TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, dodicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, dodicesima parte)

TERREMOTO 1891 (dodicesima parte)

ARENA, 11 – 12 GIUGNO 1891

DALL’OSSERVATORIO

Verona, 11 giugno, ore 11 ant.

Il movimento microsismico incominciato ieri alle ore 8,50 ant. Si mantenne per tutta la giornata; più marcato alle ore 10.10, 11, 11.9 ant., 12 m., 1.7. 4. 5.17, 5.25, 6, 6.36. 8. 8.47, 9.19, 10, 11.14 pom. nelle quali ore di è scaricato anche il sismografo Brassart.

Nella notte d’oggi quasi calma, eccettuato due scosse ondulatorie e poi sussultorie alle ore 0.45 e 2.25 ant. Nella direzione Est-Ovest: questa mattina alle ore 8,21 e 9,33 ant. Ondulatorie e sussultorie nella stessa direzione.

Per il Prof. Agostino Cav. Goiran

L’assistenteBATTOCCHI

*

Il cav. Goiran, direttore dell’Osservatorio geodinamico, è a Tregnago da ieri, con alcuni sismografi, per fare esperienze e per studiare il fenomeno avvenuto.

Ultima Ora

All’ora di mettere in macchina riceviamo questa lettera dal solerte nostro corrispondente:

Tregnago, 11 giugno 1891

Ieri alle 9 ant. e minuti e più tardi alle 4 pom. circa si verificarono altre scosse di terremoto; a Badia e Cogolo forte, qui a Tregnago molto più deboli. Gli abitanti impauriti correvano fuori all’aperta campagna.

Di quella delle 8,30 di stamane vi ho già telegrafato (vedi oltre).

Aggiungo solo che rimase ferito ad una mano Silvio Baunati ricevitore del dazio.

Ieri alle 3,12 pom. se ne tornò qui il Prefetto dopo aver visitato i luoghi più colpiti del disastro; egli dichiarò al nostro Sindaco che partirà molto impressionato della gravità dei danni, non inferiori a quanto gli era stato prima annunciato.

Cominciano a giungere le offerte. Vi segnalo tra le più cospicue quella della provincia: lire 2000 a Tregnago, 1500 a Badia. Del comune di Verona lire 300 per Tregnago e 200 a Badia, di quello di Cologna lire 100, del conte Cipolla 1.200, poscia altri minori. Il signor Gamato di Venezia già maresciallo dei carabinieri inviò L. 20 levate dalla sua tenue pensione.

Un grazie di cuore a tutti questi generosi ed uno speciale a voi dell’Arenache primi avete iniziate le sottoscrizioni.

 

Ultimissima ora

Tregnago, ore 2.

C.) A Marcemigo è crollata or ora un’altra casa. Fortunatamente non si debbono deplorare vittime perché era stata fatta sgombrare dopo il terremoto dell’altra notte.

Continua il panico della popolazione.

 

VENIAMO IN SOCCORSO

Di TREGNAGO, BADIA

E Comuni finitimi

 

E’ inutile ormai ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago, di Selva, di Vestena, ecc,. si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

 

Lista di ieri L. 718
Offerte d’oggi:
Cinquetti Arcadio 5
Cav. Gabriele Formica 5
Longo Turri Antonio 5
Antonio Zini 30
Guido dottore Scudellari 5
Emilia Scandola 5
A. cav. Fioretti 5
Smerzi rag. Vittorio 5
Guglielmo Ennike rappresentante la ditta Franc. Schreiner e figli di Graz 40*
Guardini Gaetano 10
Gallizioli Giulio 10
Giulia cont. Pellegrini 25
Maria Rebustello 10
Avv. Cav. Luigi Dorigo 20
G. B. (da Milano, in memoria della moglie) 10
A.V. 5
Avv. Giuseppe Boccoli 39
Coniugi B. A. 5
TOTALE L, 953

 

(*) L. 20 per Tregnago e L.20 per Badia (**)

(**) Erano 15 per Tregnago, 15 per Badia, 10 per Bussolengo. Noi ci siamo permessi di ripartire queste 10 fra i due paesi colpiti dal terremoto, perché per Bussolengo non s’è aperta sottoscrizione e non occorre aprirla. N. d. D.

*

E’ il Conte Gerolamo Brognoligo che ci mandò ieri L. 50 e non Gaetanocome erroneamente venne stampato.

 

DA SOAVE

ci scrivono:

In questi giorni neoi quali ogni veronese si sente attratto da quel sentimento di carità che il cuore detta nei grandi disastri, anche a Soave delle anime generose commosse dalla tremenda sciagura calatasi sui fratelli del Mandamento di Tregnago hanno cercato tutti  i modi onde lenire in parte il dolore di quei poveri disgraziati gettati sul lastrico dal fatale terremoto di domenica scorsa.

Ognuno di certo conoscerà sia di nome di che fama la ormai celebre artista di canto signorina Giuseppina Carnielli.

Orbene: quest’esimia artista che noi Soavesi vantiamo di annoverare fra i nostri concittadini, con n obile pensiero di offrì di dare nel paese natìo un concerto a totale beneficio dei poveri colpiti dal terremoto di Tregnago.

