DALLA PICCIONAIA: W. KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018. Armagh, Co. Armagh, Irl. (Prima Parte).

DALLA PICCIONAIA: W. KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018. Armagh, Co. Armagh, Irl. (Prima Parte).

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Prima Parte.

di Alessandro Nobis

Con l’indovinata scelta di portare la location principale dall’Hotel Charlemont (ottimo per le sessions ma angusto per i concerti serali) al Market Palace Theatre (capace invece di offrire oltre ad un bello e capiente teatro principale altri angoli per le esibizioni), l’Armagh Pipers Club ha centrato l’obiettivo di organizzare una splendida 25° edizione del Festival nel migliore dei modi nonostante promessi ma mancati finanziamenti e qualche disguido dovuto a ritardi nei voli aerei che hanno costretto a qualche variazione del programma; un’edizione che davvero resterà nella memoria dei presenti (davvero molti, anche provenienti dal continente) anche perché si celebrava il 250 anno dalla nascita del piper e pipe-maker William Kennedy originario di Tandragee, borgo non lontano da Armagh al quale il festival è dedicato.

Altra indovinata ed apprezzabilissima scelta, questa volta artistica, è stata quella di dedicare lo spazio più ampio possibile alle esibizioni soliste dei suonatori di cornamuse attraverso l’organizzazione di 4 eventi chiamati “A WORLD OF PIPING” che hanno presentato in quattro diversi luoghi storici di Armagh la cornamusa in alcune delle sue varianti, dalle launeddas alle gaite bulgare, dalle highland pipes alle border pipes fino naturalmente alla cornamusa “padrona di casa”, la uilleann pipes.

Gli eventi come nei festival che si rispettano sono numerosi e di alto profilo, con diversi orari ed in diversi luoghi e come è facilmente immaginabile diventa problematico se non impossibile seguirli tutti, specialmente se fate base ad Armagh e desiderate durante la giornata ammirare alcune delle numerose bellezze naturali che l’Ulster offre.

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IVAN GEORGIEV

Quindi si fanno delle scelte; personalmente ho partecipato alla prima delle serate di “A WORLD OF PIPING”, alle due serate al Market Place Theatre ed a qualche session davanti a “qualche” pinta nei suggestivi e storici pub che animano il festival – ed Armagh – nelle serate specie dei fine settimana. La spaziosa sede dell’Armagh Pipers Club è impregnata di tutto ciò che è tradizione irlandese: l’aria che vi si respira a pieni polmoni, i poster sulle pareti, le fotografie, il viavai di musicisti giovani, di quelli giovanissimi e di quelli già affermati, dei docenti, dei cultori, tutto ci dice che questo luogo in Scotch Street è il centro culturale di riferimento di Armagh e tra i più importanti dell’intera Irlanda. La famiglia Vallely, da John Brian ed Eithne, lo ha ideato e creato decenni or sono e non può che essere fiera del proprio lavoro e della passione per la tradizione che ha saputo così brillantemente passare ai figli ed a quanti ne fossero interessati, ad iniziare dai bambini in età scolare.

Dicevo del primo appuntamento, quello del tardo pomeriggio di giovedì, appena conclusa la cerimonia dell’inaugurazione al Primate’s Palace: Tiarnan O’Duinnchinn ha fatto gli onori di casa con il suo set di uilleann pipes e di seguito Ross Ainslie, scozzese, Brighde Chaimbaul, delle Isole Ebridi,  il bulgaro Ivan Georgiev ed il galiziano Anxo Lorenzo hanno sfoderato arie di danza e slow air dalle loro aree di origine. Difficile scegliere, ma l’improvvisazione di Georgiev con la sua gaida e l’intervento di O’Duinnchinn mi hanno lasciato senza fiato; nel complesso due ore e trenta di tradizione purissima, di grande passione e di virtuosismo, che non può mancare in queste esibizione solistiche il cui scopo è appunto di mostrare le proprie abilità senza il vincolo di affiancare altri musicisti, anche se per dirla tutta Anxo Lorenzo ha gareggiato in velocità e ritmo con Xosè Liz ed il suo bozouky. Defli altri tre appuntamenti, presso la Biblioteca Robinson, la Chiesa Presbiteriana ed al museo della Contea di Armagh ricordiamo per dovere di cronaca solamente il sardo Luigi Lai con le sue launeddas, l’asturiano Josè Manuel Tejedor, Cillian Vallely dei Lunasa e lo scozzese Finlay McDonald ed il greco Georgi Makris (che aveva già fatto un intervento all’inagurazione del WKPF con gli scozzesi Daimh). Ripeto, formula indovinata questa della piccola rassegna nella quale vedrei benissimo far conoscere al pubblico eterogeneo di Armagh anche i suonatori delle pive, baghet e zampogne italiane, una considerazione questa dettata dal cuore. Tutto qua.

