DA REMOTO: VAL BONETTI · MARCO RICCI

DA REMOTO: VAL BONETTI · MARCO RICCI

DA REMOTO; VAL BONETTI & MARCO RICCI. “Un paese a sei corde”

22 agosto 2020. Cressa, Novara

di alessandro nobis (foto di Leonardo Baldo)

Organizzata dall’Associazione Culturale “La Finestra sul lago”, la quindicesima edizione della bella rassegna “Un paese a sei corde” dedicata alla chitarra acustica ha preso il via nel Piemonte Orientale il 20 giugno e si concluderà il 6 settembre; a Cressa, nel novarese, il 22 agosto il chitarrista Val Bonetti ed il contrabbassista Marco Ricci hanno tenuto uno splendido concerto, l’occasione di presentare il nuovissimo lavoro pubblicato dall’etichetta leccese Dodicilune ed una ghiotta occasione di ascoltare nel suo complesso il lavoro che questo bravissimo strumentista ed autore sta portando avanti stavolta immergendosi nelle atmosfere del blues e soprattutto del jazz vista la presenza dell’ottimo Marco Ricci al contrabbasso, con la sua delicata cavata sia nel duettare con Bonetti sia nel proporre soli sempre efficaci e misurati.

Quasi ottanta minuti per scoprire il passato, il presente ed il futuro di Val Bonetti: qualche brano tratto dai suoi primi due album, qualcun altro dal nuovo progetto – pubblicato in coincidenza con questo concerto, cenni sostanziosi del prossimo progetto ed anche qualche sorpresa.

Blue Friend”, eseguita in solo (dal suo album d’esordio “Wait” del 2010) ha aperto il concerto seguita da due brani tratti da “Tales” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2015/12/27/simone-valbonetti-cristiano-da-ros/): un significativo solo di Marco Ricci in “Barefoot Diva” dedicata a Cesaria Evora ed un altro con l’archetto nella swingante “Yogurth, Garlic & Cucumbers”, intesa davvero invidiabile per l’equilibrio sonoro e per la naturalezza con la quale la musica scorre.

Il presente di Val Bonetti è come dicevo il disco pubblicato il giorno del concerto, “Hidden Star” e da questo bel lavoro Bonetti ha tra gli altri eseguito “Igor” con un significativo gioco di “call and responce” tra i due musicisti e “Duck is Duck is Duck is” che a mio avviso con “Lulu is Back in Town” di Fats Waller sono stati un doveroso quanto sincero omaggio al chitarrista delle Virginia, vuoi per lo stile esecutivo, vuoi perché Fats Waller è uno degli autori da lui più amati ed infine perchè in “Duck  is ….” mi è parso di sentire fraseggi che mi hanno ricordato T. Monk, altro autore che Baker esegue spesso.

Interessante anche il repertorio del nuovo progetto che Bonetti sta curando dedicato alle ninne-nanne; tra quelle eseguite splendida la resa del “La Siminzina” della grande Rosa Balestrieri qui suonata con il dobro – , uno strumento che comunque suoni repertori altri ti riporta con il suo sound nella sua terra d’origine (e questo anche nella ninna nanna coreana”-, con un suggestivo effetto “campanellini” prodotto con armonici.

Tra le “sorprese”, molto convincente l’arrangiamento di “Don’t Think Twice, it’s Alright”, intrisa di jazz ma nel rispetto della melodia dylaniana e nel quale Bonetti ha sfoderato un lungo e bellissimo assolo.

Serata riuscitissima, rassegna invidiabile.

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE 2020

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE 2020

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE 2020

25 luglio, Terme di Giunone di Caldiero, XIV^ Edizione

di alessandro nobis

Davvero Giovanni Ferro è un uomo che non si arrende mai: dopo avere forzatamente dovuto migrare dal territorio del Comune di Colognola ai Colli un paio anni or sono ed aver trovato ospitalità, graditissima, in quello di Caldiero, quest’anno ci si è messo anche il “virus” che ha messo in difficoltà, per usare un eufemismo, tutti gli organizzatori di festival e rassegne. Ma ZonAcustica, l’Associazione di cui Ferro fa parte ha trovato il modo di confermare la serata nella quale ovviamente verranno rispettate tutte le regole dettate per la sicurezza e salute degli astanti, chitarristi compresi.

E quindi sabato 25 luglio, alle 21, via la quattordicesima edizione di “Chitarre per Sognare” che anche quest’anno propone musicisti di ottimo livello, alcuni conosciuti altri che conosceremo in quella occasione: Piera Dadomo, Giorgio Cordini, Gabriele Dusi e Giovanni Ferro.

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Gabriele Dusi è un giovane chitarrista molto dotato, ed il suo primo lavoro emblematicamente chiamato “Startin’ Point” è una dichiarazione di intenti del suo progetto musicale (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/12/03/gabriele-dusi-startin-point/) che comprende composizioni originali ed interessanti interpretazioni di brani che appartengono alla storia della chitarra acustica e che rappresentano i suoi punti di riferimento.

tumblr_m7m8ikw2pp1rpqhb6o1_1280Voglio sottolineare l’importanza della presenza a “Chitarre per sognare” di una chitarrista di formazione classica come Piera Dadomo in un contesto diverso da quello delle sale da concerto e di questo va dato merito all’organizzatore della serata, Giovanni Ferro. Piera Dadomo già nel 2004 ha pubblicato “Rayos de Sol y de Luna” un album dedicato al compositore messicano Manuel M. Ponce e svolge un’intensa attività didattica parallelamente a quella concertistica; sarà una preziosissima occasione per il pubblico di avvicinarsi alla musica per violoncello e violino di Johann Sebastian Bach arrangiate per chitarra, ed il“Preludio della prima Suite per violoncello BWV 1007” e la “Ciaccona” (composta in occasione della scomparsa della moglie Maria Barbara), tratta dalla “seconda Partita in re minore per violino solo BWV 1004” penso siano il viatico ideale per chi poi volesse approfondire la straordinaria musica di Bach e della musica classica per chitarra più in generale. Inoltre Piera Dadomo eseguirà una dell’ispanico Fernando Sor ispirata dal lavoro di Mozart, ovvero le “Variazioni sul Flauto magico op. 9”.

