JERRY GARCIA “Ragged but Right”

JERRY GARCIA “Ragged but Right”

JERRY GARCIA ACOUSTIC BAND       

“Ragged but right” Jerry Garcia Family, 2010

Pubblicato su FOLK BULLETIN, 2011

di Alessandro Nobis

Era il 1964 quando Jerry Garcia diede vita ai Black Mountain Boys con David Nelson e Sandy Rothman, un anno prima quindi della fondazione di The Warlocks, band che quasi subito prese il nome di Grateful Dead. Una passione, quella del bluegrass e più in generale della tradizione americana, che Garcia coltivò fino alla fine; prima con il folk elettrificato dei New Riders of The Purple Sage, poi con il supergruppo Old And In The way, le collaborazioni con David Grisman ed infine con il gruppo titolare dell’incisione che vi presentiamo.

Questo sestetto, che oltre ai due fidi Nelson e Rothman, schiera il contrabbassista John Kahn, il violinista Kenny Kosek (Country Cooking) ed il percussionista David Kemper, aveva un repertorio radicato nella più pura tradizione americana fatta di classici interpretati in modo piuttosto originale, lasciando spazio all’improvvisazione ed agli assoli: una musica tradizionale sì nei contenuti ma molto lontana dai gruppi bluegrass più “ortodossi” e conservatori, come qualche anno fa ebbe modo di raccontarci Peter Rowan, altro musicista collaboratore di Garcia al tempo degli Old and in the Way.

La sequenza dei brani, che provengono da due concerti del 1987 fino ad oggi inediti, va dai “traditional” come “Deep Elem Blues” (anche nel repertorio acustico dei Grateful Dead), “Ragged But Right” (arrangiamento di una esecuzione di Riley Puckett del 1934) alla rivisitazione di “Trouble in Mind” (un blues eseguito anche da Big Bill Broonzy e Bessie Smith) fino alla rilettura dei brani di Leadbelly “Goodnight Irene” e del grande chitarrista Don Reno, autore di “Drifting with the tide” (1952) con ispirati “breaks” di David Nelson.

Una fortuna che qualcuno – leggi Dick Latvala e John Cutler – abbia voluto registrare ed archiviare tutti i concerti dei Dead & C.: a quasi venticinque anni di distanza, questa musica è ancora fresca, interessante e rappresenta ancora un riferimento per le nuove generazioni. Segnaliamo infine l’attesa ristampa dell’altrettanto ottimo “Almost Acoustic”, stesso gruppo, stessa tourneè.

Alessandro Nobis

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