SUCCEDE A VERONA: “Una tragica impressionante sciagura”, 6 giugno 1927, San Giorgio di Valpolicella

SUCCEDE A VERONA: “Una tragica impressionante sciagura”, 6 giugno 1927, San Giorgio di Valpolicella

SUCCEDE A VERONA: “Una tragica impressionante sciagura”, 6 giugno 1927, San Giorgio di Valpolicella

di alessandro nobis

Mi è capitato diverse volte di percorrere la stretta strada che da San Giorgio di Valpolicella conduce all’abitato di Monte ma non avevo mai rivolto la mia attenzione ad un monumento che si trova in corrispondenza di una stretta curva a sinistra. Divorato dalla curiosità durante il mio più recente passaggio sono sceso dall’auto per osservarlo da vicino, quasi un obelisco in rosso ammonitico con otto fotografie, una croce e la data del 6 giugno 1927: è il ricordo delle otto vittime di un pauroso incidente stradale dovuto principalmente alla superficialità ed alla sottovalutazione del rischio.

La cosa mi ha incuriosito non poco, ed ho quindi ricercato sulle pagine del quotidiano L’Arena altre notizie; in effetti il giornale veronese dedicò ben tre articoli al fatto, i giorni 7, 8 e 9 del giugno del 1927. Mi è sembrato doveroso riportare qui di seguito l’articolo pubblicato il giorno seguente, così se lo vorrete quando passerete avrete modo di soffermarvi o di rallentare.

“UNA TRAGICA IMPRESSIONANTE SCIAGURA PRESSO S. AMBROGIO”

Autocarro che precipita da una scarpata – Otto morti e sette feriti

Una gravissima, impressionante notizia giungeva ieri sera verso le 21 in città, causando una impressione penosissima. Essa accennava al capovolgimento di un autocarro, il quale, precipitando da una scarpata stradale in quel di S. Ambrogio aveva causato la morte di parecchi operai, alcuni dei quali appartenenti a quelle sezioni fasciste.

Del fatto si è interessata subito la Federazione e in breve, accorrevano sul sito in automobile spiccate personalità del Partito. La tremenda, disastrosa sciagura era avvenuta subito dopo il calar della sera lungo un tratto di strada in curva che si trova a breve distanza dal suddetto paese, e precisamente in località Fontana Caranzon.

Per venire ai particolari del disastro, diremo che il camion carico di blocchi pesantissimi di marmo, veniva dalle cave di Selva, diretto alla stazione ferroviaria, dovendo i blocchi essere spediti. Al volante era il proprietario del veicolo stesso, Alessandro Toffalori che ora è a contarsi tra le vittime. Aggiungiamo che per concessione dello stesso Toffalori, e come sovente avveniva, sull’autocarro, sedendo sopra i blocchi che essi avevano tolto dalle cave col sudor dei loro sforzi, avevano preso posto una ventina di operai che dovevano tornare alle loro abitazioni dove le famiglie li attendevano per la cena. Giunto il veicolo al punto fatale, si calcola che il guidatore abbia preso male la stretta curva. Una delle ruote, spinta sul ciglio stradale, ha causato il franamento d’un tratto di terreno, cosicchè il camion piegando rapidamente verso quel lato, si capovolse precipitando dalla scarpata nel campo sottostante, profondo circa 12 metri.

Non è a immaginarsi quanto possa essere stata raccapricciante la spaventosa scena che ha presentato poi lo spettacolo impressionante di vedere tutta quella povera gente schiacciata sotto la mole di quei blocchi, pesanti ciascuno parecchi quintali!

All’appello straziante dei feriti, che invocavano soccorso, si sono affrettati sul luogo molti, moltissimi artigiani. L’opera di soccorso fu iniziata tosto con fervore, e purtroppo, di sotto a quei massi, si cominciarono a togliere dei morti! Ciò che straziava l’animo era il penoso lamento dei feriti, che si sentivano oppressi sotto quel peso immane e che avevano chi un braccio, chi una gamba, chi i piedi, orribilmente schiacciati. I morti, tolti man mano di sotto a quella specie di valanga, in un primo tempo vennero adagiati in parte sull’erba, e ciò mentre si procedeva al trasporto dei numerosi feriti. Sul sito frattanto, giungevano fra i primi oltre alle autorità locali, ed ai militi della Croce Verde Righetti, Valente e Pavon, il voce segretario federale dottor Andreis, il sig. Alfredo Lippi, il delegato di zona sig. Talillo, il rag. Bruno Guarise, il fiduciario del Fascio di Parona sig. Pighi.

La scena era straziante! Intere famiglie di lavoratori erano accorse angosciate in cerca dei loro cari e si doveva usare a quegli infelici dolce violenza alla presenza della scena spaventosa.

I primi cadaveri estratti e riconosciuti dalla folla accorsa. sono quelli degli operai Lorenzo Zorzi del Fascio di San Ambrogio, quello del guidatore Toffalori, Pietro Olivieri altro fascista di San Giorgio, Lodovico Crescini, Zorzo Emilio di San Giorgio e Giovanni Coati di S. Ambrogio. Quei miseri corpi presentavano mutilazioni impressionanti, specie alle gambe. I feriti erano tutti gravi; due erano gravissimi. Uno di essi, Olivieri Alessandro del Fascio di San Giorgio, è stato trasportato subito alla propria abitazione, ma purtroppo, poco dopo cessava di vivere senza avere ripreso i sensi. Anche l’operaio Paolo Coato, ferito gravissimamente, è morto un’ora dopo che fu trasportato all’ospedale di Bussolengo, dove, i medici dott. Carteri e dott. Fiorini subito a lui si erano prodigati.

Altri feriti, oggetti di cure premurose dei medici dott. Segattini e dott. Ferrari, sono stati riconosciuti per Giovanni Zorzi, fascista di S. Giorgio, Giuseppe Grigoli, Lionello Coato, Domenico Vassanelli ed Antonio Sartori di S. Ambrogio. Fino a tarda ora, sul luogo del disastro è stato un continuo affluire di gente, la quale ore si interessa moltissimo delle condizioni dei feriti, tra i quali sono dei giovani, dei combattenti, dei padri di famiglia.

Il lutto per la tremenda sciagura è profondissimo in tutto questo vasto territorio. Nelle varie case dove la sciagura ha fatto capolino, sono scene di strazio. Sono bimbi che invocano vanamente il nome del loro papà, sono giovani donne, vecchi genitori, che dovranno indossare le gramaglie, e che nessuno lenimento sentono a tanto dolore dal conforto amorevole che amici cercano loro apportare con ogni premura, con frasi affettuose.

