MARINA MULOPULOS”Distichos”

MARINA MULOPULOS”Distichos”

MARINA MULOPULOS – “DISTICHOS”

MAROCCO MUSIC, 2015. CD

di Alessandro Nobis

“Distichos” è il lavoro d’esordio della songwriter ellenica Marina Mulopulos, registrato e prodotto in Italia dalla napoletana Marocco Music con la supervisione di Paolo Del Vecchio (la copertina recita testualmente “feat. Paolo Del Vecchio“). Dieci sue composizioni ed una bella interpretazione, quella di “Cogli la mia rosa d’amore” di Rino Gaetano.

Al di là dell’innegabile fascino ancestrale della lingua greca, la bellezza delle composizioni abbinata ad un sapiente uso di suoni acustici ed elettronici fa di questo “Distichos” un lavoro molto interessante nel quale l’eleganza e la raffinatezza del suono si abbina alla duttile voce di Marina Mulopulos che si fa ora dolce, ora graffiante e comunque sempre efficace nell’interpretazione delle “sue” canzoni. Notevole il lavoro in fase di arrangiamento del chitarrista Paolo Del Vecchio, che ha affiancato alla chitarra pochi altri suoni come detto ora acustici ora elettronici, direi limitandosi a coloriture che abbelliscono ancor più il fascino della musica.

“Voithesème / Aiutami” (“Quando guardo il tuo viso / mi ricorda la mia vita / Tu lo sai e per questo intoni un canto”), “Demetra” introdotta efficacemente dal bozouky di Del Vecchio, “Elpizo / Spero” (Spero, che tu danzi / Non avere paura / Canta ……. Danza……Canta) ed il canto propiziatorio “Charumenos / Gioioso” (Giososo danza questo mondo / Spero che la pace arrivi velocemente / …….. / Spero che le cose cambino presto) sono i brani che più hanno catturato la mia attenzione e che mi hanno fatto sognare di poter volare a pelo d’acqua sopra questo martoriato Mediterraneo.

Vi invito ad ascoltare questo lavoro. Non ve ne pentirete.

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NIKOLA PAROV

NIKOLA PAROV

NIKOLA PAROV

“A Balkan Varaszatos Hangja” – Quintana records, 1991

PUBBLICATO SU FOLK BULLETIN cartaceo, dicembre 1991

Seconda prova solista di Nikola Parov, il leader bulgaro degli Zsaratnok, dopo il deludente e interlocutorio “After apokalypzsis” nel quale teorizzava una mediazione – rimasta purtroppo alla stato embrionale – tra la tradizione e l’elettronica. Questo secondo disco è – e ve lo dico subito – davvero magnifico; completamente acustico, dedicato alle tradizioni musicali dei Balcani (Macedonia, Bulgaria, Romania, Grecia) con puntate verso le atmosfere arabe e turche, suonato e arrangiato benissimo, e rappresenta una visuale – anche se certamente parziale – sul mondo delle tradizioni musicali di questa regione “a mosaico” europea. I brani sono esclusivamente strumentali e hanno costituito l’ossatura dello splendido spettacolo che gli Zsaratnok hanno presentato nella breve tourneè italiana di inizio giugno. In realtà infatti, se il disco è a nome di Nikola Parov, in esso suonano tutti i componenti del gruppo (Ivan Barvich, Laszlo Major, Vladimirr Krunity e il siriano Almassalma Ahmed Kheir) e non sono ben chiari i motivi per i quali questo disco non è uscito a nome Zsaratnok; i motivi son peraltro sconosciuti anche ai componenti stessi del gruppo, come ci ha rivelato Ivan Barvich.

Grande abilità strumentale quindi, in cui la parte del leone la fa naturalmente Parov, polistrumentista come pochi e studioso del patrimonio balcanico, che è finalmente riuscito a far pubblicate questo “The enchanting sound of the Balkans” (così suona il titolo del disco in inglese) anche ad occidente, dove la sempre attenta Harmonia Mundi ha stampato la versione in compact disc, anche se con la copertina leggermente diversa dall’originale ungherese della Quint Records. Come accade nel commentare questi lavori “a cinque stelle” diventa problematico segnalare i brani più interessanti; proviamo con il tradizionale greco “Hasapiko and Sirto” (il brano di apertura), la danza bulgara “Benati lassu” e la macedone “Pravo sztaresco”. Assolutamente indispensabile.