FAUSTO FERRAIUOLO TRIO “Il Dono”

FAUSTO FERRAIUOLO TRIO “Il Dono”

FAUSTO FERRAIUOLO TRIO  “Il Dono”

Abeat Records. CD, 2019

di alessandro nobis

Oggi (7 marzo 2020) se ne è andato uno degli ultimi giganti rimasti, “le ali” di Coltrane come il sassofonista appellava McCoy Tyner, e oggi sto ascoltando questo bel lavoro del pianista Fausto Ferraiuolo pubblicato alla Abeat Records registrato assieme al batterista Jeff Ballard ed al contrabbassista Aldo Vigorito e che rende merito al bel momento che il jazz italiano sta attraversando tra molte difficoltà; un trio affiatato, con un interessante progetto che si basa sulle composizioni del talentuoso pianista ed il cui il segno distintivo, mi sembra poter dire, è quello della ricerca della melodia che si affianca al carattere improvvisativo di “Improtune” e di “O impro mia” nate grazie ad un significativo e fruttuoso istinto al dialogo tra i tre protagonisti. D’altro canto i brani più strutturati come la bellissima ballad “4 settembre” ci rivelano il suono purissimo del pianoforte e la dedicata ma sostanziale cavata del contrabbasso che con il drumming di Jeff Ballard aiutano Ferraiuolo a creare un pathos che raramente abbiamo l’occasione di ascoltare, la sostenuta “Baires” ci trasporta nel clima sudamericano rivisto e corretto, perfetto il solo di pianoforte e da menzionare quello di Ballard, ed anche nell’unico standard presente (perfetta la scelta di dare spazio agli spartiti di Ferraiuolo), ovvero “Somebody Loves Me” di George Gershwin il trio mostra tutto il suo valore nella rilettura di questa composizione e nella già menzionata capacità di dialogo.

Grazie per il bel “Dono”, ogni tanto un bel disco di “nuovo mainstream” giova allo spirito.

 

 

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI della Società D. Alighieri di Tanger (Marocco). Seconda parte

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI della Società D. Alighieri di Tanger (Marocco). Seconda parte

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI (seconda parte)

di Alessandro Nobis

Qui la prima parte: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/03/15/il-diapason-incontra-jamal-ouassini-della-societa-dante-alighieri-di-tanger-marocco/)

Il progetto MeDA fa seguito al documento di promozione culturale “Italia, Culture, Mediterraneo”, ciclo di iniziative pensato per favorire la promozione linguistica e culturale italiana nei Paesi dell’area mediterranea, nell’ambito del Piano straordinario “#Vivere all’Italiana”. Tra le numerose iniziative segnalo un ciclo sul cinema Italiano in collaborazione con la cineteca RIF di Tangeri, dal titolo “Les Jeudis du Cinéma Italien” con la proiezione difilm in lingua originale sottotitolati in francese. Anche questa iniziativa ci ha dato una grande visibilità, siamo alla seconda edizione, il successo è notevole e la sala è sempre affollata.

Attualmente sono attivi i corsi di italiano tenuti dalla Dott.ssa Carla Landi proveniente da Bologna, e con grande soddisfazione le dico quest’anno abbiamo avuto il nostro primo studente che ha  ricevuto una borsa di studio per proseguire i suoi studi in Italia.Inoltre sono attivi alcuni corsi di musica in italiano in collaborazione con alcuni musicisti ed esperti italiani, abbiamo un’ottima collaborazione con l’Accademia di Alta Formazione Musicale di Verona e per il prossimo anno prevediamo di  estendere la nostra collaborazione anche con i conservatori di musica italiani su  diverse iniziative soprattutto nel campo della propedeutica e didattica  musicale in generale. Attivi anche laboratori di pittura e disegno con la giovane artista Elisa D’Urbano di Roma della University of Fine Arts Rome.