I nomi delle vittime riportate (con foto) sul monumento che riporta la scritta: “Dal lavoro tornanti ai domestici affetti sotto gli avulsi macigni travolti qui perivano“: Coato Gio Batta, anni 31; Conati Paolo, anni 36; Crescini Lodovico, anni 24; Oliviri Alessandro, anni 30; Olivieri Paolo, anni 52; Toffalori Alessandro, anni 30; Zorzi Emilio, anni 37; Zorzi Lorenzo, anni 41

SUCCEDE A VERONA: “Ondas do Mar, viaggi e viaggiatori tra realtà in fantasia”

SUCCEDE A VERONA: “Ondas do Mar, viaggi e viaggiatori tra realtà in fantasia”

CENTRO PROVINCIALE PER L’ISTRUZIONE DEGLI ADULTI di VERONA: “Ondas do Mar, viaggi e viaggiatori tra realtà in fantasia“. Incontri di formazione per docenti aperto al pubblico

7 ottobre · 28 ottobre · 18 novembre · 2 dicembre 2022

di alessandro nobis (prima parte)

Sul comodino c’erano Tom Sawyer, Calza di Cuoio e Phileas Fogg vicini a Romolo Gessi ed al Capitano Nemo e naturalmente ad una versione economica dell’Atlante Geografico De Agostini: inseguire le avventure dei protagonisti di quei libri era quasi diventata un’ossessione “serale”, roba da “dopo Carosello”. Dal Mississippi alle foreste del New England, dall’India al Mar Dei Sargassi magari passando alla savana sudanese era tutto un susseguirsi di emozioni ed anche un modo per imparare la geografia, quella che a scuola non ti insegnavano ma quella che una volta posato il libro ti faceva sognare. Il viaggio fantastico che in seguito per i fortunati sarebbe diventato reale ed anche “professionale” ma che in ogni caso non aveva, sembra impossibile, lo stesso fascino dell’immaginarsi lì, assieme agli eroi protagonisti che sembravano materializzarsi per il tempo che si dedicava alla lettura e al sonno.

Il viaggio di conoscenza, di scoperta e di esplorazione, il viaggio reale e quello fantastico è il tema degli incontri che il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Verona ha inserito per l’anno scolastico 2022 · 2023 in quelle attività che vanno sotto il nome di educazione permanente e che ha voluto titolare “Ondas Do Mar:viaggi e viaggiatori tra realtà e fantasia”, l’incipit della trecentesca Cantiga de Amigo composta in gallego · portoghese che narra l’intrepida attesa di una donna del ritorno dell’amato marinaio da un viaggio in pieno oceano.

E’ un corso di formazione per i Docenti aperto però al pubblico desideroso di approfondire alcune tematiche legate al viaggio e rispetto al convegno “Giù la Maschera: i Carnevali Tradizionali delle Tre Venezie” realizzato nello scorso settembre, si articola in quattro incontri realizzati in collaborazione con il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, con il Museo Africano, la Biblioteca Capitolare, l’Associazione “Il Corsaro Nero” e la Biblioteca Civica di Verona e con il prezioso contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune; gli incontri si terranno il venerdì pomeriggio a partire dal 7 ottobre fino al 2 dicembre in prestigiose ambientazioni come la Biblioteca Capitolare, la Biblioteca Civica, la chiesa di San Giovanni in Fonte, la sala “Africa” del Museo Africano e la chiesa di Santa Maria in Chiavica.

Si parlerà dello straordinario viaggio di evangelizzazione di San Colombano che nel VI secolo partì dal monastero irlandese di Bangor per raggiungere l’Italia Settentrionale e di quello dei mercanti e viaggiatori lungo l’intricata Via della Seta, dell’avventurosa vita dei veronesi Daniele Comboni, Angelo Vinco e Giacomo Bartolomeo Messedaglia Bey nell’Africa Nord Orientale e dei viaggi fantastici di Emilio Salgari nel Borneo Malese. Due dei quattro appuntamenti prevedono una parte “musicale”, ovvero l’adattamento musicale dell’Antifonario di Bangor (l’appuntamento su San Colombano) e la lunga storia spazio temporale del liuto arabo che da Bagdad arrivò mille anni fa prima nell’Europa islamizzata per trasformarsi in seguito nel liuto rinascimentale (l’incontro sulla via della seta).

Questo il calendario, che nelle prossime settimane verranno descritti in particolare:

VENERDI 07 OTTOBRE. “LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI SAN COLOMBANO (540 – 611), DAL MONASTERO IRLANDESE DI BANGOR ALL’ITALIA SETTENTRIONALE”: BIBLIOTECA CAPITOLARE e SAN GIOVANNI IN FONTE

VENERDI 28 OTTOBRE. “VERONESI NELL’AFRICA NORD ORIENTALE NELLA SECONDA META’ DELL’OTTOCENTO”: DANIELE COMBONI (1831 – 1881), GIACOMO BARTOLOMEO MESSEDAGLIA (1846 – 1893), ANGELO VINCO (1819 – 1853): MUSEO AFRICANO

VENERDI 18 NOVEMBRE. “VIAGGIATORI, MERCANTI E SUONI LUNGO LA VIA DELLA SETA”: CHIESA di SANTA MARIA IN CHIAVICA

VENERDI 02 DICEMBRE. “EMILIO SALGARI (1862 – 1911)”, TRA FANTASIA ED ETNOGRAFIA: BIBLIOTECA CIVICA DI VERONA

Per partecipare ai quattro incontri è indispensabile prenotare mandando una e-mail a info.ondasdomar@cpiaverona.edu.it fino ad esaurimento dei posti.

Questa la disponibilità attuale dei posti, calcolati nel caso di “distanziamento anti Covid” con l’eccezione dell’incontro del 18 novembre:

7 ottobre · San Colombano: 20

28 ottobre · Veronesi in Africa orientale nella seconda metà dell’Ottocento: 20

18 novembre · Via della Seta: 6

2 dicembre · Emilio Salgari: 40

DA REMOTO: ORCHESTRA MOSAIKA “Teatro Camploy, Verona. 14 marzo 2022″

DA REMOTO: ORCHESTRA MOSAIKA “Teatro Camploy, Verona. 14 marzo 2022″

DA REMOTO: ORCHESTRA MOSAIKA “Teatro Camploy, Verona. 14 marzo 2022″

di alessandro nobis

Nell’ambito delle giornate dedicate alla Festa Della Donna si è tenuto il 14 marzo al Teatro Camploy un concerto dell’Orchestra Mosaika, ensemble che, come è facile intuire, ha nella diversa provenienza dei musicisti e dei repertori le caratteristiche principali; naturalmente non è “tutto qua”, c’è molto altro che l’ascolto del concerto mette chiaramente in evidenza, ovvero la capacità di posizionare in modo perfetto le “tessere” di questo mosaico per rendere, come dicevo sopra, omogenei i suoni pur lasciando i caratteri distintivi di ogni singola tessera. Come un mosaico appunto, da vicino leggi le singole tessere, più ti allontani apprezzi l’insieme e di questo grande merito va a Marco Pasetto, clarinettista, orchestratore di molti dei brani suonati e conduttore di questa Orchestra.

