DALLA PICCIONAIA: INTERVISTA A GIANNANTONIO MUTTO

DALLA PICCIONAIA: INTERVISTA A GIANNANTONIO MUTTO

DALLA PICCIONAIA: INTERVISTA A GIANNANTONIO MUTTO

di Alessandro Nobis

A quattro anni dalla pubblicazione del disco di esordio (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/10/18/tangox3-barrio-de-tango/), il trio formato dal pianista Giannantonio Mutto, dal violoncellista Leonardo Sapere e dal bandoneonista Luca Degani ha prodotto questo secondo significativo lavoro che conferma come il progetto del gruppo sia quello di affrontare il repertorio del tango argentino decontestualizzandolo dal ballo scrivendo arrangiamenti che offrono una rilettura decisamente rivolta all’”ascolto”, un apprezzatissimo marchio di fabbrica. La novità di questo lavoro è l’inserimento nel trio del contrabbasso di Rino Braia e, nell’attesa che ne venga pubblicata una versione “fisica”, è possibile ascoltare la registrazione nella sua interezza, di qualità ottima, sulla piattaforma Spotify. Abbiamo incontrato dopo qualche tempo nuovamente Giannantonio Mutto e con lui abbiamo scambiato alcune battute per cercare di scoprire i segreti di questa nuova registrazione e le più recenti novità di quello che a questo punto possiamo definire “quartetto”.

  • In quale occasione avete tenuto questo concerto? A Verona al Teatro Ristori il 18 luglio 2020 in una serie di concerti organizzati da Alberto Martini direttore artistico del teatro, dopo il periodo del primo lockdown.
  • Vi si sente affermare che questo è stata un’importante occasione per voi, per quale motivo? “È stato un concerto particolarmente importante, il ritorno all’esibizione pubblica dopo parecchi mesi di stop, in più la proposta di un programma con dei nuovi brani in repertorio e mie due composizioni scritte per il gruppo.”
  • Qual è il repertorio che avete scelto per il concerto che è stato registrato? “Oltre a dei brani fondamentali del tango moderno scritti da Astor Piazzolla che solitamente suoniamo come “Michelangelo 70”, “Adios nonino”, “Tocata Rea” e altri tanghi famosi abbiamo introdotto alcuni tanghi di autori come Anibal Troilo, Osvaldo Pugliese, Anselmo Aieta, Richard Galliano e Jerzi Petersburski. Inoltre due mie nuove composizioni, “Milonga sin palabras” e “Tango de los años”.
  • Perché la decisione di inserire un quarto elemento e come è cambiato il suono passando da “trio” a “quartetto”? “La collaborazione con il contrabbassista Rino Braia è nata parecchi anni fa iniziando i concerti di tango con I Virtuosi Italiani, da lì è nata l’idea oltre all’amicizia di proporre il repertorio in quartetto, è stato un passaggio naturale. Il contrabbasso nel tango è fondamentale, dà un colore particolare a tutto il gruppo.”
  • Con il contrabbasso in organico, come è cambiato, se è cambiato, il ruolo del violoncello? “Il contrabbasso nel tango fa da supporto alla mano sinistra del pianista, rinforza la parte ritmica con i suoni realizzati sia con l’arco sia con il pizzicato. Il violoncello rimane nel suo ruolo di strumento melodico.”
  • Questa formazione con il contrabbasso è la vostra nuova formazione definitiva? “Con il contrabbassista Rino Braia rimarrà una collaborazione in alternanza al trio
  • Il tango è solitamente contestualizzato al ballo. Durante la vostra performance c’è stata anche l’esibizione di una coppia di ballerini (Margarita Klurfan e Walter Cardozo). Per voi musicisti quali sono le differenze di esecuzione dello stesso repertorio di tango in una dimensione concertistica rispetto a quella contestualizzata al ballo? Forse una maggior “libertà” esecutiva? “Quando nei concerti ci viene richiesta l’esibizione di una coppia di ballerini solitamente collaboriamo con Margarita Klurfan e Walter Cardozo, ma abbiamo lavorato anche con Angel Zotto in più concerti. Con la danza il tango un po’ cambia, c’è una sorta di adattamento alle esigenze del ballo, qualche modifica nei tempi di esecuzione, qualche modifica nei finali dei brani da eseguire, da lì un nostro adattamento alla nuova situazione che di volta in volta si presenta.”
  • Personalmente spero, sentita la qualità del materiale, che pubblicherete una versione fisica del concerto. E’ nei vostri progetti? “Sì è nei nostri progetti poter realizzare un CD di questo concerto live”.

JAVIER GIROTTO · VINCE ABBRACCIANTE “Santuario”

JAVIER GIROTTO · VINCE ABBRACCIANTE “Santuario”

JAVIER GIROTTO · VINCE ABBRACCIANTE “Santuario”

DODICILUNE DISCHI Ed 510. CD, 2021

di alessandro nobis

E’ sempre stimolante ascoltare le pubblicazioni di etichette italiane come la Dodicilune ed affini, ti danno l’occasione di esplorare l’universo jazz italiano troppo spesso poco valorizzato dai palcoscenici dei grandi festival (molti mutatisi in vetrina per i soliti noti o trasmutati in qualcosa d’altro spesso lontano dal jazz) e dalla stampa “specializzata”. Spesso si tratta di musicisti di notevole caratura, di compositori ispirati, di progetti davvero indovinati e di collaborazioni sincere e fruttuose come quella tra il fisarmonicista pugliese Vince Abbracciante e il sassofonista argentino Javier Girotto che da poco hanno pubblicato per l’etichetta pugliese questo “Santuario”. I due autori si distribuiscono equamente la scrittura dei brani, tutti originali a parte “L’Ultima Chance” del grande autore – argentino pure lui – Luis Bacalov caratterizzata da un lirismo di stampo cinematografico, non caso proviene dalle musiche scritte per il film omonimo dove la complicità musicale tra i due solisti – qui il soprano espone il tema e la fisa permea tutta l’esecuzione – può essere vista come paradigmatica di tutto questo “Santuario”. E lasciando stare l’ampiamente assodata preparazione dei musicisti, è proprio sull’interazione, l’interplay come dicono quelli che sanno, che si gioca la partita di questo lavoro. Ci sono in “Ninar” ninna nanna delle reminiscenze ancestrali che paiono arrivare dai villaggi sulle creste andine con il suggestivo flauto tradizionale, nella malinconica ed evocativa ”2 de Abril” c’è il tragico ricordo della guerra delle Malvinas con lo splendido e narrativo baritono di Girotto mentre nella scrittura di Abbracciante, “Pango”, emerge tutta la sua passione per il tango con gli accompagnamenti ed abbellimenti del soprano di Girotto, un altro brano che definisce il profondo rapporto professionale e la comune visione della musica della coppia di strumentisti / compositori autori di questo eccellente “Santuario”.

http://www.dodiciluneshop.it

Del fisarmonicista Vince Abbracciante avevo scritto anche qui:

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/07/02/vince-abbracciante-terranima/)

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/03/28/paola-arnesano-vince-abbracciante-mpb/)