Per quello che riguarda le iniziative in programma, il prossimo giugno parteciperemo per la terza volta al salone internazionale de libro di Tangeri organizzato dall’istituto di cultura francese mentre in autunno avremmo qui una residenza musicale con musicisti provenienti dalla rete MeDA per avviare un Ensemble Mediterraneo con una forte impronta italiana. In programma inoltre (2020/21) un corso di formazione per tecnici teatrali con docenti provenienti da Roma, Bologna e da Reggio Emilia, un laboratorio di regia e tecniche per girare un documentario dal titolo “Girare un Documentario parlando Italiano” tenuto dal prof. Ruggero Cigli. Ancora un laboratorio di Glottodidattica teatrale a cura della Dott.ssa Donatella Danzi presidente del comitato DA di Madrid in collaborazione con l’università e il festival internazionale universitario di Tangeri.

Organizziamo regolarmente anche incontri su la cucina italiana grazie alla disponibilità e la generosità di chef e italiani appassionati residenti a Tangeri, e colgo l’occasione per ringraziare  Pierantonio Costantino di Verona (El Piero) per averci offerto un interessantissima conferenza e degustazione dal titolo “Viaggio in Italia attraverso i suoi sapori” e il laboratorio sulla cucina italiana offerto alla scuola superiore internazionale del turismo di Tangeri.

– I corsi di lingua italiana che tenete sono tenuti da Docenti italiani del Ministero della Pubblica Istruzione?

I corsi sono tenuti da Docenti italiani con tanta esperienza di insegnamento di italiano agli stranieri, formati ed autorizzati dalla sede centrale D.A. a Roma.

– Ci sono contatti con il sistema scolastico del nostro Paese, in particolare con i C.P.I.A. che si occupano dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri di nuova e meno nuova immigrazione?

La sede centrale D.A. di Roma tiene regolarmente i rapporti con il Ministero dell’Istruzione, e ci tiene regolarmente aggiornati oltre ad organizzare periodicamente corsi di aggiornamento e formazione  per i nostri insegnanti. Con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti abbiamo avuto dei contatti con il Centro di Verona, ma non c’è ancora stata una progettazione comune.

– Le attività del Centro Culturale si svolgono durante l’anno o seguono il calendario dell’anno scolastico?

I corsi di lingua italiana seguono per il momento il calendario scolastico, mentre nel periodo estivo ospitiamo diversi studenti provenienti dalle università italiane che vengono qui a studiare l’arabo e la DARIJA (dialetto marocchino), un’ottima occasione per i nostri studenti per incontrare giovani colleghi italiani: un momento per praticare la lingua per entrambi, conoscersi e scambiare idee, mentre dal prossimo anno cominceremo ad ospitare musicisti e studenti di musica interessati alla musica Arabo Andalusa e tradizionale e accoglieremo musicisti italiani disponibili per condurre dei seminari e corsi di perfezionamento. In futuro estenderemo il progetto alla rete MeDA.

– Qual è a suo avviso l’interesse del pubblico verso la cultura italiana? E, nello specifico, qual’è l’età delle persone che frequentano il centro?

Quello che ho notato immediatamente qui è che c’è un grande interesse per la cultura italiana innanzitutto per il cinema, la moda, cucina e musica, motivo per il quale ci hanno accolto a braccia aperte e ci dimostrano continuamente il loro interesse con la loro massiccia partecipazione e la collaborazione volontaria: i risultati ottenuti ad oggi lo dimostrano dopo tanti anni di assenza totale dell’Italia da questo punto strategico del mediterraneo, e siamo solo all’inizio.

– Come vede il futuro della Società Dante Alighieri in un mondo che cambia molto velocemente?

Nello scorso mese di luglio si è svolto a Buenos Aires l’83° Congresso Internazionale della Dante Alighieri, il prossimo anno prevediamo i secondo congresso MeDA a Siviglia. Più i comitati si uniscono, collaborano e condividono competenze più la Dante Alighieri diventa il riferimento e il centro di promozione culturale italiana unico a livello mondiale, oltre a giocare un importantissimo ruolo per l’incontro e l’interscambio culturale tra i popoli.

 

 

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI della Società Dante Alighieri di Tanger (Marocco). Prima parte.

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI della Società Dante Alighieri di Tanger (Marocco). Prima parte.

IL DIAPASON INCONTRA JAMAL OUASSINI della Società Dante Alighieri di Tanger (Marocco)

di Alessandro Nobis

Fondata 129 anni or sono (correva l’anno 1889) da un gruppo di intellettuali guidati nientedimeno che da Giosuè Carducci (ricordo che nel 1909, primo degli italiani, gli fu attribuito il Premio Nobel per la letteratura), la Società Dante Alighieri (da luglio del 2004 una organizzazione ONLUS) ha acquisito soprattutto nel dopoguerra un prestigio internazionale grazie al lavoro di oltre 400 comitati sparsi nei cinque continenti ed ai 100 presenti in Italia.