79374d83-0408-41a7-a051-1378d4fe8174.jpgSu Giorgio Cordini molto si è scritto, soprattutto del fatto che lungamente ha fatto parte del gruppo che accompagnava Fabrizio De Andrè come chitarrista e come suonatore di bozouky: dai tempi della Forneria Marconi (quando non ancora era “Premiata”) ad oggi Cordini ha attraversato tutta la musica italiana da quella d’autore a quella più legata alle forme d’oltreoceano ed è un richiesto musicista sia di “studio” che per i tour dal vivo. A Caldiero sarà in primis l’occasione per presentare e raccontare al pubblico il suo recente libro “I miei otto anni con De Andrè” ed inoltre sarà una ghiotta occasione per ascoltare alcuni brani di sua composizione e le sue riletture della musica di Faber in un inedito duo con Giovanni Ferro. “La Guerra di Piero”, “La canzone dell’amore perduto” e “Amore che vieni, amore che vai” sono solo tre dei brani che Cordini e Ferro proporranno al pubblico.

Serata davvero invitante, da non perdere. Ingresso libero.

 

 

DA REMOTO: CRISPINO PIGHI ZORZI “Spontaneous Music for Trio” 2020

DA REMOTO: CRISPINO PIGHI ZORZI “Spontaneous Music for Trio” 2020

DA REMOTO: CRISPINO PIGHI ZORZI

“Spontaneous Music for Trio” 2020

di alessandro nobis

Un altro caso di recensione “remota”.

Succede durante la pandemia che in una giornata del mese di giugno in una località sconosciuta, oserei direi quasi segreta, tre musicisti a distanza di sicurezza si incontrino per creare dal nulla della musica; il chitarrista “mastro improvvisatore” Roberto Zorzi, il contrabbassista Luca Crispino (che aveva già sperimentato la magìa dell’improvvisazione con Teo Ederle (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/04/30/dalla-piccionaia-drobro-concerto-al-modus-verona-6-febbraio-2019/)ed il batterista Luca Pighi, con Crispino nei Terreni Kappa, e del quale ignoravo totalmente il suo interesse verso la musica spontanea. Una quarantina di minuti suddivisi in due set – quasi da farne un ellepì – durante i quali la musica nasce, si sviluppa e finisce evidenziando un’ottima intesa tra i musicisti che dialogano, si guardano, intervengono e come sempre accade nelle migliori performance di questo tipo, sono sempre pronti a lasciare lo spazio agli altri quando se ne intravede l’occasione.

A guardare le immagini esclusive sembra che Luca Pighi sia quello che si diverta di più ad accompagnare e soprattutto a proporsi ed a interloquire con Zorzi  e Crispino in un genere che penso di poter dire frequenti poco, evidentemente comprendendo subito lo spirito con il quale si debba affrontare la musica “spontanea” e la sua costruzione collettiva e partecipando sempre in modo attivo all’impresa. Dal canto loro Zorzi (è lui che da il “LA” iniziale in entrambi set) e Crispino mettono tutta la loro esperienza passando da momenti che definirei da “ballad spontanea” ad altri più intensi riferibili in particolare sì a certo free rock inglese ma anche a quello californiano, a certi Henry Cow ed alla musica di quel genio di Henry Kaiser, e non a caso quest’ultimo assieme a Fred Frith vengono sempre citati da Roberto Zorzi come fonti di ispirazione. Insomma, un triangolo equilatero con al centro la free music, per dare un’immagine di quanto è successo in quella stanza.

Una performance che sa mantenere alta l’attenzione e la qualità e che forse l’assenza del pubblico ha contribuito al suo processo creativo. Ci sarebbe da farne un disco, come dicevo ……. Stiamo a vedere e soprattutto a sentire.

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020 “Rassegna internazionale di musica popolare”

XIX EDIZIONE, 17 LUGLIO – 14 NOVEMBRE 2020

di alessandro nobis

Con il contributo della Regione Puglia e dell’Amministrazione Comunale di Altamura e sotto la competente direzione artistica di Luigi Bolognese inizia dopodomani, venerdì 17 luglio al Centro Visite Lamalunga – L’Uomo di Altamura – la diciannovesima edizione di “Suoni della Murgia”, una delle più interessanti rassegne di musica tradizionale e dintorni del panorama estivo nazionale e questo, va detto, è merito soprattutto dell’impegno profuso generosamente negli anni da Luigi Bolognese e Maria Moramarco dell’ensemble Uaragniaun che hanno dato a Suoni della Murgia una particolare connotazione e una sempre maggiore risonanza internazionale.

Quest’anno la pandemia ha forzatamente costretto gli organizzatori ad aguzzare il loro ingegno ideando una rassegna itinerante e diversa dalle passate edizioni, e le bellezze naturali ed antropiche – le masserie ed i piccoli centri – della terra di Puglia ed in particolare della Murgia barese saranno quindi lo scenario degli appuntamenti il cui programma è riportato in calce.

La rassegna si concluderà a metà novembre, con una pausa nelle due settimane dopo Ferragosto, e propone eventi nel segno della grande qualità che rendono omaggio alla storia della terra di Murgia ospitando musiche e musicisti europei ma anche sudamericani, africani ed asiatici, un bel modo per conoscere culture “altre” che solamente in rassegne come queste trovano spazio in adeguati scenari ed un pubblico curioso ed attento. Insomma, un bel modo di trascorrere qualche giorno alla scoperta dell’entroterra di Puglia, delle sue bellezze e naturalmente della sua ricchissima eno – gastronomia.

Il programma, lo leggerete, è davvero ricco e mi voglio soffermare sugli appuntamenti che, se fossi in zona, non mi lascerei sfuggire. Procedendo in ordine cronologico, personalmente inizierei il 18 luglio presso la Dimora Cagnazzi ad Altamuradove Elias Nardi (liuto arabo), Ares Tavolazzi (contrabbasso) e Daniele Bonaventura (bandoneon) presentano il loro recente bellissimo “Ghimel” ( https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/17/nardi-·di-bonaventura-·tavolazzi-ghimel/) ed il giorno seguente, sempre ad Altamura, mi incuriosisce non poco la performance della violoncellista e cantante Simona Colonna che con i “Live electronics” di Stefano Melone presentano il loro progetto “Curima, curima …), tra classicità ed contemporaneità. Naturalmente imperdibili, il 5 agosto alla Masseria San Domenicoi canti arcaici dedicati al mondo dell’infanzia – e non solo – di “Cillacilla” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/25/maria-moramarco-cillacilla/) raccolti e proposti da Maria Moramarco a Murà presentati assieme a Luigi Bolognese, Alessandro Pipino, Adolfo La Volpe e Francesco Savoretti.