Concertatasi a quest’uopo coll’egregio maestro sig. Ferruccio Cusinati di Caldiero, questi si dichiarava pronto di concorrere nella filantropica opera ed insieme decisero di dare tale concerto nella sera di Domenica 14 corrente nel locale teatro gratuitamente concesso dal proprietario sig. Mussati.

Sebbene sia convinto non occorra stimolo alcuno, puro faccio caldo appello a tutti coloro che sanno quanto sia il bisogno di quei poveri nostri fratelli colpiti dalla sventura, ad intervenire a tale festa, poiché posso assicurare che oltre ad un’opera di carità degna di premio, verranno a passare un pio d’ore godendo della buona musica ed onorando dei buoni artisti.

Lo Scaligero

DA LEGNAGO

Terremoto – Statuto

Ci scrivono in data 9 giugno:

Anche qui sabato notte, preceduto da un rombo fortissimo, si fece sentire il terremoto che durò parecchi secondi: fortunatamente però non si ebbe a deplorare alcuna disgrazia e tutto si è circoscritto ad un po’ di panico, che ben presto passò, mantenendosi la popolazione assai tranquilla.

 

 

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

9^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

10^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/22/terremoto-1891-quotidiano-arena-decima-parte/)

11^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/01/05/terremoto-1891-quotidiano-arena-undicesima-parte/

 

 

 

 

DALLA PICCIONAIA: NARRAZIONI FUORI CORSO, seconda edizione

DALLA PICCIONAIA: NARRAZIONI FUORI CORSO, seconda edizione

DALLA PICCIONAIA: NARRAZIONI FUORI CORSO 2edizione

“17 gennaio – 7 febbraio 2020” Caffè FUORICORSO, Verona

di alessandro nobis

Prenderà il via venerdì 17 gennaio la seconda edizione de “Narrazioni Fuori Corso”, quattro appuntamenti con inizio alle 17:30 che si terranno nell’accogliente Caffè FUORICORSO, in Via Nicola Mazza 7 a Verona, zona Università. A proporli è Maurizio Gioco, burattinaio, studioso del teatro di figura e creatore di burattini e di sceneggiature del Teatro Giochetto, il cui atelier si trova a pochi passi dal Caffè.

Maurizio Gioco rappresenta, a mio avviso, quella corrente di pensiero che se da un lato percorre il sentiero della continua ricerca storica e della contemporaneità artistica, dall’altro mantiene le radici nella tradizione secolare del teatro di figura: è sufficiente fare una visita al Caffè FUORICORSO, dov’è allestita “La vita è … appesa a un filo”, esaustiva esposizione di alcune sue creature, per capire la modernità delle sculture lignee che l’”artigiano” Gioco crea e i cui tratti sembrano ispirati da correnti artistiche nate durante il ventesimo secolo, come il cubismo di Pablo Picasso e George Braque.

Gioco va oltre il classico spettacolo di burattini: le sue braccia si trasformano esse stesse in burattini, le movenze del corpo e le espressioni del volto diventano parte essenziale della performance e le narrazioni riguardano spesso episodi della storia locale, come quella dedicata al Bandito Falasco o prendono vita dallo studio di canti narrativi raccolti da etnografi a partire da metà ‘800. La presenza di Daniela Pasquali e dell’organettista Francesco Pagani dà un ulteriore tocco di originalità alle proposte che il Teatro Giochetto porta in giro per l’Italia e anche per l’Europa.

Vista l’originalità della rassegna, abbiamo rivolto alcune domande a Gioco per conoscere meglio la tipologia dei quattro appuntamenti.

Questa è la seconda edizione delle “Narrazioni Fuori Corso”. Com’ è andata l’edizione precedente?

– Direi che la precedente edizione è andata molto bene. A ogni appuntamento il pubblico era numeroso e interessato. Alcune serate sono state arricchite dalla presenza di esponenti del teatro di figura di passaggio a Verona, come Enzo Chiesi, della Scuola per burattinai di Faenza, e gli attori del Teatro Verde di Roma, tra cui la segretaria nazionale di UNIMA Veronica Olmi.

Se ho pensato di riproporre questa formula, che prevede un’introduzione teorica seguita da una performance, è proprio a seguito delle richieste ricevute.

Ringrazio Anna e Paolo, gestori del locale, per la disponibilità; è uno spazio che ben si adatta a questo tipo di proposta, un Caffè che tanto mi ricorda il Cabaret Voltaire di Zurigo, dove ai primi del ‘900  si esibiva con numeri di teatro di figura la burattinaia e performer Dada, Emmy Hennings.

Mi sembra che il titolo che hai scelto per la rassegna, al di là che giustamente porta il nome del locale che la ospita, renda bene il tuo progetto di teatro di figura … “Fuori Corso” come a marcare una certa indipendenza del tuo lavoro rispetto al maistream che altri a Verona, e non solo, percorrono

– Come i binari del treno che corrono paralleli, cerco di sviluppare una poetica che tenga conto e rispetti la tradizione ma, nello stesso tempo, l’attualizzi. Nei miei spettacoli inserisco sempre elementi sperimentali, a volte emergono nella scultura delle “figure”, altre volte nell’organizzazione e nel linguaggio dei testi.