L’occasione era “anche” quella di presentare al pubblico in una sede prestigiosa il secondo lavoro dell’Orchestra, “Vite“, e di conseguenza la scaletta del concerto ha inevitabilmente rispecchiato quella del CD con un paio di inserti e di sorprese che il pubblico ha molto gradito. Tra queste il quartetto di danzatrici tradizionali di Sri Lanka che sono state parte integrante dell’arrangiamento di un brano della tradizione Rom, quel “Ederlezi” che ha aperto la serata e cha evidenziato come il ballo popolare possa essere decontestualizzato dalle proprie origini con un rispettoso lavoro sull’orchestrazione; nell’esecuzione di “Tanamdenata” invece, il ballo ha presentato passi legati sia alla tradizione indiana che srilankese ed è è stato decisamente uno dei momenti di maggior impatto del programma. L’altra “tessera” inedita è stata dedicata alle donne afgane: un brano della tradizione, “Da Zamong Zeba Watan” preceduta dalla lettura curata da Susanna Bissoli di un racconto scritto nella Casa di Ramia da una donna afgana durante un laboratorio di narrazione orale, narrazione accompagnata dall’orchestra e uno dei momenti più toccanti del concerto.

Molto intenso ed efficace anche il brano composto, suonato, cantato ed orchestrato dall’arpista australiana Diane Peters (“Now / Celtic Roots“), una sorta di diario di viaggio della sua esperienza di migrante sulla rotta Europa – Australia e ritorno; una profonda ricerca della melodia e di una perfetta resa orchestrale che “accompagna” il testo della ballad con un inserto dal chiaro riferimento alle tradizione di matrice celtica ed anche, visto l’intervento del digeridoo di Stefano Benini, di quella aborigena.

Dell’Orchestra hanno fatto parte per questa occasione anche Michele Masini e Francesco Sbibu Sguazzabia alle percussioni (che ha sostituito Ernesto Da Silva), dimostrazione di come cambiando alcune tessere del “mosaico” il livello dell’esecuzione rimanga inalterato, un ulteriore prova di come il progetto di Marco Pasetto sia solido e ben convincente e naturalmente piacevolissimo da ascoltare.

La serata ha avuto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona ed è stata realizzata con l’Associazione “Casa di Ramia”.

ROBERTO TOMBESI “Suoni dal Mondo: mostra di strumenti musicali della Raccolta Tombesi”

ROBERTO TOMBESI “Suoni dal Mondo: mostra di strumenti musicali della Raccolta Tombesi”

ROBERTO TOMBESI “Suoni dal Mondo: mostra di strumenti musicali della Raccolta Tombesi”

11 dicembre · 27 febbraio 2022 · TEOLO · Padova

di alessandro nobis

Il ruolo del padovano Roberto Tombesi rispetto alla cultura popolare va ben al di là delle gesta musicali dell’ensemble Calicanto (cfr. https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/11/02/suoni-riemersi-calicanto-de-la-de-lacqua/) che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività: la sua curiosità, i suoi interesse ed i suoi studi escono dai confini “domestici” della musica tradizionale dell’alto Adriatico andando a cercare collaborazioni con gli ispanici Milladoiro, incidendo un meraviglioso disco per trio di organetti con Stefano Del Vecchio (a.k.a. “Ciuma”) e Mario Salvi, “Concier de Festa” con l’Orchestra Popolare delle Dolomiti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/01/14/orchestra-popolare-delle-dolomiti/), un disco solista (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/04/02/roberto-tombesi-in-sta-via/) e recentissimamente assieme a Corrado Corradi e Rachele Colombo partecipando al progetto “Passeggeri” che racconta l’incredibile viaggio attorno al mondo di Marco Piazza al seguito dell’attrice veronese Adelaide Ristori.

Tombesi è inoltre cantante e polistrumentista (oltre all’organetto diatonico suona i plettri e piccole percussioni) e negli anni – forse meglio dire decenni – di attività ha saputo raccogliere anche grazie all’imput di Roberto Leydi una vasta selezione di strumenti legati alla cultura popolare, non solo di area veneta.

Per celebrare i 40 anni di attività dei Calicanto, in quel di Teolo nel padovano, Roberto Tombesi ha deciso di aprire le porte della sua collezione che, inaugurata sabato 11 dicembre, sarà visitabile al Museo di Arte Contemporanea (MAC) Dino Formaggio fino al 27 febbraio del prossimo anno, nei weekend dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; alla realizzazione della mostra hanno contribuito il Comune di Teolo, l’Atelier Calicanto, la fondazione Cassa di Risparmio Rovigo e Padova e naturalmente il MAC. Cordofoni a pizzico, arco ed a plettri, aerofoni a sacco e non, naturalmente organetti e piccole percussioni, un florilegio di suoni che a differenza di esposizioni “statiche” ed impolverate ancora costituiscono l’arsenale “dinamico” di questo ricercatore musicista che tanto ha dato ed ancora dà allo studio ed alla divulgazione della tradizione musicale non solo, come detto, vicina alle sue radici. Inoltre sarà possibile a coloro già abbiano una certa dimestichezza, provare gli strumenti sotto l’attento sguardo di Roberto Tombesi il quale, a sorpresa, durante le ore di apertura farà ascoltare ai presente i loro magici suoni.

Scrive lucidamente Roberto Masiero dell’Istituto Universitario della facoltà di Architettura di Venezia: “C’è una sorta di scena delle origini, prima di qualsiasi tempo, una scena che nessuno di noi ha mai vissuto, ma che ricordiamo come fosse ora: alcuni uomini e donne, vecchi e bambini, attorno al fuoco all’imbrunire e qualcuno distribuisce del cibo. È un capo. Si mangia assieme, ma in quel momento non può mancare chi racconta storie, spesso cantando e suonando per renderle più vive e più vere. Si sta così assieme diventando comunità. Si sopravvive alla vita.”

MICHELA BRUGNERA · TOROTOTELA “Canti Popolari Veneti”

MICHELA BRUGNERA · TOROTOTELA “Canti Popolari Veneti”

MICHELA BRUGNERA · TOROTOTELA “Canti Popolari Veneti”

I Dischi dello Zodiaco VPA 8431. LP, 1979

di alessandro nobis

Michela Brugnera, veneziana, registra nel 1979 con Loris Schivardi (chitarra, mandolino, flauto, mandola e percussioni) e Alberto Vitucci (chitarra, plettri e percussioni) questo “Canti Popolari Veneti”, secondo album del trio nel periodo in cui lo studio e la riproposizione del materiale tradizionale gode di un grandi sviluppo ed attenzione in Italia ed in tutta Europa; ha alle spalle studi classici e quindi più che una “portatrice” della tradizione è una studiosa e ricercatrice di assoluto livello che in quel periodo aveva centrato la sua attenzione sulle origini del canto popolare veneto ed in particolare dei canti legati alla laguna veneziana.

Qui la musica grazie soprattutto alla splendida voce va in modo diretto al cuore dell’ascoltatore trasportato in una possibile ed autentica dimensione nella quale questi canti erano contestualizzati, lontani da una situazione di concerto ma piuttosto in famiglia, tra amici, attorno ad un tavolo di un’osteria; certo è arduo trasportare nell’asetticità dello studio il calore della “presenza popolare” ma mi sento di dire che Michela Brugnara, Schivardi e Vitucci siano riusciti nell’impresa decidendo di registrare in presa diretta, senza orpelli e con una limitatissima post-produzione.