Il 13 agosto, sempre ad Altamura presso la Dimora Cagnazzi, concerto per due nickelharpa (Marco Ambrosini ed Angela Ambrosini) e pianoforte (Eva Maria Rusche), un affascinante viaggio nella musica di origine popolare, dal rinascimento di Diego Ortiz alla musica del Novecento di Bartok Bela mutuato dal magico suono della nickelharpa di cui Marco Ambrosini è senz’altro uno dei maggiori interpreti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/02/marco-ambrosini-·-ensemble-supersonus-resonances/). La prima parte della rassegna si conclude la vigilia di Ferragosto con un altro importante appuntamento, il concerto di Banditaliana – alle 20:30 presso la Masseria Conti Filo –  dove il quartetto presenta la sua più recente produzione discografica, “Argento”

Ma forse l’appuntamento più atteso è quello programmato per i primi due giorni di settembre che si terrà presso il Campo 65, tra Gravina di Puglia ed Altamura: è l’anteprima di uno evento progettato dalle associazioni Suoni della Murgia e Campo 65. Campo 65 è il nome del più grande campo di prigionia italiano della Seconda Guerra Mondiale riconosciuto dalla Regione Puglia come “luogo della memoria”.La performance musicale e teatrale trae origine da una ricerca storica di Domenico Bolognese negli archive militari britannici e germanici e prende vita dalle testimonianze e dalle storie personali di coloro i quali hanno forzatamente trascorso un drammatico periodo della loro vita in questo campo di detenzione. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Il Teatro delle Storie Vere di Trento, con il Festival della Lentezza di Parma, con il Maestro Maglio del Conservatorio di Bari e con il comune di Altamura ed ha in modo molto appropriato coinvolto i ragazzi delle scuole superiori, in particolare una sezione del Liceo Scientifico Federico II e del Liceo Classico Cagnazzi, entrambi di Altamura. Il lavoro, che va ad aggiungere un importante tassello alla storia del XX° ed in particolare del secondo conflitto mondiale e delle microstorie di coloro vi sono stati convolti, nelle intenzioni dei promotori rappresenta un primo passo che ci permetterà di far conoscere storie sconosciute di alcuni protagonisti del più grande conflitto mondiale del ‘900 in una produzione che ha la giusta ambizione di essere proposto non solo in Italia ma anche a livello internazionale.

Ultima segnalazione riguarda il concerto del 3 ottobre nella Sala Tommaso Fiore a Gal Terme di Murge ad Altamura: protagonisti la voce e la viola da gamba dell’argentina Luciana Elizondo, che nel 2019 ha pubblicato un splendido lavoro solista (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/27/luciana-elizondo-alone/); con il chitarrista Quito Gato rivisiterà le musiche tradzionali sudamericane. Un evento davvero imperdibile, un itinerario nel folklore latino Americano lontano dai soliti cliché.

Concludendo, Suoni della Murgia é una significativa rassegna che merita di essere sostenuta sempre più dalle Istituzioni considerato che rappresenta senza ombra di dubbio uno dei segni distintivi dell’estate culturale pugliese ed italiana. 

immagine copertina pagina-01.jpgGLI APPUNTAMENTI

17 luglio ore 20.30 – Centro visite l’Uomo di Altamura, Lamalunga 

RADICANTO: Un sogno così. Omaggio a Domenico Modugno. Maria Giaquinto, canto e narrazione, Giuseppe De Trizio, chitarra classica, Adolfo La Volpe, chitarra elettrica, basso elettrico, Francesco De Palma, cajon, percussioni

18 luglio ore 20.30 – Dimora Cagnazzi, Altamura.

“GHIMEL”, presentazione del cd.Elias Nardi, Oud, Daniele Di Bonaventura, Bandoneon, Ares Tavolazzi, Double Bass,  Fretless B

19 luglio ore 20.00 – Agor@teca, Altamura

“ Curima, curima… “: Concerto per voce, anima e violoncello. SIMONA COLONNA: voce e violoncello, STEFANO MELONE: live electronics

Ore 21.15  Agor@teca, Altamura.Il regista Gianfranco Pannone presenta il docufilm: “ Scherza con i fanti “ 2019 

29 luglio ore 20.30 – Masseria San Domenico, Murà. Claudio Prima “ Nina Balla di madre italiana” Concerto di musiche e parole

 3 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà. AYOM, Musica do atlantico negro. Jabù Morales voce e percussioni, Alberto Becucci fisarmonica, Olmo Marin chitarra, Ricardo Quinteira basso, Timoteo Grignani percussioni, Walter Martins percussioni 

4 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli

Duo Savoretti – Mina: Sonorità tradizionali e le incursioni dell’elettronica. Francesco Savoretti : percussioni mediterranee e live electronics, Fabio Mina: flauti 

4 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli: Terra Brazil. Forrò e musica popolare brasiliana

5 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà: Francesco Moramarco Project. Francesco Moramarco chitarra elettrica, Domenico Caliri chitarra elettrica, Manco Donato batteria e rav, Francesco Lavecchia basso elettrico, Grazia Lombardi voce e violino

5 agosto ore 21,30 – Masseria San Domenico, Murà. “Cillacilla”:Maria  Moramarco, voce, Luigi Bolognese, chitarre, Alessandro Pipino, organetti, fisarmonica e colori sonori, Adolfo La Volpe, oud chitarra portoghese, Francesco Savoretti, percussioni mediterranee e live electronics

10 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli. Uaragniaun: Maria Moramarco  voce e chitarra, Luigi Bolognese chitarra, mandoloncello, Silvio Teot percussioni, voce, Filippo Giordano violino 

10 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli.Arsene Solo, Shaman Showman

13 agosto ore 20.30 – Dimora Cagnazzi. Terrae. Presentazione CD “Approdi”

 13 agosto ore 21.30 – Dimora Cagnazzi. “Dal Barocco a Béla Bartók”: musiche di Diego Ortiz, Orlando Gibbons, Antonio Vivaldi, J.S. Bach e Béla Bartók. Angela Ambrosini e Marco Ambrosini, Nyckelharpa, Eva-Maria Rusche, Pianoforte

14 Agosto ore 20.30 – Masseria Conti Filo. Riccardo Tesi & Banditalianapresentani il CD “Argento” 

1-2 settembre – Campo 65, Altamura: Campo 65 anteprima assoluta di una produzione realizzata dalle associazioni culturaliSuoni della Murgia e Campo 65 

3 ottobre ore 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Presentzione del CD “Murgia”. Michele Santarcangelo chitarre, con Annamaria Rifino : arpa celtica

3 ottobre ore 21.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. “ La copla Perdida “, Percorsi e memorie del folklore dell’ America Latinacon Luciana Elizondo, Canto e Viola da Gamba e Quito Gato Chitarre a 5 e 6 ordini

