MICHEL GODARD & IHAB RADWAN “Doux Dèsirs”

MICHEL GODARD & IHAB RADWAN “Doux Dèsirs”

MICHEL GODARD & IHAB RADWAN “Doux Dèsirs”

DODICILUNE RECORDS, CD ED362, 2017

di Alessandro Nobis

Ihab Radwan: egiziano, maestro del liuto arabo. Michel Godard: francese, maestro di tuba e soprattutto solista di serpentone, strumento a fiato che dal XVI° secolo si aggira, abbastanza bistrattato dagli specialisti, nel mondo musicale occidentale. Un connubio, quello di serpent e oud, non nuovo alla musica di questi ultimi decenni; Godard aveva già collaborato con il liutista di scuola libanese Rabih Abou Khalil in “Songs for sad woman” del 2007 e “The Sultan’s pic nic” del 1994, ambedue prodotti dalla prestigiosa etichetta tedesca Enja, e quindi non ha avuto alcuna difficoltà ad affiancare il suono del suo strumento a quello del virtuoso Ihab Radwan, che con questo lavoro presenta la sua opera prima in veste solista.

Dodici composizioni originali oltremodo raffinate, affascinanti e convincenti che lasciano assoluta libertà di movimento ai due strumenti, in particolare al liuto arabo che nelle mani dell’egiziano Radwan trovano un altro superlativo interprete in grado di dare vita a quello che nell’antichità veniva definito come “Il sultano degli strumenti” e che secondo il mio modesto parere nelle esecuzioni in solo trova il massimo della sua espressività; quando Godard si esprime nei suoi efficacissimi e suadenti soli (“In The grotte” o in “Intro to Tenderness” per fare due esempi), il liuto si fa da parte ed accompagna il serpent, quando l’arpeggio dell’oud racconta “la sua Storia millenaria” in piena solitudine come in alcuni momenti di “Dahab” o accompagnato dal canto del solista come in “Malato d’amore”, la musica di questo “Doux Dèsirs” esplode ancor più in tutto il suo fascino.

 

 

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