Nel repertorio ci sono canti del “torototela” (“Xe’ rivà del torototela” e “Ista bagarina” vicino alle villotte e romanele che appartengono al repertorio lirico – monostrofico ed a canti narrativi raccolti dalla stessa Brugnara come “Mansueta” e la “Fia del Paesan” nell’entroterra lagunare ed ancora “La Guerriera”, ballata che nelle sue diverse lezioni circola, o circolava, nel Lombardo – Veneto.

Interessante e decisamente nostalgico rileggere le note in retrocopertina che ci riportano a quegli anni in cui la musica popolare era fortemente caratterizzata dal punto di vista politico, dimensione che con il passare dei decenni è decisamente cambiata: “ ……. La conoscenza della questione sociale passa, e deve passare, attraverso il recupero della cultura popolare e della tradizione. Tra gli elementi fondamentali della espressione popolare è la musica, soprattutto perchè riesce a sfuggire al dominio della borghesia e nasce da esigenze concrete, strutturandosi su reali situazioni di vita, quali: il lavoro, l’amore, la morte, la discriminazione, che sono le tematiche costanti e sempre presenti della denuncia. ….”

Come di consueto per I Dischi dello Zodiaco, all’ellepì è allegato un esaustivo libretto con testi e un breve saggio introduttivo; i Torototela e Michela Brugnera con il tempo sono stati dimenticati da molti, ma il loro lavoro è stato importante e andrebbe riscoperto da musicisti e studiosi quantomeno di area veneta.

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI – QUADERNO CULTURALE n. 44

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI – QUADERNO CULTURALE n. 44

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI – QUADERNO CULTURALE n. 44

Gianni Bussinelli Editore, pagg. 271. 2021, € 17,00

di alessandro nobis

La Lessinia copre un’area relativamente estesa – oltre gli 800 chilometri quadrati – limitata come i suoi frequentatori sanno ad est dalla Val Leogra, ad ovest dalla val d’Adige, a sud dalla pianura veronese mentre la Val di Ronchi ne definisce il limite settentrionale; un’estensione tutto sommato limitata, eppure da 44 anni un folto gruppo di studiosi e di appassionati con grande competenza e passione – da qualche anno coordinati dal geologo di Bosco Chiesanuova Ugo Sauro – riesce a pubblicare una interessante raccolta di articoli sotto forma di “Quaderno Culturale” trovando sempre degli spunti inediti nel campo delle scienze naturali, artistiche ed umane che sorprendono sempre sia i lettori della prima ora che quelli che da meno tempo si sono avvicinati a queste pubblicazioni.

Al solito mi soffermo su tre dei trentasette (!) interventi che mi hanno più interessato, naturalmente senza togliere nulla al valore degli altri. Preciso quanto impietoso il reportage di Vincenzo Pavan (“Fantasmi della Lessinia: edifici e contrade in rovina, che fare?”) che ci fa percorrere un itinerario, una sorta di Via Crucis attraverso le contrade, le stalle, le ghiacciaie, le colombare della nostra montagna inghiottite dal tempo e soprattutto dall’incuria dell’uomo, da Zivelongo a Gorgusello, da Mùlbese a Squaranton l’edilizia rurale lessinica, così particolare e prova dell’ingegno umano nell’utilizzo delle risorse del territorio, è stata lasciata andare con un scia di promesse di privati e di enti pubblici della sua valorizzazione: strutture fatiscenti e spesso pericolose, come dimenticare la recente disgrazia del crollo della ghiacciaia di Malga Preta che ha portato via la vita a due bambini il 3 luglio appena trascorso?

Su una ghiacciaia dell’alta Valpantena” è il titolo del contributo di Angelo Andreis che prende spunto da un ritrovamento documentale all’Archivio di Stato di Venezia: si tratta di una proposta redatta nell’ottocento da un misterioso Signor “S” per una visita fuori porta alla Giassara costruita da Bartolomeo Tacchella nei pressi di Bellori, non lontano dal Ponte di Veja: è un testo sorprendentemente molto tecnico e dettagliato per essere così vecchio e all’articolo è allegata una

molto utile ed accurata tabella che fa il punto della situazione nell’anno 1901 rispetto alla posizione delle singole ghiacciaie, ai loro proprietari, alle zone di vendita ed all’importante distinzione del tipo di acqua utilizzato per la produzione del ghiaccio, acqua di fonte o piovana, considerato che dal 1923 la Prefettura vietò l’uso dell’acqua piovana determinando così forte impatto su questa attività.

Il terzo contributo che voglio citare è di Renzo Valle: “Lavori forzati a Campobrun” ci fa ritornare al 1944, quando l’esercito tedesco su indicazione di Albert Speer si apprestò a costruire una terza linea di difesa per definire i confini del Terzo Reich a Sud, una linea che grossomodo seguiva i confini imperiali; a costruirla naturalmente non furono le maestranze fatte venire dalla Germania, ma uomini “rastrellati” nelle valli adiacenti e deportati nel Campo di Lavoro di Campobrun, situato sul massiccio del Carega all’interno della valle glaciale sospesa ove oggi si trova l’omonima malga che restò attivo fino all’aprile del ’45 quando i tedeschi si dettero alla fuga. L’articolo racconta anche l’atto di eroismo – non lo definirei in altro modo –  di Celestino Anderloni, diciottenne e maggiore di cinque fratelli di Velo Veronese che si offrì ai nazisti al posto del padre per essere deportato, e delle condizioni di vita dei prigionieri all’interno del campo di lavoro. Un episodio del periodo bellico che grazie a Renzo Valle può essere portato ad una più diffusa conoscenza. 

A rendere ancora più appetibile questo 44° Quaderno la presenza di un DVD che contiene il pdf dell’importante volume di grande formato edito nel 1991 da La Grafica “Gli alti pascoli dei Lessini Veronesi – Storia Natura Cultura” curato da Ugo Sauro, Pietro Berni e Gian Maria Varanini ma da tempo introvabile nelle librerie.

Ricordo infine che al Quaderno pubblicato nel 2017 è allegato un CD-ROM con tutti gli articoli pubblicati sino ad allora in formato pdf.