14 novembre 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Radicanto: “Conosco appena le mani”: Maria Giaquinto(canto), Giuseppe De Trizio(chitarra classica),Adolfo La Volpe(chitarra acustica, chitarra portoghese)e Francesco De Palma(percussioni)

info e contatti: https://www.facebook.com/suonidellamurgia/

info@suonidellamurgia.net

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione

“25 – 29 marzo 2020” Ivrea e Canavese

di Alessandro Nobis

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Oltre al fatto di avere una programmazione di grande respiro dedicata alla musica afroamericana senxza alcun ammiccamento al pop, mi sembra di poter di re che la caratteristica più significativa al di là del livello dei contenuti musicali che distingue l’”Open Papyrus” dalla maggior parte degli altri Festival legati al jazz italiani è certamente quella di saper coinvolgere con una unità progettuale le realtà presenti sul territorio di Ivrea. E questo non è poco, è il frutto di una grande passione, di molta pazienza, di lucidità e naturalmente di competenza ed esperienza di chi questo festival organizza e, prima, lo pensa nella sua composizione e struttura.

Già avevo avuto l’occasione di descrivere nel mio piccolo l’organicità dell’edizione “39” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/03/19/dalla-piccionaia-27-31-marzo-2019-39-open-papyrus-jazz-festival-divrea-e-canavese/)ed anche in questa quarantesima edizione. leggendo il progetto, incontriamo naturalmente la musica, la danza, la fotografia, la pittura e la letteratura e non a caso “Contaminazioni” è la parola scelta, la migliore possibile per identificare questo festival che si terrà dal 25 a 29 marzo prossimo.

E’ un programma a mio avviso interessante, presenta importanti nomi del jazz moderno vicino a progetti che danno lustro al jazz di casa nostra che poco o nulla ha da invidiare a quello europeo e d’oltreoceano. Alcuni eventi sono imperdibili: al Teatro Giacosa, venerdì 27, con il trio di Chris Potter (so stesso Potter con Craig Taborn e Nasheet Waits) “allargato” dalla presenza di Bill Frisell, quello di sabato 28 nella stessa location con l’ensemble di Joe Lovano (Gerald Clever, Dezron Douglas, Giovanni Guidi, Lovano ed Enrico Rava) e la presentazione di Giovedì 26 al Museo Garda dello straordinario “Woland”, lavoro del trio di Massimo Barbiero con la violinista Eloisa Manera ed il pianista Emanuele Sartoris recentemente pubblicato ed ispirato alle pagine de “Il Maestro e Margherita” do Bulgakov.

Il Festival si aprirà mercoledì 25 con la presentazione del più recente lavoro del chitarrista Maurizio Brunod, altro evento degno di nota assieme a mio avviso al concerto presso la sala Santa Marta del quintetto formato da quattro sassofoni baritoni (Massimiliano Milesi, Florian Bramböck, Helga Plankensteiner  e Giorgio Beberi) e dal batterista Zeno De Rossi.

Se darete uno sguardo al programma dettagliato in calce a questo articolo, ve renderete conto che c’è il modo di trascorrere un fine settimana “lungo” nella città di Ivrea seguendo passo passo il festival e perché no, ammirando le bellezze della città di Ivrea.

Voglio chiudere riportando le parole di Massimo Barbiero, compositore, musicista e in questo periodo anche “libero pensatore di festival” che danno una chiara idea del lavoro fatto dal gruppo di appassionati che con grande fatica ha preparato il progetto: “Sono tempi difficili, dare un senso ed un valore alle cose che immaginiamo, pensiamo, progettiamo, sembra esser diventato inutile e privo di sostanza. Noi continuiamo a credere che invece quella sia la strada, l’unica, in quanto “non sono i mezzi che fanno un Festival, sono gli uomini che comprendono cosa significa la responsabilità di dare un senso ad un’idea….tracciare dei percorsi, avere il coraggio dei propri errori…..perché per dirla con Monk “si devono commettere gli errori giusti”.Massimo Barbiero, Music Studio – Ivrea Jazz Club

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO:

MERCOLEDÌ 25 MARZO

ore 21.00 – Enoteca Vino e Dintorni

Ticonto …Special

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

Presentazione cd Maurizio Brunod Ensemble

A seguire reading e degustazioni prodotti del territorio

GIOVEDÌ 26 MARZO

ore 21.00 – Museo Garda, piazza Ottinetti

Massimo Barbiero: drums e percussion

Eloisa Manera: violin and electric 5 strings

Emanuele Sartoris: pianoforte

presentazione cd Woland omaggio a “Il Maestro e Margherita”

Performance di danza e reading nelle sale del museo coreografie: F. Galardi, C. Ruberto, G. Ceolin in collaborazione con le scuole di danza: Arabesque, Accademia di Danza e Spettacolo, Baobab

con: Giulia Bedin, Indira Gillio, Emma Nemes, Francesca Pugliese, Eleonora

Buratti, Melissa Dortù Luciana Trimarchi, Arianna Buffoblin, Camilla Castè,

Alice Mistretta, Alina Mistretta, Arianna Mistretta, Sara Ugorese.

VENERDÌ 27 MARZO

ore 18.00 – Sala S.Marta

Guido Michelone presenta il suo ultimo libro in collaborazione con: Galleria del libro e G.Pilo

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Barionda

Massimiliano Milesi: sax baritono

Florian Bramböck: sax baritono

Helga Plankensteiner: sax baritono

Giorgio Beberi: sax baritono

Zeno De Rossi: drums

ore 21.00 – Teatro Giacosa

Chris Potter trio

feat. Bill Frisell

Chris Potter: saxophone

Bill Frisell: electric guitar

Craig Taborn: Fender Rhodes & piano

Nasheet Waits: drums

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera

Vince Novelli trio. Vince Novelli: chitarra, Giuseppe Dimasi: batteria, Giorgio Fiorini: contrabbass

Sabato 28 marzo

dalle 16.30 – Street Band per le vie della città

Bandakadabra

Giulio Piola: tromba, Stefano “Piri” Colosimo: tromba, Simone Garino: sax alto, Enzo Ceccantini: sax tenore, Francesco “Cecio” Grano: sax tenore, Elia Zortea: trombone, Bruce Stevens, Max Vienco, Giulio Rosa: tuba, Renato Tarricone: rullante, Gipo Di Napoli: grancassa

ore 18.00 – Sala S.Marta

Luca Bragalini presenta il libro

“Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington”

Storytelling con video, immagini, musiche e parole in collaborazione con Libreria Mondadori e D.Gamba