Il report delle due serate al Teatro nella seconda parte, che seguirà a breve.

(fine parte 1)

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W. KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOVEMBRE 2018 (Seconda parte)

W. KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOVEMBRE 2018 (Seconda parte)

W. KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOV. 2018 (Seconda parte)

di Alessandro Nobis

Programma ricchissimo di avvenimenti che copre completamente le quattro giornate coinvolgendo tutti gli spazi disponibili di Armagh. A parte le imperdibili sessions che si terranno durante il festival al Turner’s Bar, Embers Restaurant, Red’s Ned, The Hole in the Wall ed al Charlemont Arms Hotel vi segnalo caldamente l’inaugurazione del festival, giovedì alle 18:00 nella consueta sede del vittoriano Primate’s Palace (vi suoneranno Luigi Lai, Anxo Lorenzo e Dàimh), “A world of piping” suddiviso in quattro parti con suonatori da Bulgaria, Scozia, Irlanda, Svezia, Asturie, Northumberlan e Sardegna che si terranno nella sede del’Armagh Piper Club, nella Biblioteca Robinson, nella Chiesa Presbiteriana ed al Museo della Contea ma soprattutto l’evento che celebrerà i venticinque anni di questo straordinario appuntamento con la musica tradizionale, ovvero il concerto di venerdì all’Auditorium del Market Place Theatre. Sul palco saliranno musicisti del calibro di Luigi Lai, Jarlath Henderson, Ivan Georgiev, Cillian Vallely, Paddy Keenan, John McSherry solo per citarne alcuni, un’apoteosi delle cornamuse e della musica popolare al suo massimo livello, ci sarà il tempo anche per un ricordo di Liam O’Flynn che due anni fa suonò uno strepitoso set nella Cattedrale di Armagh. L’altro concerto, quello di sabato 17 nello stesso auditorium, coinvolgerà tra gli altri nientemeno che i Lunasa, il leggendario duo Paddy Glackin – Paddy Keenan e Barry & Laura Kerr che presenteranno il loro bellissimo quanto nuovo CD.

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Promesse del folk irlandese davanti a scuola.

Come gli appassionati avranno notato, “vecchi leoni” come Paddy Keenan suoneranno con musicisti più giovani nello spirito vero della musica popolare e questi ultimi sapranno certamente carpire qualche segreto dagli “anziani”.

Inoltre workshop e conferenze come quella di venerdì pomeriggio presso la sede del Club che riguarda la storia della cornamusa nell’area di Cork tra Ottocento e Novecento, e concerti per e di  giovanissimi musicisti della scuola del Club, “I’m a little boat” e le “Junior singing session”. Domenica 18 il festival chiude i battenti, per quest’anno naturalmente, e saremo là per poi raccontarvi gli eventi e l’atmosfera che si respira nella cittadina irlandese durante questo importante evento che mi auguro venga supportato sempre più da sponsor privati ed istituzioni pubbliche; per il bene degli irlandesi in primis ma anche per noi amanti delle tradizioni popolari, e dell’Irlanda of course.

