WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, ULSTER, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, ULSTER, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (Prima parte)

di Alessandro Nobis

Da parecchi anni oramai, questo è il ventiseiesimo, per i cultori della musica tradizionale – in particolare irlandese –  di tutto il mondo i giorni attorno al 15 di novembre rappresentano un imperdibile appuntamento, un momento di incontro e di confronto tra musicisti che si tiene nella città di Armagh, nell’omonima Contea irlandese. E’ il William Kennedy Piping Festival dedicato al piper e piper maker nato non lontano da Armagh e vissuto nella cittadina dell’Ulster (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/04/19/500-dalla-piccionaia-william-kennedy-pipe-maker-piper-1768-1834/), brillantemente organizzato dall’attivissimo Pipers Club, istituzione molto importante che lavora nei campi della divulgazione, della ricerca, dell’insegnamento della tradizione musicale irlandese agli adulti ma anche e soprattutto ai giovanissimi che frequentano i corsi di uilleann pipes, di violino, di canto, di step dance, di flauto e di arpa che spesso si concretizzano nella formazione di gruppi musicali anche professionisti.66719761_2396369443810871_1771897747331350528_o.jpg

Al solito molte sono le locations scelte che coprono tutta la città di Armagh, quelle per eventi più “formali” e quelle per gli altrettanti eventi “informali”, ovvero le session libere che si tengono nei pub e negli hotel. Tra le prime il Primate’s Palace, ove si tiene l’apertura ufficiale e dove si può ammirare la collezione permanente di alcune delle opera del pittore (e piper) John Brian Vallely, la sede del Clun “Áras na bPÍobari”, il Cathedral Road Recreation Centre, la Fisrt Presbyterian Church, il Teatro al marker Place, e la St. Malachy P. School, tra i secondi I pub Red Ned’s, Hole in the Wall, Victoria, Turner’s, gli hotel Charlemont, Armagh City.

Per questa ventiseiesima edizione, lo spettro musicale definito dagli organizzatori si amplia ulteriormente con un sguardo al Medio Oriente ed  all’area mediterranea. Vorrei sottolineare a questo proposito la presenza dell’italiano Nico Berardi, multistrumentista e “zampognaro” per l’occasione che presenterà un repertorio popolare proveniente dalla Puglia, regione del sud Italia che si affaccia al Mare Adriatico di fronte alla Grecia e del duo proveniente dall’Iran formato da Liana Sharifian e Homayoon Nasiri, presenti assieme agli scozzesi Tryst all’inaugurazione del WKPF, giovedì 14 alle ore 18 al Primate’s Palace.

Qui sotto il programma dettagliato degli eventi che si terranno il giovedì ed il venerdì a partire dale 10 della mattina, ovvero subito dopo l’Irish Breakfast……………….

Tra I nomi che vorrei solo segnalare, al di là di quelli già citati, il bretone Loic Blejean (già presente nel 2016 con lo straordinario quartetto Celtic Project, Kevin Rowsome, Sean Potts e Padraig McGovern.

(continua)

PROGRAMMA:

GIOVEDI 14

10:00 – Lá na Meanscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre

– Sophie Stevenson, Gráinne Holland, Tadhg Mulligan, Brìghde Chaimbeul

18:00 – INAUGURAZIONE UFFICIALE – Primate’s Palace

– Tryst (Scotland)  e Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran)

20:00 – A World of Piping – Áras na bPíobairí

– Stefce Stojkoski (Macedonia), Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran), Nico Berardi (Italy), Brìghde Chaimbeul & Sophie Stevenson (Scotland), Edelmiro Fernández (Galicia)

INGRESSO £10

22:00  – Session in Red Ned’s

 VENERDI 15

10:00 – Lá na nGaelscoileanna – Cathedral Road Recreation Centre

– Sophie Stevenson, Gráinne Holland, Tadhg Mulligan, Brìghde Chaimbeul

10.00 – Schools Concert – First Presbyterian Church Armagh

– Loïc Bléjean, Sylvain Barou & Tony Byrne (Brittany)

– Tryst (Scotland)

– Liana Sharifian & Homayoon Nasiri (Iran)

– Nico Berardi (Italy)

– Stefce Stojkoski (Macedonia)

– Edelmiro Fernández (Galicia)

13:00 – Lunchtime Session – Embers Restaurant

14:00 – Session – Hole in the Wall Pub

17:00 – Concert – Market Place Studio Theatre

– Máire Ní Ghráda & Maeve Donnelly

– Loïc Bléjean, Sylvain Barou & Tony Byrne (Brittany)