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Da Jobin a Gismonti

Loris Deval: chitarra

Bruno Martinetti: tromba e flicorno

Giorgio Fiorini: contrabbasso

ore 21.30 – Teatro Giacosa – Nell’ambito di Torino Jazz Festival Piemonte

Joe Lovano quintet

Enrico Rava: tromba

Joe Lovano: tenore sax

Giovanni Guidi: pianoforte

Dezron Douglas: contrabbasso

Gerald Cleaver: batteria

ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera Vibes&Voice

Caterina Accorsi: voce e Riccardo Conti: vibrafono

INOLTRE:

– Mostre di pittura presso Sala S.Marta e intallazioni, in piazza Ottinetti, a cura di ARTE IN FUGA

– Dalle 17 alle 18 Incursioni di danza nelle vetrine dei negozi di via Palestro (Laura Shop, Benetton, El Beso)

Presenta: Daniela Urlati

INFORMAZIONI:

Ingressi:

Mercoledì 25: ingresso gratuito (gradita la prenotazione)

Giovedì 26: € 10,00

Venerdì 27, Sabato 28: € 20,00

Abbonamento: € 40,00

Direzione Artistica: Ivrea Jazz Club/ Music Studio

La manifestazione è organizzata da Ivrea Jazz Club e Music Studio.

Prevendite presso:

Associazione “Il Contato” – Piazza Ferruccio Nazionale 12 – Ivrea – Tel. 0125 641.161

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30

Music Studio – Tel. 0125 40450 – informazioni@music-studio.it

I luoghi:

Teatro Giacosa – piazza Teatro 1, Ivrea

Sala S.Marta – piazza Santa Marta, Ivrea

Jazz Club, ristorante Aquila Nera – via Palestro 29, Ivrea

Enoteca Vino e Dintorni – via Arduino 67, Ivrea

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

15 – 22 marzo, 42° edizione

di alessandro nobis

Bergamo Jazz presenta anche in questo 2020 un programma la cui struttura a mio modesto avviso dovrebbe essere presa ad esempio da chi si candida alla direzione artistica di un qualsivoglia Festival di musica afroamericana: i Maestri vicino ai nuovi talenti, il maistream vicino alla sperimentazione, niente assurdi ammiccamenti al pop e dintorni, gli eventi distribuiti nei teatri e in molti altri luoghi istituzionali e non della bellissima Bergamo. Da Dave Douglas a Maria Pia De Vito la direzione artistica si mantiene di alto livello con una continuità di pensiero che negli ultimi quaranta anni ha saputo costruire un festival tra i più apprezzati dal pubblico e naturalmente tra i più ambiti dai musicisti. Creberg Teatro (in sostituzione del Teatro Donizetti, in restauro), Teatro Sociale, Museo della Cattedrale, l’ex Oratorio di San Lupo, Accademia Carrara, Auditorium di Piazza della Libertà, Sala Piatti, le strade della Città Bassa; ma non finisce qui perché “Scintille in Jazz”, la sezione del Festival occuperà ancora altri spazi come il Museo Bernareggi, lo Spazio Polaresco e l’Elav Circus. Questo per ciò che riguarda la musica in senso stretto, perché Bergamo Jazz cronologicamente viene dopo il Bergamo Film Meeting e quindi un una sorta di osmosi ecco i jazzisti che sonorizzano il cinema e la fotografia …………….., per non parlare poi della sezione didattica fondamentale per far conoscere ai giovanissimi il jazz formando anche il pubblico del futuro, un aspetto questo fondamentale perchè bisogna almeno provarci.

Insomma carne al fuoco ce n’è tantissima, ognuno potrà scegliere gli eventi a cui assistere e perché no, assistere a tutti gli eventi.

Quindi, a questo punto faccio una selezione degli eventi che personalmente mi sembrano più interessanti, ma solamente perché sono vicini alla musica che spesso ascolto e che spesso tento di descrivere con un piglio da musicofilo sul blog. Qui il festival si dovrebbe vedere e ascoltare tutto …

Inizierei con l’appuntamento di venerdì 20 all’Ex Oratorio San Lupo con la performance (ore 17:00) del chitarrista sardo Paolo Angeli, figura fondamentale della musica di avanguardia che con la sua chitarra sarda “preparata” dimostra come si possa smontare e rimontare il repertorio dei Radiohead band che con il jazz nulla c’entra ma la cui musica nelle mani di Angeli viene trasformata in un qualcosa d’altro, come si suo ascoltare nel suo “22.22. free Radiohead”. Il giorno seguente, sempre alle 17  ma all’Auditorium di Piazza della Libertà c’è l’attesissimo – almeno per chi scrive –  trio di Elvind Aarset, Gianluca Petrella e Michele Rabbia con le loro composizioni originali filtrate in modo intelligente ed equilibrato dall’elettronica che presenteranno l’ottimo “Lost River” prodotto da Eicher; tre musicisti che hanno sempre volto uno sguardo attento alle nuove sonorità che aprono nuovi spazi al jazz ed alla musica contemporanea. Naturalmente imperdibile il duo Karin Krog – John Surman (Domenica 22, Sala Piatti ore 11), due musicisti che hanno segnato la storia dell’etichetta di Manfred Eicher e del jazz europeo; straordinario evento anche perché negli ultimi anni il sassofonista inglese si è fatto poco vedere nel nostro Paese. Tra gli eventi al Teatro Sociale mi sono segnato sull’agenda il doppio concerto di giovedì 19; all’ottimo trio del pianista polacco Marcin Walilewski è stato assegnato il primo set, mentre il secondo vedrà sul palcoscenico il trio del sassofonista Chris Potter, con il pianista Craig Taborn ed il batterista Eric Harland. Non finisce qui perché il trio avrà come “ospite” nientemeno che il geniale chitarrista americano Bill Frisell: ne sentiremo delle balle come si suol dire. L’ultimo appuntamento che “mi” e “vi” segnalo è quello con il chitarrista Jakob Bro in compagnia di Mark Turner (sassofono), Thomas Morgan (contrabbasso) e Joey Baron naturalmente alla batteria (da ascoltare assolutamente il notevole “Bay of Rainbows” del 2017 per l’ECM). E mi fermo qui, non c’è nel programma un evento che non segnalerei, magari ci penseranno a farlo penne ben più autorevoli della mia.

A Bergamo non si fanno mancare niente ed infatti il 23 gennaio si aprirà “Aspettando il Festival”, un’altra decina di appuntamenti a Bergamo e dintorni organizzati da Associazioni e locali, fino al 4 marzo.