Puoi leggere la prima parte qui:

(https: //ildiapasonblog.wordpress.com/2018/09/01/w-kennedy-piping-festival-armagh-irlanda-15-18-novembre-2018-prima-parte/)

INFORMAZIONI e PREVENDITA BIGLIETTI:

http://www.wkpf.org

info@wkpf.org

IL PROGRAMMA:

GIOVEDI 15 NOVEMBRE

10.00 – Lá na Meanscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre: Brighde Chaimbeul (pipes), Laura Kerr (fiddle), Eilís Lavelle (harp), Joy Dunlop (dance), Maeve MacKinnon (song)

18.00 – Festival Launch – Primate’s Palace: Dàimh & Anxo Lorenzo (Scotland/Galicia), Luigi Lai (Sardinia)

19.30 – A World of Piping 1 – Áras na bPíobairí: Anxo Lorenzo (Galicia), Tiarnán Ó Duinnchinn, Ross Ainslie (Scotland), Brighde Chaimbeul (Scotland), Ivan Georgiev (Bulgaria)

22.00 – Session in Red Ned’s

VENERDI 16 NOVEMBRE       

10.00 – Lá na nGaelscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre: Angus MacKenzie (pipes), Ellen MacDonald (song), Laura Kerr (fiddle), Eilís Lavelle (harp), Joy Dunlop (dance)

11.00 – Schools Concert 1 – St. Patrick’s Cathedral: Ivan Georgiev (Bulgaria), Duo Lagrange Rutkowski (France), Finlay MacDonald (Scotland), Luigi Lai (Sardegna)

13.00 – Lunchtime Session – Embers Restaurant

13.00 – Unveiling of blue plaque to William at the Montagu Arms, Tandragee followed by reception

13.30 – Schools Concert 2 – St. Patrick’s Cathedral: Georgi Makris (Greece), José Manuel Tejedor (Asturias), Dråm (Sweden), Ross Ainslie (Scotland)

13.30 – Academy Instrument maintenance/reed-making class with Éamonn Curran – Áras na bPíobairí

16.00 – A world of Piping 2 – Armagh Robinson Library: Dråm (Sweden), Luigi Lai (Sardinia), Finlay MacDonald (Scotland), Cillian Valley, Síle Friel (Scotland)

17.30 – Lecture – “A History of the Cork Piping Tradition: late 19th Century to the late 20th Century” – Áras na bPíobairí

18.00 – Session – Red Ned’s Pub e Hole in the Wall Pub

19.00 – CD launch – “Live Recordings from the William Kennedy Piping Festival Volume 2” – Áras na bPíobairí

20.00 – WKPF 25th Anniversary Concert – Market Place Theatre Main Auditorium: Andy May, Ross Ainslie, Anxo Lorenzo, Jarlath Henderson & Xosé Liz de Cea, Ivan Georgiev, Georgi Makris, Brighde Chaimbeul & Ross Ainslie, Ross Ainslie, Finlay MacDonald, Angus MacKenzie, Fin Moore & Brigade Chaimbeul, Paddy Keenan, John McSherry & Jarlath Henderson, Louise Mulcahy, Síle Friel, Mary Mitchell-Ingoldsby, Ríoghnach Connolly & Sole Denver, Luigi Lai, José Manuel Tejedor with Niall, Cillian & Caoimhín Vallely & Ed Boyd, Duo Lagrange Rutkowski with Tiarnán Ó Duinnchinn, Caoimhín Vallely & Ross Martin, Dråm & Andy May, Maeve MacKinnon, Ellen MacDonald, Joy Dunlop & Sole Denver, APC pipers – Sinéad Lennon, Éamonn Curran, Tiarnán Ó Duinnchinn, Cillian Vallely, Barry Kerr, Jarlath Henderson and Brian Vallely