– Brian McNamara & Gráinne Hambley

– Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrne

INGRESSO £10

18:00 – Session – Red Ned’s Pub

18:00 – Lecture/Presentation – Áras na bPíobairí

– ‘Lord Rossmore’ – Seán McElwaine with Tiarnán Ó Duinnchinn

20:00 – Uilleann Pipes Concert – First Presbyterian Church Armagh

– Seán Potts, Tommy & Pádraic Keane, Emer Mayock, Máire Ní Ghráda, Mark Redmond, Pádraig McGovern, Kevin Rowsome

INGRESSO £10

22.30 – Session in Charlemont Arms Hotel

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Tocatì, 17° edizione “Festival Internazionale dei Giochi in Strada” 2019

Tocatì, 17° edizione “Festival Internazionale dei Giochi in Strada” 2019

Tocatì, 17° edizione “Festival Internazionale dei Giochi in Strada”

VERONA, 12 – 15 settembre 2019.

di Alessandro Nobis

A Verona ci sono poche certezze sull’attività culturale nel corso dell’anno: ci sono l’Estate Teatrale, la stagione areniana, e da sedici anni tra crescenti difficoltà organizzative a metà settembre c’è il frequentatissimo TocatI’, il Festival dei Giochi di Strada ideato ed organizzato dall’indomita Associazione Giochi Antichi con il patrocinio del Comune di Verona, della Regione del Veneto e della Provincia di Verona in collaborazione con AEJeST, MIBAC e ICDE – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia. Va detto anche, ed è un aspetto importante, che il Tocatì è al terzo anno del percorso di candidatura del Programma di attività del festival al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale UNESCO.

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Quest’anno la Nazione ospite della manifestazione sarà la Bretagna, la nazione celtica in terra di Francia che presenterà la sua cultura tradizionale nei suoi diversi aspetti, da quello ludico a quello della danza e musica tradizionale. (https://tocati.it/spot-ufficiale-2019-bretagna/). I musicisti bretoni sono stati tra i primi, tra la fine degli anni Sessanta e  gli anni Settanta a proseguire nello studio e nella pratica del patrimonio popolare rinnovandolo con arrangiamenti, strumenti alloctoni e riportandone in auge altri come l’arpa bretone. Ricordo solamente il lavoro di Alan Stivell, Dan Ar Bras, i Kornog, i Pennou Skoulm, Patrick e Jacki Molard e gli Skolvan. Un enorme lavoro che ha dato straordinari frutti facendo avvicinare alla musica popolare nuove e nuovissime generazioni di bretoni, un lavoro che in parallelo veniva condotto anche dagli irlandesi e dagli scozzesi. Non a caso a Lorien si tiene annualmente il più grande festival di musica celtica al quale partecipano suonatori, gruppi e ballerini provenienti dalle nazioni comunità spagnole e delle isole britanniche.

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Al di là degli aspetti prettamente ludici – per i quali consigliamo di consultare il sito web www.tocati.it e la sempre dettagliata mappina pieghevole, noi de Il Diapason teniamo in particolare a segnalare gli appuntamenti legati alla musica previsti per le giornate da mercoledì a domenica.

65649709_1184174231743930_1165085272895913984_n.jpgSi inizia con un’anteprima, mercoledì 11 alle 21 in Lungadige San Giorgio dove la CONTRADA LORÌ terrà il suo al solito scoppiettante e ben strutturato set nel quale verrà presentato il suo terzo lavoro discografico “Cicole Ciacole”; un momento importante per gli appassionati della musica popolare che già apprezzano il lavoro della Contrada ed un’ottima occasione per gli altri di avvicinarsi al repertorio in gran parte originale ed agli arrangiamenti che il gruppo veronese ha elaborato con tanta perizia.

Non potevano mancare anche in questa diciassettesima edizione le danze popolari salentine alle quali viene dato il giusto spazio giovedì 12 (Lungadige San Giorgio); una festa a ballo quella del “RITMO DEL SALENTO” della quale sappiamo l’ora di inizio (21:30) ma non quella di fine come si conviene in queste travolgenti feste.