Ritengo che il burattino sia una specie di spugna che assorbe, con estrema sensibilità, quello che succede intorno a lui, attento in particolare alle contraddizioni sociali che appartengono al nostro tempo.

Visto il particolare modus operandi, ho preferito dar vita a un mio personale teatro, strumento col quale mettermi in “gioco”… non potrei fare altrimenti!

– Ci puoi illustrare brevemente il contenuto dei quattro incontri?

Apro questa breve rassegna con “Arlecchino in Madagascar”, personaggio della Commedia dell’Arte catapultato in terra malgascia, uno spettacolo anche per bambini. Seguirà “Margherita e il drago” rappresentazione ispirata a un codice medievale conservato presso la Biblioteca Civica di Verona. Il terzo appuntamento ha un taglio più attuale; è la riduzione del testo “La notte di Valpurga” del poeta russo V. Erofeev che mette a nudo problemi sociali come l’alcolismo, l’esclusione e la solitudine. Infine racconterò una storia autobiografica legata a mia zia Lina, una sarta che ha accompagnato per molti anni il mio lavoro creativo.

Scorrendo il programma degli incontri mi sembra di capire che anche se non in ordine cronologico i quattro appuntamenti ripercorrono la storia del teatro di figura, da quello tradizionale a quello contemporaneo, attraverso una combinazione tra teatro di figura e cantastorie.

– Burattinai e cantastorie hanno sicuramente un’origine comune; entrambe erano erranti e si rivolgevano a un pubblico popolare. In Sicilia questo legame è ben rappresentato ancor oggi dai cuntisti-pupari. Nei nostri territori, invece, i burattinai hanno costituito un loro repertorio ben distinto da quello dei cantastorie. Durante le mie ricerche, però, ho evidenziato la presenza di alcuni personaggi tipici del mondo burattinesco, come Sandrone, nelle ballate di Giulio Cesare Croce, nato nel 1550 a San Giovanni in Persiceto, autore delle avventure di Bertoldo ma soprattutto cantastorie. Entrambi queste due figure di teatranti usavano la loro arte anche per mettere in scena eventi quotidiani; a tale proposito le cronache riportano di una memorabile rappresentazione con i burattini, tenutasi in piazza Cittadella nel 1882, per raccontare l’alluvione che in quei mesi aveva colpito la nostra città.

Lo spazio che hai scelto si presta benissimo alle caratteristiche delle tue performance, senza teatro, senza quinte, solo i burattini e la persona che gli dà vita.

– In realtà, in tre spettacoli monterò la mia baracca, mentre il quarto sarà un racconto animato. Sarebbe auspicabile che, in un prossimo futuro, Verona avesse uno spazio dedicato al teatro di figura per rappresentazioni rivolte sia ai bambini, sia agli adulti, e per promuovere laboratori di ricerca in tale ambito.

Siamo tra le poche città italiane che non ospitano un festival di settore.

A pochi passi dal Fuoricorso, in via Mazza 40, c’è il mio atelier che è possibile visitare, previo appuntamento.

Questo il programma nel dettaglio:

17 Gennaio ore 17.30“Arlecchino in Madagascar” – Burattini Tradizionali

24 Gennaio ore 17.30“ Margherita e il Drago” Cantastorie e Burattini

31 Gennaio ore 17.30“La notte di Valpurga” – Burattini Contemporanei

7 Febbraio ore 17.30“ Burattini e Ballate ” – “Storia di una sarta e di un burattinaio”

Per informazioni:

Caffè FUORICORSO 349 554 8924

https://www.facebook.com/BarFuoricorsoVerona/?rf=275500012489785

M. Gioco https://www.facebook.com/maurizio.gioco?fref=search&__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARBNggIHxUbBkiKx-b70gj-rRhC_FWCN5dJ9Rtw-VOmddiJU0Y-yTvcCZhnfzv_fIDV3rzx9tGce2VRV

https://teatrogiochetto.wordpress.com

Daniela Marani: https://danielamarani.wordpress.com

 

 

 

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, undicesima parte)

TERREMOTO 1891 (undicesima parte) ARENA, 11 – 12 GIUGNO 1891

I DISASTRI DEL TERREMOTO

Nella valle di Tregnago

Da Tregnago, ore 11, riceviamo il seguente dispaccio:

Stanotte ebbesi qui tre scosse e un continuo leggiero traballamento del terreno”.

Stamane alle 8.30 si ebbe una fortissima scossa ondulatoria che terrorizzò la popolazione.

Giungono notizie di altri disastri, in seguito a questa scossa, a Cogòlo e Marcemigo.

Si manifestarono in tutte le case nuovi rilevanti danni.

I muratori, spaventati, difficilmente lavorano.

Il Municipio domandò soccorsi al militare.

Il Comitato.

*

All’una poi ricevevamo quest’altro dispaccio dal nostro corrispondente:

La scossa di stamane preceduta dal continuo traballamento di questa notte ha profondamente impressionato la popolazione.

Tutti uscirono dalle tende impauriti e inebetiti e stettero ansiosi a guardare se le case cadevano.