23.00 – Session – Charlemont Arms Hotel

SABATO 17 NOVEMBRE

09.00 – Academy Grading and workshop 1 – Armagh City Hotel

10.00 – Workshops – St. Malachy’s P.S.: Fiddle – Dónal O’Connor & Gabe McVarish, Flute – Barry Kerr & Kevin Crawford, Concertina – Niall Valley, Accordion – Seán Óg Graham, Guitar/accompaniment – Ed Boyd, Harp – Síle Denver, Scottish song – Maeve McKinnon, Irish song – Ríoghnach Connolly, Scottish step-dance – Joy Dunlop, Beginners uilleann pipes – Sinéad Lennon, Highland bagpipes – Finlay MacDonald

An introduction to Scottish music and repertoire (all instruments) – Fin Moore

An introduction to Swedish music (all instruments) – Erik Ask-Upmark & Anna Rynefors

An introduction to Northumbrian music (all instruments) – Andy May

10.30 – I’m a Little Boat (concert for children) – Áras na bPíobairí: Fiona Kelleher, George Hanover & Caoimhín Vallely

12.00 – Junior singing Session – Áras na bPíobairí

12.00 – A World of Piping 3 – Armagh First Presbyterian Church: Georgi Makris (Greece), Seán Óg Potts, Mary Mitchell-Ingoldsby, Seán McKeon, Bradley Parker

13.00 – Lunchtime Session – Embers Restaurant e Market Place Theatre

14.00 – Session – Red Ned’s Pub

14.00 – Academy workshop 2 – Armagh City Hotel

14.30 – An Afternoon of Song – Market Place Theatre: Síle Denvir & Barry Kerr, Maeve MacKinnon & Ross Martin, Fiona Kelleher & Caoimhín Valley, Niall Hanna, Ríoghnach Connolly, Jarlath Henderson, Joy Dunlop, APC singers

14.30 – Session – Hole in the Wall Pub

15.00 – Session – Hole in the Wall Pub

15.30 – Session – Turners Bar (flute session?)

17.00 – Singing session – Charlemont Arms Hotel

17.30 – A world of Piping 4 – Armagh County Museum

– Fin Moore (Scotland), Mick O’Brien, Louise Mulcahy, Andy May (Northumberland), José Manuel Tejedor (Asturias)

19.30 – Spraoi san Amharclann – Market Place Theatre

Main Stage: Lúnasa, Paddy Keenan & Paddy Glackin, Dàimh, Ulaid with Ríoghnach Connolly

Studio: Seán Óg Potts, Mick O’Brien & Seán McKeon, Barry Kerr, Laura Kerr & Síle Denvir, Double-Double, Maeve MacKinnon & Friends, Anxo Lorenzo & Xosé Liz de Cea and friends, Alan MacPherson & Frank Cassidy, Ross Ainslie & Friends, Dråm

Foyer: Bradley Parker, José Manuel Tejedor, Finlay MacDonald, Fin Moore

DOMENICA 18 NOVEMBRE

09.00 – 11.00 – Academy Workshop 3 – Armagh City Hotel

11.15 – Na Píobairí Óga– Áras na bPíobairí: Aoife Smyth, Peter McKenn, Jane Walls, Iarla McMahon, Amy Campbell

12.30 – Musical Walking Tour of Armagh

13.00 – Session – Red Ned’s Pub

13.00 – 15.00 – Academy Workshop 4 – Armagh City Hotel

15.15 – Uilleann Pipes Concert – Market Place Theatre (Studio): Louise Mulcahy, Mick O’Brien, Seán McKeon, Seán Óg Potts, Paddy Keenan, Síle Friel, Young pipers

18.00 – Musical Service – St. Patrick’s Cathedral

18.30 – Final Session – Red Ned’s Pub

W. KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOVEMBRE 2018 (Prima Parte)

W. KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOVEMBRE 2018 (Prima Parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 15 – 18 NOVEMBRE 2018 (Prima parte)

di Alessandro Nobis

Ideata ed organizzata come di consueto dall’Armagh Pipers Club, si terrà dal 15 al 18 novembre nella cittadina di Armagh, in Irlanda, la venticinquesima edizione del prestigioso William Kennedy Piping Festival (WKPF) che nel tempo si è confermato come la più longeva ed interessante rassegna dedicata alla cornamusa che quest’anno celebrerà anche un altro importantissimo anniversario ovvero il 250° dalla nascita di William Kennedy (1768 – 1833), suonatore e costruttore di uilleann pipes originario di Tandragee, Co. Armagh il cui lavoro di innovatore è stato valorizzato soprattutto da questo festival.36944752_1825889430858878_7344548815241740288_o.jpg