Obiettivo dei comitati della Dante Alighieri è, come sottolinea l’articolo 1 dello Statuto Sociale “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana“attraverso innumerevoli iniziative e manifestazioni, dai corsi di lingua a conferenze ed incontri fino all’istituzione di biblioteche e di borse di studio.

Per ciò che concerne i corsi di lingua italiana, la Società dal ’93 fornisce agli studenti la certificazionelinguistica PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricercaattestando la competenza linguistica secondo una scala di sei livelli rappresentativi di altrettante fasi del percorso di apprendimento della lingua secondo i criteri stabiliti dal Consiglio d’Europa.

Abbiamo incontrato Jamal Ouassini, ben conosciuto ed apprezzato musicista e promotore culturale di origine marocchina ma residente da molti anni in Italia che ricopre con grande competenza il prestigioso ruolo di direttore del “Dante Alighieri Tanger Centre Culturel Italienne”; un’occasione per conoscere nello specifico le attività culturali che il violinista maghrebino coordina in quel di Tangeri.

– Signor Ouassini, in cosa consiste l’incarico che ricopre a Tanger e da quanto tempo si è insediato?

Il comitato Dante Alighieri di Tangeri fu fondato nel lontano anno 1920, ed ha svolto un importantissimo ruolo nella città per la promozione della lingua e della cultura italiana, basti pensare che intorno al 1935 la sede centrale di Roma inviò un cospicuo numero di volumi per l’allestimento di una biblioteca italiana che diventò poi punto di riferimento per le future generazioni di giovani marocchini che studiano e si interessano alla cultura italiana e figli delle famiglie italiane residenti. Io sono di Tangeri e mi ricordo benissimo gli eventi culturali organizzati dalla Dante Alighieri, concerti (i miei primi passi verso la musica italiana), proiezione di documentari e film, mostre d’arte. La sede del comitato era situata nel prestigioso palazzo delle istituzioni Italiane a Tangeri che è anche sede della scuola italiana della città e della la casa d’Italia, spazio di ritrovo per le famiglie Italiane immigrate a Tangeri alla fine del 1800 e inizio 1900 nell’allora città internazionale, porta dell’Africa per l’Europa e porta dell’Europa per l’Africa e ideale punto di incontro delle due culture.

Con la decisione del governo italiano di chiudere la scuola italiana di Tangeri nel 1994/95 (mai nessuno ha capito tale decisione compreso me) le attività del comitato andarono piano piano ad esaurirsi fino allo scioglimento del comitato nel 1996 anche perchè sia i figli delle famigli di origine italiana che i giovani marocchini cominciarono a indirizzarsi verso le scuole Spagnole, Francesi e Americane che al contrario rafforzarono la loro presenza nella regione.

Il mio impegno qui è cominciato nel 2015 quando fui contattato ed invitato a Roma presso il palazzo Firenze dal  segretario generale della Dante Alighieri che mi conosceva come musicista attivo in Italia, e mi propose di riattivare il comitato D.A. di Tangeri e fu così che iniziai a passare dei lunghi periodi nella mia città natale e finalmente nel 2016 fu ricostituito il nuovo comitato di cui sono Presidente e Direttore Artistico.

Purtroppo devo dire che la nostra sede attuale non si trova nello storico palazzo delle Istituzioni Italiane che è ancora simbolo della cultura italiana, ma siamo sistemati in alcuni locali presi in affitto presso una scuola privata per motivi burocratici ma anche per l’insensibilità e il disinteresse delle autorità consolari italiane qui nel Regno del Marocco; in quel palazzo non riusciamo a entrare nemmeno per recuperare i vecchi documenti e libri storici.

– Tangeri è l’unica sede della Società in Marocco? Se lo è, siete il punto di riferimento per tutto il Paese?

