SALIM FERGANI “Al-Mutamid de Sevilla”

SALIM FERGANI “Al-Mutamid de Sevilla”

SALIM FERGANI “Al-Mutamid de Sevilla”

PNEUMA Records, 1420. Cd, 2018

di Alessandro Nobis

Tra il 1069 ed il 1090 sul trono di Siviglia sedeva Muhammad ibn ‘Abbad al-Mutamid, sovrano illuminato la cui corte è passata alla storia per il lusso e l’attenzione verso la cultura in particolar modo verso l’arte poetica ed anche per essere stato l’ultimo rappresentante della dinastia degli Abbasidi.; al-Mutamid, uno dei massimi esponenti della poesia araboandalusa, sceglieva i propri collaboratori tenendo conto della loro abilità nella composizione di testi poetici.

al mutamidQuesto lavoro dell’algerino Salim Fergani, uno dei più quotati suonatori di oud (davvero eccellente il suo “Un Troubadour de Constantine” del 1997 per la Buda Records), combina le liriche di quella corte con la musica di Qusantina (Costantina), città dell’Algeria nord orientale nella quale si conservata e sviluppata nei secoli la musica ma’louf, variante della musica araboandalusa introdotta in nordafrica a partire dal 1609, ovvero dopo la cacciata dalla penisola iberica dei musulmani che si rifugiarono appunto nell’area dove oggi si trovano l’Algeria, la Libia e la Tunisia.

“Pezzi forti” di questo ottimo disco sono i due Taqsim finali (due improvvisazioni, una per viola accompagnato dall’oud, l’altra per solo liuto) e soprattutto “Flyeron mis Làgrimas”, una suite di oltre venti minuti piuttosto articolata: si inizia con un’improvvisazione vocale (“Istikbar”) che anticipa testi scritti da Fergami, seguita da una successione di liriche (“Silsila”, che significa appunto “catena”) composte da al-Mutamid che narra di un principe e delle sue avventure amorose, con intermezzi strumentali splendidamente eseguiti da Salim Fergani, Youcef Bounas (flauti), Nadir Bedjebar (viola) e Khaled Smair (darbuka).

Purtroppo va anche detto che i dischi della Pneuma soffrono di una distribuzione non sempre efficace, e quindi la loro reperibilità non è così immediata nonostante la “tecnologia” del web. Peccato.

 

Annunci

SARAB DUO – “Sarab”

SARAB DUO – “Sarab”

SARAB DUO

“Sarab” – Autoproduzione, 2015

Roberta Stanco, viola da braccio e Hamza Laouabdia Sellami,‘ud, sono i due protagonisti di questo bel lavoro che li vede all’esordio come Sarab Duo. Siciliana lei, algerino lui, hanno respirato nella loro vita l’aria fertile della cultura mediterranea per poi incontrarsi in quel di Verona a costruire questo progetto interessante per molti aspetti.

Senza soffermarmi sulla loro indiscussa preparazione musicale (Hamza ad esempio è conosciuto come suonatore di liuto arabo ma è violinista e mandolinista provetto) mi piace piuttosto parlarvi della loro musica qui presentata: sei composizioni originali di Hamza Sellami che, se da un lato si staccano dai luoghi comuni delle rispettive culture musicali, dall’altro ne sono permeate costruendo così un affascinante suono che spinge l’ascoltatore a viaggiare in luoghi e spazi immaginari, grazie anche ai raffinati arrangiamenti che fanno risaltare la bravura e l’inteplay dei due interpreti: suonare musiche “scritte” lasciando volutamente l’improvvisazione – uno dei cardini della musica per liuto arabo – a dovuta distanza, è uno dei punti fissi di questo bel progetto.

I suoni antichi della viola da braccio e dell’oud che interpretano musica composta oggi: una sfida che altri hanno raccolto e vinto realizzando un ponte sonoro, dando senso e continuità agli stessi strumenti, non più usati solo per interpretare antiche musiche ma calati nelle sensibiltà di autori che vivono nella nostra stessa epoca.

Come detto questa è un “signor” biglietto da visita del Sarab Duo, un’autoproduzione che sarà seguita – almeno così ci auguriamo – dall’effettivo esordio discografico di Roberta Stanco e Hamza L. Sellami: una produzione con un’etichetta con un’adeguata distribuzione nel purtroppo asfittico mercato discografico italiano, oppure sfruttare al meglio il “crowfunding” che all’estero – ed in molti casi anche nel nostro Paese – consente a musicisti indipendenti di realizzare serenamente e quindi al meglio delle possibilità tecniche e “mentali” i personali progetti musicali. Cercateli su YouTube e sui social network(s) e procuratevi questo CD, o ancora meglio, andate ad assistere ai loro concerti: ne vale la pena.

Ma attenzione, in Francia esiste un Duo Sarab, oud e violoncello, con un simile progetto. Concedetemi la battuta, l’originale è qui da noi.