Dei precedenti Quaderni Culturali avevo scritto anche qui:

SUCCEDE A VERONA: MUSICHE AL TOCATÌ 2021

SUCCEDE A VERONA: MUSICHE AL TOCATÌ 2021

SUCCEDE A VERONA: MUSICHE AL TOCATÌ 2021 “16 ·17 ·18 settembre”

VERONA, CENTRO STORICO

di alessandro nobis

Anche quest’anno per la diciannovesima volta si rinnova a Verona la tradizione del Tocatì e delle musiche tradizionali italiane e dei Paesi ospiti: sarà un festival diffuso che avrà come scenari non solo i luoghi simbolo di Veronama anche e soprattutto spazi mai utilizzati prima come ville, cortili, musei, ed alcuni borghi storici italiani molti dei quali già riconosciuti come siti UNESCO e come tra quelli più belli d’Italia. Tutto naturalmente nel pieno rispetto delle norme sanitarie al quale l’Associazione Giochi Antichi – che ne è ideatore e organizzatore – ha lavorato per lunghi mesi al fine di rendere quanto più “normale” questo festival il cui fulcro è da sempre la partecipazione della gente nelle strade e nelle piazze della città. Per questa edizione de “Suoni lungo l’Adige” i concerti si terranno al Lungadige San Giorgio (nello spazio all’interno della struttura asburgica risalente al 1838) con l’esclusione dei due che verranno trasmessi in streaming per ovviare alle rigide norme sanitarie che, come detto, l’organizzazione intende rispettare in modo puntiglioso.

Il tema di questa edizione del festival è l’acqua, elemento che ha favorito in quanto ideale via di comunicazione gli scambi negli ambiti economici favorendo i contatti tra le varie culture popolari, e di conseguenza i gruppi musicali che parteciperanno hanno in comune musiche popolari legate all’acqua: l’Egeo, l’Adriatico e l’Atlantico.

Voglio sottolineare in particolare come quest’anno la particolare attenzione che l’Associazione Giochi Antichi ha avuto nel dare la possibilità di ascoltare la musica in un luogo raccolto, non troppo vicino al vociare delle centinaia di persone che frequentano il festival; le proposte sono di altro livello e di grande valore musicale ed è assolutamente giusto riservare alla musica “d’ascolto” uno spazio adeguato e quindi non necessariamente contestualizzata al ballo popolare. Certo, quest’anno ci sono le limitazioni sanitarie, ma le due “forme” potranno coesistere perfettamente nelle prossime edizioni: il ballo popolare nelle piazze, la musica d’ascolto di derivazione tradizionale nei numerosi spazi raccolti – luoghi di culto, di enti pubblici ma anche di privati – che il centro storico di Verona offre.

  • Si comincia giovedì 16 alle 21:30 con una festa, con una particolare versione de “La Notte Salentina” che grazie agli Amici del Salento di Verona presenta “Tremulaterra 3.0”, apprezzato trio di musica popolare del Salento, come è facile immaginare con il loro straordinario repertorio fatti di temi a danza sì ma anche di stornelli, canti polivocali alla “stisa” (canti polivocalici a cappella eseguiti soprattutto durante il lavoro, quando la voce si diffondeva e si “stendeva” appunto nei campi) e canti narrativi della tradizione: non una festa a ballo dunque, ma un repertorio da assaporare nel migliore dei modi con un attento ascolto.
  • Venerdì 17 si parte alle 21:00 con un quintetto vocale proveniente dalla Dalmazia dove la tradizione delle “Klapa” è ancora molto sentita e praticata; al Tocatì questa straordinaria forma vocale sarà portata dalla “Klapa Valdibora” di Rovinj (Rovigno) con i loro straordinariamente suggestivi canti che raccontano della vita e degli amori dei piccoli villaggi sulle coste adriatiche. Alle 21:30 il Gruppo Ricerca Danze Popolari presenterà al pubblico (che non potrà però partecipare al ballo) alcune danze popolari accompagnati dalle musiche del “Calicanto trio” che 22:00 terrà l’atteso concerto con una piccola formazione che vede il rinnovarsi della collaborazione tra Corrado Corradi, Roberto e Giancarlo Tombesi lungamente compagni dei Calicanto; presenteranno il ricco repertorio di canti della tradizione dell’Adriatico Settentrionale tra i quali quelli dei “battipali” lagunari. 
  • Sabato tre imperdibili appuntamenti con la cultura popolare: alle 21:30 con il gruppo cipriota “Ktima” con il loro repertorio fatto di secolari canzoni tradizionali che scandiscono il calendario con le feste pagane e le celebrazioni religiose che tracciano uno spaccato sulla vita dell’isola cipriota. Le voci sono accompagnate dal violino, strumento principe della musica tradizionale cipriota, dal laud e dalla tabouchia, un setaccio rivestito di pelle usato come tamburo a cornice. Queste canzoni e le “tsiattista”, poesie orali a braccio, sono iscritte nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale Nazionale di Cipro. A chiusura una presenza che davvero può essere considerata uno dei fiori all’occhiello di questa edizione del Tocatì, ovvero il Baia Trio: provenienti dal Piemonte Occitano, hanno repertorio che va oltre quello delle valli alpine coprendo le tradizioni a partire dall’area delle 4 Province al Connemara irlandese, il tutto rivisitato con arrangiamenti di grande bellezza ed innovazione, come sta a dimostrare il loro lavoro “Coucahna” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/10/29/baia-trio-coucanha/)di qualche anno fa. Gabriele Ferrero (voce e violino), Enrico Negro (chitarra) e Francesco Busso (ghironda, uno degli strumenti classici delle valli occitane) sono senz’altro un ensemble in grado di offrire un “suono” che decontestualizzato al ballo si presta alla perfezione per un ascolto attento e approfondito di questa tradizione.

Da sottolineare poi la possibilità di seguire sulla pagine YOUTUBE del Tocatì e sulle pagine dei principali social gestite dal Festival tre esibizioni molto interessanti ed anche inediti per Verona ma purtroppo “da remoto” per le ben conosciute restrizioni sanitarie. Il primo riguarda il canto polifonico di tradizione bizantina legata alla liturgia greco-ortodossa proposto dall’ensemble cipriota “Romanos de Melodist” che prende il nome dal compositore siriano bizantino del V° secolo “Romano il Melode”, santo celebrato anche dalla Chiesa Cattolica il 1 di ottobre: canti monodici a cappella di grandissimo fascino e bellezza anche testuale, cantati in greco a divulgare il Verbo che sono Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il secondo ci porta sulle coste bretoni con i canti dei marinai proposti dall’ensemble femminile “Les Pirates” (audio qui: https://www.lesbordees.bzh/groupe-les-pirates/)ben conosciute nei festival dedicati a questo importante filone della musica tradizionale: fanno parte dell’associazione “Phare Ouest” che dal 1995 opera nel campo della conservazione, dello studio e nella divulgazione di questa tradizione organizzando un festival che ha particolarità – sogno di molti organizzatori – di non utilizzare impianti di amplificazioni e di proporre i concerti in situazioni ambientali ideali per apprezzare al meglio il suono naturale. A conclusione gli eccezionali trampolieri del Dipartimento delle Landes nella Francia Occidentale, “Echassiers de Landes”: questi “attrezzi” spesso messi in relazione solamente con il circo equestre o con le sfilate carnascialesche venivano originariamente utilizzati dai pastori per sorvegliare le greggi nel territorio pianeggiante che non offre alcun punto di vista dalla sommità di alture. Da questo loro uso si sono sviluppate poi danze tradizionali davvero particolari ed uniche al mondo; nel dipartimento sono presenti ben venti gruppi di questo tipo a testimoniare il grande interesse e passione verso questa secolare tradizione. 