In Marocco attualmente ci sono due comitati D.A., a Casablanca ed a Tangeri. Quello di Casablanca è presieduto dalla bravissima collega Dott.ssa Marina Zganga, è un comitato molto attivo con il quale ho stretto una fattiva collaborazione. Il comitato di Tangeri che da due anni è centro certificatore PLIDA, è un riferimento per la regione nord del Marocco

– Lei si occupa delle iniziative in relazione alla cultura italiana. Più precisamente, quali sono gli aspetti che più interessano i frequentatori del centro?

Principalmente le nostre iniziative sono mirate alla promozione della lingua e della cultura italiana, ma dopo tanti anni di assenza nel territorio come ho accennato prima non è un’impresa facile ritornare e dare visibilità, soprattutto se le autorità consolari italiane non collaborano e non credono che sia importante dare visibilità all’Italia attraverso la cultura e l’arte in generale.

– Può descrivere sommariamente le più interessanti iniziative che ha promosso in passato ed anche qualche anticipazione per i prossimi mesi?

Il mio primo passo è stato quello di stringere un rapporto di collaborazione con gli istituti di cultura attivi nella regione come il Cervantes e l’istituto di cultura francese, oltre a firmare un partenariato con la delegazione regionale del ministero della cultura e quello dello sport e politiche giovanili del Regno del Marocco in occasione della visita del segretario generale D.A. di Roma prof. Alessandro Masi che ha tenuto un’interessantissima conferenza dal titolo “Dal Futurismo all’Astrattismo. L’Arte Italiana dal 1900 al 2018”; l’evento è stato ospite dalla delegazione del Ministero della Cultura del Regno del Marocco ed ha suscitato un grandissimo successo, una sala affollata di giornalisti, studenti universitari, italiani residenti e semplici appassionati. Un evento di grande importanza che ha dato un segnale del ritorno dell’Italia da questa sponda del Mediterraneo.

La seconda iniziativa che ritengo sia stata importante è stata quella di ideare e proporre la creazione di una rete dei comitato D.A. del Mediterraneo; questa idea nasce inizialmente dal fatto che da diversi anni visito i Paesi del Mediterraneo per concerti e seminari. Dal 2015 ho cominciato a visitare i comitati D.A. di Malaga, Siviglia, Madrid, Murcia, Casablanca e Brindisi e raggiungerne telefonicamente altri come Tunisi, Betlemme, Atene e Il Cairo. Avevo notato che c’era poca comunicazione tra i vari comitati D.A., e da questa idea nasce MeDA (rete comitati Dante Alighieri del Med), che fu costituita qui a Tangeri con un congresso (maggio 2019) presso il famoso palazzo delle istituzioni italiane ed alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei comitati di Casablanca, Madrid, Betlemme, Genova, Malaga, Tunisi, Siviglia e Murcia e quello della sede centrale di Roma con la presenza del Console Generale d’Italia Pier Luigi Gentile e rappresentanti di altri istituti di cultura. L’iniziativa è stata sostenuta dal ministero degli esteri e quello della  cultura italiano e dalla sede centrale DA di Roma ed è stato ripreso da RAI NEWS.

(continua ……………)

RENATO PODESTA’  “Foolish Little Dreams”

RENATO PODESTA’  “Foolish Little Dreams”

RENATO PODESTA’  “Foolish Little Dreams”

Irma Records. CD, 2019

di alessandro nobis

COPERTINA - Foolish Little Dreams di Renato PodestàVi dirò per cominciare della ciliegina sulla torta di questo “Foolish Little Dreams”, ovvero il duetto tra il “maestro” Sandro Gibellini e l’”allievo” Renato Podestà che dà nuova linfa ad un classico, quel “Exactly Like You”scritto da Jmmy McHugh nel 1930 (il testo era di Dorothy Fields, per completezza dell’informazione); interpretazione da manuale per chitarra direi, vista la tecnica, la verve, il felice interplay tra i due chitarristi. La torta, succosa, piacevolissima e che si fa riascoltare più e più volte, è il resto del disco, che presenta standards riletti con grande intelligenza vicino a brani originali di Podestà e del tastierista Gialuca di Ienno: qui ce n’è per tutti i gusti, per gli amanti del suono dell’organo, per gli amanti del suono funky stile “The Meters” nell’interpretazione del gershwiniano (“Fascinating Rhythm” con un pregevolissimo solo di Hammond), per quelli che cercano la qualità degli originali (e qui c’è “Bolero” del chitarrista e la lunga “Heartbeat Sweet” scritta da Di Ienno con una significativa intro al piano elettrico raggiunto poi dalla chitarra e dalla batteria di Roberto Lupo) ed infine per quelli che cercano sempre nuove riletture di classici della musica classica americana del ventesimo secolo, il jazz. Costoro troveranno gli spartiti di autori del calibro di Oliver Nelson (“Butch & Butch”) e di Bill Evans (“Five”) e converranno con me che la musica qui trasuda di piacere nel suonare e nel proporre, di professionalià e di grande affiatamento che spesso le formazioni a tre “piano-less” sanno produrre.

