DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

18.19.20 Settembre

di alessandro nobis

Anche per questa edizione “speciale” del Tocatì l’Associazione Giochi Antichi, ideatrice ed organizzatrice della manifestazione ha mantenuto l’impegno con gli appassionati della musica delle tradizioni popolari allestendo due palchi anche se ridimensionati, il primo lungo la riva dell’Adige in zona San Giorgio per l’ormai classica “Suoni lungo l’Adige” ed il secondo nel Contile del Mercato Vecchio, che per l’occasione avrà ingressi controllati e contingentati oltre all’obbligo della mascherina per tutti (tranne i musicisti ovviamente); non verrà allestito pertanto il grande palcoscenico nella Piazza dei Signori.

Inoltre, ed è importante sottolinearlo viste le restrizioni anti COVID dettate dalle autorità e che saranno rigorosamente fatte rispettare, riguarda il divieto assoluto al ballo – spontaneo o strutturato – nelle due serate che prevedono musica popolare eseguita dal vivo ma stavolta decontestualizzata; guardiamo per una volta il cosiddetto “mezzo bicchiere pieno” visto che sarà una ghiotta quanto rara occasione questa per ascoltare con maggior attenzione le musiche e le parole di presentazione e le storie di origine dei brani che tutti i gruppi coinvolti via via presenteranno.

Si inizia come di consueto giovedì 17 settembre alle 21:30 con i “Suoni lungo l’Adige” che ospiteranno il Salento Ensemble, trio che presenta la ricca tradizione popolare di questa parte di terra pugliese con brani tramandati grazie all’oralità che ha consentito per secoli la sopravvivenza di strumenti, temi a danza e dei canti che saranno interpretati dalla bellissima voce di Anna Invidia.

Il secondo appuntamento, venerdì alla stessa ora, sarà con il concerto della Contrada Lorì che, mantenendo in modo intelligente la peculiarità dei gruppi di un tempo nel partecipare alle feste di piazza piccole o grandi che siano, proporrà il suo repertorio ispirato sì alla tradizione ma anche rivolto al presente componendo nuovi brani e realizzando tre produzioni discografiche l’ultimo dei quali è “Cicole Ciacole” pubblicato nel 2019.

Sabato infine incontro con il cantastorie Otello Perazzoli che conserva e presenta con il suo organetto diatonico il suo enorme repertorio di storie, proverbi, favole e canti della cultura popolare del veronese, insomma quella che un tempo era ritenuta la “letteratura degli analfabeti”. Davvero, purtroppo, l’ultimo dei “torototela”.

I concerti del Cortile del Mercato Vecchio avranno inizio in tarda serata, alle 23, per consentire al pubblico di percorrere le poche centinaia di metri che separano “Suoni lungo l’Adige” dal Cortile: due gli appuntamenti, venerdì e sabato. Naturalmente, lo ribadiamo con determinazione, sarà vietato il ballo non fosse altro perché la disposizione delle sedie con il rispetto del distanziamento impedirebbe comunque di praticarlo.

Il venerdì, come detto alle 23, sarà la volta del quintetto “Corde e ance di Mondrago”,costituitosi nel 2018 dall’incontro tra alcuni esecutori tradizionali di Verona con alle spalle la storia comune dalla frequentazione dei gruppi mandolinistici soliti a ritrovarsi presso alcune osterie di città e della provincia ovvero l’Osteria al Duomo di Verona e l’Osteria al Brocolo di Arbizzano di Negrar. Il gruppo è formato da Luigi Lugoboni al mandolino, Gabriele Baietta alla chitarra, Livio Masarà al violino, Massimo Muzzolon ai fiati e Anna Veronese all’organetto diatonico e rappresenta un vero spaccato della musica di tradizione popolare, pur nella trasversalità di diverse generazioni e nella pluralità delle esperienze musicali. Il programma proposto è molto interessante, spaziando da brani di musica di tradizione orale, frutto della ricerca sul campo, a partiture tratte dai repertori di gruppi mandolinistici e di bande musicali, diffusissimi nel territorio, tra metà ottocento e i primi decenni del secolo scorso. In particolare il gruppo ospita Luigi Lugoboni, bravissimo mandolinista ottantenne che rappresenta la memoria storica del mandolino nel veronese.

Il sabato, toccherà al duo “Zazà” formato dal fisarmonicista Giuseppe Zambon e da Luisella Mutto (recitazione e canto) che presentano il recital “Trì colombe e ‘na violà”, avente come tema la cultura popolare: letture dall’interessante volume di Ezio Bonomi “Vita e Tradizione in Lessinia”, cante e musica strumentale insomma tutto ciò che la cultura orale ha trasmesso generazione dopo generazione fino a i nostri giorni.

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

Verona e Borghi d’Italia, 18 – 19 – 20 settembre

di alessandro nobis

tocati-logo.pngIl Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi di Strada che si tiene “solitamente” nel centro storico della città scaligera, raggiunge con questa diciottesima edizione la “maturità” e lo fa in quello che certamente è il suo anno più difficile, non solo per l’ulteriore taglio di finanziamenti pubblici, ma perché questo 2020 è ancora devastato dall’epidemia che ha creato numerosissimi problemi alle persone ed all’economia a livello globale cambiando anche molte delle abitudini quotidiane di tutti noi causando inoltre la cancellazione o lo spostamento di eventi culturali piccoli e grandi in tutto il Paese; lo fa con un’edizione che a tutti gli effetti può essere considerata ”Speciale”, modificata nelle dimensione e nella modalità, minore nella presenza degli eventi ma che indiscutibilmente preserva la continuità.date-header-2020

Ho avuto l’occasione di intervistare Paolo Avigo, Presidente dell’Associazione Giochi Antichi che ha ideato e costruito nel tempo il Festival, incontrandolo in Sala Lodi a Veronetta, sede operativa del Tocatì messa a diposizione dal Comune di Verona.

Quest’anno molte rassegne sono state cancellate o spostate. Perché avete deciso di “tenere la posizione” e di proporre anche quest’anno il Tocatì?

Come Associazione Giochi Antichi crediamo che un evento importante come il Tocatì andasse comunque proposto: non solamente per garantire la sua continuità ma anche per cercare di dare un rilancio ad una situazione culturale che quest’anno è particolarmente stagnante, un stimolo per ripartire sia per Verona ma anche per le altre realtà extracittadine che si occupano della cultura tradizionale. Inoltre, a differenza della maggior parte dei Festival che si tengono nel pieno della stagione estiva avevamo il vantaggio di avere organizzato sempre il Tocatì nella seconda metà di settembre, il che ci dava un piccolo lasso di tempo ulteriore per seguire l’andamento della pandemia e apporre le opportune variazioni di programma.

In questa edizione che avete chiamato “Le Italie dei Borghi in Gioco” non ci saranno come appare evidente nazioni straniere ospiti: come avete costruito il calendario degli eventi?

L’attenzione sarà quest’anno rivolta verso le comunità ludiche italiane ma, differenza delle scorse edizioni il Tocatì non solo ne ospiterà alcune, ma di altre ne sarà “ospite” e questa è una novità importante che potrà avere importanti sviluppi nelle edizioni future: tra i giochi della tradizione italiana che si svolgeranno a Verona ci saranno la Schida (da Guidizzolo, Mantova), il gioco della Morra da Sant’Anna d’Alfaedo, la Palota da San Vito al Mantico il, Palo della Cuccagna da Santa Maria di Zevio, e diversi giochi da tavoliere come il Carrom, la Dama e naturalmente gli Scacchi.

Verranno invece proposti nei borghi di appartenenza nelle cui strade sono nati e dove si praticano tuttora e molti dei quali sono riconosciuti come patrimoni mondiali Unesco, Bijé (Farigliano, Cuneo),Birillo Parato (Fossato Ionico, Reggio Calabria), Cacio al fuso (Pienza, Siena), Corsa con la Cannata (Arpino, Frosinone), Gioco delle Noci (Monterosso al Mare, Liguria), Lancio del Maiorchino (Novara di Sicilia, Messina), Pilote (Gemona del Friuli, Udine), Trampoli (Schieti di Urbino), Tsan (Brissogne, Aosta), S’Istrumpa (Ollollai, Nuoro), Sburla la Roda (Fossacaprara, Cremona) e Zugo de l’ovo (Sezano, Verona).

  • Quali sono i settori che hanno dovuto forzatamente subire un ridimensionamento o una rimodulazione?

Naturalmente le attività che prevedono un contatto fisico che solitamente hanno riscontrato una forte presenza del pubblico; alcune sono state cancellate altre le abbiamo delocalizzate come per fare un esempio “il palo della cuccagna” che da Piazza delle Erbe è stato dirottato nello spazio più raccolto e gestibile nel cortile ovest dell’ex Arsenale asburgico. Naturalmente saremo molto accorti nel regolare l’afflusso del pubblico.