Programma 2020.jpg

INFO E BIGLIETTERIA

Concerti al Creberg Teatro

Per le tre serate in abbonamento al Creberg Teatro, la Fondazione Teatro Donizetti e ATB offrono un servizio di trasporto convenzionato a € 5,00 con una navetta in partenza dal Teatro Donizetti (lato Sentierone) con destinazione Creberg Teatro e ritorno.

Andata: partenza navetta dal Teatro Donizetti ore 20.15. Ritorno: partenza navetta dal Creberg Teatro dopo la fine del concerto

Il servizio navetta è prenotabile direttamente presso la Biglietteria della Fondazione Teatro Donizetti, che consegnerà un tesserino da esibire al personale del Teatro prima di salire sull’autobus.

Concerti al Teatro Sociale

Presentando al personale ATB l’abbonamento o il biglietto d’ingresso ai concerti a pagamento in programma al Teatro Sociale, si avrà accesso gratuito ai mezzi pubblici ATB (funicolare compresa) da e per Città Alta nei giorni di concerto, a partire da 2 ore prima dell’inizio dello stesso e fino a 1 ora dopo l’uscita da teatro.

18APP e CARTA DEL DOCENTE

La Fondazione Teatro Donizetti aderisce alle iniziative 18App e Carta del Docente: gli studenti che hanno compiuto 18 anni e i docentidi ruolo delle istituzioni scolastiche statalipossono acquistare abbonamenti e biglietti di Bergamo Jazz usufruendo del bonus ministeriale di 500€.

Prezzi abbonamenti e biglietti Concerti al Creberg Teatro

Abbonamenti da 45,00 a 83,00 €; ridotti da 40,00 a 75,00 €

Biglietti singoli concerti da 20,00 a 37,00 €, ridotti da 15,00 a 28,00 €.

Biglietti altri concerti

Da 5,00 a 15,00 €; ridotti da 3,00 a 11,00 €

Concerti sezione Scintille di Jazz e mostra di Jimmy Katz Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

Calendario vendita abbonamenti e biglietti:

Concerti fuori abbonamento a pagamento: dal 28 gennaio 2020

Rinnovo abbonamenti: dal 28 gennaio al 1° febbraio 2020

Nuovi abbonamenti: dal 6 febbraio 2020

Biglietti singole serate al CREBERG TEATRO: dal 13 febbraio 2020

BIGLIETTERIA

c/oPROPILEI DI PORTA NUOVA

Largo Porta Nuova, 17 – Bergamo

Tel. 035.4160 601/602/603

E-mail biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org

Orari:

Da martedì a sabato | ore 13.00-20.00

Domenica 25 marzo | ore 17.00-20.00

c/oALTRI LUOGHI DI SPETTACOLO

La biglietteria apre 1 ora e mezza prima dell’inizio del concerto

www.teatrodonizetti.it

info@fondazioneteatrodonizetti.org

DALLA PICCIONAIA: BARRE PHILLIPS & ROBERTO ZORZI “Circolo Nadir, Padova. 24 novembre 2019”

DALLA PICCIONAIA: BARRE PHILLIPS & ROBERTO ZORZI “Circolo Nadir, Padova. 24 novembre 2019”

DALLA PICCIONAIA: BARRE PHILLIPS & ROBERTO ZORZI

“CIRCOLO NADIR, 24 novembre 2019”

di Alessandro Nobis

IMG_3692.jpgIl Nadir è un ospitale piccolo club del circuito ARCI a due passi dalla stazione ferroviaria di Padova, ricavato in quello che probabilmente fu un esercizio commerciale e gestito con grande entusiasmo e capacità. Diviso in due parti, una adibita a bar e l’altra ad auditorium con una quarantina di posti a sedere, ha una programmazione di concerti piuttosto nutrita, e l’appuntamento di domenica 24 novembre era uno di quelli da non perdere per nessun motivo visto che ospite della serata era nientedimeno che uno dei protagonisti dell’avanguardia musicale dell’ultimo mezzo secolo, il contrabbassista californiano Barre Phillips.

La sorpresa dell’ultima ora è stata quella della presenza di un prestigioso ospite, il chitarrista Roberto Zorzi che da sempre naviga nel mondo dell’improvvisazione non idiomatica e del rock più intelligente: ha aperto con un lungo brano il concerto con una chitarra, una serie di marchingegni elettronici e tante idee che si concretizzano e che si accavallano nell’alternanza di momenti più pacati ed altri più irrequieti. IMG_3693 2.jpgE’ questo un linguaggio musicale non di facile realizzazione se non sai “cavalcare” la tigre elettronica che ti può sovrastare e quindi dominare, ma questo non accade perché il chitarrista compositore veronese ha il totale controllo sulla pedaliera e sull’effettistica nonchè ovviamente sullo strumento da cui tutto prende forma, la chitarra elettrica.

Poi ecco il californiano Barre Phillips, una leggenda per parecchi dei presenti, uno che con un’altra leggenda come l’inglese Barry Guy ha negli anni sessanta rivoluzionato il modo di affrontare il contrabbasso portandolo dal jazz alla musica contemporanea e al concetto di improvvisazione assieme anche ad altri straordinari innovatori tra i quali non si può non nominare Derek Bailey.

A ottantacinque anni e con una carriera pluridecennale credo di poter dire che Phillips oramai è un tutt’uno con il suo strumento, suo inseparabile compagno di viaggio con il quale gioca, dialoga con tutte le sue parti ricavando suoni e rumori: basta un estemporaneo colpo di tosse e parte l’idea di un brano che poi si sviluppa, una serie di note pizzicate o di carezze con l’archetto e le idee fluiscono, non replicabili come lo sono queste performance.

Lungo applauso a fine concerto e poi quello che molti si auguravano accadesse accade, ovvero il set in duo: una ventina di minuti creati da due musicisti che non avevano mai collaborato e nemmeno conosciuto (questo non è proprio vero visto che Zorzi qualche decennio fa organizzò a Verona con un concerto con la Company di Derek Bailey), il dialogo e quindi la musica che scorre fluida, il reciproco radicalismo si scioglie e la voglia di assecondare e di interloquire tra i due crea per la durata del set un universo musicale nuovo che si apre con la prima nota e si chiude definitivamente con l’ultima. E’ l’essenza della musica improvvisata verrebbe da dire (l’ho detto, n.d.r.).