Le donne si spaventarono fortemente.

La vita nostra è diventata un’angustia orribile, poiché siamo in continua aspettazione di guai maggiori.

Si verificarono altri gravi danni alle case.

I crepacci si fecero più larghi, alcuni muri caddero e nessuno osa più entrare nella propria abitazione per tema gli abbia a precipitare addosso.

Urgono soccorsi, anche di operai, per puntellare o demolire le case minaccianti rovina.

Le autorità sono dappertutto, e ieri e ier l’altro accompagnarono il Prefetto nella sua visita a tutti i luoghi colpiti.

Il Conte Sormani-Moretti rimase impressionatissimo dell’entità dei danni e del miserabile stato della popolazione.

*

Da Selva di Progno

Ci scrivono:

Dalle relazioni che ho veduto pubblicate sul suo pregiato giornale riguardo ai danni arrecati dal terremoto, non v’è una sillaba che riguardi questo Comune dove si ebbero tre case crollate, sei dichiarata inabitabili e parecchie riconosciute mal sicure.

La prego perciò del favore di dirne qualche cosa, soggiungendo che gran parte degli abitanti delle contrade Leorati, Anselmi, Gonzevi e Dosso vivono sotto le tende, e che sono ancora pieni di spavento.

Ci fu la Commissione tecnica a constatare il pericolo delle abitazioni, ed oggi abbiamo avuto anche la visita del signor Prefetto, che, accompagnato dalle autorità del paese, riconobbe i danno cagionati dal terremoto, e promise di adoperarsi perché anche questi poveri disgraziati abbiano un qualche soccorso.

Perdoni del disturbo e La ringrazio.

Mentre scrivo (ore 3,45 pom.) si fa sentire una sensibile scossa di terremoto con rombo abbastanza prolungato. (non firmato, n.d.r.)

*

Notizie poco confortanti ci giungono anche da Castagnè. Frazione di Mezzane. Colà caddero tre case e tre porticati, e moltre altre case sono inabitabili.

Le case cadute appartengono ad Iseppi Michelangelo, Gilberti Francesco e Rugoletto Luigi; i porticati a Modesti Luigi, Micheloni Ferdinando e Giuseppe Menini.

E’ strano che il sindaco non abbia creduto di informare di questi danni abbastanza rilevanti.

*

A Vestena ieri furono mandate urgentemente 60 tende militari per ricoverare la popolazione che dormiva alla belle etoile.

*

Notizie che ci vengono telegrafate da Roma ci pongono in grado di avvertire che S. E., il Ministro Colombo, interesato da S. E. Pullè e dagli on. Miniscalchi e Poggi, è disposto ad accordare lo sgravio dell’imposta fabbricati alle case distrutte o rese inabitabili a cominciare dal giorno del disastro.

Speriamo si possa ottenere qualcosa di più.

*

Il Sindaco di Verona ha ieri telegrafato in questi sensi al Sindaco di Tregnago:

Per soccorrere urgenti bisogni danneggiati terremoto Giunta deliberò urgenza 300 lire Tregnago 200 Badia (Calavena); prego comunicare Sindaco Badia.

Renzi-Tessari Sindaco

*

La Deputazione Provinciale, ieri adunatasi per urgenza,ha deliberato di inviare un sussidio di L. 2000 a Tregnago ed uno di 1500 a Badia Calavena.

*

Qui ci occorre una spiegazione.

In principio, nella grandiosità del disastro, non si parlò che di Tregnago e di Badia Calavena.

Ma oram cessato un po’ l’orgasmo dei primi momenti, cominciano a giungere notizie di gravi danni subiti da altri comuni come Velo, Roverè di Velo, Selva di Progno, Castagnè, ecc.

Sarà bene quindi – poiché la carità deve ripartirsi fra quanti di essa hanno bisogno – che i sussidi vengano votati dai Corpi morali, o inviati dai privati, per i danneggiati dal terremoto nei Comuni della valle di Tregnago e finitimi.

E giacchè siamo sull’argomento, a noi sembra che la Deputazione Provinciale potrebbe farsi centro di un Comitato per raccogliere offerte e per assegnarle poscia, poiché è più in caso di conoscere la provincia, nessuno rappresenterebbe con maggiore autorità gli interessi dei danneggiati della provincia, di quanto lo possono i deputati provinciali.

Sottoponiamo questa idea al senno, al cuore, al patriottismo del Conte Campostrini e dei suoi colleghi, certi che essi comprenderanno quali argomenti di opportunità e di serietà consigliano tale costituzione.

Ciò non toglie, beninteso, che si possa formare un sottocomitato – soprattutto di giovani volenterosi – per organizzare feste, spettacoli, trattenimenti, alfine di raccogliere denari.

*

Le Loro Altezze Reali il Duca e la Duchessa di Genova, a sollievo dei danneggiati dal terremoto, hanno inviato lire mille.

Sempre uguali i Savoia!

*

Fino a ieri erano state spedite sui luoghi del disastro 1500 tende militari.

Altre se ne spediranno.