TERREMOTO 1891 (quotidiano ARENA, diciassettesima parte) 13 – 14 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quotidiano ARENA, diciassettesima parte) 13 – 14 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quotidiano ARENA, diciassettesima parte) 13 – 14 GIUGNO 1891

I DISASTRI DEL TERREMOTO

Nuovi particolari

A Tregnago tutto procede alla meno peggio in fatto di tranquillità morale. La popolazione è semore spaventata e dorme all’aperto sotto le tende, ma la calma comincia a penetrare negli animi.

Il Genio militare puntella o demolisce case segnate dagli ingegneri del Genio Civile, ed è dappertutto benedetto dalla popolazione.

Il medico provinciale dott. Natali, che accorse sui luoghi del disastro la mattina del 7 unitamente al cons. Delegato, e che vi tornò l’8 e il 9, ha rifatto una visita al paese, in causa della difterite, provvedendo le tende coniche nelle quali si procede all’isolamento degli anginosi.

La Divisione Militare ha mandato nei comuni colpiti tutte le tende disponibili, ma i Sindaci continuano a chiedere nuovi invii.

A noi sembra che ora, dopo puntellate ed assicurate con chiavi di ferro le case meno pericolanti, gli abitatori potrebbero tronare ad occuparle come prima e lasciar libere le tende per le nuove emergenze.

Intanto il Prefetto – il quale, sia detto a suo onore, ha preso in questa circostanza tutte le migliori e più adatte disposizioni ed ha provveduto con prestezza ed oculatezza al bisogno – ha mandato sui luoghi altri ingegneri del Genio Civile e materiali.

***

Ci giunge notizia da San Mauro di Saline che il terremoto ha prodotto anche colà danni rilevanti.

Otto case furono fatte sgombrare in fretta e in furia perché minaccianti rovina.

La chiesa di San Matteo (detto San Moro) fu chiusa al culto perché pericolante.

La scossa poi delle 8,30 dell’altra mattina ha prodotto nuovi danni nella frazione di Centro, facendo rovinare alcune case e rendendone inabitabili altre.

Il Prefetto dispose perché il Genio Civile mandi un ingegnere a verificare i danni.

***

Il Comitato

Un’accolta di egregi cittadini, per iniziativa dell’ing. Nob. Giovanni Franchini, dei dottori Colognato e Massalongo ecc. si riuniva ieri, coll’intervento del presidente della Deputazione provinciale, per avvisare alla costituzione di un Comitato centrale di soccorso.

Risultato della seduta fu che oggi alle 5, con inviti estesi, si riuniranno le dette persone ed altre nelle sale della Deputazione, affine di procedere alla definitiva costituzione.

Noi diamo lode agli inziatori, perchè i loro nomi sono garanzia, come i loro intendimenti, di serietà.

Si sta preparando

Un grandioso concerto da tenersi entro il mese a San Sebastiano in vantaggio dei danneggiati dal terremoto. Vi prenderebbero parte celebrità artistiche e dilettanti di primo ordine. Iniziatore ed organizzatore di esso è il simpatico Circolo dei mandolinisti.

Charitas!

Un nostro assiduo ci scrive:

Torno in questo momento da una visita che feci ai paesi danneggiati dal terremoto. Non si può pensare lo sconforto che prova l’anima dinanzi a tanta calamità, dinanzi a tante persone senza tetto o lì per esserlo, che invocano la mano soccorritrice della Provvidenza! E c’è la Provvidenza! Basta dare un’occhiata alla sottoscrizione aperta sulle colonne dei giornali cittadini e da voi iniziata con parole santissime per convincersi una volta di più che la beneficenza e la filantropia hanno sempre distinta la grande famiglia italiana, una nella fede e nel sacrificio solidale nella sventura e nei disastri.

Voi m’informate d’una festa che gli abitanti di Soave stanno apparecchiando domenica sera, a pro’ degli sventurati di Tregnago. M’auguro che altri paesi seguano il nobile esempio di Soave la quale oggi mostra splendidamente come la patria carità avviva quell’amena terra.

Ho sott’occhio il programma vocale istrumentale dei pezzi che si eseguiranno a Soave da quell’esimia artista che è la Signorina carnielli e dal giovane maestro signor Cusinati, due persone tanto conosciute a Milano. La scelta dei pezzi mi par ottima. Si udrà con piacere anche la romanza del signor Cusinati “Ultima ebrezza” che tanto piacque al Carcanodi Milano.

Dunque, bravi di cuore i Soavesi per la nobile iniziativa, e auguro che l’esempi si imiti.

Un assiduo

Da Bovolone

La Giunta di Bovolone – come ci scrivono di là – ha erogato L. 100 a favore dei danneggiati dal terremoto.

I danni di Mezzane

L’Egregio Sindaco di Mezzane di Sotto ci scrive:

Mezzane di Sotto lì 11 giugno 1891

Se dapprima i danni causati dal terremoto alle abitazioni di questo Comune non si riscontrarono di enorme gravità, in seguito alle successive scosse e massime dopo quella di stamane (ore 8 12 circa) pur troppo rilevanti si dimostrano e danni e i pericoli.

Dalla visita fatta praticare accuratamente da questo Municipio col mezzo del proprio ingegnere (visita non ancora compiuta) molte sono le case rese inabitabili e segnatamente nelle montuose frazioni di Castagnè e di Mezzane di Sopra, e quasi nessuna immune da crepacci più o meno pericolosi, che fanno trepidare questi abitanti.

Tutte le case rese inabitabili si sono fatte sgombrare e gli abitatori di queste sono costretti a ricoverare sotto tetti provvisori o presso altre famiglie dove minore pertanto è il pericolo.

Vennero pure gravemente danneggiati il campanile e la casa Canonica di Castagnè, così il Campanile della parrocchia Capoluogo.

Per questi danni che rivestono ormai il carattere di un vero disastro anche per questa popolazione, e che colpiscono segnatamente persone impossibilitate a provvedere per mancanza di mezzi, non trovasi speranza che nel Soccorso del Governo e di quello particolare dei propri fratelli italiani; soccorso che invocano dall’autorevole voce di cotesto reputato giornale. Anticipa a nome pure di questa dosolata popolazione i più sentiti atti di grazie.

Il Sindaco Venturi.

Dall’Osservatorio

Verona, 13 giugno, ore 11 ant.

Nel corso della giornata di ieri continuo movimento sismico quasi senza interruzione; ma più marcato nelle ore 9.46, 9.50, 10, 10.27, 10.40, 11, 11.13, 11.20, 11.34 ant.; 12.16, 2.22, 3.18, 4.37, 5, 5.25, 7, 7.7, 7.24, 8.11, 8.36, 9.29 pomeridiane, nella direzione Est-Ovest. Alle ore 10.35 ondulatoria e sussultoria; dalle ore 4 antimeridiane sino alle 5.40 ondulazioni continue.

Calma sino alle ore 8, ora in cui il movimento ripiglia sino alle ore 9.25 ant.