“Le piazze” del Tocatì che saranno coinvolte in questa “edizione speciale” 2020?

Piazza delle Erbe è sempre al centro del Festival e quest’anno farà da cornice all’installazione dedicata alle “Remiere”,con l’esposizione di tre tipi di barche per un confronto tra imbarcazioni tradizionali che adottano l’antica tecnica della voga alla veneta divenuta, negli anni, pratica ludico-sportiva: la “Bissa” del Garda, il “Naet” del Lago d’Iseo e la “Mascareta” della laguna veneziana. Naturalmente uno dei “centri” sarà al solito il “Forum Internazionale della Cultura Ludica” in Cortile del Mercato Vecchio che ospiterà l’Istituto Centrale per  il Patrimonio Immateriale, il Museo delle Civiltà, la Societá italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (SIMBDEA), tutti enti impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, nonché l’Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels (AEJeST), organizzazione non governativa accreditata presso l’UNESCO dal 2010  che intende valorizzare e difendere gli sport e i giochi tradizionali.

Molte delle iniziative che nelle passate edizioni si svolgevano all’aperto, hanno trovato ospitalità in prestigiosi spazi chiusi: tra questi il Museo di Storia Naturale e il Museo di Castelvecchio, inseriti nel circuito dei Musei Civici di Verona, la Villa Romana di Valdonega, Palazzo Diamanti,la Chiesa di Santa Maria in Organo, il Museo G.B. Cavalcaselle ed il Palazzo della Ragione. Alcuni di questi luoghi alcuni hanno contribuito all’iscrizione di Verona tra le città Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, titolo che quest’anno compie vent’anni.

Il palco che veniva montato in Piazza dei Signori quest’anno non ci sarà, ma uno di più ridotte dimensioni verrà allestito nel Cortile del Mercato Vecchio ed ospiterà artisti che si occupano della tradizione popolare veronese come l’ensemble Corde e Ance di Mondrago ed il duo formato da Luisella Mutto ed il fisarmonicista Giuseppe Zambon. I “Suoni lungo l’Adige” sono invece confermati, anche se non sarà possibile praticare il ballo popolare; qui suoneranno la Contrada Lorì, Otello Perazzoli ed il giovedì sarà dedicato alla musica del Salento in una versione da “ascolto”.

  • L’autorità prefettizia. L’ASL e l’Amministrazione Comunale hanno posto dei vincoli, e quali sono, a questa edizione, vista la pandemia del COVID – 19?

L’esigenza di evitare in primis assembramenti ha naturalmente comportato una riduzione consistente delle attività in presenza che saranno una trentina anziché le duecento degli anni scorsi. Per cercare di soddisfare questa importante esigenza l’area del festival è stata praticamente raddoppiata per avere in questo modo una maggiore distribuzione del pubblico e quindi una minore concentrazione dello stesso. In ogni caso ancora una risposta ufficiale non l’abbiamo, e quindi le variazioni del programma sono in realtà ancora possibili. Un’altra conseguenza delle limitazioni è, come ho detto prima, che non sarà possibile praticare il ballo popolare e quindi i gruppi che si esibiranno proporranno un repertorio più da ascolto che contestualizzato al ballo.

  • Questa edizione del Tocatì necessiterà di più controlli “a vista” del pubblico e quindi di un maggior coinvolgimento della fondamentale partecipazione dei volontari. Come sarà regolamentato l’afflusso del pubblico agli eventi?

Abbiamo preparato con grande cura questo aspetto. Anche se quest’anno i volontari saranno presenti in numero minore rispetto alle passate edizioni, questi si sposteranno per vigilare i vari eventi che necessitano della loro presenza; in Cortile del Mercato Vecchio, per esempio, i dovranno verificare che tutti indossino la mascherina e saranno dotati di un contapersone. Inoltre ci sarà una direzione obbligatoria di ingresso ed una di uscita per il pubblico.

  • Qual è la direzione che l’A.G.A. intende a far prendere al Tocatì in riferimento alla sua candidatura Multinazionale UNESCO ICH al Registro delle Buone Pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale?

E’ un percorso che abbiamo già iniziato assieme alle reti italiane che partecipano al processo di candidatura (trenta realtà) ed anche a livello internazionale Belgio, Cipro e Francia condivideranno il programma non solo del festival ma di tutte le attività che l’Associazione Giochi Antichi e le reti andranno ad organizzare e proporre durante il corso dell’anno.

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

17 SETTEMBRE – 4 OTTOBRE

di alessandro nobis

Stavolta abbiamo veramente rischiato di perdere l’edizione 2020 di Folkest, e le motivazioni le potete ben immaginare; evidentemente però gli anticorpi del festival accumulati in quarantuno edizioni se non hanno sconfitto le conseguenze del Corona Virus hanno almeno consentito agli organizzatori di posticipare questa 42^ Edizione nella seconda metà di settembre e di allestire un programma più che degno della qualità di questa manifestazione che ha accompagnato in oltre quattro decenni musicisti, musiche e spettatori in lungo ed in largo per il Friuli Venezia Giulia alla scoperta di musiche e di scorci storico-naturalistici, come dice Andrea Del Favero, uno di quelli che il festival, avendolo fondato, lo conosce proprio bene:

Folkest  compie 42 anni in questo 2020 per tutti così singolare, segnato dal Covid e durante il lockdown il festival si è fermato come tutti riflettendo sui possibili futuri sviluppi, sull’uso creativo della tecnologia, sulle possibilità offerte dai più recenti mezzi di comunicazione. Alla fine si è sdoppiato, anzi, addirittura triplicato, legandosi ancor più al territorio della regione Friuli Venezia Giulia, con tutti quei luoghi che nel corso di oltre quarant’anni di scorribande sonore hanno segnato la storia di un festival che ha aperto la strada alla world music internazionale e a un moderno concetto di promozione turistica, che sposasse l’evento culturale con un luogo ad alta, e spesso inespressa, vocazione turistica”.

Intelligentemente gli organizzatori hanno puntato su ciò che succede all’interno del panorama italiano tradizionale e di derivazione con oltre cinquanta eventi tra concerti, seminari (quello ad esempio di Elena Ledda), presentazione di libri, concorsi (l’assegnazione dell’ambito Premio Cesa) riuscendo a coinvolgere ben ventisette Amministrazioni Comunali, la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Comune istriano di Capodistria (Koper) e di importantissimi Enti come il Mibact (Ministero delle Belle arti e della Cultura della Repubblica Italiana) e l’UNESCO.

Folkest 2020 si concluderà come sempre a Spilimbergo nei primi 5 giorni di ottobre, stavolta al chiuso nel teatro Miotto che ospiterà tra l’altro la fase finale di “Suonare a Folkest”. Il programma dettagliato del festival, nella parte successiva a Ferragosto, è visibile oltre a qui sotto anche nel sito del Festival www.folkest.comdove è riportato il programma completo.

Naturalmente tutto il festival rispetterà le disposizioni ministeriali e di conseguenza sarà  necessaria la prenotazione per presenziare agli eventi di Folkest 2020: informazioni sulle prenotazioni saranno fornite dall’organizzazione in seguito.

 

 

IL PROGRAMMA

FOLKEST IN CADORE

AGOSTO

FOLKEST A UDINE

♦VENERDI’ 21
Udine • 21.00 Piazza Libertà
Al centro delle cose – omaggio a Pierluigi Capello. In collaborazione con Progetto Musica

♦LUNEDI’ 31
Udine • 21.00 Piazza Venerio
Tite Grison – Musicist, pitôr, mestri, fotografo, ingignîr con Lino Straulino, La Sedon Salvadie e Kujacoustic.