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

9^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

10^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/22/terremoto-1891-quotidiano-arena-decima-parte/)

 

 

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS  “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ENRIKE SOLINIS & Euskal Barrokensemble “JUAN SEBASTIAN ELKANO”

ALIAVOX / Diversa Records AV9933. 2CD, 2019

di alessandro nobis

Nel suo precedente “El Amor Brujo” il chitarrista basco Enrike Solinis ed il suo magnifico “Euskal Barrokeesemble” ci aveva fatto viaggiare nel tempo con un inaspettato quanto interessante abbinamento di musiche scritte da Domenico Scarlatti, da Joaquin Rodrigo e Manuel De Falla  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/20/enrike-solinis-euskal-barrokensemble-el-amor-brujo/)mentre in questo accuratissimo lavoro che comprende anche un dettagliato saggio con illustrazioni di circa quaranta pagine in sette lingue ci fa conoscere le imprese marinaresche di Juan Sebastian Elkano (1486 – 1526), navigatore basco che per primo riuscì a completare la circumnavigazione del globo; nostromo della Conception, uno dei vascelli che facevano parte della spedizione di Ferdinando Magellano si trovò a sostituire il capo spedizione dopo la sua morte avvenuta nell’aprile del 1521, portando a termine l’anno seguente il viaggio che l’esploratore portoghese aveva iniziato nel 1519. Come Magellano, Elkano con altri marinai perse la vita per malnutrizione nelle acque delle Molucche durante la spedizione del 1525 alla quale sopravvissero in pochissimo: una delle tante storie di marineria di quei tempi a molti poco conosciuta.

Di Enrike Solinis avevo scritto anche di “Colores del Sur” del 2013 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/03/enrike-solinis/)e questo doppio disco non fa che confermare la classe di questo musicista, non tanto come specialista della chitarra barocca ma anche e qui soprattutto come storico, ricercatore ed arrangiatoreconsiderate la cura e la prassi esecutiva del repertorio di questa straordinario lavoro, un omaggio certamente ad Elkano ma anche alla gente basca, alla sua identità ed alla loro millenaria capacità di solcare i mari per necessità (pesca o emigrazione) o per semplice amore verso le “acque grandi”.

Non a caso il sottotitolo è “Canzoni e danze dell’epoca d’oro della navigazione basca” e questo è quello che ascoltiamo: dal XII secolo al XVII con la diaspora basca è un continuo susseguirsi di musica tradizione di Euskadi, di arie delle Molucche (“Lagu Togal”) e quelle nordafricane (il “Bashraf Jahargah” del XVI secolo) ad altre provenienti da fondamentali raccolte come il Fandango dal Santiago de Murcia o “El Gineo” dai Manoscritti di Cortabarria del secolo XVII.

Importanti ed essenziali i “recitativi” che inquadrano nel miglior modo i brani musicali che vanno ad anticipare.

Forse il miglior lavoro che ho ascoltato dedicato alla millenaria cultura basca, passata e presente.

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, decima parte)

TERREMOTO 1891 (decima parte)

ARENA, 10 – 11 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – PARTICOLARI

Le notizie che ci giungono da Tregnago, da Badia Calavena e dalla vallata colpita sono sempre più sconfortanti.

Ad ogni ora, si può dire, si fa manifesta l’urgenza di abbattere qualche casa, e i meschini proprietari stessi, collo schianto nell’anima, debbono procedere all’atterramento aiutati dai soldati.

I feriti migliorano, ma si rende sempre più indispensabile il provvedere presto al ricovero dei moltissimi che rimangono senza tetto.

*

Il Regio Prefetto conte Sormani Moretti è sui luoghi da ieri e vi si trattiene anche oggi, ospitato dall’ing. Cracco.

Vi sono pure l’ing, Rava del Genio Civile e l’aiutante ingegnere Giacometti i quali attendono a constatare i danni e a stabilire l’abitabilità delle case.

*

Tregnago 9 giugno.

Da Tregnago, un Comitato lodevolmente costituitosi, ci scrive:

Il Comitato di soccorso formatosi a Tregnago in seguito al terremoto del giorno 7 corr., in vista della eccezionale gravità del disastro, fa appello ai giornali più diffusi perché vogliano aprire le loro colonne ad una pubblica sottoscrizione.

Le vittime sono poche ma enormi i danni materiali.

Da relazioni di Commissione Tecniche, che visitarono i luoghi maggiormente colpiti, risulta che nel Distretto di Tregnago i danni superano i due milioni.

Nei Comuni di Tregnago, Badia, Vestena, Velo ecc. tutta la popolazione, in preda al terrore, bivacca all’aperto.

Le scosse frattanto continuano, e sebbene deboli, valgono ad allargare i crepacci.

Per la maggior parte di questi terrazzani la cui proprietà si riduce alla casetta d’abitazione, il triste fatto è una sventura certo irreparabile.

Conforta frattanto la simpatia che dagli uomini di cuore viene dimostrata. Gli onor. Miniscalchi e Poggi. Venuti qui ieri espressamente da Roma, promisero il loro appoggio presso il governo, ed elargirono del proprio L. 1000. Altre offerte cominciarono a giungere.

I danneggiati confidano che il loro grido di soccorso  troverà un’eco generosa in tutti coloro che non sono sordi alla voce della sventura.

