. 5
Giorgio Giolioli (Livorno) L. 5
R. P. Fortuna (Lucca) L. 5
Stabilimento chimico di Passariano L. 5
Scaini Angelo (Udine) L. 5
E. Facheris e figlio (Grumello) L. 5
Avv. Aurelio Scudellari* L. 60
N. N. L. 4
Avv. Carlo Guglielmi L. 20
Fratelli Bonaldi L. 10
Avv. A. Danieli L. 10
Prof, Cav. Frizzo L. 5
Avv. Fontana L. 5
Galli avv. Carlo L. 5
Umberto Camuzzoni L. 10
TOTALE L. 214

* Queste L. 60 l’avv. Scudellari intende siano devolute metà a Tregnago , metà a Badia.

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

QUI L’OTTAVA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, ottava parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, ottava parte)

TERREMOTO 1891 (ottava parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

A BADIA CALAVENA

In proporzione della popolazione e dell’abitato, Badia Calavena è forse maggiormente danneggiata di Tregnago.

La strada che vi si adduce è in moltissimi punti spaccata longitudinalmente, e specialmente nelle vicinanze del ponte Zanatti, lo stesso ove or è un mese accadde una disgrazia di cui i nostri cronisti si sono a suo tempo occupati.

Un lungo muro di cinta che costeggia detta via è per la maggior parte battuto in breccia. Anziché aprirlo dall’alto o sfasciarlo, il terremoto ne ha asportato, divelto i massi più compatti, producendovi delle larghe feritoie.

Andiamo subito al gruppo d case crollate.

Non rimangono in piedi che due pezzi di muro, ma talmente pericolanti che il temente Biancolini procede alla loro demolizione come ha già abbattuto due case a Cogòlo ed altre a Badia.

Nella prima di queste case rimasero sepolti 6 individui. Ecco il racconto del fatto come lo abbiamo udito dalla viva voce del vecchio Cunico Vincenzo, capo della famiglia.

Erano appena suonate le due, ed io ero sveglio, quando udii un forte tuono. Oh! Dissi fra me, sparano le cannonate a Verona! E non mi mossi. Ma un momento dopo odo un’altra cannonata, poi una scossa terribile. Faccio per alzarmi, ma nell’istante medesimo tutto si mette in movimento, i muri si aprono, il tetto cade, e noi, uomini, donne, bambini siamo trascinati nella rovina fino al piano terreno. Su l principio non potevo muovermi. Udivo le grida disperate di mia moglie, vecchia, dei miei figli, dei nipoti e della mia nuora, che invocavano aiuto, ma io ero impigliato nelle macerie, ed avevo un braccio che mi faceva molto male. Finalmente un mio figlio riesce a liberarsi dai rottami, giungono altri del paese, e tutti insieme, con molta precauzione, riescono a salvarci tutti. Mia moglie, poveretta, aveva la testa tutta sanguinante; mia nuora la faccia, un braccio ed una gamba tutti spellati, e i bambini poche contusioni. Questi furono salvati da mio figlio, che è il loro padre, camminando carponi sotto le travi rimaste sollevate, in mezzo alla polvere ed ai rottami, fini ad un angolo dove la Provvidenza di Dio li aveva gettati, al riparo dai sassi. Si figuri che mia nuora aveva in letto un bambino che ha messo al mondo da 22 giorni! Oh! Faremo un quadro alla madonna!

E il povero vecchio, nel por termine al racconto, si asciugava una lacrima.

Se mai si può dire infatti che un miracolo vi sia stato è in questa occasione.

Bisogna vedere quel mucchio di macerie per non saper comprendere in qual modo si sieno potuti salvare, con ferite relativamente leggiere, i sette sepolti.

Nella casa a ridosso di questa, pure caduta, dal primo piano, di cui rimase in piedi una decima parte appena, pendono mobili, materassi di paglia, indumenti, che nessuno osa di ritirare perché si esporrebbe, ove un sasso solo venisse mosso, a rimanere seppellito.

Più giù, nella splendida valletta a cui sovrasta la Chiesa di San Pietro, havvi un’altra casa a mezzo sfasciata. Era abitata da Baldo Giuseppe, da sua moglie e da 4 bambini.

Il Baldo era già in piedi, appoggiato al comò, da cui estraeva un oggetto, quando sopraggiunse la scossa. Dapprima narra di essere rimasto senza voce ma poscia, quando vide i muri spaccarsi, e udì il tetto precipitare sul piano superiore, divenne come pazzo, si precipitò alla porta, che non potè aprire perché s’era contorta, ruppe allora i vetri della finestra e si mise ad urlare al soccorso. Intanto, racconta. Sentiva il pavimento del piano superiore scricchiolare sotto il peso del caduto, vedeva la luce attraverso i muri che lentamente si aprivano, ed afferma che, coi bambini attorno a sé, provò le torture dell’agonia. Finalmente una donna udì le sue grida, appoggiò una scala alla finestra, e per di là si salvarono tutti.

Era tempo. Due secondi dopo il piano superiore rovinava!

E di questi aneddoti, l’uno più dell’altro emozionante, ne avremmo diecine da narrare se non ci mancassero ormai lo spazio e ……….la lena.

Fatto sta che tutta Badia è un crepaccio, una distruzione; che il Municipio è in piedi per caso, poiché i muri si sono talmente staccato e sconnessi, da inorridire a mettere i piedi nella camere; che la casa del segretario e assolutamente irriducibile, in una rovina completa; che la frazione di Trettene è addirittura distrutta; la frazione di Riva ha una casa caduta; e che andando più nella valle, a Roverè di Velo, per ogni casa si trova la desolazione, e a Vestena si trovano cinque feriti.

Il bilancio di Badia è semplice ma spaventevole: 16 case crollate una ventina da abbattere, tutte le altre inservibili, e miseria su tutta la linea.