SETTEMBRE

♦GIOVEDI’ 3
Cussignacco (Udine) • 20.45 area parrocchiale San Martino Vescovo
Tite Grison – Musicist, pitôr, mestri, fotografo, ingignîr con Lino Straulino, La Sedon Salvadie e Kujacoustic. In collaborazione con Progetto Musica

 

FOLKEST A CAPODISTRIA

AGOSTO

♦SABATO 22
Capodistria • 21.30 Taverna
I Beatles di Pirano con Le.C@tene e Perpetuum Mobile

♦DOMENICA 23
Capodistira • 21.30 Taverna
I Nomadi – Milleanni

FOLKEST IN FRIULI VENEZIA GIULIA

SETTEMBRE

♦MARTEDI’ 1
Spilimbergo • 20.30 Teatro Miotto
Tomat Band – Twenty for twenty. Un progetto in collaborazione con Associazione Gottardo Tomat

♦SABATO 5
Pradibosco (Prato Carnico) • 20.45 Hotel Pradibosco
Green Kings – Il volo degli angeli

♦SABATO 12
Spilimbergo • 20.30 Teatro Miotto
Elisir d’Amore – Progetto Donizetti in collaborazione Operaprima – Wien

♦DOMENICA 13
Pozzuolo del Friuli • 17.30 Villa Gradenigo Sabbatini
Elisir d’Amore – Progetto Donizetti in collaborazione con Operaprima – Wien

♦GIOVEDI’ 17
Maniago • 20.30  “Antica Taverna” palazzo d’Attimis
Morrigan’s Wake – Dagli Appennini all’Irlanda

♦VENERDI’ 18
Aurisina (Duino-Aurisina) • 20.30 Piazza del Municipio
Baraban – Canti d’amore, danzi e canti di guerra

♦SABATO 19
Vergnacco (Reana del Rojale) • 20.30 parco Sculture Vergnacco
Terre del Sud – Dalla Majella ai Trabocchi

Flaibano • 20.30 piazza Monumento
Cogli la prima mela – Quartetto d’autore

♦DOMENICA 20
Sauris • 17.30  centro sportivo/Treinke
Tocodebanda – In ‘sta via e dintorni

♦MARTEDI’ 22
San Giorgio della Richinvelda • 20.30 parco della Biblioteca Civica
Marco Sforza – Canzoni a mezza pensione
Daniele D’Agaro & The Dixieland Stumblers – Honky Tonk Town

Polcenigo • 20.30 piazza Plebiscito
Acamar – Musicainviaggio

♦MERCOLEDI’ 23
Papariano (Fiumicello Villa Vicentina) • 20.30  giardino ex scuole – via Trieste
Massimo Giuntini e Silvio Trotta – Libero arbitrio

  • Basaldella (Campoformido) • 20.30  chiesa di San Martino Vescovo
    Kujacoustic– Arie virtuose delle colline

♦GIOVEDI’ 24
Artegna • 20.30  collina di San Martino
Confessioni di un Musicante – Silvio Trotta canta Branduardi

Prato Carnico • 20.30  Casa del Popolo
Green Waves – Viaggi d’Irlanda

♦VENERDI’ 25
Gorizia • 20.30 Teatro Verdi
Confessioni di un Musicante – Silvio Trotta canta Branduardi

Chiaulis Verzegnis • 20.30 Chiesa Santi Pietro e Paolo
Na Fuoia – Foglie di tradizione

♦SABATO 26
Pradielis (Lusevera) • 20.30  Centro sociale di Pradielis “Lemgo”
Rolling Around – Venti d’Irlanda

Romans d’Isonzo • 17.30  Casa Candussi-Pasiani
La Quadrilla – Corde Grosse, tamburi, ance e plettri

♦DOMENICA 27
Tramonti di Sopra • 17.30  Area sala polifunzionale
La Mesquia – L’àrbol e altre storie

Cercivento • 17.30  Cjase da Int
La sedon Salvadie – Liendes dal Friûl

♦MARTEDI’ 29
Cassacco • 20.30  parco d’Europa
Ensemble du Sud – A spasso per il mondo

Pinzano al Tagliamento • 20.30  cortile della biblioteca
Alberto Grollo e Federica Capra – Da Bach ai Pink Floyd

♦MERCOLEDI’ 30
Piano d’Arta (Arta Terme) • 20.30  Chiesetta di San Nicolò degli Alzeri
Alessandro D’Alessandro – “Organetto SOLO” libere canzoni e temi onirici per organetto ‘preparato’ ed elettronica
Villandorme – La fia del paesan

OTTOBRE

♦GIOVEDI’ 1
Pulfero• 20.30  sala consiliare
Suonno d’ajere – Vincitori del Premio Alberto Cesa 2019

 

FOLKEST A SPILIMBERGO

SETTEMBRE

♦MERCOLEDI’ 30
Spilimbergo • 20.30  locali pubblici del centro
Musica tra la gente

OTTOBRE

♦GIOVEDI’ 1
Spilimbergo • 20.30  locali pubblici del centro
Musica tra la gente

♦VENERDI’ 2
Spilimbergo • 21.15  Teatro Miotto
Neri Marcorè – Edoardo De Angelis – Due amici dopo cena, tra chiacchiere e canzoni

♦SABATO 3
Spilimbergo • 16.30  Palazzo Tadea – presentazione libro
I Beatles di Pirano, con Slobodan Simič – Sime e Sergio Settomini

Spilimbergo • 17.45  Palazzo Tadea
La ghironda di michellecon Silvio OrlandiMarco Salvadori e Andrea Del Favero

Spilimbergo • 21.15 Teatro Miotto
Silvio Orlandi – omaggio a Michelle Fromenteau

Premio Alberto Cesa
Bratiska – Italia
Calimani– Toscana
Carlo Pestelli – Piemonte
Little Train Band– Italia
Mesudì – Italia
Musica Spiccia – Italia 
Politikos – Grecia/Italia
Violoncelli itineranti ft. Ana Pilat – Italia/Slovenia/Croazia
Teresa De Sio – Premio Folkest alla carriera

♦DOMENICA 4
Spilimbergo • 11.00 Palazzo Tadea
I diritti dei musicisti in tempo di COVID-19 con Andrea Marco Ricci (Note Legali)

Spilimbergo • 16.30 Palazzo Tadea
Ballando le parole con Francesca Fedrizzi e Brian Chambouleyron

Spilimbergo • 17.45 Palazzo Tadea
“Canzoni” irriverenti reinterpretazioni per organetto ‘preparato’ ed elettronica  con Alessandro D’Alessandro

Spilimbergo •   Teatro Miotto
21.15 Suonno d’Ajere
22.10 Francesco Giunta – in collaborazione con il festival Frattempi
23.05 Fanfara Station – vincitori del Premio Andrea Parodi 2019

♦LUNEDI’ 5
Spilimbergo •  21.15 Teatro Miotto
Violoncelli itineranti ft. Ana Pilat – Italia/Slovenia/Croazia
Politikos – Grecia/Italia
Musica Spiccia – Italia
Mesudì – Italia 
Little Train Band– Italia
Carlo Pestelli – Piemonte
Calimani – Toscana
Bratiska – Italia
Ospite speciale della serata: Elena Ledda– Sardegna

 

 

OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione – “3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione – “3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

 

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione

“3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

di Alessandro Nobis

Oltre al fatto di avere una programmazione di grande respiro dedicata alla musica afroamericana senza alcun ammiccamento al pop, mi sembra di poter dire che la caratteristica più significativa al di là del livello dei contenuti musicali che distingue l’”Open Papyrus” dalla maggior parte degli altri Festival legati al jazz italiani è certamente quella di saper coinvolgere in un’unità progettuale le realtà presenti sul territorio di Ivrea. E considerando che le date del festival sono state spostate in settembre e che il programma ha dovuto subire dei cambiamenti forzati a causa della pandemia, ancor più in questa edizione settembrina – che non definirei di emergenza – si evidenzia ancor di più come la programmazione sia il frutto di una grande passione, di molta pazienza, di lucidità e naturalmente di competenza ed esperienza da parte di chi questo festival organizza, ovvero l’Ivrea Jazz Club / Music Studio.

109930178_10159349185978475_8622156295632276875_n.jpgGià avevo avuto l’occasione di descrivere l’organicità dell’edizione “39” ed anche in questa quarantesima edizione, leggendo il progetto, incontriamo naturalmente la musica, la danza, la fotografia, la pittura e la letteratura; non a caso “Linguaggi” è la parola scelta, la migliore possibile per identificare questo festival che si terrà dal 3 al 19 settembre prossimo, con l’anteprima mercoledì 2.

Se darete uno sguardo al programma dettagliato in calce a questo articolo vi renderete conto come ci sia il modo di trascorrere un fine settimana “lungo” nella città di Ivrea seguendo passo passo il festival e perché no, ammirando le bellezze della città di Ivrea e dintorni. Tra gli appuntamenti più interessanti a mio avviso ci sono quelli del venerdì, il primo alle 19 presso la Sala Santa Marta per la presentazione del CD “Techne” del quartetto Night Dreamers (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/01/night-dreamers-techne/), il secondo alle 21 presso il Teatro Giacosa con il concerto dell’ensemble Oldwalla la conclusione di questa edizione, domenica 16 è di quelle da non perdere non solamente per la gratuità dell’evento ma perché è una straordinaria occasione per ascoltare le musiche del CD “Woland” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/04/03/barbiero·manera·sartoris-woland/) pubblicato da qualche mese da Massimo Barbiero (batteria), Emanuele Sartoris (pianoforte) ed Eliosa Manara (violini); originariamente questo concerto era inserito nella programmazione iniziale del Festival ed ora è fortunatamente ospitato dal Festival dell’Architettura che si tiene sempre ad Ivrea al Centro Adriano Olivetti. In conclusione segnalo inoltre l’appuntamento di giovedì 3 al Teatro Giacosa per il concerto di Paolo Fresu con il suo nuovo progetto in trio dedicato a Chet Baker.