Venerdì 13 le danze si aprono alle 20:45, sempre al Lungadige San Giorgio, con il duo “MUNT DA FUR” che propone un repertorio legato alla Trinacria ed alla sua cultura tradizionale e a seguire “LES MUSICIENS DES FIOUR DE MOUN”, ensemble formato da musicisti e danzatori con il loro progetto che copre l’area franco provenzale con danze “di coppia” e “di gruppo”. Infine alle 23 l’atteso set dei veronesi FOLKBANDA (Livio Masarà al violino, Maurizio Diamantini all’organetto diatonico, Mirco Meneghel alla fisarmonica e Barbara Mazzon al flauto traverso), ensemble formato da musicisti che da anni perseguono un interessante progetto di ricontestualizzazione della musica popolare al ballo, collaborando come in questa occasione con i ballerini del GRUPPO RICERCA DANZE POPOLARI. Un finale di serata con i fiocchi (e controfiocchi), quindi.

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FOLKBANDA E GRDP

Sempre venerdì, alle 21:30 ma presso Porta Borsari, un altro incontro con il ballo popolare curato stavolta dal gruppo TAMZARÀ – costituitosi nel 2004 – con le sue gighe, le manfrine, le mazurke, le quadriglie, i valzer e i sirtaki- , che vive il ballo come un gioco, una passione, un modo per conoscersi divertendosi attraverso le danze tradizionali.

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ASSOCIAZIONE BALLO FOLK TAMZARA’

Sabato (e domenica mattina), imperdibile appuntamento nel centro storico di Verona con la sfilata che si tiene solitamente per il Rito di Maggio ed eccezionalmente ri-proposta al Tocatì. E’ il rito celebrato in molte culture tradizionali che festeggia il ritorno della primavera e la rinata stagione: fiori, doni della terra, musica popolare con gli strumenti titpici della cultura bretone tra cui la cornamusa ed il biniou, veramente imperdibile, qualcosa che va al dì là del superficiale aspetto folcloristico e che presenta i valori ancora gelosamente conservati e tramandati della cultura popolare di Bretagna.

Sabato 14 un altro appuntamento davvero importante al Lungadige San Giorgio, quello dell’ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA DELL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA diretta dall’organettista AMBROGIO SPARAGNA, una delle più importanti figure nel campo dello studio e della riproposta della musica tradizionale del Centro e Sud Italia. e formata da prestigiosi suonatori come Valentina Ferraiolo (tamburelli, voce), Erasmo Treglia: (torototela, ghironda, ciaramella), Clara Graziano (voce, organetto e danza), Cristiano Califfato (chitarre), Raffaello Simeoni (voce e fiati popolari), Diego Micheli al contrabbasso ed Ottavio Saviano alla batteria. Inizio alle 22:00.

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ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA

Naturalmente poi, nei giorni di venerdì (dalle 21:30 alle 23:00), sabato e domenica (a partire dalle 10:00) in “Piazza Bretagna”, ossia Piazza dei Signori, ossia Piazza Dante la farà da padrone il patrimonio tradizionale bretone: il “COLLETIF KENDALC’H” musicisti e danzatori trasformeranno la piazza in una gigantesca festa a ballo, il “Fest Noz” bretone dove convoglieranno i cultori delle danze bretoni anche dalle città limitrofe per questa rara occasione di ballare assieme a chi queste danze le perpetua. Sarà della partita anche l’ensemble “LES PIRATES” avranno modo di far apprezzare al pubblico il particolare repertorio delle ballate tradizionali legate alla marineria tipico di questa regione che si affaccia sull’Atlantico, terra di marinai da millenni. Anche questo a mio avviso un momento al quale non si può mancare.

Inoltre voglio sottolineare, nella sala degli Scacchi del Palazzo della Ragione, l’esposizione “ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE IN BRETAGNA” aperta il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00.

Poi, dopo questa immersione nella cultura bretone, non resta che prendere l’auto e guidare in direzione Lorient…….

 

 

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

“Terme di Caldiero, 29 giugno ore 21”

di Alessandro Nobis

Sabato 29 giugno, dopo cena, prendetevi una serata libera e andate alle Terme di caldiero chitarre.jpgGiunone a Caldiero, o alle Terme andateci nel pomeriggio per una nuotata e poi trattenetevi: c’è l’attesa tredicesima edizione di “Chitarre per Sognare”, per il secondo anno ospitata a Caldiero con il supporto della locale Amministrazione Comunale che l’anno ha scorso ha deciso di “adottare” questa manifestazione sfrattata inopinatamente  da un Comune dei dintorni. Organizzata dalla benemerita Associazione Culturale ZONACUSTICA, la serata al solito prevede una “passerella” di chitarristi acustici che praticano lo stile fingerpicking: questa edizione ospita Pietro Nobile, Paola Selva, Francesco Palmas e Giovanni Ferro. Niente nomi super inflazionati come si vede, ma piuttosto, come nello stile di ZONACUSTICA, musicisti non molto conosciuti dal grande pubblico – ma conosciuti da chi segue questo stile chitarristico -, piccoli / grandi tesori che grazie ad iniziative come queste hanno l’occasione di mettere in luce il loro talento come strumentisti e spesso anche come compositori.