Il Comitato

Cavaggioni Sindaco – Doria notaio presidente della Congregazione di Carità – Cracco deputato provinciale – Prof. Ferrari – Avv. Franchini – Avv. Valle – Pieropan – Lavagnoli – Don Cavallini parroco – Battisti

*

Noi da tre giorni abbiamo aperto la sottoscrizione a cui ci si invita nella lettera suesposta, e confidiamo che i nostri lettori, che tutti i buoni, vorranno inviarci l’obolo loro a pro’ degli sventurati colpiti dal terremoto.

*Ieri gl’ingegneri Carameli e De Sisti, della Finanza, si recarono, ufficiamente, a Tregnago e Badia per verificare lo stato delle cose onde studiare e riferire per la sospensione o l’abbonamento della tassa sui fabbricati.

*Tregnago 13 giugno 1891.

Alle ore 8.13, 9.5 e 11 pom. Di ieri scosse ondulatorie marcate da tutti gli istrumenti,

0.11 ant. 1.10 ant. Sino alle 1,47 ant. D’oggi leggere scosse sussultorie quasi senza interruzione.

Calma sino alle ore 8.50 ant. Ora in cui il movimento ripiglia; scaricandosi a terra a brevi intervalli anche il sismografo Brassart.

Per il Prof

Agostino Cav. Goiranl

I’assistente

 

VENIAMO IN SOCCORSO di Tregnago e di Badia.

E’ inutile orma ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

 

Lista di ieri L. 214
   
Offerte di oggi:  
Fratelli Massalongo L. 50
Avv. Agostino Renzi – Tessari L. 50
Ditta Gaetano Franchini L. 25
Rosa Zanetti – Camozzini L. 20
Koller Albrizzi nob. Catterina L. 10
Coniugi Barbarich L. 10
Colombari Pietro L. 10
Cav. Prof. Francesco Trevisan L. 5
Antonio Fabrici L. 5
Maestro Lizzi L. 5
Mombello Gio. Batta L. 4
Luigi Capobianco (Caffè Dante) L. 30
Ing. Vincenzo Balconi L. 5
Angelo Dall’Oca Bianca L. 5
Dott. Arturo Carraroli L. 5
Conte Gaetano Brognoligo L. 50
Cav. Giuseppe Ipsevich L. 20
Forti Arrigo L. 100
Prof. Augusto Tebaldi (Padova) L. 10
Notajo Ugo Massaroli L. 5
Avesani Giovanni L. 10
Notajo Italo Donatelli L. 5
Notajo Burzio L. 5
Paolo Bellante L. 5
A. R. L. 10
Comm. Antonio Guglielmi (deputato al Parlamento) L. 25
Totale L 718

 

1^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

2^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

3^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

4^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

5^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

6^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

7^ PARTE:  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

8^ PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

 

9^ PARTE:: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/08/5089/)

 

 

 

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

I DEPUTATI

Lo avevamo già ieri annunziato.

I deputati Miniscalchi e Poggi appena avuto sentore del disastro, partirono e si recarono sui luoghi. Giunsero ieri alle due a Tregnago, dove accompagnati dal Sindaco, dall’operoso segretario, dall’ing. del Comune, dall’assessore per Marcemigo, dal sig. Pieropau, dal medico Provinciale, visitarono tutte le case, una per una, portando conforto di parola e di buone promesse.

Tale era stato lo spavento provato dalla popolazione, che in tutte le case i letti si trovavano ancora nel medesimo stato in cui furono lasciati quando il terremoto fece scappare di casa gli abitanti. I deputati estesero la loro visita alle frazioni tutte, ed a Badia, riportandone profonda impressione. Essi largirono dal proprio per i più urgenti bisogni lire 600 a Tregnago e 400 a Badia Calavena riservandosi di chiedere ulteriori ed efficaci soccorsi al Governo.

I paesi visitati furono commossi dalle premure, dalla generosità degli egregi loro rappresentanti, ed ora attendono i risultati delle loro pratiche.

Intanto i sindaci provvedono a chiedere l’esonero della presente rata di imposta nell’aspettativa di quei provvedimenti che il Governo centrale non può mancare di prendere in favore delle popolazioni tanto profligate.

I deputati telegrafarono ieri in questo senso all’on. Pullè.

*

Particolari strani: la fontana che è in piazza della parrocchia a Tregnago, appena avvenuto i terremoto si seccò.

A Velo, a Giazza, a Roverè di Velo, poche ore prima del terremoto, e cioè verso sera, l’acqua delle fonti numerosissime era diventata torbida, dopo il terremoto è diventata cinerea, e sa grave odore e sapore di zolfo.

Gli abitanti della Giazza provarono indescrivibile terrore, appena avvenuto il terremoto, a vedere i massi staccarsi dalla Montagna e precipitare con enorme fracasso nelle vallate.

Un pastore di pecore che si trovava in piena montagna ad attendere al suo gregge, ci narrava che credette di impazzire. Vide le montagne intorno a lui muoversi, scuotersi, con rumore tremendo, e vide enormi pezzi di granito (si tratta dipietra calcarea, il granito non è presente nelle rocce lessiniche, n.d.r) staccarsi e venir giù rimbalzando, con rapidità vertiginosa. Credette fosse suonata l’ora della fine del mondo.