IMG_3901Concludo riportando le assolutamente condivisibili parole di Massimo Barbiero, compositore, musicista e in questo periodo anche “libero pensatore di festival” che danno una chiara idea del lavoro fatto dal gruppo di appassionati che con grande fatica ha preparato il progetto: “Sono tempi difficili, dare un senso ed un valore alle cose che immaginiamo, pensiamo, progettiamo, sembra esser diventato inutile e privo di sostanza. Noi continuiamo a credere che invece quella sia la strada, l’unica, in quanto “non sono i mezzi che fanno un Festival, sono gli uomini che comprendono cosa significa la responsabilità di dare un senso ad un’idea….tracciare dei percorsi, avere il coraggio dei propri errori…..perché per dirla con Monk “si devono commettere gli errori giusti”.

Massimo Barbiero, Music Studio – Ivrea Jazz Club

Prevendite presso:

Associazione “Il Contato” – Piazza Ferruccio Nazionale 12 – Ivrea – Tel. 0125 641.161

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30

Music Studio – Tel. 0125 40450 – informazioni@music-studio.it

 

 

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020 “Rassegna internazionale di musica popolare”

XIX EDIZIONE, 17 LUGLIO – 14 NOVEMBRE 2020

di alessandro nobis

Con il contributo della Regione Puglia e dell’Amministrazione Comunale di Altamura e sotto la competente direzione artistica di Luigi Bolognese inizia dopodomani, venerdì 17 luglio al Centro Visite Lamalunga – L’Uomo di Altamura – la diciannovesima edizione di “Suoni della Murgia”, una delle più interessanti rassegne di musica tradizionale e dintorni del panorama estivo nazionale e questo, va detto, è merito soprattutto dell’impegno profuso generosamente negli anni da Luigi Bolognese e Maria Moramarco dell’ensemble Uaragniaun che hanno dato a Suoni della Murgia una particolare connotazione e una sempre maggiore risonanza internazionale.

Quest’anno la pandemia ha forzatamente costretto gli organizzatori ad aguzzare il loro ingegno ideando una rassegna itinerante e diversa dalle passate edizioni, e le bellezze naturali ed antropiche – le masserie ed i piccoli centri – della terra di Puglia ed in particolare della Murgia barese saranno quindi lo scenario degli appuntamenti il cui programma è riportato in calce.

La rassegna si concluderà a metà novembre, con una pausa nelle due settimane dopo Ferragosto, e propone eventi nel segno della grande qualità che rendono omaggio alla storia della terra di Murgia ospitando musiche e musicisti europei ma anche sudamericani, africani ed asiatici, un bel modo per conoscere culture “altre” che solamente in rassegne come queste trovano spazio in adeguati scenari ed un pubblico curioso ed attento. Insomma, un bel modo di trascorrere qualche giorno alla scoperta dell’entroterra di Puglia, delle sue bellezze e naturalmente della sua ricchissima eno – gastronomia.

Il programma, lo leggerete, è davvero ricco e mi voglio soffermare sugli appuntamenti che, se fossi in zona, non mi lascerei sfuggire. Procedendo in ordine cronologico, personalmente inizierei il 18 luglio presso la Dimora Cagnazzi ad Altamuradove Elias Nardi (liuto arabo), Ares Tavolazzi (contrabbasso) e Daniele Bonaventura (bandoneon) presentano il loro recente bellissimo “Ghimel” ( https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/17/nardi-·di-bonaventura-·tavolazzi-ghimel/) ed il giorno seguente, sempre ad Altamura, mi incuriosisce non poco la performance della violoncellista e cantante Simona Colonna che con i “Live electronics” di Stefano Melone presentano il loro progetto “Curima, curima …), tra classicità ed contemporaneità. Naturalmente imperdibili, il 5 agosto alla Masseria San Domenicoi canti arcaici dedicati al mondo dell’infanzia – e non solo – di “Cillacilla” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/25/maria-moramarco-cillacilla/) raccolti e proposti da Maria Moramarco a Murà presentati assieme a Luigi Bolognese, Alessandro Pipino, Adolfo La Volpe e Francesco Savoretti.

Il 13 agosto, sempre ad Altamura presso la Dimora Cagnazzi, concerto per due nickelharpa (Marco Ambrosini ed Angela Ambrosini) e pianoforte (Eva Maria Rusche), un affascinante viaggio nella musica di origine popolare, dal rinascimento di Diego Ortiz alla musica del Novecento di Bartok Bela mutuato dal magico suono della nickelharpa di cui Marco Ambrosini è senz’altro uno dei maggiori interpreti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/02/marco-ambrosini-·-ensemble-supersonus-resonances/). La prima parte della rassegna si conclude la vigilia di Ferragosto con un altro importante appuntamento, il concerto di Banditaliana – alle 20:30 presso la Masseria Conti Filo –  dove il quartetto presenta la sua più recente produzione discografica, “Argento”

Ma forse l’appuntamento più atteso è quello programmato per i primi due giorni di settembre che si terrà presso il Campo 65, tra Gravina di Puglia ed Altamura: è l’anteprima di uno evento progettato dalle associazioni Suoni della Murgia e Campo 65. Campo 65 è il nome del più grande campo di prigionia italiano della Seconda Guerra Mondiale riconosciuto dalla Regione Puglia come “luogo della memoria”.La performance musicale e teatrale trae origine da una ricerca storica di Domenico Bolognese negli archive militari britannici e germanici e prende vita dalle testimonianze e dalle storie personali di coloro i quali hanno forzatamente trascorso un drammatico periodo della loro vita in questo campo di detenzione. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Il Teatro delle Storie Vere di Trento, con il Festival della Lentezza di Parma, con il Maestro Maglio del Conservatorio di Bari e con il comune di Altamura ed ha in modo molto appropriato coinvolto i ragazzi delle scuole superiori, in particolare una sezione del Liceo Scientifico Federico II e del Liceo Classico Cagnazzi, entrambi di Altamura. Il lavoro, che va ad aggiungere un importante tassello alla storia del XX° ed in particolare del secondo conflitto mondiale e delle microstorie di coloro vi sono stati convolti, nelle intenzioni dei promotori rappresenta un primo passo che ci permetterà di far conoscere storie sconosciute di alcuni protagonisti del più grande conflitto mondiale del ‘900 in una produzione che ha la giusta ambizione di essere proposto non solo in Italia ma anche a livello internazionale.

Ultima segnalazione riguarda il concerto del 3 ottobre nella Sala Tommaso Fiore a Gal Terme di Murge ad Altamura: protagonisti la voce e la viola da gamba dell’argentina Luciana Elizondo, che nel 2019 ha pubblicato un splendido lavoro solista (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/27/luciana-elizondo-alone/); con il chitarrista Quito Gato rivisiterà le musiche tradzionali sudamericane. Un evento davvero imperdibile, un itinerario nel folklore latino Americano lontano dai soliti cliché.

Concludendo, Suoni della Murgia é una significativa rassegna che merita di essere sostenuta sempre più dalle Istituzioni considerato che rappresenta senza ombra di dubbio uno dei segni distintivi dell’estate culturale pugliese ed italiana. 

immagine copertina pagina-01.jpgGLI APPUNTAMENTI

17 luglio ore 20.30 – Centro visite l’Uomo di Altamura, Lamalunga 

RADICANTO: Un sogno così. Omaggio a Domenico Modugno. Maria Giaquinto, canto e narrazione, Giuseppe De Trizio, chitarra classica, Adolfo La Volpe, chitarra elettrica, basso elettrico, Francesco De Palma, cajon, percussioni

18 luglio ore 20.30 – Dimora Cagnazzi, Altamura.