49548161_10215829193394473_4467249734301515776_n.jpgPietro Nobile è l’ospite probabilmente più conosciuto; strumentista, divulgatore e compositore ha all’attivo CD (quattro, il più recente è “Indefinito infinito”) e manuali, oltre ad essere un prestigioso dimostratore di chitarre nientemeneno che per la Guild – Fender. La sua carriera ha avuto un importante partenza quando a Parigi, a venti anni, fu invitato da Herbert Pagani e Marcel Dadì con il quale tenne concerti e partecipò ad un tour negli Stati Uniti; da allora Nobile ha raccolto via via sempre più consensi nel mondo della chitarra acustica internazionale.

Paola Selva, la seconda ospite della rassegna, è una chitarrista con una formazione classica che solitamente preferisce suonare repertori in Trio o con formazioni cameristiche più ampie, quindi quella di Chitarre per Sognare è un rara occasione per ascoltare e sicuramente apprezzare il talento in veste solista; presenterà il suo recente lavoro “Legno e Vento” che contiene brani di sua composizione. Per me che scrivo, ma anche per altri, tanta curiosità ed attesa per una musicista che non conosco.csm_Paola_Selva_Legno_e_Vento_1_48894e54b8.jpg

Ultimo set per Giovanni Ferro e Francesco Palmas con un repertorio centrato su brani appartenenti al repertorio della migliore canzone d’autore italiana sempre nel cuore di Ferro e Palmas, rivisitati e “corretti” dai due chitarristi. Ne sentiremo delle belle.

Al solito, “Chitarre per sognare” è ad ingresso libero, quindi ………….

 

 

 

 

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS

Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio – 1 giugno 2019

di Alessandro Nobis

Si terrà venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno a Quattro Castella, nel reggiano, la terza edizione dell’EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS, dedicato come evince dal titolo, alla musica interpretata da giovani musicisti compresi tra le età di 13 e di 20 anni. E’ un progetto il cui ideatore, l’Associazione Culturale “Futuro in Musica” in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e la locale Amministrazione Comunale va nella direzione di promulgare ed incoraggiare la pratica della musica, e di dare la possibilità ad orchestre giovanili di incontrarsi, raccontare le proprie esperienze e naturalmente esibirsi dal vivo.
Quest’anno sono state invitate orchestre proveniente dalla Germania, dall’Irlanda (nello specifico dall’Ulster), dalla Romania e dall’Ungheria oltre naturalmente da due orchestre che faranno gli onori di casa, ovvero l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella e la Mikrocosmos Orchestra di Casalgrande.

La giornata di venerdì 31, quasi un pre-festival, sarà dedicata a due Master Class, uno dedicata al suono orchestrale e l’altra al canto corale tenute rispettivamente dal M° Luigi Pagliarini e dal M° Mircea Ionescu e si concluderà alle 21 con una esibizione dei gruppi ospiti presso il Cinema Eden di Puianello. Il sabato il pubblico avrà l’opportunità a partire dalle ore 19 in Piazza Dante a Quattro Castella di assistere alle esibizioni delle orchestre invitate, ovvero (nell’ordine previsto di esibizione) l’European Orchestra diretta dal M° Luigi Pagliarini, l’Ensemble di Bucarest “Rainbow Children”, l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella diretat dal M° Saverio Settembruno, l’Armagh Pipers Club guidato dai tutor Thomas Smyth e Donna McKinney, l’ensemble ungherese “Iskola Thury Gyorgy”  e dalla “Philippinum Orchester” di Weiburg.