Certo che se Renato Podestà ha deciso finalmente dopo anni di concerti e di registrazioni con altri ensemble di esordire nel mondo del jazz con un lavoro di così notevole fattura a suo nome, la domanda sorge spontanea: perché non farlo prima? Attendiamo il secondo capitolo, eh!

 

 

 

 

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione

“25 – 29 marzo 2020” Ivrea e Canavese

di Alessandro Nobis

83990852_224312971910205_6857724013225967616_n (1)

Oltre al fatto di avere una programmazione di grande respiro dedicata alla musica afroamericana senxza alcun ammiccamento al pop, mi sembra di poter di re che la caratteristica più significativa al di là del livello dei contenuti musicali che distingue l’”Open Papyrus” dalla maggior parte degli altri Festival legati al jazz italiani è certamente quella di saper coinvolgere con una unità progettuale le realtà presenti sul territorio di Ivrea. E questo non è poco, è il frutto di una grande passione, di molta pazienza, di lucidità e naturalmente di competenza ed esperienza di chi questo festival organizza e, prima, lo pensa nella sua composizione e struttura.

Già avevo avuto l’occasione di descrivere nel mio piccolo l’organicità dell’edizione “39” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/03/19/dalla-piccionaia-27-31-marzo-2019-39-open-papyrus-jazz-festival-divrea-e-canavese/)ed anche in questa quarantesima edizione. leggendo il progetto, incontriamo naturalmente la musica, la danza, la fotografia, la pittura e la letteratura e non a caso “Contaminazioni” è la parola scelta, la migliore possibile per identificare questo festival che si terrà dal 25 a 29 marzo prossimo.

E’ un programma a mio avviso interessante, presenta importanti nomi del jazz moderno vicino a progetti che danno lustro al jazz di casa nostra che poco o nulla ha da invidiare a quello europeo e d’oltreoceano. Alcuni eventi sono imperdibili: al Teatro Giacosa, venerdì 27, con il trio di Chris Potter (so stesso Potter con Craig Taborn e Nasheet Waits) “allargato” dalla presenza di Bill Frisell, quello di sabato 28 nella stessa location con l’ensemble di Joe Lovano (Gerald Clever, Dezron Douglas, Giovanni Guidi, Lovano ed Enrico Rava) e la presentazione di Giovedì 26 al Museo Garda dello straordinario “Woland”, lavoro del trio di Massimo Barbiero con la violinista Eloisa Manera ed il pianista Emanuele Sartoris recentemente pubblicato ed ispirato alle pagine de “Il Maestro e Margherita” do Bulgakov.

Il Festival si aprirà mercoledì 25 con la presentazione del più recente lavoro del chitarrista Maurizio Brunod, altro evento degno di nota assieme a mio avviso al concerto presso la sala Santa Marta del quintetto formato da quattro sassofoni baritoni (Massimiliano Milesi, Florian Bramböck, Helga Plankensteiner  e Giorgio Beberi) e dal batterista Zeno De Rossi.

Se darete uno sguardo al programma dettagliato in calce a questo articolo, ve renderete conto che c’è il modo di trascorrere un fine settimana “lungo” nella città di Ivrea seguendo passo passo il festival e perché no, ammirando le bellezze della città di Ivrea.