“GHIMEL”, presentazione del cd.Elias Nardi, Oud, Daniele Di Bonaventura, Bandoneon, Ares Tavolazzi, Double Bass,  Fretless B

19 luglio ore 20.00 – Agor@teca, Altamura

“ Curima, curima… “: Concerto per voce, anima e violoncello. SIMONA COLONNA: voce e violoncello, STEFANO MELONE: live electronics

Ore 21.15  Agor@teca, Altamura.Il regista Gianfranco Pannone presenta il docufilm: “ Scherza con i fanti “ 2019 

29 luglio ore 20.30 – Masseria San Domenico, Murà. Claudio Prima “ Nina Balla di madre italiana” Concerto di musiche e parole

 3 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà. AYOM, Musica do atlantico negro. Jabù Morales voce e percussioni, Alberto Becucci fisarmonica, Olmo Marin chitarra, Ricardo Quinteira basso, Timoteo Grignani percussioni, Walter Martins percussioni 

4 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli

Duo Savoretti – Mina: Sonorità tradizionali e le incursioni dell’elettronica. Francesco Savoretti : percussioni mediterranee e live electronics, Fabio Mina: flauti 

4 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli: Terra Brazil. Forrò e musica popolare brasiliana

5 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà: Francesco Moramarco Project. Francesco Moramarco chitarra elettrica, Domenico Caliri chitarra elettrica, Manco Donato batteria e rav, Francesco Lavecchia basso elettrico, Grazia Lombardi voce e violino

5 agosto ore 21,30 – Masseria San Domenico, Murà. “Cillacilla”:Maria  Moramarco, voce, Luigi Bolognese, chitarre, Alessandro Pipino, organetti, fisarmonica e colori sonori, Adolfo La Volpe, oud chitarra portoghese, Francesco Savoretti, percussioni mediterranee e live electronics

10 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli. Uaragniaun: Maria Moramarco  voce e chitarra, Luigi Bolognese chitarra, mandoloncello, Silvio Teot percussioni, voce, Filippo Giordano violino 

10 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli.Arsene Solo, Shaman Showman

13 agosto ore 20.30 – Dimora Cagnazzi. Terrae. Presentazione CD “Approdi”

 13 agosto ore 21.30 – Dimora Cagnazzi. “Dal Barocco a Béla Bartók”: musiche di Diego Ortiz, Orlando Gibbons, Antonio Vivaldi, J.S. Bach e Béla Bartók. Angela Ambrosini e Marco Ambrosini, Nyckelharpa, Eva-Maria Rusche, Pianoforte

14 Agosto ore 20.30 – Masseria Conti Filo. Riccardo Tesi & Banditalianapresentani il CD “Argento” 

1-2 settembre – Campo 65, Altamura: Campo 65 anteprima assoluta di una produzione realizzata dalle associazioni culturaliSuoni della Murgia e Campo 65 

3 ottobre ore 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Presentzione del CD “Murgia”. Michele Santarcangelo chitarre, con Annamaria Rifino : arpa celtica

3 ottobre ore 21.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. “ La copla Perdida “, Percorsi e memorie del folklore dell’ America Latinacon Luciana Elizondo, Canto e Viola da Gamba e Quito Gato Chitarre a 5 e 6 ordini

14 novembre 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Radicanto: “Conosco appena le mani”: Maria Giaquinto(canto), Giuseppe De Trizio(chitarra classica),Adolfo La Volpe(chitarra acustica, chitarra portoghese)e Francesco De Palma(percussioni)

info e contatti: https://www.facebook.com/suonidellamurgia/

info@suonidellamurgia.net

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione 25 – 29 MARZO 2020

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione

“25 – 29 marzo 2020” Ivrea e Canavese

di Alessandro Nobis

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Oltre al fatto di avere una programmazione di grande respiro dedicata alla musica afroamericana senxza alcun ammiccamento al pop, mi sembra di poter di re che la caratteristica più significativa al di là del livello dei contenuti musicali che distingue l’”Open Papyrus” dalla maggior parte degli altri Festival legati al jazz italiani è certamente quella di saper coinvolgere con una unità progettuale le realtà presenti sul territorio di Ivrea. E questo non è poco, è il frutto di una grande passione, di molta pazienza, di lucidità e naturalmente di competenza ed esperienza di chi questo festival organizza e, prima, lo pensa nella sua composizione e struttura.

Già avevo avuto l’occasione di descrivere nel mio piccolo l’organicità dell’edizione “39” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/03/19/dalla-piccionaia-27-31-marzo-2019-39-open-papyrus-jazz-festival-divrea-e-canavese/)ed anche in questa quarantesima edizione. leggendo il progetto, incontriamo naturalmente la musica, la danza, la fotografia, la pittura e la letteratura e non a caso “Contaminazioni” è la parola scelta, la migliore possibile per identificare questo festival che si terrà dal 25 a 29 marzo prossimo.

E’ un programma a mio avviso interessante, presenta importanti nomi del jazz moderno vicino a progetti che danno lustro al jazz di casa nostra che poco o nulla ha da invidiare a quello europeo e d’oltreoceano. Alcuni eventi sono imperdibili: al Teatro Giacosa, venerdì 27, con il trio di Chris Potter (so stesso Potter con Craig Taborn e Nasheet Waits) “allargato” dalla presenza di Bill Frisell, quello di sabato 28 nella stessa location con l’ensemble di Joe Lovano (Gerald Clever, Dezron Douglas, Giovanni Guidi, Lovano ed Enrico Rava) e la presentazione di Giovedì 26 al Museo Garda dello straordinario “Woland”, lavoro del trio di Massimo Barbiero con la violinista Eloisa Manera ed il pianista Emanuele Sartoris recentemente pubblicato ed ispirato alle pagine de “Il Maestro e Margherita” do Bulgakov.

Il Festival si aprirà mercoledì 25 con la presentazione del più recente lavoro del chitarrista Maurizio Brunod, altro evento degno di nota assieme a mio avviso al concerto presso la sala Santa Marta del quintetto formato da quattro sassofoni baritoni (Massimiliano Milesi, Florian Bramböck, Helga Plankensteiner  e Giorgio Beberi) e dal batterista Zeno De Rossi.

Se darete uno sguardo al programma dettagliato in calce a questo articolo, ve renderete conto che c’è il modo di trascorrere un fine settimana “lungo” nella città di Ivrea seguendo passo passo il festival e perché no, ammirando le bellezze della città di Ivrea.

Voglio chiudere riportando le parole di Massimo Barbiero, compositore, musicista e in questo periodo anche “libero pensatore di festival” che danno una chiara idea del lavoro fatto dal gruppo di appassionati che con grande fatica ha preparato il progetto: “Sono tempi difficili, dare un senso ed un valore alle cose che immaginiamo, pensiamo, progettiamo, sembra esser diventato inutile e privo di sostanza. Noi continuiamo a credere che invece quella sia la strada, l’unica, in quanto “non sono i mezzi che fanno un Festival, sono gli uomini che comprendono cosa significa la responsabilità di dare un senso ad un’idea….tracciare dei percorsi, avere il coraggio dei propri errori…..perché per dirla con Monk “si devono commettere gli errori giusti”.Massimo Barbiero, Music Studio – Ivrea Jazz Club

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO:

MERCOLEDÌ 25 MARZO

ore 21.00 – Enoteca Vino e Dintorni

Ticonto …Special

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

Presentazione cd Maurizio Brunod Ensemble

A seguire reading e degustazioni prodotti del territorio

GIOVEDÌ 26 MARZO

ore 21.00 – Museo Garda, piazza Ottinetti

Massimo Barbiero: drums e percussion

Eloisa Manera: violin and electric 5 strings

Emanuele Sartoris: pianoforte

presentazione cd Woland omaggio a “Il Maestro e Margherita”

Performance di danza e reading nelle sale del museo coreografie: F. Galardi, C. Ruberto, G. Ceolin in collaborazione con le scuole di danza: Arabesque, Accademia di Danza e Spettacolo, Baobab

con: Giulia Bedin, Indira Gillio, Emma Nemes, Francesca Pugliese, Eleonora

Buratti, Melissa Dortù Luciana Trimarchi, Arianna Buffoblin, Camilla Castè,

Alice Mistretta, Alina Mistretta, Arianna Mistretta, Sara Ugorese.