Per quanto detto l’edizione 2018 del WKPF è ancor più interessante di quelle precedenti e gli organizzatori hanno allestito un programma fittissimo di appuntamenti che coprono tutte le quattro giornate, dal giovedì alla domenica: concerti, session informali nei pub di Armagh, esibizioni di giovanissimi musicisti nella sede del Club che negli anni ha saputo mantenere altissima l’attenzione verso la tradizione musicale irlandese nelle generazioni di giovani e giovanissimi avendo sempre come obiettivo lo studio, la conoscenza, le forme ed i  suoi repertori.

L’organizzazione del Festival tiene impegnati tutto l’anno i membri del Club, ed in particolare la famiglia Vallely (Eithne e Brian ne sono tra i fondatori) profondendo energie per la progettazione, la ricerca di partner pubblici e privati, la promozione e la realizzazione del festival con grande professionalità, passione ed entusiasmo, lo stesso che mettono nella gestione dei corsi di musica tenuti durante tutto l’anno da musicisti e studiosi irlandesi di livello internazionale, ed ancor più quest’anno considerato che per un cavillo burocratico è venuto a mancare un importante finanziamento pubblico che speriamo arrivi, anche se in ritardo.

Il WKPF ha come obiettivo principale la conoscenza e lo studio delle numerose forme polimorfiche che la cornamusa ha nei millenni sviluppato nei più impensati angoli della vecchia Europa e del vicino e Medio Oriente a partire dall’inizio delle attività agro pastorali umane. Ad Armagh si possono ascoltare “portatori originali”, eroi del folk revival vicino a musicisti che utilizzano il suono di questo strumento combinandolo con quello di strumenti e musiche totalmente diverse: è capitato ad esempio di ascoltare la più pura musica di Paddy Keenan o il compianto Liam O’Flynn vicino all’affascinante quartetto jazz – progressive dei fratelli fratelli Boclè apprezzato dal pubblico per la proposta così originale ma efficacissima. (fine prima parte)

 

LOOKING DOWN FROM THE GODS: LIAM ÓG Ó FLOINN (14 April 1945 – 14 March 2018)

LOOKING DOWN FROM THE GODS: LIAM ÓG Ó FLOINN (14 April 1945 – 14 March 2018)

LOOKING DOWN FROM THE GODS: LIAM ÓG Ó FLOINN (1945 – 14 March 2018)

by Alessandro Nobis

I learned the basics of musical notation well, but I never found it easy to play and at the same time read a score. Popular music comes from tradition, you learn with your heart.“(1)

It may be in the DNA, it may be the climate or it may be the environment, it may be the love and passion they feel for their heritage, but it is a fact that in Ireland you cannot count the families that for generations have passed on within them tunes, songs and stories in a deeply rooted culture of oral tradition. It is an authentic interior mission into which one enters at birth, and thanks to which lovers and enthusiasts scattered across all continents have been able to appreciate – as they continue to do so – this extraordinarily rich treasure.

This was also the case for Liam Óg Ó Floinn (a.k.a. Liam O’Flynn), a piper originally from An Nás (Kill) in County Kildare (2), who unexpectedly died on 14 March 2018 at the age of 72. Along with Finbar Furey (1946), Paddy Moloney (1938), Paddy Keenan (1950) and John Brian Valley (1941) – and for sure I’ve forgotten someone – he was part of that generation of pipers many of whom have contributed, and still contribute, as much to education and promotion of the music as to performance.

