SUONI RIEMERSI: DAVID POWER “My Love is in America”

SUONI RIEMERSI: DAVID POWER  “My Love is in America”

DAVID POWER  “My Love is in America”

CLADDAGH RECORDS, CD 2005

di alessandro nobis

Ho conosciuto il finissimo piping di David Power ad Armagh durante l’edizione 2019 – l’ultima al momento – del William Kennedy Piping Festival con il suo set in duo assieme al violinista Martin Hayes; va da sé che alla fine del concerto al tavolo del merchandising mi sono procurato una copia di questo brillante lavoro.

DAVID POWER & MARTIN HAYES, #WKPF 2019. FOTO DI ERICA NOBIS

David Power, nativo della Contea di Waterford, con questo eccellente “My love is in America” svelava quindici anni fa in tutto il suo splendore la sua tecnica sopraffina (un esempio? Ascoltate i reels “Jenny Picking Cockles / My Love is in America”), l’intelligenza di orientarsi nello sterminato repertorio della musica irlandese e soprattutto a mio avviso la brillantezza nel suonare “standards” con un tocco personale di una qualità tecnica ed interpretativa rara a trovarsi 

Tra questi voglio citarne due, “The Fox Chase”, riportato per la prima volta su spartito da Henry Hudson vissuto a cavallo del 1800 e presente anche nella raccolta O’Neill (1903), un autentico banco di prova per chi voglia misurarsi con le uilleann pipes ed il set composto dalla slow air “The Bunny Bunch of Roses” che narra di un dialogo affettuoso tra Napoleone Bonaparte e la madre Letizia e ad una hornpipe, “The Sally Garden” che racconta le proprietà del salice, un’ode ai suoi rami che sapientemente intrecciati prendono la forma di ceste di ogni misura.

Seamus Ennis e Leo Rowsome sono egualmente omaggiati da David Power: il primo con l’hornpipe “The Standing Abbey” abbinato al set di danze “Madame Bonaparte” (la consorte di Napoleone), il secondo con il jig “The Boys of the Town” suonato appunto da Ennis alle pipes ma anche dal violinista Kevin Burke della Bothy Band e di Patrick Street.

Musica straordinaria: vera, sincera, che mi ha emozionata e che è arrivata subito al cuore.

SUONI RIEMERSI: P. BRADY · A. IRVINE · P. BROWNE · D. LUNNY · M. MOLLOY · T. POTTS · T. NI DOMHNAILL “The Gathering”

SUONI RIEMERSI: P. BRADY · A. IRVINE · P. BROWNE · D. LUNNY ·  M. MOLLOY  · T. POTTS · T. NI DOMHNAILL “The Gathering”

SUONI RIEMERSI: P. BRADY · A. IRVINE ·P. BROWNE ·D. LUNNY ·  M. MOLLOY  ·T. POTTS ·T. NI DOMHNAILL “The Gathering”

SRUTHÁIN/ GREENHAYS RECORDS. LP, 1981

di alessandro nobis

Nel 1977 Diane Meek, dublinese appassionata di musica tradizionale irlandese e titolare dell’etichetta discografica Srutháin riunisce in uno studio alcuni tra i più significativi esponenti del folk revival irlandese di quegli anni per registrare un disco ma passano però quattro anni prima che venga pubblicato in America dalla Greenhays Records. Non si tratta in realtà di vero e proprio ensemble – in nessuna delle tracce suonano tutti assieme -, ma la musica registrata mette in evidenza la qualità del repertorio e la coesione in tutti i piccoli combo che via presentano materiale di nuova composizione. Insomma, lo spirito ed il sentimento di una “Will the Circle Bill Umbroken” irlandese e, oltre ai nomi che appaiono in copertina vanno aggiunti il batterista Paul McAteer, il chitarrista Arty McGlynn e  la clavicembalista Triona Ni Dhomnaill.