*

Riassumendo: noi abbiam creduto, dapprima, che si fosse esagerato nel descrivere i danni di Tregnago e Badia: oggi, dopo la nostra visita, non sappiamo se con questa descrizione affrettata siamo riusciti a dare un’idea esatta dell’entità del disastro.

*

ULTIMA ORA

Da Tregnago, 9, si scrivono:

Facendo seguito alle corrispondenze che vi ho precedentemente mandate, debbo segnalarvi il generoso contegno degli onorevoli Miniscalchi e Poggi, i quali, partiti immediatamente da Roma al primo avviso telegrafico del nostro sindaco, giunsero oggi fra noi alle ore 2 e mezza pomeridiane per portarci aiuto e conforto.

Gli onorevoli deputati elargirono del proprio Lire 600 pel Comune di Tregnago e Lire 400 per quello di Badia. Essi riportarono una impressione profonda del disastro avvenuto. Ci promisero tutto il loro appoggio per ottenere sussidi dal Governo sotto quelle forme che meglio di presteranno all’uopo.

Debbo segnalate pure la condotta esimia di tutti i carabinieri nel salvataggio dei sepolti di Marcemigo.

Gli abitanti di Tregnago sono oltremodo grati a codesto giornale per la generosa sua iniziativa nell’aprire una sottoscrizione pubblica. Essi nutrono viva fiducia che la carità cittadina risponderà generosa all’appello.

Anche da Milano ci giungono offerte, prima fra tutte quella di L. 100 dell’avv. G.B. Alessi.

Pur troppo dobbiamo constatare che i crepacci nelle case vanno allargandosi e che molte credute abitabili ora più non lo sono. Il timor panico è tale che a molti pare di sentire delle nuove scosse, probabilmente sarà effetto dell’agitata fantasia.

Anche questa notte tutta la popolazione dorme sotto le tende sebbene il tempo volga al piovoso.

Giungono al capoluogo del mandamento notizie sempre più gravi. A Vestena dobbiamo lamentare moltissime case inabitabili e 5 feriti, di cui alcuni gravemente.

IL PROF. GOIRAN CI COMUNICA:

Ieri alle 2 pom, leggera scossa, però sensibile, ondulatoria e sussultoria.

Dalle ore 7 pom. Alle ore 10 pom. Leggerissimo movimento senza interruzione: leggerissima scossa alle 10 pom.

Due leggere scosse alle 2,30 e 5 antim. Di oggi. (Goiran)

AIUTIAMO TREGNAGO E BADIA CALAVENA

La narrazione del disastro di Tregnago e da Badia che più sopra si può leggere, semplicità eloquente.

Sono numerose le famiglie che rimasero senza tetto per opera del terremoto, e grandi i sacrifici che altre moltissime famiglie dovranno per fare rendere ancora è nella sua abitabile la propria casa.

La maggior parte delle case distrutte o gravemente danneggiate appartengono a povera gente che non possedeva altro all’infuori di quelle quattro mura, delle poche amsserizie che rimasero distrutte o guaste e di un campetto.

E’ quindi la rovina, quella che presenta per tante famiglie.

Veniamo in loro soccorso, aiutiamole, leniamo la disgrazia con l’obolo nostro!

Noi ci rivolgiamo pertanto ai Veronesi fidenti che vorranno rispondere al nostro appello e che in brevi giorni faranno si che i fratelli di Tregnago e di Badia calavena abbiano a benedire il cuore dei cittadini di Verona.

Aprimo dunque la sottoscrizione a favore dei danneggiati dal terremoto in Tregnago e a Badia Calavena.

Lista di ieri L. 25

Offerte di oggi:

Battistella Luigi, albergatore alla Gabbia L. 20
Ferdinando Locatelli L. 5
Giuseppe Moosbrugger (Milano) L. 5
Chiesa e Comp. (Milano) L. 5
Pelagatti ved. Chiari (Parma) L. 5
Giorgio Giolioli (Livorno) L. 5
R. P. Fortuna (Lucca) L. 5
Stabilimento chimico di Passariano L. 5
Scaini Angelo (Udine) L. 5
E. Facheris e figlio (Grumello) L. 5
Avv. Aurelio Scudellari* L. 60
N. N. L. 4
Avv. Carlo Guglielmi L. 20
Fratelli Bonaldi L. 10
Avv. A. Danieli L. 10
Prof, Cav. Frizzo L. 5
Avv. Fontana L. 5
Galli avv. Carlo L. 5
Umberto Camuzzoni L. 10
TOTALE L. 214

* Queste L. 60 l’avv. Scudellari intende siano devolute metà a Tregnago , metà a Badia.

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

QUI L’OTTAVA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, ottava parte)

TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, ottava parte)

TERREMOTO 1891 (ottava parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

A BADIA CALAVENA

In proporzione della popolazione e dell’abitato, Badia Calavena è forse maggiormente danneggiata di Tregnago.

La strada che vi si adduce è in moltissimi punti spaccata longitudinalmente, e specialmente nelle vicinanze del ponte Zanatti, lo stesso ove or è un mese accadde una disgrazia di cui i nostri cronisti si sono a suo tempo occupati.