The son of musicians (his father was also Liam, a fiddler, and his mother sang and played the piano), Liam grew up in contact with his roots that he would never abandon, first “inheriting” the fiddle and subsequently converted to the uilleann pipes by Tom Armstrong.  When just eleven years old Liam became part of the magic circle of the great Leo Rowsome – who later built him a precious set of pipes.  He owed much to the guidance of this first master, and his style and the superfine and clean technique were also influenced by encountering Seamus Ennis and Willie Clancy, who literally saved this instrument from extinction.(3)

We on the “continent” have known and appreciated it especially since 1972 when together with other musicians he founded Planxty, which very clearly opened a new pathway to the discovery and evaluation of the musical tradition.  This quartet deserves credit for, on one hand, making Irish music known to a much wider public, making it later become almost a mass phenomenon, with innovative arrangements with respect to, for example, the more orthodox Chieftains (with plectrum instruments, and Balkan music grafted on thanks to Andy Irvine), and on the other hand for having inspired generations of musicians across the continent to study their musical traditions.

At the end of the “Planxty adventure”, Liam began a solo career, recording a few (but significant) albums such as the one in collaboration with Shaun Davey, or the one recorded entirely solo for Celtic Music, remaining a beacon of Irish music and always enjoying the absolute respect and gratitude of young Irish musicians. He came to play in Italy just a few times, I think with Planxty in 1980, with Mícheál Ó Domhnaill and Rod McVey in ‘97 and on his own in ‘93.

We are left with the memory of a person of great kindness and modesty, and with his exquisite music, the inheritance that he has left to Irish pipers of this and future generations.

To borrow the title of a record by Seamus Ennis: “Pure Drops of Irish Music”.

R.I.P. Liam Og Ó Floinn from An Nás.

If you do not know his music here are a few examples to track down:

Planxty: anything that they have recorded ….

Liam O’Flynn: “The Fine Art of Piping“, 1989 – “The Given Note“, 1995 – “Fire Aflame“, 1992 (with Sean Keane and Arty McGlynn) – “The Brendan Voyage“, 1980 (with Shaun Davey)

(1). Harper, Colin & McSherry, John “The wheels of the road: 300 years of Irish Uillean Pipers“. Jawbone Press, 2015. (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/09/colin-harper-john-mcsherry-the-wheels-of-the-world/)

(2). Vallely, Fintan “Companion to Irish Traditional Music“. Cork University Press, 2011. (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/01/15/fintan-vallely-companion-to-irish-traditional-music/)

(3). You can read an interview / article on O’Flynn here: http://www.taramusic.com/features/lofpipes.htm

 

DALLA PICCIONAIA: LIAM OG Ó FLOINN (15 aprile 1945 – 14 marzo 2018)

DALLA PICCIONAIA: LIAM OG Ó FLOINN (15 aprile 1945 – 14 marzo 2018)

DALLA PICCIONAIA: LIAM OG Ó FLOINN (14 aprile 1945 – 14 marzo 2018)

di Alessandro Nobis

Ho imparato bene le basi della notazione musicale, ma non ho mai trovato agevole suonare e contemporaneamente  guardare uno spartito. La musica popolare arriva dalla tradizione, la impari con il cuore” (1)

Sarà il DNA, sarà il clima o sarà l’ambiente, saranno l’amore e la passione verso le proprie radici, sta di fatto che in Irlanda non si possono contare le famiglie che da generazioni tramandano al loro interno arie, canzoni e storie in una parola la cultura tradizionale nelle sue più segrete sfaccettature. E’ un’autentica missione interiore dalla quale si viene investiti alla nascita e grazie alla quale cultori ed appassionati sparsi in tutti i continenti hanno potuto nei decenni apprezzare – e continuano a farlo – questo scrigno straordinariamente ricco .

E’ stato così anche per Liam Og Ó Floinn (a.k.a. Liam O’Flynn) piper originario di An Nás (Kill) nella Contea di Kildare (2), inopinatamente scomparso il 14 marzo di questo 2018 all’età di 72 anni. Con Finbad Furey (1946), Paddy Moloney (1938), Paddy Keenan (1950) e John Brian Valley (1941) – e di sicuro me sono scordato qualcuno – faceva parte di quella generazione di pipers che moltissimo hanno fatto e continuano a fare sia dal punto di vista divulgativo e didattico che da quello concertistico.