Per il Prof.Agostino Cav. Goiran

L’assistente BATTOCCHI

VENIAMO IN SOCCORSO

di TREGNAGO e BADIA

e Comuni finittimi

E’ inutile ormai ormai ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I Paesi di Badia calavena e di Tregnago, di Selva, di Vestena, ecc., si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

Lista di ieriL. 1454.50
Offerte d’oggi: 
Cav. Scipione Zorzi100
Alessandro Orti50
Giovanni Colò20
Cav. Carlo Brusomini20
Dott. Massimino Martini*100
Comm. Giulio Camuzzoni, Senatore del Regno100
Cav. Giovanni dott. Belviglieri e moglie10
Avv. Francesco Rossato20
M.C. Z.5
Cav, Alessandro Galli20
Comm. Gualtiero Danieli, deputato al Parlamento25
Bice Farina-Franchini10
Cappelletti Dr. Ettore, di Cazzano Tramogna5
Martinelli Carlo20
Conte Giulio Giusti20
N. N.5
Sabina da Monte ved. Bonomi50
Matilde Faetini Della Torre25
I Civici Pompieri (**)21
Coniugi D. S.30
Vanzetti ing. Emilio5
Poggiani Luigi2
Conte Gio. Battista Ravignani e consorte20
Carlotta Gallizioli ved. Biasioli20
Dottor Leone Pincherle20
Totale2200,50

(*) Questa offerta generosa ci fu notificata col segnete telegramma da Villabartolomea:

Aymo direttoreArena– Verona

Inscriva cento lire, compenso stabilitomi ufficiale sanitario Villabartolomea a soccorso Tregnago; mia quietanza pagabile a scadenza stabilita, resta a disposizione comitato soccorso.

Massimino dott. Martini

Noi preghiamo il dott. Martini a volerci rimettere la quietanzxa citata, che uniremo alla somma che saremo per raccogliere, o che esigeremo direttamente.

(**) Verona, 13 giugno 1891

Preg. sig, Direttore,

I pompieri inviano a mezzo della S.V. il loro obolo per soccorrere gl’infelici colpiti dal terremoto del 7 corr. A Tregnago, Cogolo e Badia Calavena, dispiacente che l’offerta sia impari alla sventura, ma dicono che basta un granellino di sabbia per trascinarne dei milioni e formare una montagna.

Per il Corpo, sono di Lei

De. Servo D. Maestri

***

Pei danneggiati del terremoto

Prendiamo nota con un senso di cordiale conoscenza, a nome di tanti così duramente provati dalla sorte, che anche il Resto del Carlinodi Bologna ha aperto nelle sue colonne una sottoscrizione a L’Arena a favore dei danneggiati dal terremoto nel Veronese.

Succede a Verona: Carnevale veronese, la sfilata del 1841

Succede a Verona: Carnevale veronese, la sfilata del 1841

Succede a Verona: Programma Ufficale della Festa di Carnevale

“15 febbraio 1841”

di alessandro nobis

Sassolino dopo sassolino si segue il sentiero che conduce a casa, alle radici della cultura popolare, profonde e vive più di quel che si pensi. Questo è un sassolino del 1841, pubblicato sul “Foglio di Verona” il 18 febbraio di quell’anno.

LA CONGREGAZIONE MUNICIPALE

DELLA REGIA CITTA’ DI VERONA

Inerendo all‘Avviso del giorno 4 Febbrajo corrente crede opportuno di pubblicare il seguente Programma della Festa, e perché serva di comune notizia, e per togliere qualsiasi inconveniente e disgrazia.

P R O G RA M M A

1.     Aprirà la marcia la Mascherata dei Maccheroni di S. Zeno coi soliti FornajTorcolottiPizzicagnoli.

2.     Il consuetoCarroccio dell’Abbondanza tirato da 4 Buoi che getta Pane.

3.     TOMMASO Dott. DA VICO rappresentante il Protagonista della Festavestito in abito di costume del Secolo XVI accompagnato da 24 cavalieri vestiti con abiti allusivo a quell’epoca.

4.     Carro di alcuni privatirappresentante il Trionfo di Carnovalecon figure danzanti a mezzo d’apposito meccanismo.

5.     Carro de’ Negozianti in Seta, Magazzinanti e Speditori, con facchini proprj in abito di costume. Il carro sarà tirato da 4 Cavalli, e fregiato di emblemi relativi al Commercio. Getteranno gilet, fazzoletti, aranci,ecc.

6.     Banda Musicaledel Comune di Povegliano in costume.

7.     Carro tirato daCavalli rappresentante alcune figure emblematiche dei prodotti delle Arti,dell’Industria e delle Manifatture di parecchie classi di Negozianti. Si getterà aranci e cose dolci.

8.     Carro dei Droghieri e Venditori di Cotone, che rappresenta un Elefante nei cui dorso è collocata una torre alla foggia delle indiane antiche. Getteràconfetture, cioccolata ed aranci.

9.     Carrotirato a 4 Buoi de’  fabbricatori e Venditori di Cuojcon lavoratori della loro professione. Distribuiranno al popolosuole  ed altro.

10.  Banda del Comune di Monteforte in costume.

11.  Carro a quattro Buoi dei Pistori, Farinati e Biadajuoli, che rappresenta Madonna Veronaseduta.

12.  Corodi dodici individui vestiti in costume Turco preceduti da un Bandalfiere, ed aventi 4 arcieri dai lati.

13.   Carro dei Pizzicagnolitirato a 6 Buoi fornito di Padiglione con Salami  assortiti, sostenuto da colonne composte di formaggio. Getteranno oggetti della loro professione.

14.  Carro degli Albergatori e Venditori di Vino rappresentante il Trionfo di Bacco e di Arianna.Getteranno boni per ricevere gratuite distribuzioni di Vino nel giorno appresso.

15.   Carro de’ Macellaj  tirato da 6 Buoi rappresentante il Ratto d’Europa  esattamente secondo le leggi della Mitologia. Getteranno Boniper ricevere gratuita quantità di Carne.

16.  Carro de’ Merciai, Fabbricatori di Carrozze, Sellaj, Bastaj, Tappezzieri, Mercanti di Mobiglietirato da 4 Buoi rappresentante il Tempio della Gloria, nel quale vedesi Marteche deponeil brando e lo scudo ai piedi della Pace. Nel tempo stesso si vedrà la statua della Giustizia; Minervache guida le arti liberali e Meccaniche cioè la Geometria, laPittura, l’Agricolturaecc. Getteranno cosevarie.

17.  Carro dei Caffettieri, Cioccolattieri, Offellieri e Venditori di Liquori tirato da 4 BuoiGetteranno confetture e cioccolata.

18.  Carro de’ Calzolajtirato da 4 Buoi Con Emblemi analoghi colla loro arte, con individui in atto di lavorare al suono di musica. Getteranno paste dolcidi varie forme.

19.  Carro de’ Fabbri ferraj tirato da 6 Buoi: innanzi al carro vi starà un uomo a cavallo sonante la tromba. Sopra il carro vi saranno persone che lavoreranno il ferro, e getteranno paste dolciin forma di spuma e di ferri da cavallo e altro.

