SUONI RIEMERSI: THE BOTHY BAND “Bothy Band”

SUONI RIEMERSI: THE BOTHY BAND “Bothy Band”

SUONI RIEMERSI: THE BOTHY BAND “Bothy Band”

Mulligan Records 002. LP, 1975

di alessandro nobis

Dopo aver registrato tre album con i Planxty, Donal Lunny lascia con grande sorpresa di tutti il gruppo in cerca di qualcosa di nuovo, di un nuovo progetto, di un nuovo suono (ma tornerà qualche anno dopo, con grande sollazzo nostro) e su commissione della prestigiosa etichetta Gael-Inn organizza un supergruppo assieme a Paddy Glackin, Tony Macmahon, Matt Molloy, Paddy Keenan ed i fratelli O’ Dhohmnaill, Triona e Michael per un evento che resterà unico. Il gruppo, chiamato Seachtair, senza Glakin e MacMahon e con l’arrivo del violinista Tommy Peoples diventa la Bothy Band, con il nome che fa riferimento alle Bothy Ballads cantate in Scozia dagli operai soprattutto negli ostelli dove erano alloggiati in quanto nubili (tra l’altro, già che siamo, ricordo che alcune delle Child Ballads praticamente scomparse furono “recuperate” dai ricercatori dal canto di questi operai che le avevano imparate attraverso la trasmissione orale n.d.r.).

La Bothy Band diventata un sestetto registra il suo primo omonimo album per la benemerita Mulligan Records distinguendosi immediatamente soprattutto per il particolare suono del clavicembalo, per la voce evocativa di Triona O’ Dhohmnaill (la splendida esecuzione di “Do you Love an Apple”) oltre che per la presenza del flauto (Matt Molloy) e del violino (Tommy Peoples) fondamentali per costruire assiei plettri il suono della Bothy Band; un album che ancora oggi si ascolta con grande piacere e che a posteriori lo fa considerare come una delle pietre miliari del movimento del cosiddetto “folk revival” irlandese.

C’è spazio anche per il solismo: il medley curato da Peoples, uno strathspey abbinato ad un reel (“Hector the hero / La Laird of Drumblaire”) con il “bordone” di Keenan,  le pipes che aprono “Patsy Geary’s / Coleman’s cross” ed il jig (“Give us a drink of water”) proveniente dalla raccolta di O’Neill, che segue il celeberrimo “Kesh Jig” (inciso per la prima volta nel 1945 dalla Kinora Ceilidhe Band per la His Master Voice, naturalmente su 78 rpm n.d.r.) inserito nel medley iniziale sono due autentiche perle assieme al reel “cantato” “Pretty Peg” introdotta a cappella da Triona O’ Dhohmnaill.

Ma tutto il disco è un capolavoro. Fatemelo dire, stavolta.