WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, ULSTER, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, ULSTER, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

di Alessandro Nobis

Da parecchi anni oramai, questo è il ventiseiesimo, per i cultori della musica tradizionale – in particolare irlandese –  di tutto il mondo i giorni attorno al 15 di novembre rappresentano un imperdibile appuntamento, un momento di incontro e di confronto tra musicisti che si tiene nella città di Armagh, nell’omonima Contea irlandese. E’ il William Kennedy Piping Festival dedicato al piper e piper maker nato non lontano da Armagh e vissuto nella cittadina dell’Ulster (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/04/19/500-dalla-piccionaia-william-kennedy-pipe-maker-piper-1768-1834/), brillantemente organizzato dall’attivissimo Pipers Club, istituzione molto importante che lavora nei campi della divulgazione, della ricerca, dell’insegnamento della tradizione musicale irlandese agli adulti ma anche e soprattutto ai giovanissimi che frequentano i corsi di uilleann pipes, di violino, di canto, di step dance, di flauto e di arpa che spesso si concretizzano nella formazione di gruppi musicali anche professionisti.66719761_2396369443810871_1771897747331350528_o.jpg

Al solito molte sono le locations scelte che coprono tutta la città di Armagh, quelle per eventi più “formali” e quelle per gli altrettanti eventi “informali”, ovvero le session libere che si tengono nei pub e negli hotel. Tra le prime il Primate’s Palace, ove si tiene l’apertura ufficiale e dove si può ammirare la collezione permanente di alcune delle opera del pittore (e piper) John Brian Vallely, la sede del Clun “Áras na bPÍobari”, il Cathedral Road Recreation Centre, la Fisrt Presbyterian Church, il Teatro al marker Place, e la St. Malachy P. School, tra i secondi I pub Red Ned’s, Hole in the Wall, Victoria, Turner’s, gli hotel Charlemont, Armagh City.

Per questa ventiseiesima edizione, lo spettro musicale definito dagli organizzatori si amplia ulteriormente con un sguardo al Medio Oriente ed  all’area mediterranea. Vorrei sottolineare a questo proposito la presenza dell’italiano Nico Berardi, multistrumentista e “zampognaro” per l’occasione che presenterà un repertorio popolare proveniente dalla Puglia, regione del sud Italia che si affaccia al Mare Adriatico di fronte alla Grecia e del duo proveniente dall’Iran formato da Liana Sharifian e Homayoon Nasiri, presenti assieme agli scozzesi Tryst all’inaugurazione del WKPF, giovedì 14 alle ore 18 al Primate’s Palace.

Qui sotto il programma dettagliato degli eventi che si terranno il giovedì ed il venerdì a partire dale 10 della mattina, ovvero subito dopo l’Irish Breakfast……………….

Tra I nomi che vorrei solo segnalare, al di là di quelli già citati, il bretone Loic Blejean (già presente nel 2016 con lo straordinario quartetto Celtic Project, Kevin Rowsome, Sean Potts e Padraig McGovern.

(continua)

PROGRAMMA:

GIOVEDI 14

10:00 – Lá na Meanscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre

– Sophie Stevenson, Gráinne Holland, Tadhg Mulligan, Brìghde Chaimbeul

18:00 – INAUGURAZIONE UFFICIALE – Primate’s Palace

– Tryst (Scotland)  e Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran)

20:00 – A World of Piping – Áras na bPíobairí

– Stefce Stojkoski (Macedonia), Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran), Nico Berardi (Italy), Brìghde Chaimbeul & Sophie Stevenson (Scotland), Edelmiro Fernández (Galicia)

INGRESSO £10

22:00  – Session in Red Ned’s

 VENERDI 15

10:00 – Lá na nGaelscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre

– Sophie Stevenson, Gráinne Holland, Tadhg Mulligan, Brìghde Chaimbeul

10.00 – Schools Concert – First Presbyterian Church Armagh

– Loïc Bléjean, Sylvain Barou & Tony Byrne (Brittany)

– Tryst (Scotland)

– Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran)

– Nico Berardi (Italy)

– Stefce Stojkoski (Macedonia)

– Edelmiro Fernández (Galicia)