VENERDÌ 27 MARZO

ore 18.00 – Sala S.Marta

Guido Michelone presenta il suo ultimo libro in collaborazione con: Galleria del libro e G.Pilo

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Barionda

Massimiliano Milesi: sax baritono

Florian Bramböck: sax baritono

Helga Plankensteiner: sax baritono

Giorgio Beberi: sax baritono

Zeno De Rossi: drums

ore 21.00 – Teatro Giacosa

Chris Potter trio

feat. Bill Frisell

Chris Potter: saxophone

Bill Frisell: electric guitar

Craig Taborn: Fender Rhodes & piano

Nasheet Waits: drums

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera

Vince Novelli trio. Vince Novelli: chitarra, Giuseppe Dimasi: batteria, Giorgio Fiorini: contrabbass

Sabato 28 marzo

dalle 16.30 – Street Band per le vie della città

Bandakadabra

Giulio Piola: tromba, Stefano “Piri” Colosimo: tromba, Simone Garino: sax alto, Enzo Ceccantini: sax tenore, Francesco “Cecio” Grano: sax tenore, Elia Zortea: trombone, Bruce Stevens, Max Vienco, Giulio Rosa: tuba, Renato Tarricone: rullante, Gipo Di Napoli: grancassa

ore 18.00 – Sala S.Marta

Luca Bragalini presenta il libro

“Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington”

Storytelling con video, immagini, musiche e parole in collaborazione con Libreria Mondadori e D.Gamba

ore 18.30 – Sala S.Marta

aperitivo con prodotti e vini del territorio a cura della Enoteca Vino e Dintorni

ore 19.00 – Sala S.Marta

Da Jobin a Gismonti

Loris Deval: chitarra

Bruno Martinetti: tromba e flicorno

Giorgio Fiorini: contrabbasso

ore 21.30 – Teatro Giacosa – Nell’ambito di Torino Jazz Festival Piemonte

Joe Lovano quintet

Enrico Rava: tromba

Joe Lovano: tenore sax

Giovanni Guidi: pianoforte

Dezron Douglas: contrabbasso

Gerald Cleaver: batteria

ore 23.50 – Jazz Club, ristorante Aquila Nera Vibes&Voice

Caterina Accorsi: voce e Riccardo Conti: vibrafono

INOLTRE:

– Mostre di pittura presso Sala S.Marta e intallazioni, in piazza Ottinetti, a cura di ARTE IN FUGA

– Dalle 17 alle 18 Incursioni di danza nelle vetrine dei negozi di via Palestro (Laura Shop, Benetton, El Beso)

Presenta: Daniela Urlati

INFORMAZIONI:

Ingressi:

Mercoledì 25: ingresso gratuito (gradita la prenotazione)

Giovedì 26: € 10,00

Venerdì 27, Sabato 28: € 20,00

Abbonamento: € 40,00

Direzione Artistica: Ivrea Jazz Club/ Music Studio

La manifestazione è organizzata da Ivrea Jazz Club e Music Studio.

Prevendite presso:

Associazione “Il Contato” – Piazza Ferruccio Nazionale 12 – Ivrea – Tel. 0125 641.161

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30

Music Studio – Tel. 0125 40450 – informazioni@music-studio.it

I luoghi:

Teatro Giacosa – piazza Teatro 1, Ivrea

Sala S.Marta – piazza Santa Marta, Ivrea

Jazz Club, ristorante Aquila Nera – via Palestro 29, Ivrea

Enoteca Vino e Dintorni – via Arduino 67, Ivrea

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

DALLA PICCIONAIA: BERGAMO JAZZ 2020

15 – 22 marzo, 42° edizione

di alessandro nobis

Bergamo Jazz presenta anche in questo 2020 un programma la cui struttura a mio modesto avviso dovrebbe essere presa ad esempio da chi si candida alla direzione artistica di un qualsivoglia Festival di musica afroamericana: i Maestri vicino ai nuovi talenti, il maistream vicino alla sperimentazione, niente assurdi ammiccamenti al pop e dintorni, gli eventi distribuiti nei teatri e in molti altri luoghi istituzionali e non della bellissima Bergamo. Da Dave Douglas a Maria Pia De Vito la direzione artistica si mantiene di alto livello con una continuità di pensiero che negli ultimi quaranta anni ha saputo costruire un festival tra i più apprezzati dal pubblico e naturalmente tra i più ambiti dai musicisti. Creberg Teatro (in sostituzione del Teatro Donizetti, in restauro), Teatro Sociale, Museo della Cattedrale, l’ex Oratorio di San Lupo, Accademia Carrara, Auditorium di Piazza della Libertà, Sala Piatti, le strade della Città Bassa; ma non finisce qui perché “Scintille in Jazz”, la sezione del Festival occuperà ancora altri spazi come il Museo Bernareggi, lo Spazio Polaresco e l’Elav Circus. Questo per ciò che riguarda la musica in senso stretto, perché Bergamo Jazz cronologicamente viene dopo il Bergamo Film Meeting e quindi un una sorta di osmosi ecco i jazzisti che sonorizzano il cinema e la fotografia …………….., per non parlare poi della sezione didattica fondamentale per far conoscere ai giovanissimi il jazz formando anche il pubblico del futuro, un aspetto questo fondamentale perchè bisogna almeno provarci.

Insomma carne al fuoco ce n’è tantissima, ognuno potrà scegliere gli eventi a cui assistere e perché no, assistere a tutti gli eventi.

Quindi, a questo punto faccio una selezione degli eventi che personalmente mi sembrano più interessanti, ma solamente perché sono vicini alla musica che spesso ascolto e che spesso tento di descrivere con un piglio da musicofilo sul blog. Qui il festival si dovrebbe vedere e ascoltare tutto …

Inizierei con l’appuntamento di venerdì 20 all’Ex Oratorio San Lupo con la performance (ore 17:00) del chitarrista sardo Paolo Angeli, figura fondamentale della musica di avanguardia che con la sua chitarra sarda “preparata” dimostra come si possa smontare e rimontare il repertorio dei Radiohead band che con il jazz nulla c’entra ma la cui musica nelle mani di Angeli viene trasformata in un qualcosa d’altro, come si suo ascoltare nel suo “22.22. free Radiohead”. Il giorno seguente, sempre alle 17  ma all’Auditorium di Piazza della Libertà c’è l’attesissimo – almeno per chi scrive –  trio di Elvind Aarset, Gianluca Petrella e Michele Rabbia con le loro composizioni originali filtrate in modo intelligente ed equilibrato dall’elettronica che presenteranno l’ottimo “Lost River” prodotto da Eicher; tre musicisti che hanno sempre volto uno sguardo attento alle nuove sonorità che aprono nuovi spazi al jazz ed alla musica contemporanea. Naturalmente imperdibile il duo Karin Krog – John Surman (Domenica 22, Sala Piatti ore 11), due musicisti che hanno segnato la storia dell’etichetta di Manfred Eicher e del jazz europeo; straordinario evento anche perché negli ultimi anni il sassofonista inglese si è fatto poco vedere nel nostro Paese. Tra gli eventi al Teatro Sociale mi sono segnato sull’agenda il doppio concerto di giovedì 19; all’ottimo trio del pianista polacco Marcin Walilewski è stato assegnato il primo set, mentre il secondo vedrà sul palcoscenico il trio del sassofonista Chris Potter, con il pianista Craig Taborn ed il batterista Eric Harland. Non finisce qui perché il trio avrà come “ospite” nientemeno che il geniale chitarrista americano Bill Frisell: ne sentiremo delle balle come si suol dire. L’ultimo appuntamento che “mi” e “vi” segnalo è quello con il chitarrista Jakob Bro in compagnia di Mark Turner (sassofono), Thomas Morgan (contrabbasso) e Joey Baron naturalmente alla batteria (da ascoltare assolutamente il notevole “Bay of Rainbows” del 2017 per l’ECM). E mi fermo qui, non c’è nel programma un evento che non segnalerei, magari ci penseranno a farlo penne ben più autorevoli della mia.

A Bergamo non si fanno mancare niente ed infatti il 23 gennaio si aprirà “Aspettando il Festival”, un’altra decina di appuntamenti a Bergamo e dintorni organizzati da Associazioni e locali, fino al 4 marzo.

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INFO E BIGLIETTERIA

Concerti al Creberg Teatro

Per le tre serate in abbonamento al Creberg Teatro, la Fondazione Teatro Donizetti e ATB offrono un servizio di trasporto convenzionato a € 5,00 con una navetta in partenza dal Teatro Donizetti (lato Sentierone) con destinazione Creberg Teatro e ritorno.

Andata: partenza navetta dal Teatro Donizetti ore 20.15. Ritorno: partenza navetta dal Creberg Teatro dopo la fine del concerto

Il servizio navetta è prenotabile direttamente presso la Biglietteria della Fondazione Teatro Donizetti, che consegnerà un tesserino da esibire al personale del Teatro prima di salire sull’autobus.

Concerti al Teatro Sociale

Presentando al personale ATB l’abbonamento o il biglietto d’ingresso ai concerti a pagamento in programma al Teatro Sociale, si avrà accesso gratuito ai mezzi pubblici ATB (funicolare compresa) da e per Città Alta nei giorni di concerto, a partire da 2 ore prima dell’inizio dello stesso e fino a 1 ora dopo l’uscita da teatro.

18APP e CARTA DEL DOCENTE

La Fondazione Teatro Donizetti aderisce alle iniziative 18App e Carta del Docente: gli studenti che hanno compiuto 18 anni e i docentidi ruolo delle istituzioni scolastiche statalipossono acquistare abbonamenti e biglietti di Bergamo Jazz usufruendo del bonus ministeriale di 500€.