Si tratta per lo più di orchestre giovanili legate ad Istituzioni Scolastiche che presentano un repertorio legato al ricchissimo e straordinario mondo classico europeo con l’eccezione del gruppo proveniente dalla prestigiosa scuola di musica tradizionale di Armagh, nell’Ulster, all’interno di quella importante istituzione che è l’Armagh Pipers Club. Club che dal 1966 promuove lo studio, lo sviluppo e la ricerca della ricchissima tradizione musicale della terra irlandese oltre che ad organizzare, e quest’anno sarà il ventiseiesimo, il prestigioso William Kennedy Piping Festival che come di consueto si terrà alla metà del prossimo novembre.Armagh_rehearsals.jpg

L’Armagh Pipers Club è un importante centro di cultura, promuove la musica popolare attraverso corsi e seminari che principalmente riguardano le uilleann pipes, il tin whistle, il ballo tradizionale, il canto ed il violino e che coinvolgono alunni anche giovanissimi, ed il fatto che alcuni degli allievi abbiano formato in seguito gruppi professionisti la dice lunga sulla qualità del lavoro della scuola fondata dal piper John Brian Vallely e dalla violinista Eithne Vallely. Questa di Quattro Castella è un’occasione unica, per non può trascorrere un weekend lungo ad Armagh per il Festival, di ascoltare musica irlandese e di confrontare le diverse esperienze delle orchestre improntate sul repertorio classico con questa che invece si dedica a quella tradizionale.

IMG_0789.jpgPer molti dei giovani partecipanti a questo festival sarà la prima occasione di confronto con coetanei stranieri ed anche sarà la prima esibizione al di fuori dei confini del loro Paese: personalmente mi auguro che di questi festival se ne organizzino altri e che nelle scuole italiane venga promosso lo studio e la pratica della musica in una qualsiasi delle sue forme

In caso di maltempo le esibizioni si terranno presso la Chiesa di S.Antonino a Quattro Castella.

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DALLA PICCIONAIA: 27-29-30  marzo 2019: 39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

DALLA PICCIONAIA: 27-29-30  marzo 2019: 39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

DALLA PICCIONAIA: 27 – 29 – 30  marzo 2019:  39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

di Alessandro Nobis

Con 38 anni “di resistenza” sulle spalle, il Festival Jazz d’Ivrea e Canavese si prepara per l’edizione numero trentanove che si terrà dal 27 al 30 marzo di questo 2019. Difficile resistere così a lungo mantenendo una connotazione prettamente jazzistica a dispetto di Festival anche estivi più “blasonati” seguiti dai grandi media ma che ormai poco di jazz hanno in cartellone e che ancora meno guardano verso i musicisti ed etichette che  percorrono sentieri sperimentali e di ricerca con un budget striminzito (si parla di 30.000 euro “all inclusive”); un altro segnale della capacità e della dedizione alla “missione” che gli organizzatori, Massimo Barbiero, l'”Ivrea Jazz Club” e l'”Open Papyrus J.F.” continuano a dimostrare. Questi piccoli-grandi festival dovrebbero suscitare maggiormente l’interesse della stampa nazionale – anche quella, anzi soprattutto quella che si rivolge specificatamente alla musica afroamericana – perché l’arte, e quindi anche la musica, ha sempre progredito e si è sviluppata grazie a quanti hanno percorso e percorrono tuttora le avanguardie, un passo sempre avanti rispetto alla massa.

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Un weekend “lungo” di musica e di arte piuttosto articolato, un’occasione unica di fare conoscenza della splendida città di Ivrea e di frequentare i luoghi di questo “Open Papyrus Jazz Festival” dal ricco e vario cartellone che affianca in modo intelligente la musica dal vivo – più vicina al mainstream e da questo anche piuttosto lontana -, le presentazioni di libri legati al jazz e piccoli ma significativi eventi enogastronomici come gli aperitivi – degustazione dei vini locali.

La programmazione accontenta sia i seguaci del mainstream che gli adepti della sperimentazione, e tra i concerti – in modo del tutto personale – segnalo quello di venerdì sera al Teatro Giacosa dei chitarristi / manipolatori di suoni Maurizio Brunod ed Elliot Sharp, e di seguito il concerto che vuole celebrare il trentesimo anno di Odwalla, straordinario ensemble di percussioni (il nome del gruppo è un omaggio all’Art Ensemble of Chicago) con ospite Baba Sissoko; nello stesso teatro ma il giorno seguente il concerto della Wolfgang Schmidtke Orchestra con il “suo” omaggio al genio di Theloniuos Monk. Da non perdere anche la presentazione alla Sala Santa Marta del volume dedicato ad Enten Eller di Davide Ielmini alla quale seguirà un set di solo pianoforte di Emanuele Sartoris che seguirà brani del repertorio dello stesso quartetto. Musica anche al Caffè del Teatro e performance di danza, come si può leggere nel programma qui sotto riportato.