Un lungo muro di cinta che costeggia detta via è per la maggior parte battuto in breccia. Anziché aprirlo dall’alto o sfasciarlo, il terremoto ne ha asportato, divelto i massi più compatti, producendovi delle larghe feritoie.

Andiamo subito al gruppo d case crollate.

Non rimangono in piedi che due pezzi di muro, ma talmente pericolanti che il temente Biancolini procede alla loro demolizione come ha già abbattuto due case a Cogòlo ed altre a Badia.

Nella prima di queste case rimasero sepolti 6 individui. Ecco il racconto del fatto come lo abbiamo udito dalla viva voce del vecchio Cunico Vincenzo, capo della famiglia.

Erano appena suonate le due, ed io ero sveglio, quando udii un forte tuono. Oh! Dissi fra me, sparano le cannonate a Verona! E non mi mossi. Ma un momento dopo odo un’altra cannonata, poi una scossa terribile. Faccio per alzarmi, ma nell’istante medesimo tutto si mette in movimento, i muri si aprono, il tetto cade, e noi, uomini, donne, bambini siamo trascinati nella rovina fino al piano terreno. Su l principio non potevo muovermi. Udivo le grida disperate di mia moglie, vecchia, dei miei figli, dei nipoti e della mia nuora, che invocavano aiuto, ma io ero impigliato nelle macerie, ed avevo un braccio che mi faceva molto male. Finalmente un mio figlio riesce a liberarsi dai rottami, giungono altri del paese, e tutti insieme, con molta precauzione, riescono a salvarci tutti. Mia moglie, poveretta, aveva la testa tutta sanguinante; mia nuora la faccia, un braccio ed una gamba tutti spellati, e i bambini poche contusioni. Questi furono salvati da mio figlio, che è il loro padre, camminando carponi sotto le travi rimaste sollevate, in mezzo alla polvere ed ai rottami, fini ad un angolo dove la Provvidenza di Dio li aveva gettati, al riparo dai sassi. Si figuri che mia nuora aveva in letto un bambino che ha messo al mondo da 22 giorni! Oh! Faremo un quadro alla madonna!

E il povero vecchio, nel por termine al racconto, si asciugava una lacrima.

Se mai si può dire infatti che un miracolo vi sia stato è in questa occasione.

Bisogna vedere quel mucchio di macerie per non saper comprendere in qual modo si sieno potuti salvare, con ferite relativamente leggiere, i sette sepolti.

Nella casa a ridosso di questa, pure caduta, dal primo piano, di cui rimase in piedi una decima parte appena, pendono mobili, materassi di paglia, indumenti, che nessuno osa di ritirare perché si esporrebbe, ove un sasso solo venisse mosso, a rimanere seppellito.

Più giù, nella splendida valletta a cui sovrasta la Chiesa di San Pietro, havvi un’altra casa a mezzo sfasciata. Era abitata da Baldo Giuseppe, da sua moglie e da 4 bambini.

Il Baldo era già in piedi, appoggiato al comò, da cui estraeva un oggetto, quando sopraggiunse la scossa. Dapprima narra di essere rimasto senza voce ma poscia, quando vide i muri spaccarsi, e udì il tetto precipitare sul piano superiore, divenne come pazzo, si precipitò alla porta, che non potè aprire perché s’era contorta, ruppe allora i vetri della finestra e si mise ad urlare al soccorso. Intanto, racconta. Sentiva il pavimento del piano superiore scricchiolare sotto il peso del caduto, vedeva la luce attraverso i muri che lentamente si aprivano, ed afferma che, coi bambini attorno a sé, provò le torture dell’agonia. Finalmente una donna udì le sue grida, appoggiò una scala alla finestra, e per di là si salvarono tutti.

Era tempo. Due secondi dopo il piano superiore rovinava!

E di questi aneddoti, l’uno più dell’altro emozionante, ne avremmo diecine da narrare se non ci mancassero ormai lo spazio e ……….la lena.

Fatto sta che tutta Badia è un crepaccio, una distruzione; che il Municipio è in piedi per caso, poiché i muri si sono talmente staccato e sconnessi, da inorridire a mettere i piedi nella camere; che la casa del segretario e assolutamente irriducibile, in una rovina completa; che la frazione di Trettene è addirittura distrutta; la frazione di Riva ha una casa caduta; e che andando più nella valle, a Roverè di Velo, per ogni casa si trova la desolazione, e a Vestena si trovano cinque feriti.

Il bilancio di Badia è semplice ma spaventevole: 16 case crollate una ventina da abbattere, tutte le altre inservibili, e miseria su tutta la linea.

*

Nell’abbandonare quei luoghi così ridenti per splendore di natura, ed oggi tanto colpiti dalla disgrazia, si trova uno stringimento di cuore perché dietro al partente rimane un cumulo di dolori, di patimenti lunghi, di povertà impotente, di lacrime che solo la carità potrà asciugare.

Aiutiamo i nostri fratelli, o Veronese, o Italiani, soccorriamoli, perché urge il bisogno, e la sciagura è immensa!

 

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)