Il pubblico ha apprezzato i tre set, e mi piace sottolineare la grande attenzione ed il perfetto silenzio che hanno accompagnato le performance: una serata che i fortunati e lungimiranti presenti non dimenticheranno, sia quelli arrivati appositamente per Phillips anche da fuori Padova che quelli mossi da curiosità – dote rara di questi tempi … – e premiati dalla qualità delle performance di uno dei colossi dell’improvvisazione radicale e di un musicista che percorre pervicacemente un personale sentiero musicale arduo, lontano dai riflettori ma graditissimo a quanti sono disposti a concentrare la loro attenzione sul suo progetto musicale.

 

 

DALLA PICCIONAIA: SALVATORE MAIORE QUARTETTO A CORDE

DALLA PICCIONAIA: SALVATORE MAIORE QUARTETTO A CORDE

DALLA PICCIONAIA: SALVATORE MAIORE QUARTETTO A CORDE

La Fontana di San Pietro in Cariano, Verona. 1 novembre 2019

di Alessandro Nobis

Il progetto che il compositore e violoncellista Salvatore Maiore ha presentato alla Fontana ai Ciliegi con il suo quartetto (Maria Vicentini alla viola, Peo Alfonsi alla chitarra a sei corde e Giancarlo Bianchetti alla chitarra a sette) nasce da lontano, ovvero dalle registrazioni effettuate tra il 2011 ed il 2013 sfociate con la pubblicazione di “Infinito”, alle quali aveva partecipato il brasiliano Roberto Taufic.

In scaletta i brani di “Infinito” ed un inedito, “Billy” aperto dalle chitarre e con due bei solo di violoncello e di chitarra a sette corde e sul finire un “pizzicato” di Maiore. Ma, al dì la della bellezza delle melodie, ciò che più vorrei sottolineare sono il perfetto controllo dei volumi – questo è un progetto che va ascoltato possibilmente in veste acustica -, l’impianto prettamente cameristico delle scritture e l’equilibrio sonoro che è emerso sin dal brano di apertura, “Peo”: assoli misurati, quasi degli spot che si accendono durante l’esecuzione e perfettamente inseriti nelle melodie da arrangiamenti di raro gusto. C’è una evidente condivisione del progetto di Maiore, e lo si percepisce nettamente osservando gli sguardi incrociati che evidenziano a mio avviso anche il piacere di suonare questa bellissima musica evocativa, spesso maestosa ed anche mi sia consentito dirlo a tratti cinematografica (durante la performance l’ho abbinata a certo cinema neo-realista). Ci sono il Brasile mai però calligrafico che ha ispirato “Guinga”, “Hermeto” (il bis con un significativo solo di violoncello) e “Gabriele”, aperto da Bianchetti, un Brasile quasi amazzonico viste la trama della chitarra che si incrocia con le percussioni (qui ho immaginato l’ombra di Egberto Gismonti), c’è la musica scritta per Ammentos “In su mare” con una splendida intro di Alfonsi e ci ho visto anche il Novecento, quello degli archi di “Infinito” che aprono il brano e che accompagnano il solo di chitarra con il “pizzicato”.

Maiore non ha certo bisogno dei nostri consigli, ma a questo punto direi che si impone una nuova registrazione dei brani di “Infinito” con questa formazione, con la sua pubblicazione ufficiale e soprattutto con la divulgazione che assolutamente merita. O no?

Concerto bellissimo che il pubblico ha gradito e lungamente applaudito.

Di Salvatore Maiore avevo scritto anche qui: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/16/peo-alfonsi-salvatore-maiore-alma/)

 

 

 

 

 

DICK GAUGHAN “The Harvard Tapes”

DICK GAUGHAN “The Harvard Tapes”

DICK GAUGHAN “The Harvard Tapes”

GREENTRAX RECORDS. CD, 2019

di Alessandro Nobis

La pubblicazione di questa registrazione dal vivo dello scozzese Dick Gaughan, effettuata da Brian O’Donovan alla Old Baptist Church a Cambridge nei pressi della Harvard University è a mio avviso una delle più importanti inziative di recupero di vecchi nastri di questo 2019, per ciò che mi riguarda per due ragioni.

DICK GAUGHAN copia
San Francesco al Corso, Verona 1981. Foto di Alessandro Nobis.

La prima è una ragione affettiva, visto che un anno prima circa avevo assistito ad uno strepitoso concerto di Gaughan a Verona, presso l’Auditorium di San Francesco al Corso durante il quale aveva presentato se non ricordo male una scaletta del tutto simile a quella di questo concerto americano – e del quale conservo gelosamente un paio di fotografie – ovvero basata sul suo lavoro del 1981 “Handful of heart” oltre a qualche strumentale e ad altri brani tradizionali assieme ad alcuni di altri autori. La seconda perché questa registrazione ci restituisce la grandezza interpretativa ed esecutiva di Dick Gaughan l’espressione più alta della musica tradizionale e d’autore che la Caledonia abbia mai prodotto: qui troviamo brani del già citato “Handful of Heart” ovvero il tradizionale “Erin Go Bragh”, “Song For Ireland” di Phil Colclough, “The world Turned Upside Down” di Leon Rosselson e “The Worker Song” di Ed Pickford, uno straordinario set di reels come “The Gooseberry Bush / The Chicago Reel / Jenny’s Welcome to Charlie” (a proposito, procuratevi l’inarrivabile “Coppers and Brass”, uno dei più importanti dischi di chitarra acustica) e tra gli altri una splendida versione di “Glenlogie”; chiude questo imperdibile disco una autentica chicca, una versione di “The Freedom Come All Ye” con Johnny Cunningham, violinista dei Silly Wizard.

Ma non finisce qui perché lo stesso Gaughan ha aggiunto al disco tre brani inediti non meno importanti del live, due registrati dal vivo tra il 2010 ed il 2012 ed un altro, “Connolly Was There” proveniente dall’archivio Greentrax.

Brano da dieci e lode, per me naturalmente, “Now Westlin’ Winds” (anche questo da “Handful of Heart) con il testo del poeta Robert Burns.

Ma Peggy cara, la sera è limpida,

volano in stormi le rondini leggere;

il cielo è azzurro; i campi, fin dove raggiunge lo sguardo,

son tutti d’un verde pallido e gialli;

vieni, percorriamo il nostro lieto sentiero

e contempliamo le bellezze della natura;

il grano che stormisce, i rovi coperti di frutti

ed ogni creatura felice”* (R. B.)

*Robert Burns “Poemetti e canzoni”. Traduzione di Adele Biagi, “Biblioteca Sansoniana Straniera”, SANSONI EDITORE 1953.