Brani eseguiti in completa solitudine come le due gighe del piper Peter Browne (“Hardinan the Fiddler” dedicata a James H. che nel 1831 pubblicò “Irish Minsterlsy” e “Banish Misfortune” Dalla raccolta di O’Neill) e, tra i canti narrativi, non posso esimermi dal citarne almeno due: la prima interpretata da Paul Brady – Paddy’s Lamentation-, la storia di un irlandese emigrato in America che viene forzatamente arruolato nell’esercito dell’Unione durante la Guerra di Secessione (la leva era obbligatoria per tutti gli uomini tranne che per quelli che potevano permettersi di pagare una tassa di 300 $ e di mandare un altro in loro vece) e la seconda cantata da Andy Irvine, “The Mall of Lismore” che narra la vicenda di una giovane ragazza che si innamora di un altrettanto giovane e focoso soldato venendo così disconosciuta dal padre, che comunque spera di re-incontrare un giorno ……

“The Gathering” a mio avviso è un disco che all’epoca passò quasi inosservato nonostante l’eccezionale livello dei musicisti coinvolti da Diane Meek: un vero peccato perché a mio avviso resta un lavoro significativo che va oltre i capolavori incisi dai gruppi storici del folk revival irlandese di quegli anni, un lavoro dove la collaborazione ed il piacere di suonare e di comunicare emerge a piè sospinto durante l’ascolto.

SUONI RIEMERSI: EDDIE & FINBAR FUREY “The Farewell Album”

SUONI RIEMERSI: EDDIE & FINBAR FUREY “The Farewell Album”

SUONI RIEMERSI: EDDIE & FINBAR FUREY “The Farewell Album”

INTERCORD RECORDS, 2 LP. 1976

di alessandro nobis

Questo doppio ellepì pubblicato dalla tedesca Intercord nel 1976 raccoglie le ultime preziose testimonianze sonore del duo formato da Finbar (Uillenann pipes, voce, chitarra e flauti) ed Eddie Furey (voce, chitarra, mandola e bodhran) con il supporto di Hannes Wader alla voce e chitarra; un disco live ed uno in studio per una delle formazioni che assieme ad altre influenzarono negli anni a seguire il movimento del folk revival irlandese, al di là dell’enorme talento di Finbar come suonatore di uilleann pipes (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/08/suoni-riemersi-finbar-furey-traditional-irish-pipe-music/). Il disco registrato dal vivo fu registrato nel giugno appunto del ’76 al Folk Club di Witten, dodici brani della tradizione irlandese vicino a folksongs del repertorio folk e di autori inglesi: “Lord Gregory” (“The Lass of Roch Royal” Roud 49 e Child 76) è uno degli standards del folk angloscotoirlandese, “From Clare to Here”. Scritta da Ralph McTell, è una canto legato ai sentimenti di un emigrato irlandese a Londra e “Still he Sings” del grande Allan Taylor racconta l’emozione per la nascita del primo figlio, un inno alla vita. Anche il pregevolissimo disco in studio registrato a Neukirchen contiene alcune preziose gemme e si apre con le pipes di Finbar Furey che accompagnano “Pretty Saro” (Roud 417), ballata di emigrazione anglosassone “ritrovata” nei Monti Appalachi da Ceci Sharp; “The Grave of Wolfetone” (la tomba di trova nella Contea di Kildare, a Sallins, è un canto dedicato a Wolfe Tone,  leader della rivolta anti-inglese del 1978 nella quale protestanti e cattolici si ritrovarono fianco a fianco nei combattimenti e tra gli strumentali particolarmente efficaci mi sono sembrati “Carsten’jig” (composto da Finbar e dedicato a Carsten Linde, produttore del disco) e “Graham’s Flat”, un’altra composizione del piper di Ballifermot.

Un doppio ellepì, prodotto in Germania, che fotografa la passione e l’amore verso la musica irlandese che nell’Europa continentale trovò il suo apice in quegli anni, e che ancora continua.

SUONI RIEMERSI: JERRY O’SULLIVAN “The Invasion”

SUONI RIEMERSI: JERRY O’SULLIVAN “The Invasion”

SUONI RIEMERSI: JERRY O’SULLIVAN “The Invasion”

Green Linnet Records, LP 1987

di Alessandro Nobis

Questo “The Invasion” è il primo album solista del piper irlandese – americano Jerry O’Sullivan, originariamente suonatore di Highland Bagpipes e poi convertitosi dopo una visita in quel di Dublino alle uilleann pipes diventandone uno dei più accreditati ambasciatori di questo strumento oltreoceano e godendo di un notevole rispetto dei pipers della terra d’Irlanda.