Per ulteriori informazioni: www.music-studio.it

PROGRAMMA:

27  MARZO

Ivrea, Enoteca Vino e Dintorni: Anteprima Festival

Reading e Musica

SURVIVORS  DUO:

Loris Deval (chitarra classica)

Bruno Martinetti (flicorno)

VENERDÌ 29 MARZO

Ivrea, ore 18.00 – Sala Santa Marta: presentazione libro

FRANCO BERGOGLIO: I GIORNI DELLA MUSICA E DELLE ROSE(STAMPA ALTERNATIVA).Coordina Davide Gamba

Ivrea, ore 18.30 – Sala Santa Marta, degustazione:Aperitivo con i vini della Cantina Cellagrande

Ivrea, ore 19.00 – Sala Santa Marta: concerto

Quartetto E-volution  presenta ALBATROS: ospite Martin Ohrwalder, tromba

Ivrea, ore 21.30 – Teatro Giacosa: concerto

ELLIOT SHARP & MAURIZIO BRUNOD: chitarre, elettronica

Ivrea, ore 22.15 – Teatro Giacosa: ODWALLA  & BABA SISSOKO: CONCERTO DEL TRENTENNALE

BABA SISSOKO (voce e tamà)

Massimo Barbiero (marimba, vibrafono, percussioni)

Matteo Cigna (vibrafono, percussioni)

Stefano Bertoli (batteria)

Alex Quagliotti (batteria, percussioni)

Andrea Stracuzzi e Doudù Kwateh (percussioni)

DaoudaDiabate(Djembè, kora e dance)

Cheikh Fall (Djembè e kora)

Gaia Mattiuzzi (voce)

Giulia Ceolin e Gloria Santella Barbara Minietti (danza)

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, Caffè del Teatro:NIGHT DREAMERSQUARTET

EMANUELE SARTORIS (piano), SIMONE GARINO (sax), ANTONIO STIZZOLI (batteria), DARIO SCOPESI (basso)

SABATO 30 MARZO

Ivrea, ore 18.00 – Sala Santa Marta: presentazione libro

DAVIDE IELMINI: Enten Eller (la musica e la ricerca della poesia), coordina  Gianmario Pilo

Ivrea, ore 18.30 – Sala Santa Marta, degustazioneAperitivo con i vini della Cantina Cellagrande

Ivrea, ore 19.00 – Sala Santa Marta, concerto

Emanuele Sartoris: piano (Music of Enten Eller)

Ivrea, ore 21.15 – Teatro Giacosa: WOLFGANG SCHMIDTKE ORCHESTRA

“Monk’s Mood“

Ryan Carniaux,John- Dennis Renken, Martin Ohrwalder, Nikolaus Neuser (tromba)
Gerhard Gschlößl, Thorsten Heitzmann, Mike Rafalczyk(trombone)
Peter Cazzanelli(trombone Basso)
Nicola Fazzini, Gerd Dudek, Helga Plankensteiner(sassofoni)
Michel Lösch (pianoforte)
Igor Spallati (contrabbasso)
Bernd Oezsevim (batteria)

Wolfgang Schmidtke (sassofono soprano, Clarinetto Basso, arrangiamenti e direzione)

Ivrea, ore 22.30 – Teatro Giacosa, concertoBOSSO – GUIDI5et “NOT A WHAT”.

Fabrizio Bosso (tromba)

Aaron Burnett (sassofono tenore)

Giovanni Guidi (pianoforte)

Dezron Douglas (contrabbasso)

Joey Dyson (batteria)

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, Caffè del Teatro, concertodi SVENGALI 4et

Igor Vigna (tromba, flicorno)

Alessandro Romeo (chitarra)

Marco Bellafiore (contrabbasso)

Filippo Abrate (batteria)

Performance scuole di danza e flash mob: ARABESQUE, ACCADEMIA DI DANZA E SPETTACOLO, BAOBAB

Mostre di pitturapresso Sala Santa Marta e Caffè del Teatroa cura di ARTE IN FUGA

AA.VV. “Live Recordings from the William Kennedy Piping Festival” Vol. 2

AA.VV. “Live Recordings from the William Kennedy Piping Festival” Vol. 2

AA.VV. “Live Recordings from the WKPF” Volume 2.