13:00 – Lunchtime Session – Embers Restaurant

14:00 – Session – Hole in the Wall Pub

17:00 – Concert – Market Place Studio Theatre

– Máire Ní Ghráda & Maeve Donnelly

– Loïc Bléjean, Sylvain Barou & Tony Byrne (Brittany)

– Brian McNamara & Gráinne Hambley

– Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrne

INGRESSO £10

18:00 – Session – Red Ned’s Pub

18:00 – Lecture/Presentation – Áras na bPíobairí

– ‘Lord Rossmore’ – Seán McElwaine with Tiarnán Ó Duinnchinn

20:00 – Uilleann Pipes Concert – First Presbyterian Church Armagh

– Seán Potts, Tommy & Pádraic Keane, Emer Mayock, Máire Ní Ghráda, Mark Redmond, Pádraig McGovern, Kevin Rowsome

INGRESSO £10

22.30 – Session in Charlemont Arms Hotel

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MOSSIE MARTIN “Humours of Derrynacoosan”

MOSSIE MARTIN “Humours of Derrynacoosan”

MOSSIE MARTIN “Humours of Derrynacoosan”

AUTOPRODUZIONE. CD, 2019

di Alessandro Nobis

Quando molto presuntuosamente pensi di avere un quadro non completo, diciamo almeno puntiforme, della musica tradizionale irlandese e dei suoi interpreti ed autori, ecco che il postino ti recapita a sorpresa un altro significativo CD, stavolta di un violinista di Derrynacoosan, nella Contea di Roscommon.0ialb01694903_large

Mossie Martin, violinista sopraffino, proviene da una famiglia di musicisti come nella migliore tradizione irlandese: il padre Tom suona, eccome la suona, l’armonica a bocca, la sorella Aine l’arpa ed il fratello Brendan il violino ed il banjo. Naturalmente tutti collaborano assieme al chitarrista e pianista John Blake alla realizzazione di questo “Humours of Derrynacoosan”, raccolta di brani provenienti soprattutto dalla musica popolare del Connaught del Nord, regione alla quale appartiene la contea di Roscommon. Il repertorio è scelto con grande cura e suonato con maestria , e presenta anche brani originali composti da Mossie Martin tra i quali segnalo le hornpipes “The Himalayan Hornpipe abbinata a “Pretty Mary Morissey”, proveniente dalla raccolta ottocentesca di O’Neill e la suite di jigs che apre il CD “Susan Sweeney’s / The Humors of Derrynacoosan”.

Tra gli altri brani segnalo “Planxty MacClancy” del compositore Michael Rooney del quale vi avevo già segnalato lo splendido “Macalla Suite”( https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/01/03/michael-rooney-the-macalla-suite/), la suite di reels “The Mill of Kylemore / Mullvihill’s Reel / The Green Gates” nelle quali Martin si destreggia ottimamente al tin whistle, il brano di O’Carolan “Mr. O’Connor”, splendido dialogo tra il violino di Brendan Martin, l’arpa di Aine ed il flauto di Mossie.

Disco splendido, con famiglie di musicisti come i Martin di Derrynacoosan, i MacKeon, i Rawsome o i Vallely di Armagh – per citante solo alcune –  la musica tradizionale irlandese potrà rimanere viva e vegeta a lungo. Per la felicità degli irlandesi e, se permettete, anche della nostra.

www.mossiemartin.com

mossiemartin@glail.com

 

 

GAY McKEON “The Turning of the Geese”

GAY McKEON “The Turning of the Geese”

GAY McKEON “The Turning of the Geese”

Autoproduzione. Cd, 2019

Magari non sarà molto conosciuto al di fuori dei confini irlandesi al pari di altri suoi esimi colleghi – non ha mai militato nei gruppi di folk revival più in voga a partire dagli anni Settanta -, pur tuttavia il dublinese Gay McKeon riveste un ruolo molto importante nell’ambito della divulgazione e nella didattica dello strumento principe della musica popolare irlandese, le uilleann pipes. Didattica e divulgazione è la strada scelta da numerosi e validissimi musicisti irlandesi, mi vengono in mente tra gli altri il flautista Fintan ed il piper John Brian entrambi della famiglia Vallely di Armagh: didattica e divulgazione, due aspetti davvero fondamentali se si vuole perseguire lo scopo di tramandare e divulgare repertori e strumenti nelle generazioni più giovani. Così è nata la “cantera” dei gruppi irlandesi emersi negli ultimi anni e costituiti da musicisti delle più recenti generazioni.