Voglio chiudere riportando le parole di Massimo Barbiero, compositore, musicista e in questo periodo anche “libero pensatore di festival” che danno una chiara idea del lavoro fatto dal gruppo di appassionati che con grande fatica ha preparato il progetto: “Sono tempi difficili, dare un senso ed un valore alle cose che immaginiamo, pensiamo, progettiamo, sembra esser diventato inutile e privo di sostanza. Noi continuiamo a credere che invece quella sia la strada, l’unica, in quanto “non sono i mezzi che fanno un Festival, sono gli uomini che comprendono cosa significa la responsabilità di dare un senso ad un’idea….tracciare dei percorsi, avere il coraggio dei propri errori…..perché per dirla con Monk “si devono commettere gli errori giusti”.Massimo Barbiero, Music Studio – Ivrea Jazz Club

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO:

MERCOLEDÌ 25 MARZO

ore 21.00 – Enoteca Vino e Dintorni

Ticonto …Special

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

Presentazione cd Maurizio Brunod Ensemble

A seguire reading e degustazioni prodotti del territorio

GIOVEDÌ 26 MARZO

ore 21.00 – Museo Garda, piazza Ottinetti

Massimo Barbiero: drums e percussion

Eloisa Manera: violin and electric 5 strings

Emanuele Sartoris: pianoforte

presentazione cd Woland omaggio a “Il Maestro e Margherita”

Performance di danza e reading nelle sale del museo coreografie: F. Galardi, C. Ruberto, G. Ceolin in collaborazione con le scuole di danza: Arabesque, Accademia di Danza e Spettacolo, Baobab

con: Giulia Bedin, Indira Gillio, Emma Nemes, Francesca Pugliese, Eleonora

Buratti, Melissa Dortù Luciana Trimarchi, Arianna Buffoblin, Camilla Castè,

Alice Mistretta, Alina Mistretta, Arianna Mistretta, Sara Ugorese.

VENERDÌ 27 MARZO

ore 18.00 – Sala S.Marta

Guido Michelone presenta il suo ultimo libro in collaborazione con: Galleria del libro e G.Pilo

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Barionda

Massimiliano Milesi: sax baritono

Florian Bramböck: sax baritono

Helga Plankensteiner: sax baritono

Giorgio Beberi: sax baritono

Zeno De Rossi: drums

ore 21.00 – Teatro Giacosa

Chris Potter trio

feat. Bill Frisell

Chris Potter: saxophone

Bill Frisell: electric guitar

Craig Taborn: Fender Rhodes & piano

Nasheet Waits: drums

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera

Vince Novelli trio. Vince Novelli: chitarra, Giuseppe Dimasi: batteria, Giorgio Fiorini: contrabbass

Sabato 28 marzo

dalle 16.30 – Street Band per le vie della città

Bandakadabra

Giulio Piola: tromba, Stefano “Piri” Colosimo: tromba, Simone Garino: sax alto, Enzo Ceccantini: sax tenore, Francesco “Cecio” Grano: sax tenore, Elia Zortea: trombone, Bruce Stevens, Max Vienco, Giulio Rosa: tuba, Renato Tarricone: rullante, Gipo Di Napoli: grancassa

ore 18.00 – Sala S.Marta

Luca Bragalini presenta il libro

“Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington”

Storytelling con video, immagini, musiche e parole in collaborazione con Libreria Mondadori e D.Gamba

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Da Jobin a Gismonti

Loris Deval: chitarra

Bruno Martinetti: tromba e flicorno

Giorgio Fiorini: contrabbasso

ore 21.30 – Teatro Giacosa – Nell’ambito di Torino Jazz Festival Piemonte

Joe Lovano quintet

Enrico Rava: tromba

Joe Lovano: tenore sax

Giovanni Guidi: pianoforte

Dezron Douglas: contrabbasso

Gerald Cleaver: batteria

ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera Vibes&Voice

Caterina Accorsi: voce e Riccardo Conti: vibrafono

INOLTRE:

– Mostre di pittura presso Sala S.Marta e intallazioni, in piazza Ottinetti, a cura di ARTE IN FUGA

– Dalle 17 alle 18 Incursioni di danza nelle vetrine dei negozi di via Palestro (Laura Shop, Benetton, El Beso)

Presenta: Daniela Urlati

INFORMAZIONI:

Ingressi:

Mercoledì 25: ingresso gratuito (gradita la prenotazione)

Giovedì 26: € 10,00

Venerdì 27, Sabato 28: € 20,00

Abbonamento: € 40,00

Direzione Artistica: Ivrea Jazz Club/ Music Studio

La manifestazione è organizzata da Ivrea Jazz Club e Music Studio.