WKPF RECORDS, 2CD. 2018

di Alessandro Nobis

Per celebrare la 25^ Edizione del William Kennedy Piping Festival che si tiene ad Armagh, nell’Ulster, intorno alla metà del mese di novembre, viene pubblicata dagli organizzatori questa preziosa antologia – è il secondo volume di una serie che raccoglie registrazioni che coprono un lungo periodo, dal 2003 al 2017. Chi avrò l’opportunità di ascoltare questo doppio CD – e mi riferisco in particolare a coloro i quali sono mai stati tra il pubblico del Festival, scoprirà l’incredibile polimorfismo che la cornamusa ha sviluppato nel secoli praticamente ovunque in Europa.

Qui potrete assaporare – tra le altre – le launeddas di Luigi Lai accanto alle uillean pipes “di casa” di Paddy Keenan, ospite con Paddy Glackin anche nell’edizione 2018, di Cillian Vallely e di Robbie Hannan, la gaita galiziana di Anxo Lorenzo, la Gaida bulgara di Ivan Georgiev e la Sackpipa svedese di Olle Gallmo e la Duda magiara di Balasz Istvanfi, le Northumberland Smallpipes di Andy May accanto alla cornamusa scozzese delle Highlands di Finlay McDonald.

Un vero tripudio della tradizione musicale legata a questo ancestrale strumento legato indissolubilmente alla cultura pastorale che ha trovato il modo, come dicevo, di sviluppare forme e suoni come nessun altro nella cultura europea e mediorientale. Una proposta questa, come lo era il primo volume, che testimonia l’appassionato lavoro e le straordinarie competenza e cura – oltre ad una massiccia dose di curiosità – nella scelta degli interpreti che da un quarto di secolo l’Armagh Pipers Club ha fatto diventare il WKPF un punto di incontro degli appassionati della cultura popolare.

La pubblicazione è supportata dall?arts Council e dall’Irish Traditional Music Archive, ed è acquistabile contattando il Club sul sito www.armaghpipers.com

Per il report dell’edizione 2018 vedi: in Lingua inglese: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/15/william-kennedy-piping-festival-2018-nov-15th-18th-2018-armagh-co-armagh-ireland/ed in lingua italiana https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/11/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-2018-15-18-novembre-armagh-co-armagh-irlanda-seconda-parte/e https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/04/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-15-18-nov-2018-armagh-co-armagh-irlanda-prima-parte/

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 Nov., 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Ireland.

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 Nov., 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Ireland.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

November, 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Irlanda.

by Alessandro Nobis. Translation by Ciarán Ó Maoláin

With the inspired decision to move the main location from the Hotel (excellent for sessions but cramped for evening concerts) to the Market Palace Theatre (able to offer, besides a beautiful and capacious main theatre, other corners for performances), Armagh Pipers Club achieved its goal of organising a wonderful 25th edition of the Festival in the best possible way, despite the loss of expected funding and some inconvenience due to delays in air flights that forced some variation in the program; an edition that will really remain in the memory of those present (very many, even coming from the continent); also because it was celebrated 250 years after the birth of the piper and pipe-maker William Kennedy, originally from Tandragee, a village not far from Armagh, to whom the festival is dedicated.

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IVAN GEORGIEV

Another interesting and admirable choice, this time artistic, was to devote the widest possible space to solo performances of bagpipe players through the organisation of four events entitled “A WORLD OF PIPING” which presented in four different historical places of Armagh the bagpipe in some of its variants, from launeddas to the Bulgarian gaida, from Highland pipes to border pipes, and of course to the “host” bagpipe, the uilleann pipes.
The festival is full of worthy and high-profile events, at different times and in different places and as you can easily imagine it becomes problematic if not impossible to follow them all, especially if you base yourself in Armagh and wish during the day to admire some of the numerous natural attractions that Ulster offers.
So you make choices; personally I participated in the first of the evenings of “A WORLD OF PIPING”, the two evenings at the Market Place Theatre and some sessions in front of “a few” pints in the lovely and historic pubs that animate the festival – and Armagh – in the evening especially at the weekend. The spacious headquarters of Armagh Pipers Club is steeped in all that is Irish tradition: the air you breathe in deeply, the posters on the walls, the photos, the coming and going of young musicians, those very young and those already established, tutors, amateur musicians – everything tells us that this place in Scotch Street is the cultural centre of reference of Armagh and among the most important in the whole of Ireland. The Vallely family, headed by John Brian and Eithne, designed and created [the Club] decades ago and cannot but be proud of its work and of the passion for tradition that they have so brilliantly passed on to their own children and to all those interested, starting from kids of school age.