La storia della musica irlandese in America nasce “ufficialmente” più di un secolo fa quando un agente della polizia di Chicago, Francis O’Neill (1848 – 1936) nativo di Tralibane nella Contea di Cork diede alle stampe due raccolte che tutt’oggi sono una fondamentale fonte di studio per musicologi e musicisti irlandesi, la prima pubblicata nel 1903 (“O’Neill Music of Ireland” con 1850 brani musicali) e la seconda del 1907 (“The Dance Music of Ireland”con 1001 brani) sono le più importanti. Con l’invenzione dei grammofoni poi iniziarono ad essere registrati e pubblicati moltissimi 78giri che sono un’altra importante fonte di studio: su Facebook ad esempio esiste il gruppo “The ITM 78 Group” fondato da Frank Dalton che mette a disposizione numerosi audio ricavati dalla digitalizzazione di 78giri.

Il newyorkese Jerry O’Sullivan per registrare questo suo bel disco d’esordio si è avvalso della collaborazione soprattutto di musicisti appartenenti a famiglie “irlandesi” – la sua ha le origini nella Contea di Mayo – come Seamus Egan, Eileen Ivers, Jesse Winch e Joanie Madden vicino a Mick Moloney, irlandese ma trasferitosi oltreoceano, ed all’americana Rosalyn Briley con un risultato assolutamente brillante sia nella scelta del repertorio che dell’interpretazione. Per ogni brano il piper si avvale di diverse collaborazioni; vorrei segnalare i set “The Chorus Reel / Ashmoean House” dai repertori di Joe McKenna e Tommy Gunn con il banjo di Eagan e la chitarra di Moloney e quello composto da Joanie Madden “The Conspiracy / Nuala’Bonnet / The Croton Dam / The Invasion” e l’interpretazione in duo con l’arpa di Rosalyn Briley di una delle ultime composizioni di Turlogh O’Carolan, quel “Farewell to Music” scritto nella residenza della mecenate Mrs. McDermott. Naturalmente ci sono anche dei brani eseguiti in “solo” come “Colonel Fraser” suonato nello stile del grande piper Johnny Doran ed un doveroso omaggio a Robbie Hannan con l’interpretazione di due jigs.

Bellissimo disco realizzato da un gruppo di musicisti che hanno saputo esprimere nel migliore dei modi l’orgoglio ed il senso di appartenenza alla loro terra d’origine.

SUONI RIEMERSI: LEO ROWSOME “Rína bPíobairí: The King of the Pipers”

SUONI RIEMERSI: LEO ROWSOME “Rína bPíobairí: The King of the Pipers”

SUONI RIEMERSI: LEO ROWSOME “Rína bPíobairí: The King of the Pipers”

Claddagh Records CC1. Lp, CD 1959

di alessandro nobis

LA COPERTINA DEL DISCO

Son duecento anni che la famiglia Rowsome costruisce e suona uilleann pipes, due secoli da quando il capostipite Samuel, contadino e piper, nacque nella Contea di Wexford intorno al 1820 e di tutta la dinastia il più conosciuto è senza alcuna ombra di dubbio Leo (1903 – 1970), nipote di Samuel. La sua carriera “ufficiale”, cioè quella testimoniata da rarissime incisioni su 78 giri, iniziò nel lontano 1926 e proseguì per un ventennio incidendo per Columbia, la Decca e la His Master Voice; queste incisioni furono poi raccolte dalla Topic Records in un CD intitolato – e non poteva essere diversamente – “Classics of Irish Piping”.

L’influenza che Rowsome ebbe sulla generazione di giovani pipers attivi negli anni Sessanta fu enorme, non c’è suonatore di uillean pipes che non lo citi o interpreti uno dei suoi brani, ed anche le generazioni seguenti lo venerano come musicista al pari di Willie Clancy o Seamus Ennis.