Figlio di musicisti (il padre era anche lui Liam, violinista e la madre cantava e suonava il pianoforte) e cresciuto quindi a contatto con le sue radici che non avrebbe mai abbandonato, divenne prima “per dinastia” violinista e poi si convertì alle uilleann pipes da Tom Armstrong; già undicenne Liam entrò a far parte del cerchio magico del grande Leo Rowsome – che più tardi gli costruì un prezioso set di cornamusa – grazie alle indicazioni del suo primo maestro, ed il suo stile e la sopraffina e pulitissima tecnica vennero influenzati anche dall’incontro con Seamus Ennis e Willie Clancy, che letteralmente salvarono dall’estinzione questo strumento. (3)

Planxty
Planxty: Christy Moore, Donal Lunny, Andy Irvine e Liam O’Flynn

Noi del “continente” lo abbiamo conosciuto ed apprezzato soprattutto a partire dal ’72 quando assieme altri musicisti fondò i Planxty, che indicarono in modo chiarissimo una nuova via alla scoperta ed alla rivalorizzazione della tradizione musicale; un quartetto che ebbe da un lato il merito di far conoscere la musica irlandese al pubblico più attento facendola diventare in seguito quasi un fenomeno di massa, con arrangiamenti innovatori rispetto ad esempio ai più ortodossi  Chieftains (strumenti a plettro, innesti di musiche balcaniche grazie ad Andy Irvine) e dall’altro quello di aver indirizzato generazioni di musicisti in tutto il continente allo studio delle proprie tradizioni musicali.

Al termine dell’”avventura Planxty” intraprese una carriera solista incidendo pochi ma significativi album come quello in collaborazione con Shaun Davey, o quello inciso in completa solitudine per la Celtic Music, rimanendo un faro dell’Irish Music e godendo sempre di un assoluto rispetto e gratitudine da parte dei giovani musicisti irlandesi. In Italia venne a suonare poco frequentemente, mi sembra con i Planxty nel 1980, con Michel O’Domhnaill e Rod McVey nel ’97 e da solo nel ’93.

Rimangono il ricordo di una persona dalla squisita gentilezza e dall’altrettanta riservatezza e la sua musica, purissima, eredità che ha lasciato ai pipers irlandesi di questa e delle future generazioni.

Parafrasando il titolo di un disco di Seamus Ennis, “Pure Drops of Irish Music”.

R.I.P. Liam Og Ó Floinn from An Nás.

Se non conoscete la sua musica ecco alcune indicazioni:

Planxty: quasiasi cosa abbiano inciso….

Liam O’Flynn: “The fine art of Piping”, 1989 – “The Given Note”, 1995 – “Fire Aflame”. 1992 (Con Sean Keane ed Arty McGlynn) – “The Brendan Voyage”, 1980 (con Shaun Davey)

(1). Harper, Colin & McSherry, John “The wheels of the road: 300 years of Irish Uillean Pipers”. JAWBONE PRESS, 2015.  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/09/colin-harper-john-mcsherry-the-wheels-of-the-world/)

(2). Vallely, Fintan: “Companion to Irish Traditional Music”. Cork University Press, 2011. (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/01/15/fintan-vallely-companion-to-irish-traditional-music/)

(3). Un’intervista / articolo a O’Flynn lo potete leggere qui: http://www.taramusic.com/features/lofpipes.htm

 

 

 

 

TIARNAN O DUINNCHINN “Reggish Paddy”

TIARNAN O DUINNCHINN “Reggish Paddy”