 

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

di Alessandro Nobis

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/06/william-kennedy-piping-festival-armagh-ulster-irlanda-14-17-nov-2019-prima-parte/)

Se non siete degli “ortodossi” delle cornamuse ma però pensate ugualmente di trascorrere le giornate del festival esclusivamente ad Armagh, mi permetto di dire che state commettendo un piccolo errore vista la possibilità di visitare importanti siti naturali e storici che si trovano, se non proprio nei dintorni, ad una distanza che consente di fare ritorno ad Armagh  per seguire gli appuntamenti del festival previsti per il pomeriggio e la sera. Prima di muovervi da Armagh, una visita al planetario fondato nel 1790 da Richard Robinson Primate d’Irlanda e al grande parco che lo circonda è altamente consigliata.

IMG_0061Imperdibile a mio avviso una visita alla Giant’s Causeway, nella Contea di Antrim che si raggiunge in un paio d’ore, di più se fate una sosta alla vicina  distilleria di Bushmill. Il sito è patrimonio dell’Unesco ed è formato da circa quarantamila colonne di basalto frutto di una eruzione avvenuta circa 60 milioni di anni fa: passeggiare lungo il mare su questo pavimento esagonale ha un grande fascino, soprattutto in questo periodo del’anno quando sono del tutto assenti le comitive di turisti. Se poi siete appassionati di storia naturale, la Passeggiata del Gigante “Fionn mac Cumhaill” è un “must” assoluto.

Da Armagh è possibile raggiungere anche la città di Belfast in circa un’ora e quella di Derry, a Nord, in novanta minuti. Se siete invece stati rapiti dalla narrazione del “Trono di Spade” sappiate che numerose locations si trovano nell’Ulster, quindi avrete il modo di avventurarvi nelle foreste e visitare i luoghi che avete visto nelle serie TV. Tra l’altro a Belfast è esposto un lunghissimo arazzo che visualizza i fatti narrati.

Ritornando alla programmazione del Piping Festival, da evidenziare il concerto alle ore 16 al Market Place Studio Theatre con tre set, rispettivamente delCalum Stewart Trio  di Diarmaid, Deirdre & Donncha Moynihan e di Brìghde Chaimbeul & Aidan O’Rourke. Alle 20 nell’Auditorium del Market Place si esibirannoMartin Hayes & David Power, Liana Sharifian, Homayoon Nasiri & Sylvain Barou (Iran/Brittany), Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrneed infine l’APC Harp Ensemble.

La Domenica, alle 15:30 presso la sede dell’Armagh Pipers Club, probabilmente l’evento più interessante di tutto il festival al quale parteciperanno ensemble composti da membri della stessa famiglia a testimoniare come  il passaggio generazionale degli strumenti e dei repertori in terra d’Irlanda sia ancora vivissimo. Saranno della partita i Keane (Tommy & Pádraic), i Potts (Seán, Sorcha & Fiachra), i Vallely (Brian, Dara, Niall, Cillian, & Oisín), i Mulligan (Néillidh, Alphie, & Tadhg). I McKeon (Gay, Seán & Conor) e i Rowsome (Kevin, Tierna & Naoise).

Di seguito il programma delle giornate di sabato 16 e domenica 17 novembre

SABATO 16

9:00 – 11:30 Academy Grading & Workshop 1 – Armagh City Hotel

– ‘Blackie’ O’Connell, Mickey Dunne, Máire Ní Ghráda, Seán Potts, Pádraig McGovern, Tommy Keane, Pádraic Keane, Mark Redmond, Brian McNamara, Tiarnán Ó Duinnchinn, Cillian Vallely, Emer Mayock, Néillidh Mulligan, Kevin Rowsome, Diarmaid Moynihan

10.00 – Workshops – St. Malachy’s P.S.

– Harp – Gráinne Hambley

– Fiddle – Siobhán Peoples

– Flute – Sylvain Barou

– Singing – Gráinne Holland

– Scottish Step Dance – Sophie Stevenson

12:00 – 13:00 – Pipers and their Pipes – Armagh City Hotel

– Néillidh Mulligan & Mickey Dunne in discussion with Brian Vallely

13:00 – Concerto – First Presbyterian Church Armagh

– Buile Shuibhne/The Madness of Sweeney – featuring David Power, Barry McGovern & the RTÉ ConTempo Quartet

– Tryst (Scotland) – featuring Finlay MacDonald, Ross Ainslie, Calum MacCrimmon, Lorne MacDougall, Steven Blake, James MacKenzie & John Mulhearn

13:00 – Lunchtime Sessions – Embers Restaurant/Red Ned’s Pub

15:00 – Singing Session – Charlemont Arms Hotel

16:00 – Sessions – Victoria Bar/Turner’s Bar/Hole in the Wall Pub

16:00 – 18:00 – Academy Workshop 2 – Armagh City Hotel

16:00 – Concerto – Market Place Studio Theatre

– Calum Stewart Trio (Scotland/Brittany)

– Diarmaid, Deirdre & Donncha Moynihan with Emer Mayock

– Brìghde Chaimbeul & Aidan O’Rourke

18:00 – Meet the Pipemaker – Armagh City Hotel

– Robbie Hughes talks about his life and times making pipes

20:00 – Concerto – Market Place Theatre Main Auditorium

– Martin Hayes & David Power

– Liana Sharifian, Homayoon Nasiri & Sylvain Barou (Iran/Brittany)

– Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrne

– APC Harp Ensemble

23:00 – Festival Club – Market Place Theatre Studio

– Cúig

– ‘Blackie’ O’Connell, Siobhán Peoples & Cyril O’Donoghue

DOMENICA 17

10:00 – 12:00 – Academy Workshop 3 – Armagh City Hotel

11:00 – Workshops – Áras na bPíobairí

– Fiddle – Maeve Donnelly

– Scottish Step Dance – Sophie Stevenson

12:00 – Concerto – Market Place Studio Theatre

‘Blackie’ O’Connell, Siobhán Peoples & Cyril O’Donoghue

– Loïc Bléjean & Tony Byrne (Brittany/Ireland)

13:00 – 13:00 – Academy Workshop 4 – Armagh City Hotel

13:00 – Session – Red Ned’ 

13:00 – Junior Singing Session – Áras na bPíobairí

15:30 – Ó Ghlúin go Glúin– Áras na bPíobairí

– Keane (Tommy & Pádraic)

– Potts (Seán, Sorcha & Fiachra)

– Vallely (Brian, Dara, Niall, Cillian, & Oisín)

– Mulligan (Néillidh, Alphie, & Tadhg)

– McKeon (Gay, Seán & Conor)

– Rowsome (Kevin, Tierna & Naoise)

18.00 – Musical Service – St. Patrick’s Cathedral

18.30 – Final Session – Red Ned’s Pub