20.  Carro de’ Falegnamitirato da 4 buoi nel quale sarà rappresentata un’Officina relativa. Si getteranno paste dolci.

21.  Carro de’ Maestri Muratori tirato da 4 Buoi allusivo alla loro professione. Getteranno paste dolciin forma di materiali.

22.  Coro di scozzesi, che canterà pezzi di musica.

23.  Carrotirato da 4 Buoi deiVenditori di Polleriecon padiglione carico di Polli, Pavoni, e simili con musica in costume. Getteranno piccioni.

24.  BandaMusicale del Comune di Villafranca.

25.  Carroccioa 4 Cavalli del Sig. Pietro Sartori Negoziante in rame con due Guerrieri vestiti in rame liscio sul genere antico. Il suddetto carroccio sarà pure preceduto da altri Guerrieri a cavallo tutti coperti di rame. Dispenserà aranci, paste dolci, e confetture.

26.  Coro di Pastoriche canterà pezzi di musica.

27.  Carro del Comune di S. Giovanni Lupatoto a 6 Cavalli rappresentante una caccia. Getteranno selvaggiume.

28.  Carro delle comuni suburbane di Tomba e S. Lucia extratirato da 4 Buoi rappresentante un Giardinocon vasi di fiori naturali con zampilli d’acque che sorgono sotto i piedi dell’Adige sedente sopra un masso. Si getterà con apposito meccanismoaranci e mazzolini di fiori.

29.  Carro dei Coristiche canteranno il consueto inno allusivo alla Funzione del Gnocco.

30.  Banda Civica.

31.  Seguiranno altri Carri, Maschere, e Bande che per ristrettezza di tempo si ommettono.

  • I Possidenti in luogo di costruire il Carro concorsero con volontarie offerte per assegnare alcune doti alle ragazze povere della Città e dei Sobborghi.

Saranno in appresso con apposito Avviso impartire le opportune discipline tanto per la distribuzione dei Carri, quanto per la distribuzione del buon ordine.

Verona, li 15 Febbraio 1841

Il Podestà

Nob. Cav. Comm. Ciamb. GIO. ORTI MANARA

Il Segretario MESSEDAGLIA

DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

1 AGOSTO – 12 settembre

di alessandro nobis

La prima parte di “Baldo in Musica”, progetto abbina la musica di qualità al paesaggio con il patrocinio dell’Unione Montana del Baldo-Garda ed organizzata dall’Associazione Culturale “Baldo Festival” per la consulenza artistica di Marco Pasetto (la rassegna è stata divisa in due in modo fittizio da chi scrive per pura questione di spazio) ha fin qui avuto riscontri positivi del pubblico per la bontà delle scelte, ricercate e di qualità che sono le caratteristiche di questa iniziativa interessante che spero negli anni futuri, liberi dalle restrizioni sanitarie, venga potenziata per valorizzare al meglio le bellezze naturali ed antropiche che l’area del Monte Baldo offre. Racconta Marco Pasetto: “L’anteprima è andata bene, ottimo il concerto nella Chiesa di San Martino di Diane Peter e Anna Pasetto alla località Platano con pubblico davvero numeroso. Il primo concerto, con la Piccola Orchestra Vertical, è stato delizioso con Claudia Bidoli, Enrico Terragnoli, Fabio Basile e Roberto Lancia in gran forma. Il 10 luglio è stata una festa in piazza a Pazzon di Caprino con la GiBier Orchestra”.

Domenica 1 agosto, all’alba (ore 6:30), concerto di chitarra acustica di Giovanni Ferro nel suggestivo scenario della Valle del torrente Tasso, raggiungibile a piedi in una decina di minuti dalla frazione Pazzon, sulla strada che da Caprino Veronese conduce a Spiazzi: Giovanni Ferro è apprezzato strumentista e compositore oltre che “animatore culturale” dell’Associazione ZONACUSTICA (sono quindici anni che propone con successo “Chitarre per Sognare”) che raduna alcuni tra i migliori specialisti dello stile fingerpicking. Purtroppo per il pubblico Giovanni Ferro ha al suo attivo un solo album, “Chitarrista” del 2005 e tre partecipazioni a prestigiose antologie (“34 volte amore” e “Five guitars Clan” del 2009 e “Chateliers Guitars: The Players Collection” del 2018) al quale speriamo presto ne segua un secondo.

La domenica successiva (8 agosto ore 12) si sale a San Zeno di Montagna e ci si immerge nella grande faggeta in località “Ortigara”, a 1450 metri per un concerto del “Piassa Brass Quintet” (Francesco e Luca Perrone alle trombe, Dario Venghi al corno, Alessio Brontesi al trombone e Antionio Belluco alla tuba) con un repertorio varia da temi di celebri colonne sonore e, soprattutto, brani originali.

Il concerto di sabato 28 agosto (ingresso € 10,00) si terrà in orario serale (ore 21) alla villa Nichesola – Rigo a Caprino Veronese con un interessante recital dedicato al grande compositore Lucio Dalla dal titolo “Lettere DALLA Luna”: Marco Pasetto (clarinetti, ocarina, sax soprano), Daniele Rotunno (pianoforte), Francesco Sbibu Sguazzabia (percussioni) e Stephanie Ocean Ghizzoni (voce) hanno arrangiato in modo personale alcune tra le più belle composizioni dell’autore bolognese che ha scritto una pagina fondamentale della canzone d’autore.

La rassegna si conclude domenica 12 settembre alle 16 in uno dei più affascinanti luoghi, è proprio il caso di dirlo, tra il Monte Baldo ed il fiume Adige, appena prima della Chiusa di Ceraino: la Chiesetta medioevale (costruita nel XII e rimaneggiata più volte a partire dal XV) di San Michele al Gaium che probabilmente per la quasi irraggiungibile posizione, è rimasta conservata in un angolo di “paradiso” ma che ha continuamente necessità di restauro conservativo dopo quello del 2010 operato grazie a BALDOfestival, e per questo l’incasso del concerto (ingresso € 10)  andrà a finanziare appunto la continuazione del restauro della chiesetta. Protagonisti del concerto saranno la cantante Claudia Lanzetta, il chitarrista Pasquale palomba ed il clarinettista Marco Pasetto ovvero il Trio Essenziale che a Gaium terranno il loro debutto assoluto: brani originali accanto a riletture – mai scontate – di alcune pagine della grande canzone d’autore. Per raggiungere la chiesetta si attraversa l’Adige a Sega di Cavaion e si imbocca una strada sulla destra seguendo le indicazioni; in caso di avverse condizioni meteo, il concerto si terrà, alla stessa ora, in un affascinante luogo ovvero l’ex Polveriera dell’imponente Forte di Rivoli Veronese (altro luogo da “sfruttare” in futuro?)

Anche per gli ultimi appuntamenti la prenotazione, visti i tempi, è obbligatoria e si effettua su http://www.baldofestival.org