Prevendite presso:

Associazione “Il Contato” – Piazza Ferruccio Nazionale 12 – Ivrea – Tel. 0125 641.161

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30

Music Studio – Tel. 0125 40450 – informazioni@music-studio.it

I luoghi:

Teatro Giacosa – piazza Teatro 1, Ivrea

Sala S.Marta – piazza Santa Marta, Ivrea

Jazz Club, ristorante Aquila Nera – via Palestro 29, Ivrea

Enoteca Vino e Dintorni – via Arduino 67, Ivrea

GABRIELE DODERO “Natural Wings”

GABRIELE DODERO “Natural Wings”

GABRIELE DODERO “Natural Wings”

Autoproduzione. CD, 2020

di alessandro nobis

Aspettavo al varco Gabriele Dodero dopo l’ottimo esordio di “Stories for a friend” del 2017 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/24/gabriele-dodero-stories-for-a-friend/), ero curioso per toccare con mano il suo percorso di maturazione e lungo quale sentiero si sarebbe sviluppata la “sua” musica. E ascoltando questo suo secondo lavoro vi devo confessare che la fiducia era stata ben riposta, Dodero confeziona un album lasciando grande spazio si suoi racconti vicino ai quali si incastonano tre omaggi ai suoi – e nostri – eroi ovvero Eric Bibb, Townes Van Zandt e Bob Dylan.

La scenografia, quella musicale, ci riporta nel sud – ovest americano, quello del folk “di confine” e della ballata intimista interpretata con un suono acustico, asciutto, non una nota in eccesso ma suoni essenziali a valorizzare lo spartito e l’altra scenografia, quella testuale, che ci porta a penetrare i sentimenti dell’autore tra riferimenti alle radici con le quali prima o poi si devono i conti, al viaggio verso il “conosciuto” ed lo “sconosciuto”: il duetto con il violino di Stefano Chimetto sul ritorno a casa di “Back to you”, quello con la fisarmonica di confine (Michele Boscaro) di “There’s Still a Way for me”, il non mostrarsi agli altri in modo limpido in “Beautiful Mask” con i soli di chitarra e violino ed il puntuale contrabbasso di Antonio De Zanche.

Non credo di cadere in errore se dico che il riferimento principale che trasuda da questo ottimo “Natural Wings” siano le scritture di Townes Van Zandt e la conferma l’ho avuta ascoltando la toccante e splendida lettura di “Poncho and Lefty”, forse il brano manifesto dell’autore di Fort Worth.

Sembra di stare comodamente su una sedia a dondolo sul portico di una casa di campagna ad ammirare il sole che tramonta ad ovest, ad ascoltare i racconti di Gabriele Dodero. Scegliete voi il luogo, io l’ho già scelto. Provate ad immaginarvi lì …….

www.gabrieledodero.com

gabrieledodero@gmail.com

 

 

 

 

 

 

LORENZ ZADRO & FRIENDS “Blues Chameleon”.

LORENZ ZADRO & FRIENDS “Blues Chameleon”.

(602) LORENZ ZADRO & FRIENDS “Blues Chamaleon”.

VREC RECORDS, CD. 2020

di alessandro nobis

Lorenz Zadro è un missionario. A Lorenz Zadro è stato affidato il compito di promuovere, studiare, divulgare e naturalmente suonare la “musica del diavolo”, il blues e lo fa egregiamente organizzando “Blues Ma de in Italy” a Cereca (Vr), uno dei più quotati festival a livello europeo, scrivendo libri, articoli e naturalmente frequentando innumerevoli bluesmen alcuni dei quali in seguito lo hanno “convocato” per partecipare a concerti o a registrazioni in studio.

Questo suo “Blues Chameleon” pubblicato nei primi di gennaio 2020 dalla Vrec raccoglie alcuni frutti delle sue collaborazioni a partire dal 2000 fino al ’19, diciotto tracce che mettono anche in evidenza la sua “camaleonticità” nell’affrontare il blues nelle sue più diverse declinazioni.