Le registrazioni di questo “Rína bPíobairí: The King of the Pipers” che risalgono al 1959 sono anche la prima pubblicazione della meritoria Claddagh Records: contengono sedici tracce eseguite in solo come amava fare – a parte qualche limitata occasione su 78 giri come “St. Patrick Day” dove si fa accompagnare dalla Leo Rowsome’s Irish Pipers’ Band (Stereo IR007; mx #S2923; 1933) – e mettono in risalto, con una qualità audio ovviamente migliore delle registrazioni precedenti, lo stile potente e preciso e l’assolutamente perfetto senso del ritmo che il piper di Wexford evidenziava nell’esecuzione del repertorio legato al ballo popolare e nelle slow airs.

Queste registrazioni sono quindi una delle pietre angolari della tradizione dei pipers irlandesi, e tra le tracce segnalo naturalmente “O’Carolan’s Concerto” abbinata al planxty “Davis”, la toccante slow air “An Buachaill Caol Dubh (The Dark Slender Boy)”ed il set dance “Madame Bonaparte” dedicato alla memoria di Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie, meglio nota come Giuseppina di Beauharnais Imperatrice della Francia alleata dell’Irlanda ai tempi di Napoleone.

SUONI RIEMERSI: MOLLOY · KEANE · O’FLYNN “The Fire Aflame”

SUONI RIEMERSI: MOLLOY · KEANE · O’FLYNN “The Fire Aflame”

MOLLOY ·KEANE ·O’FLYNN “The Fire Aflame” Claddagh Records. CD, 1992

di alessandro nobis

Credo, e so di non essere il solo, che Matt Molloy, Sean Keane e Liam O’Flynn siano tre giganti della tradizione musicale irlandese avendo nei decenni attraversato la sua ”storia” militando o addirittura fondando ensemble come Chieftains, Planxty, Bothy Band e la Ceoltoiri Chualann del seminale Sean O’Riada. Dunque nell’ormai lontanissimo 1992 i tre amici si incontrano in studio di registrazione ed assieme al chitarrista Arty McGlynn, al violoncellista Neil Martin ed all’arpista e tastierista Noreen O’Donoghue suonano le tredici tracce contenute in questo straordinario disco pubblicato dalla storica etichetta dublinese Claddagh lasciando una testimonianza non solo del loro talento immenso che già conoscevamo ma della perfezione e brillantezza con la quale i tre affrontano questo repertorio; l’hornpipe “The Belharbour” (dal repertorio del suonatore di concertina Chris Droney) abbinato al reel “The Old Ruined Cottage in the Glen” sono splendidamente eseguite al flauto di Matt Molloy accompagnato dal sempre pregevolissimo tocco di Arty McGlynn alla chitarra, “The Turnibìng of the Geese” è la melodia di una ballata d’amore del repertorio sean-nos di Cork resa alla perfezione dal violino di Sean Keane accompagnato dal violoncello e dalla tastiera, “Eire” è un’altra melodia, stavolta eseguita da Liam O’Flynn con il supporto di arpa e tastiera ed infine voglio citare il reel e lo Strathspey che chiudono questo lavoro, “Sean Ryan’s Reel” e “The Grand Spey” suonati da Keane, O’Flynn e Molloy.

Disco da dieci e lode e, aggiungerei, commovente.

 

SUONI RIEMERSI: EMMETT GILL  “The Mountain Groves”

SUONI RIEMERSI: EMMETT GILL  “The Mountain Groves”

SUONI RIEMERSI: EMMETT GILL  “The Ace and Deuce of Piping Vol. 2: The Mountain Groves”

Na Píobaíri Uilleann. CD, 2007

di alessandro nobis

Nativo di Londra ma “naturalizzato” irlandese, Emmett Gill è uno dei numerosi musicisti che, pur avendo una tecnica invidiabile ed una espressività davvero rara, resta per il momento poco conosciuto soprattutto nel “continente” al di fuori della cerchia degli appassionati di uilleann pipe e di conseguenza della musica tradizionale irlandese. Già nei primi anni ’80 – e quindi in giovanissima età considerando che il suo anno di nascita è il 1976 – in quel di Camden Town, quartiere londinese conosciuto per il fermento culturale che ospita, Gill ha respirato l’aria irlandese sia ascoltando la collezione di dischi dei genitori e successivamente collezionando preziosi 78 giri sia frequentando il “London Pipers Club” e maestri come Billy Browne e da John Murphy.

