CHRISTY MOORE “AT THE POINT LIVE”

CHRISTY  MOORE “AT THE POINT LIVE”

CHRISTY  MOORE “AT THE POINT LIVE”

COLUMBIA RECORDS  CD 1994, LP 2017

di Alessandro Nobis

Ci sono voluti la bellezza di ventitrè anni ed un Record Store Day per vedere pubblicato in vinile questo album del folksinger irlandese Christy Moore, venerato in patria e non solo per il fondamentale ruolo che ha ricoperto e che ricopre di ricercatore, divulgatore, autore ed interprete della tradizione musicale d’Irlanda. Del suo esordio discografico vi ho narrato (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/06/17/christy-moore-paddy-on-the-road/) così come della sua ultima fatica (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/10/06/christy-moore-lily/): questo “At the Point Live”, annata ’94, è stato registrato nella prestigiosa Venue dublinese che purtroppo chiuse i battenti nel 2007. Cinquantasei minuti – credo quindi che il cd non contenga tutta la performance di Moore – che dipingono un quadro preciso della storia di musicista: dalle bella interpretazione d’ “Fairytale of new York” di Shane McGowan a “Nancy Spain” di Barney Rushe dedicata alla giornalista inglese fino al tradizionale “Black is the colour”. Non mancano neppure il richiamo ai Planxty con “The Cliffs of Doneen” e “The Well Below the Valley” ed alcune tra le ballate più importanti che il Moore della Contea di Kildare ha intepretato nei decenni: “Ride On” di Johnny McCarthy, e “Go, Move, Swift” di Kirsty McColl tra le altre.

Chi ha avuto la fortuna di assistere ad una performance di Christy Moore, ed io l’avuta capitando casualmente a Galway una trentina di anni fa dove tenne un concerto in una sala di un hotel, sa a cosa mi riferisco quando parlo di forte personalità, grandissimo carisma, profondissima conoscenza e rispetto verso le radici oltre ad un pathos interpretativo davvero raro.

Disco importante, come del resto tutta la sua discografia. Lunga vita, Mr. Moore di Newbridge, Co. Kildare. E pensare che nella sua precedente vita faceva il bancario…………

 

 

 

 

 

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SUONI RIEMERSI: CANZONIERE DELLA RITTA E DELLA MANCA “Malevento”

SUONI RIEMERSI: CANZONIERE DELLA RITTA E DELLA MANCA “Malevento”

SUONI RIEMERSI: CANZONIERE DELLA RITTA E DELLA MANCA “Malevento”

Robi Droli, ITALIA, 1994

di alessandro nobis

A ventidue anni dalla sua pubblicazione per conto della benemerita Felmay, mi sembra opportuno rispolverare questo lavoro dei beneventani componenti de Il Canzoniere della Ritta e della Manca. “Malevento” regge al suo ascolto tutto il tempo passato – cosa non così comune – e rappresenta certamente uno dei più fulgidi esempi del processo di “ricostruzione” della tradizione musicale del Sannio e dell’Italia Meridionale attraverso la composizione di nuova musica ispirata sì dalla tradizione ma aperta anche a suoni e idiomi musicali più vicini ai nostri giorni; operazione questa riuscita anche ad altri gruppi come i Sancto Ianne che al tempo di questa registrazione mettevano le basi al loro progetto musicale. ritta-mancaFossimo negli anni settanta chiameremmo questa musica con la sibillina definizione di “folk-rock”, ma il parallellismo con quanto succedeva in terra albionica con i Fairport Convention e compagnia bella non è concetto campato in aria ma basato su dati di fatto, ovvero come detto la combinazione di vecchio e nuovo. Lo stupendo brano conclusivo “Jesce sole” (Geppino Laudanna al pianoforte, Enzo Cerulo alla chitarra classica ed lo splendido cantare di Paola Tascione ed un pizzico di elettronica) e l’arrangiamento del tradizionale “Serenata del Gargano” sono a mio avviso i brani che perfettamente inquadrano la cifra stilistica e che meglio identificano l’innovativo progetto del Canzoniere della Ritta e della Manca.

Il disco è disponibile su iTunes. Ascoltatelo, non sembra abbia 22 anni, nient’affatto.