Prezzi abbonamenti e biglietti Concerti al Creberg Teatro

Abbonamenti da 45,00 a 83,00 €; ridotti da 40,00 a 75,00 €

Biglietti singoli concerti da 20,00 a 37,00 €, ridotti da 15,00 a 28,00 €.

Biglietti altri concerti

Da 5,00 a 15,00 €; ridotti da 3,00 a 11,00 €

Concerti sezione Scintille di Jazz e mostra di Jimmy Katz Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

Calendario vendita abbonamenti e biglietti:

Concerti fuori abbonamento a pagamento: dal 28 gennaio 2020

Rinnovo abbonamenti: dal 28 gennaio al 1° febbraio 2020

Nuovi abbonamenti: dal 6 febbraio 2020

Biglietti singole serate al CREBERG TEATRO: dal 13 febbraio 2020

BIGLIETTERIA

c/oPROPILEI DI PORTA NUOVA

Largo Porta Nuova, 17 – Bergamo

Tel. 035.4160 601/602/603

E-mail biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org

Orari:

Da martedì a sabato | ore 13.00-20.00

Domenica 25 marzo | ore 17.00-20.00

c/oALTRI LUOGHI DI SPETTACOLO

La biglietteria apre 1 ora e mezza prima dell’inizio del concerto

www.teatrodonizetti.it

info@fondazioneteatrodonizetti.org

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2019 parte 2

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2019 parte 2

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2019 parte 2

14 – 17 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda.

di Alessandro Nobis

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MARTIN HAYES & DAVID POWER. Foto di Erica Nobis

Il venerdì puntata mattiniera a Belfast e ritorno in Armagh, al Market Place Studio, splendida sala nel complesso che ospita cinema, pub e la sala principale del Teatro per il “Piping Perspectives 1” e sala gremita come in tutti gli appuntamenti di questa ventiseiesima edizione del festival. Ad aprire le danze uno splendido set di Grainne Holland, una splendida voce ed una notevole capacità di scrittura. Accompagnata dal sempre brillante flautista Brian Finnegan dei Flook e prima ancora degli “Upstairs in a Tent” e dal fine chitarrista Tony Byrne, la cantante ha presentato tre composizione tratte dal suo lavoro più recente; suono molto equilibrato ed arrangiamenti molto curati, davvero un ottimo set seppur breve. A seguire un altro trio, stavolta formato da Mrs. Maeve Donnelly al violino, Mrs. Maire Ni Ghrada alle pipes e dall’arpista Mrs. Eilìs Lavelle (la presenza dell’arpista, non annunciata, è stata notevole) ed infine lo straordinario duo di Brian McNamara (pipes) e l’arpista Grainne Hambly, a mio avviso uno dei set più riusciti di questa edizione del WKPF: la differenza dei volumi tra i due strumenti è davvero forte, ma vuoi per la bravura del tecnico del suono vuoi per la capacità di controllo del volume soprattutto di McNamara l’equilibrio è stato perfetto ed il repertorio dedicato prevalentemente a quello arpistico ha presentato arrangiamenti di brani risalenti addirittura al 17° secolo e di Turlough O’Carolan con l’immancabile “O’Carolan’s Welcome”.

Poi di corsa alla Chiesa Presbiteriana di Armagh dove si sono esibiti in serie pipers di tre generazioni, dagli allievi – e che allievi! – del Pipers Club a Maestri del calibro di Sean Potts, Maire Ni Ghrada e Kevin Rowsone (brillante la sua “O’Carolan’s Welcome”). Insomma, questa edizione del festival ha evidenziato se ce ne fosse stato bisogno, come il mondo della tradizione popolare in questa parte d’Irlanda è ancora vivissimo e l’interesse anche da parte dei giovanissimi è davvero notevole; la mattina infatti, nella stessa Chiesa gli alunni delle scuole di Armagh hanno assistito con grande attenzione all’esibizione di artisti tra i quali Nico Berardi che ha ancora una volta affascinato i ragazzi con i suoni ed i racconti della sua zampogna pugliese, sconosciuta a queste latitudini.

Sabato mattina dedicato alla visita dello splendido Dunluce Castle, sulla costa nord dell’Ulster e naturalmente della vicina distilleria del Bushmill, tappa assolutamente obbligata per gli appassionati….

Tornando al festival, l’evento più atteso era, almeno per chi vi sta raccontando la cronaca del festival, quello in programma sabato sera al Market Place Theatre Main Auditorium, ovvero la presentazione del progetto di collaborazione tra musicisti bretoni, irlandesi ed iraniani. Procedo in ordine però perché l’apertura della serata era stata affidata ai Tyst, overo un settetto di pipers di grande livello tra i quali Finlay McDonald, Ross Ainsle e Calum MacCrimmon che una “potenza di fuoco” davvero impressionante hanno aperto questa straordinaria serata. Poi finalmente, ecco l’evento, il progetto al quale hanno partecipato Emer Mayock alle uilleann pipes, Niall Vallely alla concertina, Sylvain Barou alla cornamusa bretone ed alla zurna tuuca (un oboe il cui suoni ricorda il biniou o la ciaramella) e Mohsen Sharifian con la cornamusa iraniana e Mohammad Jaberi con i suoi tamburi a cornice. Teatro “sold out”, pubblico al solito curioso ed attentissimo per un interessante e convincente progetto cha con intelligenza ha combinato le tradizioni bretoni ed irlandesi con quelle mediorientali attraverso composizioni originali naturalmente ispirate alla tradizione. A mio avviso questo è un progetto che nonostante i problemi di tipo logistico legate alla difficoltà di ottenere i visti di uscita dalla Repubblica Islamica d’Iran ha potenzialmente un grande futuro; le prove del gruppo non sono state lunghe come i musicisti ed in primis Niall Vallely avrebbero voluto ma l’entusiasmo, la voglia di collaborare e la produzione di un suono equilibrato assieme come detto alla bellezza delle composizioni ha dato come risultato un interessantissimo set. Speriamo di avere notizie di altri concerti di questa formazioned in futuro, chiisà, anche un disco. La conclusione della riuscitissima serata affidata a due musicisti di gran classe, il magico duo di Martin Hayes (violino) e David Power (uilleann pipes), un set di danze che difficilmente il pubblico dimenticherà, degna conclusione davvero. Vi confido che la serata non è esattamente terminata al teatro ma nel confortevole “The Hole in the Wall”, antica prigione di Armagh trasformata sapientemente in pub con una infuocata session alla quale ha partecipato anche Loic Blejean.

Peccato la domenica pomeriggio non aver potuto assistere al concerto pomeridiano dedicato alle famiglie, ovvero le famiglie di pipers: Vallely, Keane, Potts e Rowsome. Spero esista una registrazione ………..

Alla prossima edizione, la ventisettesima.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2019 parte 1

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2019 parte 1

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26^ edizione. 14 – 17 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda.

di Alessandro Nobis

Armagh, la città capitale dell’omonima contea nell’Ulster, è solitamente un posto tranquillo, poco trafficato soprattutto quando si fa buio, ma se vi trovate lì a metà novembre vi capiterà di notare piccoli gruppi di persone che camminano a piè sospinto. Alcune di loro portano strane custodie a tracolla o a mano, altre seguono le prime, spostandosi da un pub ad un teatro, da un palazzo ad una delle chiese, da un albergo ad un altro pub, da una scuola elementare ad una di musica. E’ “il popolo del festival”, del “William Kennedy Piping Festival” che anche quest’anno per la ventiseiesima volta ha catalizzato musicisti ed appassionati della musica tradzionale ed in particolare che coinvolge gli aerofoni a sacco, cornamuse, zampogne, uilleann pipes o come vengono chiamate negli angoli più nascosti del mondo. Si perché mai come quest’anno ad Armagh è stata una “Babilonia” di lingue e di suoni: irlandese, pugliese, scozzese, farsi, macedone, italiano, galiziano, tedesco, francese, spagnolo, bretone e naturalmente inglese, lingua “ponte” per la gente del festival.
Molti gli eventi in programma – quasi un 24h di cornamuse – ma, come dicevo in sede di presentazione (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/24/william-kennedy-piping-festival-armagh-irlanda-14-17-nov-2019-seconda-parte/) se non siete degli “hooligans” delle cornamuse, potete scegliere di girare un poco l’Uster e di ritornare ad Armagh per assistere ad alcuni di essi.

