PACOLONI ENSEMBLE “Adriaan Smout: Thysius Lute Book”

PACOLONI ENSEMBLE “Adriaan Smout: Thysius Lute Book”

PACOLONI ENSEMBLE “Adriaan Smout: Thysius Lute Book”

BRILLIANT CLASSICS CD, 2018

di Alessandro Nobis

A Leiden, nell’Olanda meridionale, si trova un edificio settecentesco che custodisce la Biblioteca fondata da Joan Thysius nel 1655, un collezionista di libri che alla fine del sedicesimo secolo acquistò un’imponente collezione di manoscritti raccolti da Adriaan Joriszoon Smout di Rotterdam; si tratta di 522 fogli che rappresentano una delle più importanti fonti di studio per suonatori di liuto e per i musicologi. Smout non era un musicista di professione – era insegnante e filosofo – ma comunque aveva una grande familiarità e passione per la musica tanto che trascrisse con il sistema dell’intavolatura per liuto numerosi esempi di musica sacra e profane oltre a melodie derivate dalla cultura popolare olandese e non. Da questa messe di fonti scritte, ovvero da quello che viene chiamato il “Het Luitboek van Thysius”, il Pacoloni Ensemble (Roberto Cascio, Franco Fois, Roberto Gallina e Fabio Mori ai liuti e Giovanni Tufano alle percussioni) ha scelto le ventitrè composizioni che compongono questo straordinario esempio di musica strumentale per liuto del periodo a cavallo dell’anno 1600 (Smout era nato nel 1578 e scomparve nel 1646) pubblicato dalla Brilliant Classics.

Thysius401v.pngAl di là del fascino delle otto gagliarde (una danza molto popolare in quasi tutta Europa nel XVI secolo), personalmente ho trovato molto interessanti i temi di origine popolare come “Jan Dirrixz”, Ick clam den boon al op” e “Gaet hen toe”, trascrizioni di canti popolari, e “Can shee excuse me” attribuito a John Dowland (che lo indica come “La Gagliarda del Conte di Essex”.

Un repertorio raro quindi, eseguito con grande maestria dai cinque musicisti che ci svela un altro scorcio sulla musica del tardo Rinascimento – Primo Barocco. Un raggio di luce su un tesoro musicale fino ad ora mai registrato, e citazione d’obbligo per la Brilliant che anche in questo caso “brilla” per la ricerca di repertori ed autori per lo più sconosciuti al pubblico più vasto.

www.brilliantclassics.com

 

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KARLIJN LANGENDIJK “LUNA”

KARLIJN LANGENDIJK “LUNA”

KARLIJN LANGENDIJK “LUNA”

Acoustic Music Records EP, 2017

di Alessandro Nobis

Quattro brani sono il contenuto di “Luna”, esordio discografico solista di questa promettente (molto promettente) chitarrista olandese. Ventidue anni, appena diplomata al Conservatorio di Utrecht, un disco in duo con Tim Urbanus pubblicato nello 015 e numerosi concerti fuori dal suo Paese con molti apprezzamenti. Suona la chitarra classica con un brillante e preciso – non c’è una nota in più o in meno di quello che necessita –  stile fingerpickin’ e soprattutto – cosa che mi delizia – ha una buonissima capacità di scrittura; due dei quattro contenuti in questo Ep “Luna” sono infatti di suo pugno, uno è una “inaspettata” quanto travolgente, bella e sincera interpretazione di “Beat It”, composta da ……………….. beh questo lo sapete.Front

Bellissima la ninna nanna (composta da Billy Joel) “Lullabye”, introspettiva “Luna”, ipnotica “Triangulum”; è senz’altro musica dal grande impatto e fascino e di piacevolissimo ascolto che fa intravedere già un futuro luminoso per questa strumentista olandese, così giovanissima e già sulle tracce della – per me – straordinaria chitarrista compositrice magiara Zsofia Boros, una delle recenti scoperte dall’impareggiabile di Manfred Eicher patron dell’ECM.

Ora naturalmente l’attendiamo al più presto “al varco” di un lavoro più sostanzioso, in temini di lunghezza ovviamente, la “sostanza” qui c’è ed emerge ad ogni nota.