13853Meno male che nel 2007 la benemerita associazione “Na Píobaíri Uilleann” nella sua collana “The Ace and Deuce of Piping” ha pubblicato questo ottimo “The Mountain Groves” dove racconta le sue influenze, i suoi studi in una parola la sua passione per la cornamusa irlandese.

Qualche esempio? “The Garden of Daisies”, brillante set di danze imparato ascoltando gente come Patsy Touhey e Seamus Ennis, le gighe “Down the Black Lane / Donnybrook Fair / Scully’s Casey” provengono dal suo repertorio live, il set “Sean O’Duibhir a’Gleanna” nel repertorio di pipers e violinisti ed associato al West Clare, la slow air “”Mo Ghrád Sa An Jug Mòr Is E Lán” eseguita a-la dal fondamentale piper Willie Clancy.

Una scoperta interessante, questa di Emmett Gill, e probabilmente la sua unica registrazione pubblicata sin qui. Attendiamo smentite da parte dell’interessato o di chiunque sia più aggiornato di me.

https://napiobairiuilleann.bandcamp.com/artists

“THE ACE AND DEUCE OF PIPING”:

Vol. 1: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/03/21/suoni-riemersi-eliot-grasso-up-against-the-flatirons/

Vol. 3: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/04/09/suoni-riemersi-robbie-hannan-the-ace-and-deuce-of-piping-vol-4-the-tempest/

Vol. 4: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/06/22/caoimhin-ofearghail-uilleann-piping-from-county-waterford/

 

 

SUONI RIEMERSI: “The Drones and the Chanters. IRISH PIPERING Volume 2”

SUONI RIEMERSI: “The Drones and the Chanters. IRISH PIPERING Volume 2”

SUONI RIEMERSI: “The Drones and the Chanters. Irish Pipering Volume 2”

Claddagh Records. LP, CD. 1994

di alessandro nobis

A più di vent’anni di distanza dal primo (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/26/suoni-riemersi-the-drones-and-the-chanters-irish-pipering-vol-1/) nel 1994 la benemerita Claddagh Records pubblicò il secondo volume di “The Drones and the Chanters: Irish Pipering”, stavolta con i contributi di Robbie Hannan, Gay McKeon, Joseph McLaughlin, Sean Potts, Liam O’Flynn, Michael O’Brian e Ronan Browne ovvero il meglio del panorama dei pipers dell’epoca, anche se manca a mio avviso il grande Paddy Keenan.

Molti conoscono alcuni dei pipers sopra citati per i loro set acustici o per essere stati membri di gruppi, altri sono meno conosciuti dagli appassionati soprattutto non irlandesi, come chi scrive: mi riferisco in particolare a Joseph McLaughlin, Michael O’Brian e Sean Potts.

Il primo è originario della città di Derry ed ai tempi di questa registrazione lavorava come dentista. Il suo stile è influenzato dalla musica per violino e con Robbie Hannan ha avuto il grande merito di far conoscere la musica per violino del Donegal – uno stile molto caratteristico e facilmente distinguibile dagli altri – ai suonatori di uilleann pipes. Tre i brani qui presenti tra i quali il famoso “The Lark In the morning” (interpretato anche da Hamish Moore e dai Boys of the Lough), pubblicato nel 1804 in una collezione in Scozia da O’Farrell mentre il mitico O’Neill ne pubblicò ben sei versioni a testimoniare la diffusione di questo bellissimo jig.

Michael O’Brian è un insegnante dublinese che a nove anni iniziò a suonare le pipes. Si fece la sua esperienze venendo in contatto con i pipers che suonavano in Thomas Street, al “Piper’s Club” e per quel che ne so le tre tracce presenti qui sono le uniche testimonianze del suo stile raffinato e caratterizzato da un senso del ritmo fuori del comune. Tra loro importante è il set di tre jig (“An Rògaire Dubh” / Na Ceannabhàin Bhàna / Pàidin O’ Raofeartheigh”) perché sono trascrizioni leggermente modificate per esaltare il suono delle pipes dal repertorio del cantante del Connemara Pàdraig O’Ceannabhàin.