Qui ce n’è veramente per tutti i gusti, dalle riletture di J. B. Lenoir ad opera di Ciosi e di Robert Johnson (“Crossroads” e “Ramblin’ and Tumblin” rispettivamente interpretate da Eddie Wilson) agli originali del chitarrista e compositore veronese fino a due inediti in compagnia di Leo Bud Welch (ottima la rilettura di “Baby Please Don’t Go”.

A questo punto faccio faticosamente le mie scelte e quoto tra tutti i brani registrati in compagnia della premiata ditta Mora & Bronski: “Aces of Spades” e “Mannish Boy” tratti dal loro magnifico secondo album (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/05/11/mora-bronski-2/)e la coppia “Anarcos” / “Appuntamento al Buio” tratti da 50/50 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/04/14/mora-bronski-50-50/)e per finire la coppia di brani di Manuel Tavoni, “You already know it” (inedito, registrata in studio per questo lavoro) e “Talkin’ about the blues” tratto dall’ottimo “Back to the essence” del 2017 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/05/27/manuel-tavoni-back-to-the-essence/).

Un bel dischetto che fa il punto della carriera di Zadro, con una copertina quasi post-futurista di Federico Rossini che rappresenta un valore aggiunto di questo “Blues Chameleon”, gustoso antipasto per questo 2020 spero ricco di musica di qualità come questa; ma a questo punto Lorenz Zadro deve servire il piatto principale ………………

01 – WHO LOOKS FOR SOMETHING | with Ciosi Brano scritto da Federico “Ciosi” Franciosi; estratto da “The Big Sound” (2018)

02 – MY GRANDFATHER | with Ciosi
Brano scritto da Federico “Ciosi” Franciosi; estratto dal suo album “The Big Sound” (2018)

03 – ALABAMA BLUES | with Ciosi Brano scritto da J.B. Lenoir; estratto dall’album “The Big Sound” (2018) di Ciosi

04 – CROSSROADS | with Eddie Wilson. DiRobert Johnson; dall’album “Lost in The Blues” di Lorenz Zadro & Eddie Wilson (2009)

05 – LIZA’S EYES BLUES | with Eddie Wilson
Di Lorenz Zadro; dall’album “Lost in The Blues” di Lorenz Zadro & Eddie Wilson (2009)

06 – ROLLIN’ AND TUMBLIN’ | with Eddie Wilson
Di Robert Johnson;dall’album “Lost in The Blues” di L. Zadro & Eddie Wilson (2009)

07 – BABY PLEASE DON’T GO | with Leo “Bud” Welch
Brano scritto da Big Joe Williams; *** INEDITO ***

08 – ME & MY LORD | with Leo “Bud” Welch
Traditional; *** INEDITO

09 – I’M TALKIN’ ABOUT THE BLUES | with Manuel Tavoni
Brano scritto da Manuel Tavoni; da “Back To The Essence” (2017)

10 – YOU ALREADY KNOW IT | with Manuel Tavoni
Brano scritto da Manuel Tavoni; registrato nel 2019 *** INEDITO ***

11 – ACE OF SPADES | with Mora & Bronski
Brano scritto da Lemmy Kilmister / Motorhead; dall’album “2” di Mora & Bronski (2016)

12 – ANARCOS | with Mora & Bronski
Brano scritto da Fabio Ferraboschi; estratto dall’album “50/50” di Mora & Bronski (2018)

13 – APPUNTAMENTO AL BUIO | with Mora & Bronskidi  Fabio Ferraboschi;dall’album “50/50” di Mora & Bronski (2018)

14 – MANNISH BOY | with Mora & Bronski:
di Bo Diddley; estratto dall’album “2” di Mora & Bronski (2016)

15 – I JUST GO | with Rowland Jones Di Bozz Scaggs; estratto dall’album “TBB & Friends” di The True Blues Band (2012)

16 – GET UP, GET DOWN! | with Sarasota Slim
di Sarasota Slim; dall’album “TBB & Friends” di The True Blues Band (2012)

17 – THE BRIDGE | with The True Blues Band
Di L. Zadro e Valter Consalvi;dall’album “TBB & Friends” di The True Blues Band (2012)

18 – SESSOBARRAAMORE | with Simone Laurino. di Simone Laurino; “Festival Show” di Radio Birikina e Bella & Monella (2016)