AUTOPRODUZIONE CD, 2017
di Alessandro Nobis

Con Jarlath Henderson e Cillian Vallely, Tiarnan O Duinnchinn è certamente uno dei pipers più interessanti usciti recentemente dalla fucina della città di Armagh, sede dell’importante William Kennedy Piping Festival che si tiene a metà novembre e rappresenta il ritrovo, l’incontro di musicisti di mezza Europa impegnati nello studio e nella pratica di ogni tipo di cornamusa, dalle Launeddas sarde alle Highland Bagpipes, passando naturalmente dalle uillean pipes, delle quali O Duinnchinn e compagnia sono finissimi interpreti.img

Beh, oltre alla bella copertina (olio su tela del pittore John Brian Vallely che ritrae il piper di Wicklow “Johnny Doran”) ci sono undici tracce, nove delle quali sono eseguite come si conviene in “solo” mentre nelle restanti O Duinnchinn è accompagnato nientemeno che dai finissimi Steve Cooney (chitarra) e Trevor Hutchinson dei Lunasa (contrabbasso). Musica tradizionale tra i reels, jigs, polche e Strathspey con, per noi italiani, un’autentica chicca, l’arrangiamento – riuscitissimo – per uillean pipes di una “Tarantella alla Carpinese” imparata dal pianista trasferitosi a Dublino Francesco Turrisi  ed abbinata a due danze tipicamente di area celtica i reels.

Un ottimo disco di grande fascino che unisce splendidamente una deliziosa ed originale tecnica d’esecuzione e purezza, e che va a seguire quello bellissimo in duo con l’arpista Laoise Kelly (ed anche qui la cover era una grafica di John Brian Vallely) del quale vi avevo parlato in occasione della sua pubblicazione (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/01/13/laoise-kelly-tiarnan-o-duinnchinn-ar-lorg-na-laochra/).

http://www.tiarnan.ie

LOÏC BLÉJEAN AND TAD SARGENT

LOÏC BLÉJEAN AND TAD SARGENT

LOÏC BLÉJEAN AND TAD SARGENT

“Loïc Bléjean and Tad Sargent” autoproduzione CD, 2017

di Alessandro Nobis

La collaborazione tra il piper bretone Loïc Bléjean ed il chitarrista londinese (ma di famiglia originaria della Contea di Mayo) Tad Sargent nasce quattro anni or sono in quel di Londra e si è concretizzata con la pubblicazione di questo lavoro che esprime tutta la passione dei due per la musica irlandese ma esprime anche dell’altro, ovvero la ricerca di attualizzare un repertorio ricchissimo, affascinante e come tutti gli estimatori del genere sanno, straordinario ed in continua evoluzione grazie ai numerosi giovani musicisti e non solo che lo perpetuano secondo le loro personalità.digipack_3_volets_1CD_centre

Questa musica è un omaggio appunto alla tradizione: suonata nel migliore dei modi, con un interplay davvero eccellente – grazie anche alla tecnica sopraffina di Blejean e di Sargent – ed alcuni spunti che mi hanno letteralmente “steso” come i soli della uillean pipes ad esempio nel medley “Fanch’s cider”; l’utilizzo che Blejean fa della cornamusa irlandese è davvero originale, come già avevo segnalato in occasione della recensione del magnifico “Celtic Project” dei Boclè Brothers – ma lì c’è la sezione ritmica che swinga alla grande – e qui, in duo la cosa si fa più difficile ma anche più gustosa ed originale.

Le riletture al John Spillane di “Dunnes Store Girl”, del Richard Thompson di “Beeswing”, gli omaggi ai colleghi pipers Dave Spillane e Paddy Keenan ed una buona dose di tradizionali tra i quali segnalo “Bo Mhin Na Toitean” (incisa di recente anche da Cillian Vallely) e “Sliabh na mBan” (un solo di pipes con la zampata d’autore dell’hammondista Jean-Baptiste Boclè) sono i momenti a mio avviso che meglio danno la chiara visione del bel progetto di Loïc Bléjean e Tad Sargent; che inizia con un’attento e doveroso tributo al grandissimo flautista degli Altan Frankie Kennedy, scomparso nel 1994; sarebbe stato felice di questo omaggio, e magari lo avrà anche ascoltato e gradito.