Ed un altro musicista influenzato dagli stili di Seamus Ennis e Willie Clancy è Ronan Browne oltre che dai genitori. La struggente slow air “Port na bPucai” è originaria delle isola Blasket nel Kerry; la leggenda narra che descriva il triste lamento per la morte di una fata, ma un’altra interpretazione più reale sostiene che la melodia si riferisca ad una comunicazione sonora tra due balene sentito dai pescatori ed amplificato dallo scafo delle imbarcazioni.

Disco molto importante per il suo valore antologico e per il repertorio.

 

 

 

DALLA PICCIONAIA: ANNULLATA L’EDIZIONE 2020 DEL WKPF DI ARMAGH / CANCELLATION OF WKPF

DALLA PICCIONAIA: ANNULLATA L’EDIZIONE 2020 DEL WKPF DI ARMAGH / CANCELLATION OF WKPF

DALLA PICCIONAIA: ANNULLATA L’EDIZIONE 2020 DEL WKPF DI ARMAGH

di alessandro nobis

Come era tutto sommato abbastanza prevedibile viste in primis l’assoluta imprevedibilità – il gioco di parole è voluto – del Corona Virus ma anche la cura e professionalità che da sempre distingue l’Armagh Pipers Club nell’organizzare le proprie attività, la ventisettesima edizione del William Kennedy Piping Festival in programma come di consueto alla metà del prossimo mese di novembre è stata ufficialmente annullata. Non è stata una decisione facile da prendere, ma a mio avviso è stata intelligente e la migliore soluzione possibile vista l’impossibilità di prevedere lo sviluppo della pandemia; procastinare la decisione di altre settimane tenendo sulle spine artisti e pubblico soprattutto quello proveniente dai Paesi Europei e nordamericani – che si sarebbe trovato alle prese con problemi di annullamento delle prenotazioni di voli e alberghi – non sarebbe stato serio e non in linea con il modus operandi del Club.

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IRISH SESSION, WKPF 2019

Nell’esplicativo comunicato stampa rilasciato pochi giorni or sono, il Direttore Brian Vallely ha dichiarato: “Teniamo molto alla salute ed alla sicurezza di tutti i membri del Club che partecipano all’organizzazione, del pubblico e degli ospiti musicisti invitati e non potremmo lavorare alla preparazione del festival con la coscienza tranquilla. Oltre a ciò temiamo restrizioni nei viaggi e negli spostamenti interni e inoltre sarebbe difficile per noi mantenere fede alla qualità delle proposte che per 26 edizioni siamo riusciti a mantenere costante. Avevamo già stabilito il programma e invitato i musicisti (il programma comunque non è stato divulgato, n.d.r.)confidando che questa edizione sarebbe stata di qualità superiore; eravamo pronti a presentare il programma nei giorni in cui la pandemia è iniziata, e faremo tutto il possibile per riproporre il programma l’anno venturo”.

Durante questi mesi di lockdown il Club comunque la proseguito la sua preziosissima attività nel campo della didattica che lo contraddistingue nonostante le difficoltà procurate dal diffondersi della pandemia, con 24 insegnanti “tutors” che hanno registrato e caricato sul sito web per i loro studenti “in remoto”. “Abbiamo preparato oltre 300 lezioni in formato video e molte altre sono state inviate tramite la posta elettronica, e siamo davvero fieri dei tutori per il loro spirito di adattamento in questa particolare situazione e voglio ringraziare l’Arts Council od Northern Ireland per il continuo supporto economico fornito anche durante questa emergenza”, conclude Mr. Vallely.

Quindi ci si vede ad Armagh a novembre, del 2021.

ENGLISH LANGUAGE, COURTESY OF ARMAGH PIPERS CLUB

Armagh Pipers Club has taken the difficult decision to cancel this year’s William Kennedy Piping Festival. The 27th edition of this international gathering celebrating all forms of pipe-based traditional music was to have taken place in Armagh city in mid-November. 