MCKEON 02.jpgGay Mckeon è “Chief Executive” della prestigiosa “Na Piobairi Uilleann” (l’associazione dei pipers irlandesi) ed ha dedicato al sua vita artistica allo studio ed al perfezionamento delle cornamuse rivolto soprattutto alle esibizioni solistiche, quando l’abilità tecnica e l’espressività raggiungono la perfezione. Di Gay Mckeon avevo ascoltato ed apprezzato i tre medley contenuti nel cd pubblicato nel ’94 “THE DRONES AND THE CHANTERS VOLUME 2”, ovvero “The Ace & Deuce of Pipering”, “The Monaghan Jig / Francis Aucoin” e “Miss Ramsay / James Byrne’sReel” ed ora pubblica questo brillante “The Turning of the Geese” nel quale restituisce la voce a due set di pipes, la prima appartenuta (e costruita) dal grande Leo Rowsome (suo Maestro per tutti gli anni Sessanta) e la seconda costruita da Maurice Coyne un secolo e mezzo or sono.

Va da sé quindi che il repertorio è dedicato ai due liutai ed al loro repertorio; di Rowsome segnalo il set di reels “the Ace and Deuce of Piping / Madame Bonaparte” il secondo dei quali registrato da un altro misconosciuto piper (sul continente intendo) Finbad Furey e tra le altre tracce la magnifica slow air “Lament for Eoghan Ruaddh O’Neill imparatab da Peadar Broe ed il set di gighe “The Boys of Tandragee / Blackeyed Biddy / Garryowen” nel quale McKeon è validamente accompagnato dalla brillante violinista dublinese Jacqui Martin.

MCKEON 03 (1).jpgDisco importante, impregnato di storia e di cultura irlandese; segnalo infine che Gay McKeon sarà il prossimo novembre ospite della ventiseiesima edizione del William Kennedy Piping Festival di Armagh, dove si esibirà la domenica pomeriggio accompagnato dai figli Conor e Sean.

gay@pipers.ie

http://facebook.com/mckeong

 

 

ENDA SEERY “RAINING NOTES”

ENDA SEERY “RAINING NOTES”

ENDA SEERY “RAINING NOTES” (English version)

Indipendent. CD, 2018

by Alessandro Nobis

He comes from the County of Westmeath and this “Raining notes” is his third brilliant album that follows “The Winding ClocK” of 2010 and “Síocháin na Tuaithe: Peace of the Countryside” of 2013; I’m talking about Enda Seery, flautist, pianist, composer, singer and not least a music teacher. Listening to this excellent work takes us into the purest Irish tradition and the repertoire is a journey into the rhythms and melodies of the extraordinary musical casket of this land.

The arrangements are simple and effective, the instruments they accompany – the double bass by Aidan Guilfoyle, the guitar and the banjo by John Byrne – do it in an elegant and precise way, leaving space for the flutes of Seery. The repertoire includes original compositions written in the respect of tradition, pieces of oral tradition and others of composers that have given a great contribution to Irish music: among the first ones I point out the medley of initial slides “The Smell of Freshly Cut Grass / Kelleher’s / The Derravaragh “A traditional between two Seery originals and performed on the transverse flute, among the latter the set of dance air” The Hunt “for solo flute in the first part accompanied in the second by the piano, among the latter a composition of Peadar O ‘ Riada (“Cà bhfull an Solas”) combined with an original and two songs by the violinist of the Stockton’s Wing group Maurice Lennon (of the two magnificent the waltz “On Leaving Lough Melvin’s Shore”) which also writes the explanatory notes. Finally, I point out a song that struck me for its sweetness where the guitar accompanies the tin whistle in the two-gig set “The Windway, Paddy’s Whiskers”, the first original the second traditional.
The secular vein of traditional Irish music is anything but self-referential and conservative but is instead very lively and full of talents that with their precious work carry on in time, renewing it also with new compositions. Like Enda Seery for example.

http://www.endaseery.com

ENDA SEERY “Raining Notes”

