SUONI RIEMERSI: RAY BRYANT “Little Susie”

SUONI RIEMERSI: RAY BRYANT “Little Susie”

SUONI RIEMERSI: RAY BRYANT “Little Susie”

COLUMBIA 1960, ristampa SONY 2016. CD.

di Alessandro Nobis

Tra tutti i pianisti della sua generazione, Ray Bryant – classe 1931 – è forse quello più legato all’essenza del jazz: il blues. Il suo tocco, il suo fraseggio, il suo lirismo sono intrisi di blues, e se vi siete incuriositi dovete assolutamente ascoltare “Alone with the blues” per piano solo, inciso per la Prestige nel 1958. Collaboratore di Miles Davis, di Sonny Rollins, Lester Young, Charlie Parker, Carmen McRae ed Aretha Franklin, Ray Bryant ha una discografia piuttosto corposa anche se purtroppo il suo delicato pianismo è riuscito ad affascinare solamente una fetta, seppur consistente, degli appassionati più attenti della musica afroamericana.

Questo “Little Susie” – titolo dedicato alla figlia che viene ritratta nella foto di copertina con il pianista – rappresenta il suo esordio per Columbia Records e per questa registrazione è accompagnato dall’ottima e precisa ritmica composta da Oliver Jackson alla batteria (per le registrazioni del dicembre ’59) e David Locke (per quelle del gennaio ’60) e dal fratello Tommy Bryant al contrabbasso.

Tra i 10 brani, doveroso menzionare le tre composizioni di Ray Bryant, oltre ad una rilettura dell’immortale “Greensleeves”, portata nel mondo del jazz dal divino Trane, la ballad “Misty” di Erroll Garner e  “Mon faced, Starry Eyed” di Weill – Hughes.

 

 

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