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NICO BERARDI. Foto di Erica Nobis

Noi abbiamo iniziato da dove “tutto ebbe inizio” ventisei anni fa, ovvero nella sede del benemerito Armagh Pipers Club, con “The World of Piping” la prima scorpacciata di aerofoni a sacco suonati da musicisti provenienti da Scozia, Iran, Italia, Macedonia e Galizia. Senz’altro da sottolineare per primo, se non altro per motivi campanilistici, i set del pugliese Nico Berardi con la sua zampogna polifonica da lui creata e con il repertorio fatto di scritture originali come “Il Viaggio” e soprattutto con ”Onde” scritta originariamente per vibrafono e contrabbasso e proposta ad Armagh in duo con il pianista Caoimhin Vallely e quello del macedone Stefce Stojkovski, bravissimo sia alla gaida, al kaval ed al tambura, un cordofono suonato in questa occasione ad imitazione della cornamusa, ovvero con due corde nel ruolo di bordone e le altre due a costruire la melodia.

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BRIGHDE CHAINBEUL & SOPHIE STEPHENSON

Qui al WKPF il pubblico è sempre attento, sempre curioso verso le musiche alloctone come quelle del virtuoso piper iraniano Mohsen Sharifian con il suo strumento simbolo della cultura tradizionale dell’Iran meridionale; un set breve purtroppo per l’assenza del percussionista  – i due strumenti vanno suonati assieme – bravamente sostituito dal battito delle mani degli astanti, sempre a tempo naturalmente. Dalla vicina Scozia la piccola cornamusa di Brighde Chainbeul che ha accompagnato la bravissima danzatrice di step dance Sophie Stephenson (splendida esecuzione di un strathspey abbinato ad un reel) e dalla Galizia iberica Edelmiro Hernandez del cui set voglio assolutamente segnalare il set di tre “muneras” tradizionali ed originali. Alle 22, tutti alle session musicali ed alcoliche del Red Ned’s Bar, fino alla fine della individuale resistenza fisica …….. splendido inizio: ottima musica, nuove conoscenze, finalmente qualche pinta di quelle giuste.

continua …………….

 

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL, ARMAGH, IRLANDA 14 – 17 NOV. 2019 (seconda parte)

di Alessandro Nobis

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/06/william-kennedy-piping-festival-armagh-ulster-irlanda-14-17-nov-2019-prima-parte/)

Se non siete degli “ortodossi” delle cornamuse ma però pensate ugualmente di trascorrere le giornate del festival esclusivamente ad Armagh, mi permetto di dire che state commettendo un piccolo errore vista la possibilità di visitare importanti siti naturali e storici che si trovano, se non proprio nei dintorni, ad una distanza che consente di fare ritorno ad Armagh  per seguire gli appuntamenti del festival previsti per il pomeriggio e la sera. Prima di muovervi da Armagh, una visita al planetario fondato nel 1790 da Richard Robinson Primate d’Irlanda e al grande parco che lo circonda è altamente consigliata.

IMG_0061Imperdibile a mio avviso una visita alla Giant’s Causeway, nella Contea di Antrim che si raggiunge in un paio d’ore, di più se fate una sosta alla vicina  distilleria di Bushmill. Il sito è patrimonio dell’Unesco ed è formato da circa quarantamila colonne di basalto frutto di una eruzione avvenuta circa 60 milioni di anni fa: passeggiare lungo il mare su questo pavimento esagonale ha un grande fascino, soprattutto in questo periodo del’anno quando sono del tutto assenti le comitive di turisti. Se poi siete appassionati di storia naturale, la Passeggiata del Gigante “Fionn mac Cumhaill” è un “must” assoluto.

Da Armagh è possibile raggiungere anche la città di Belfast in circa un’ora e quella di Derry, a Nord, in novanta minuti. Se siete invece stati rapiti dalla narrazione del “Trono di Spade” sappiate che numerose locations si trovano nell’Ulster, quindi avrete il modo di avventurarvi nelle foreste e visitare i luoghi che avete visto nelle serie TV. Tra l’altro a Belfast è esposto un lunghissimo arazzo che visualizza i fatti narrati.

Ritornando alla programmazione del Piping Festival, da evidenziare il concerto alle ore 16 al Market Place Studio Theatre con tre set, rispettivamente delCalum Stewart Trio  di Diarmaid, Deirdre & Donncha Moynihan e di Brìghde Chaimbeul & Aidan O’Rourke. Alle 20 nell’Auditorium del Market Place si esibirannoMartin Hayes & David Power, Liana Sharifian, Homayoon Nasiri & Sylvain Barou (Iran/Brittany), Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrneed infine l’APC Harp Ensemble.

La Domenica, alle 15:30 presso la sede dell’Armagh Pipers Club, probabilmente l’evento più interessante di tutto il festival al quale parteciperanno ensemble composti da membri della stessa famiglia a testimoniare come  il passaggio generazionale degli strumenti e dei repertori in terra d’Irlanda sia ancora vivissimo. Saranno della partita i Keane (Tommy & Pádraic), i Potts (Seán, Sorcha & Fiachra), i Vallely (Brian, Dara, Niall, Cillian, & Oisín), i Mulligan (Néillidh, Alphie, & Tadhg). I McKeon (Gay, Seán & Conor) e i Rowsome (Kevin, Tierna & Naoise).

Di seguito il programma delle giornate di sabato 16 e domenica 17 novembre

SABATO 16

9:00 – 11:30 Academy Grading & Workshop 1 – Armagh City Hotel

– ‘Blackie’ O’Connell, Mickey Dunne, Máire Ní Ghráda, Seán Potts, Pádraig McGovern, Tommy Keane, Pádraic Keane, Mark Redmond, Brian McNamara, Tiarnán Ó Duinnchinn, Cillian Vallely, Emer Mayock, Néillidh Mulligan, Kevin Rowsome, Diarmaid Moynihan

10.00 – Workshops – St. Malachy’s P.S.

– Harp – Gráinne Hambley

– Fiddle – Siobhán Peoples

– Flute – Sylvain Barou

– Singing – Gráinne Holland

– Scottish Step Dance – Sophie Stevenson

12:00 – 13:00 – Pipers and their Pipes – Armagh City Hotel

– Néillidh Mulligan & Mickey Dunne in discussion with Brian Vallely

13:00 – Concerto – First Presbyterian Church Armagh

– Buile Shuibhne/The Madness of Sweeney – featuring David Power, Barry McGovern & the RTÉ ConTempo Quartet

– Tryst (Scotland) – featuring Finlay MacDonald, Ross Ainslie, Calum MacCrimmon, Lorne MacDougall, Steven Blake, James MacKenzie & John Mulhearn

13:00 – Lunchtime Sessions – Embers Restaurant/Red Ned’s Pub

15:00 – Singing Session – Charlemont Arms Hotel

16:00 – Sessions – Victoria Bar/Turner’s Bar/Hole in the Wall Pub

16:00 – 18:00 – Academy Workshop 2 – Armagh City Hotel

16:00 – Concerto – Market Place Studio Theatre

– Calum Stewart Trio (Scotland/Brittany)

– Diarmaid, Deirdre & Donncha Moynihan with Emer Mayock

– Brìghde Chaimbeul & Aidan O’Rourke

18:00 – Meet the Pipemaker – Armagh City Hotel

– Robbie Hughes talks about his life and times making pipes

20:00 – Concerto – Market Place Theatre Main Auditorium

– Martin Hayes & David Power

– Liana Sharifian, Homayoon Nasiri & Sylvain Barou (Iran/Brittany)

– Gráinne Holland with Brian Finnegan & Tony Byrne

– APC Harp Ensemble

23:00 – Festival Club – Market Place Theatre Studio

– Cúig

– ‘Blackie’ O’Connell, Siobhán Peoples & Cyril O’Donoghue

DOMENICA 17

10:00 – 12:00 – Academy Workshop 3 – Armagh City Hotel

11:00 – Workshops – Áras na bPíobairí

– Fiddle – Maeve Donnelly

– Scottish Step Dance – Sophie Stevenson

12:00 – Concerto – Market Place Studio Theatre

‘Blackie’ O’Connell, Siobhán Peoples & Cyril O’Donoghue

– Loïc Bléjean & Tony Byrne (Brittany/Ireland)

13:00 – 13:00 – Academy Workshop 4 – Armagh City Hotel

13:00 – Session – Red Ned’ 

13:00 – Junior Singing Session – Áras na bPíobairí

15:30 – Ó Ghlúin go Glúin– Áras na bPíobairí

– Keane (Tommy & Pádraic)

– Potts (Seán, Sorcha & Fiachra)

– Vallely (Brian, Dara, Niall, Cillian, & Oisín)

– Mulligan (Néillidh, Alphie, & Tadhg)

– McKeon (Gay, Seán & Conor)

– Rowsome (Kevin, Tierna & Naoise)

18.00 – Musical Service – St. Patrick’s Cathedral

18.30 – Final Session – Red Ned’s Pub