*

Nell’abbandonare quei luoghi così ridenti per splendore di natura, ed oggi tanto colpiti dalla disgrazia, si trova uno stringimento di cuore perché dietro al partente rimane un cumulo di dolori, di patimenti lunghi, di povertà impotente, di lacrime che solo la carità potrà asciugare.

Aiutiamo i nostri fratelli, o Veronese, o Italiani, soccorriamoli, perché urge il bisogno, e la sciagura è immensa!

 

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

 

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, sesta parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, sesta parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, sesta parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

IL TERRORE !

Impressionati dalle notizie che ci telegrafano e scrivevano i nostri egregi corrispondenti da Tregnago e Badia Calavena, ieri ci siamo decisi a recarci sui luoghi onde persuaderci, de visu, della descritta gravità della sciagura.

Risultato della nostra gita, triste assai, sono queste note farraginose, buttate giù colla tiranna dell’ora alla gola, ma esatta fotografia delle nostre impressioni e della verità.

*

Il ridente paese di Tregnago, l’incantevole Badia Calavena dolcemente adagiata in fondo alla valle, quasi sentinella avanzata ai piedi della valle, quasi sentinella avanzata ai piedi delle alte cime che formano i contrafforti ai Lessini, non sono più riconoscibili.

Sui volti di quei robusti montanari non splende più la intelligente svegliatezza; il loro occhi sono atoni, le loro fisionomie senza espressione, i movimenti tardi, e paion diventati automi senza volontà e senza energia.

L’orribile spavento provato la notte del terremoto li ha come inebetiti, e lo scamato pericolo personale, reso ora più manifesto dal misero stato in cui vedon ridotte le case loro, li mantiene in quell’intontimento che finisce per renderli indifferenti a quanto avviene attorno ad essi.

Qualunque domanda loro rivolgiate non ha pronta evasione: sembrano svegliarsi da un sonno continuo quando odono la vostra voce a meravigliarsi che qualcuno parli loro.

Le donne specialmente, i bambini, sussultano se li toccate o li interrogate alle spalle, e cofessano che ad essi sembra di provare incessantemente l’impressione indescrivibile provata l’altra notte quando furono balzati di letto, e udirono le case rovinare, i muri screpolarsi, i vicini, i parenti caduti sotto le macerie invocare soccorso.

Essi si aggirano, con la tenace temerarietà del contadino, attorno alle povere casette sconquassate nelle quali sarebbe follia entrare, e guardano con occhio lacrimoso la rovina dell’unica loro possessione, lo sfacelo delle mura fra le quali sono nati, hanno pianto ed hanno amato.

Oh! Quanto urgente, o lettori pietosi, è il soccorso per quella gente; quanto necessario il provvedere!

I soldati del genio, comandati dall’egregio capitano Messina e dall’infaticabile tenente Biancolini, abbattono case pericolanti, sgombrano delle cadute, estraggono e consegnano ai proprietari che ansiosamente le attendono, le suppellettili, le cose più care, guaste, rovinate, distrutte, di sotto ai rottami; erigono tende, portano paglia, confortano colla bontà, col lavoro, coll’assistenza fraterna i poveri colpiti dal terremoto.

Non è un luogo comune della rettorica lo sciogliere un inno all’esercito, a questa che è la più salda, la più immacolata delle nostre istituzioni, e che troviamo sempre sul nostro cammino, là dove c’è una lacrima da asciugare, un dolore da lenire, una sventura da mitigare.

Evviva il soldato italiano!

*

Da tre notti a Tregnago ed a Badia non si dorme al coperto.

I quattro quinti delle case furono dal Genio Civile dichiarate inabitabili, e nelle altre il terrore impedisce agli inquilini di pernottare.

Vasti e numerosi attendamenti militari e privati albergano le centinaia le centinaia di persone prive di alloggio, e sotto le piccole tende dei soldati, e sotto quelle di ogni foggia, erette li per li dagli abitanti stessi, si vedono intiere famiglie, con materassi, sedie, poltrone, utensili da cucina, il tutto ammonticchiato come Dio vuole.

E l’altra notte e ieri sera piovve lungamente, dirottamente, e le tende non bene ripararono dall’acqua i poveri inquilini di esse, talchè dopo un po’ di tempo la paglia, i materassi, le persone giacevano in pozzanghere.

– Io mi sono svegliata – ci diceva una bella sposa di Badia Calavena, ai pianti dei miei tre bambini, che erano addirittura coricati nell’acqua; e al di fuori della tenda pioveva peggio che dentro, non potevo quindi uscire, perciò ho dovuto tenermeli, così bagnati, tutta notte sulle ginocchia. Dio provvederà a salvarli da qualche terribile malattia!

Ed aveva ragione la poveretta.

Una malattia, terribile, spaventosa per chi ha figli, è scoppiata pur troppo a Tregnago: la difterite!

Ieri i due casi erano in cura, ed uno dei colpiti stava per morire.

Il valente e zelantissimo dott. Castelli si fa in quattro, sorveglia, disinfetta, isola, cura con amore e con scienza, ma purtroppo le sue forze non potranno arrestare il male se avrà ad estendersi.

E il cuore si agghiaccia al penare che serpeggia la difterite in una popolazione costretta a dormire, a vivere agglomerata sotto le tende, senza agi, senza comodità, senza regole né di pulizia né di igiene.

Il Sindaco di Tregnago, avv. Cavaggioni, quello di Badia, signor Grisi, i due Segretari, i due medici, le autorità tutte gareggiano di zelo, di attività, di energia, ma la bisogna è vasta e grande, il disastro ha proporzioni forti, e per ciò che riguarda le case danneggiate non si sa da quale parte incominciare a metterci le mani.

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

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