The Director of the Pipers Club, Brian Vallely, said: “We take the health and safety of all our Club members, audience members and invited guests extremely seriously so we could not in good conscience continue planning for this year’s event under the current circumstances. Apart from this there would more than likely be attendance restrictions and possibly travel restrictions in place, making it extremely difficult for us to present the type and quality of festival we want and regular attendees expect. 

“We had already booked all of the artists for this year’s festival and the program was ready to launch when this virus took over. We will now turn our attention to making sure the 2021 event will be the best ever, and we will of course endeavour to re-book all of these same artists.”

The cancellation of the festival comes despite the Club’s success in moving its music education programme completely online.  Until the pandemic struck, the Club was offering 36 classes every week to over 200 students, in rented school premises. Lockdown forced a rapid rethink and within a few days the Club’s team of 24 tutors were recording and uploading lessons for their students to follow from home.

Mr Vallely said: “We managed to complete the term with over 300 lessons delivered in video format, and dozens of others emailed out to class members with notes and sound recordings. We are very grateful to the tutors for adapting so enthusiastically to this new way of working, and to the Arts Council of Northern Ireland for continuing to fund the education programme during this emergency.” The charity, which has been teaching traditional music since 1966, has continued to sell its tutor books and other publications worldwide throughout the lockdown, and is now planning for a new year of teaching starting in September. 

For further information:

Ciarán Ó Maoláin, secretary, Armagh Pipers Club

ciaran@armaghpipers.com / +44 (0)7712 809933

 

 

CAOIMHIN O’FEARGHAIL “ Uilleann Piping from County Waterford”

CAOIMHIN O’FEARGHAIL “ Uilleann Piping from County Waterford”

CAOIMHIN O’FEARGHAIL

“The Ace and Deuce of Piping Vol. 4: Uilleann Piping from County Waterford”

Na Píobaíri Uilleann. CD, 2020

di alessandro nobis

Il piper Caoimhín Ó Fearghail è originario di uno dei Gaeltacht irlandesi e precisamente da An Rinn, nella meridionale Contea di Waterford e come quasi tutti gli uilleann pipers ha iniziato a suonare la musica tradizionale partendo dal tin-whistle, il flauto diritto di metallo per poi passare alla cornamusa, molto più complessa e considerata lo strumento principe della musica popolare irlandese. Allievo di David Power, dichiara apertamente di aver subito l’influenza – e non poteva essere altrimenti – dei capostipiti Willie Clancy, Patsy Touhey, Tommy Reck e naturalmente Seamus Ennis.

FEARGHAIL 1Questo magnifico CD è il quarto della serie “The Ace and Deuce of Piping” curato dall’associazione Na Piobairi Uilleann ed il suo repertorio apre una finestra sulla tradizione della sua terra, appunto il Waterford come il reel “The One Horned Cow” appreso da Lima Walsh e da lui inciso nel lontanissimo ‘33 e qui associato a “The Ramblin Thatcher”, appreso dal disco “The Fire Aflame” (O’Flynn, Jeane e Molloy) ed a “The Fermoy Lasses” o la slow air “Miss Brien an Chuilfhionn” imparata ascoltando una versione cantata da Walter Power.

Notevolissima la versione in “solo” di Johnny Cope che gli appassionati ricorderanno incisa anche dai primi Planxty (ma anche dal flautista Fintan Vallely)  nel 1984 e da Ennis nel ’78) e soprattutto il set “Bonaparte’s Retreat” abbinato alla hornpipe “Callaghan’s Hornpipe”, quest’ultima ispirata al grande Seamus Ennis; di “Bonaparte’s Retreat” ne sono state incise varie versioni (Chieftains, Finbar Furey e oltreoceano da Norman Blake e John Hartford) e presumibilmente fu composta nel XIX secolo dopo la ritirata di Napoleone del 1812 in Russia, disfatta che secondo alcuni storici salvò le isole britanniche da una possibile invasione francese ….. O’Fearghail ne riporta una versione struggente come probabilmente era quella di Tommy Kearney, violinista che insegnò la melodia al nostro giovane piper della Waterford County.

Non sono a conoscenza di altre incisioni di Caoimhín Ó Fearghail: attendo notizie, ma intanto questo disco è bellissimo.

https://napiobairiuilleann.bandcamp.com/artists