ENDA SEERY “Raining Notes”

ENDA SEERY “Raining Notes”

Autoproduzione. CD, 2019

di Alessandro Nobis

Viene dalla Contea di Westmeath e questo “Raining notes” è il suo terzo brillante album che segue “The Winding ClocK” del 2010 e “Síocháin na Tuaithe:Peace of the Countryside” del 2013; parlo di Enda Seery, flautista, pianista, compositore, cantante e non da ultimo insegnante di musica. L’ascolto di questo ottimo lavoro ci porta nella tradizione irlandese più pura ed il repertorio è un viaggio nei ritmi e nelle melodie dello straordinario scrigno musicale di questa terra.

Gli arrangiamenti sono semplici ed efficaci, gli strumenti che accompagnano – il contrabbasso di Aidan Guilfoyle, la chitarra ed il banjo di John Byrne – lo fanno in modo elegante e preciso lasciando lo spazio ai flauti di Seery.

Il repertorio comprende composizioni originali scritte nel rispetto della tradizione, brani di tradizione orale ed altri di compositori che hanno dato un grande contributo alla musica irlandese: tra i primi segnalo il medley di slides iniziale “The Smell of Freshly Cut Grass/  Kelleher’s / The Derravaragh” un tradizionale compreso tra due originali di Seery ed eseguito al flauto traverso, tra i secondi il set di aria da danza “The Hunt” per solo flauto traverso nella prima parte accompagnato nella seconda dal pianoforte, tra gli ultimi una composizione di Peadar O’Riada (“Cà bhfull an Solas”) combinata con un originale e due brani del violinista del gruppo Stockton’s Wing Maurice Lennon (dei due magnifico il valzer “On Leaving Lough Melvin’s Shore”) che scrive anche le note illustrative. Segnalo infine un brano che mi colpito per la sua dolcezza dove la chitarra accompagna il tin whistle nel set composto da due gighe “The Windway, Paddy’s Whiskers” la prima originale la seconda tradizionale.

Disco che ascolta e si riascolta con grande piacere e che conferma come la vena secolare della musica tradizionale irlandese sia tutt’altro che autoreferenziale e conservativa ma sia invece vivissima e ricca di talenti che con il loro prezioso lavoro portano avanti nel tempo, rinnovandola anche con nuove composizioni. Come Enda Seery ad esempio.

 

http://www.endaseery.com

 

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS

Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio – 1 giugno 2019

di Alessandro Nobis

Si terrà venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno a Quattro Castella, nel reggiano, la terza edizione dell’EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS, dedicato come evince dal titolo, alla musica interpretata da giovani musicisti compresi tra le età di 13 e di 20 anni. E’ un progetto il cui ideatore, l’Associazione Culturale “Futuro in Musica” in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e la locale Amministrazione Comunale va nella direzione di promulgare ed incoraggiare la pratica della musica, e di dare la possibilità ad orchestre giovanili di incontrarsi, raccontare le proprie esperienze e naturalmente esibirsi dal vivo.
Quest’anno sono state invitate orchestre proveniente dalla Germania, dall’Irlanda (nello specifico dall’Ulster), dalla Romania e dall’Ungheria oltre naturalmente da due orchestre che faranno gli onori di casa, ovvero l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella e la Mikrocosmos Orchestra di Casalgrande.

La giornata di venerdì 31, quasi un pre-festival, sarà dedicata a due Master Class, uno dedicata al suono orchestrale e l’altra al canto corale tenute rispettivamente dal M° Luigi Pagliarini e dal M° Mircea Ionescu e si concluderà alle 21 con una esibizione dei gruppi ospiti presso il Cinema Eden di Puianello. Il sabato il pubblico avrà l’opportunità a partire dalle ore 19 in Piazza Dante a Quattro Castella di assistere alle esibizioni delle orchestre invitate, ovvero (nell’ordine previsto di esibizione) l’European Orchestra diretta dal M° Luigi Pagliarini, l’Ensemble di Bucarest “Rainbow Children”, l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella diretat dal M° Saverio Settembruno, l’Armagh Pipers Club guidato dai tutor Thomas Smyth e Donna McKinney, l’ensemble ungherese “Iskola Thury Gyorgy”  e dalla “Philippinum Orchester” di Weiburg.