Turning to the first [World of Piping] event, that of the Thursday evening, just after the launch ceremony at the Primate’s Palace: Tiarnán Ó Duinnchinn did the honours with his set of uilleann pipes followed by Ross Ainslie, from Scotland; Brighde Chaimbeul, of the Hebrides; the Bulgarian Ivan Georgiev and the Galician Anxo Lorenzo brought in dance and slow airs from their areas of origin. Difficult to choose, but the improvisation of Georgiev on his gaida, and Ó Duinnchinn’s intervention, left me breathless; overall two and a half hours of pure tradition, of great passion and virtuosity, which are essential to these solo performances whose purpose is precisely to show their skills without the constraint of supporting other musicians; though it has to be said that Anxo Lorenzo matched the speed and rhythm of Xosè Liz and his bouzouki. As for the other three events, at the Robinson Library, the [First] Presbyterian Church and Armagh County Museum, we must mention for the record the Sardinian Luigi Lai with his launeddas, the Asturian José Manuel Tejedor, Cillian Vallely of Lúnasa, the Scotsman Finlay McDonald and the Greek Georgi Makris (who had already made an appearance at the WKPF launch event alongside the Scottish group Dàimh). I would love to see this formula of solo performances used to let the heterogeneous audiences of the Armagh festival familiarise themselves with the sounds of the Italian pive, baghet and zampogna, and I say that from the heart. That’s all.

KEENAN GLACKIN 09
PADDY KEENAN & PADDY GLACKIN.

The two evenings at the Market Place Theatre were the highlight of this 25th edition of the Festival, beyond the profound cultural value of solo performances and the formal and informal sessions in the pubs of Armagh. And in this very rich menu, the icing on the cake was undoubtedly the highly anticipated duo of the piper Paddy Keenan and the fiddler Paddy Glackin, a duo that really represents a portion of the history of the rediscovery of Irish folk music. For this writer, who recalls placing on the turntable that “Paddy & Paddy” disc of 1979 from Tara Records, it was really moving to listen live to this pair of extraordinary researchers and musicians; they said that for several years they had not played together, but the magic was immediately triggered and the audience honoured them as it was bound to with great and long applause. What to say about the rest? That Lúnasa with the uilleann pipes of Cillian Vallely and the flute (and charm) of Kevin Crawford have confirmed their status as the most interesting Irish folk group in recent years? That the octogenarian Luigi Lai amazed those present with the sounds and rhythms of Sardinian music as well as with his circular breathing?

That Georgi Makris and Ivan Georgiev duet, improvising with an obvious pleasure and fun in playing together, which really is the essence of traditional music? Here we would have to write a long time to tell you the emotions of this extraordinary festival and then, without exaggerating, I would point out the beautiful Nordic tradition brought to Armagh by the Swedish duo Dråm (nickelharpa and bagpipes of Anna Rynefors and medieval bagpipes of Erik Ask-Upmark); the Scottish group (with seven CDs to date) Dàimh with the bagpipes of Angus MacKenzie and the voice of Ellen MacDonald; the “Ulaid” project of John McSherry with the fiddler Donal O’Connor and the guitarist Seán Óg Graham, with as a very welcome guest the extraordinary singer and flute player Ríoghnach Connolly; and we can’t overlook the female bagpipe quartet of Síle Freil, Sinéad Lennon, Louise Mulcahy and Mary Mitchell Ingoldsby, or the Gaelic song of the vocal quartet accompanying Ross Martin’s guitar (I think they were Maeve McKinnon, Joy Dunlop, Síle Denvir and Ellen MacDonald)? Certainly we cannot forget them, as we will not forget the opening and closing of the festival, the “seven samurai of pipes” that welcomed us to the two evenings at the theatre and the supergroup that closed it, Lúnasa with “guests” the likes of Paddy Keenan, Niall Valley, John McSherry and Donal O’Connor, who played the “Kesh Jig”, one of the workhorses of the historic Bothy Band; I want to think as an affectionate tribute to Liam O’Flynn, Mícheál Ó Súilleabháin and Alec Finn, and also Mícheál Ó Domhnaill (of the Bothy Band, who left us years ago but was never forgotten): four heroes of Irish folk music who left us too soon.

A great edition of the Festival, my suitcase is already packed for the 26th edition. And yours?