Si tratta per lo più di orchestre giovanili legate ad Istituzioni Scolastiche che presentano un repertorio legato al ricchissimo e straordinario mondo classico europeo con l’eccezione del gruppo proveniente dalla prestigiosa scuola di musica tradizionale di Armagh, nell’Ulster, all’interno di quella importante istituzione che è l’Armagh Pipers Club. Club che dal 1966 promuove lo studio, lo sviluppo e la ricerca della ricchissima tradizione musicale della terra irlandese oltre che ad organizzare, e quest’anno sarà il ventiseiesimo, il prestigioso William Kennedy Piping Festival che come di consueto si terrà alla metà del prossimo novembre.Armagh_rehearsals.jpg

L’Armagh Pipers Club è un importante centro di cultura, promuove la musica popolare attraverso corsi e seminari che principalmente riguardano le uilleann pipes, il tin whistle, il ballo tradizionale, il canto ed il violino e che coinvolgono alunni anche giovanissimi, ed il fatto che alcuni degli allievi abbiano formato in seguito gruppi professionisti la dice lunga sulla qualità del lavoro della scuola fondata dal piper John Brian Vallely e dalla violinista Eithne Vallely. Questa di Quattro Castella è un’occasione unica, per non può trascorrere un weekend lungo ad Armagh per il Festival, di ascoltare musica irlandese e di confrontare le diverse esperienze delle orchestre improntate sul repertorio classico con questa che invece si dedica a quella tradizionale.

IMG_0789.jpgPer molti dei giovani partecipanti a questo festival sarà la prima occasione di confronto con coetanei stranieri ed anche sarà la prima esibizione al di fuori dei confini del loro Paese: personalmente mi auguro che di questi festival se ne organizzino altri e che nelle scuole italiane venga promosso lo studio e la pratica della musica in una qualsiasi delle sue forme

In caso di maltempo le esibizioni si terranno presso la Chiesa di S.Antonino a Quattro Castella.

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DUCK BAKER “Plymouth Rock”

DUCK BAKER “Plymouth Rock”

DUCK BAKER  “Plymouth Rock”

Fulica Records, CD. 2019

“Unreleased & Rare Recordings, 1973 – 1979”, recita il sottotitolo di questa nuova pubblicazione del chitarrista e compositore americano Duck Baker, che come le precedenti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/05/16/duck-bakerles-blues-du-richmond-demos-and-outtakes/), (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/05/19/duck-baker-the-preachers-son/), (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/11/16/duck-baker-outside/) e (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/05/03/duck-baker-shades-of-blue/)regala agli ascoltatori ed in particolare ai “BakerHeads” gemme mai ascoltate proveniente temporalmente da vari periodi della sua lunga carriera.

Qui siamo bel pieno degli anni Settanta attorno per la precisione al 1975, anno in cui Baker pubblica il suo primo lavoro per la Kicking Mule Records ed i brani provengono da registrazioni fatte negli US ed anche a Londra (6 per la precisione), e tutte hanno una qualità audio notevole considerata la cura con la quale Baker mette e sta mettendo nella scelta dei brani provenienti dal suo e da altri archivi.

“Sheebeg and Sheemore” (tradizionale irlandese), “Indiana” (texan swing), “Honeysuckle Rose” (Fats Waller) sono diventati poi dei classici che ancora oggi spesso suona dal vivo, con la solita verve e classe, “Zebra Blues” (nel repertorio di “There’s Something For Everyone In America”, album di esordio del ’75) e “Plymouth Rock” sono brani originali, “Callahan’ Hornipe” è ancora una danza irlandese: devo dire che anche questa volta è un piacere ascoltare la chitarra di un Duck Baker nei primi anni della sua carriera, per capire come si è evoluto ed ampliato il suo repertorio di quello che da molti è considerato uno dei maestri dello stile fingerpicking, suonato sia con set di corde di nylon che in acciaio come in “Sheebeg and Sheemore” e in “Callahan’ Hornpipe”

Le registrazioni, a parte cinque pubblicate su cassetta nel 1989 e quindi come potete immaginare introvabili, sono tutte inedite.

Tutto “grasso che cola”.