DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

DALLA PICCIONAIA  “BALDO IN MUSICA 2021. SECONDA PARTE”

1 AGOSTO – 12 settembre

di alessandro nobis

La prima parte di “Baldo in Musica”, progetto abbina la musica di qualità al paesaggio con il patrocinio dell’Unione Montana del Baldo-Garda ed organizzata dall’Associazione Culturale “Baldo Festival” per la consulenza artistica di Marco Pasetto (la rassegna è stata divisa in due in modo fittizio da chi scrive per pura questione di spazio) ha fin qui avuto riscontri positivi del pubblico per la bontà delle scelte, ricercate e di qualità che sono le caratteristiche di questa iniziativa interessante che spero negli anni futuri, liberi dalle restrizioni sanitarie, venga potenziata per valorizzare al meglio le bellezze naturali ed antropiche che l’area del Monte Baldo offre. Racconta Marco Pasetto: “L’anteprima è andata bene, ottimo il concerto nella Chiesa di San Martino di Diane Peter e Anna Pasetto alla località Platano con pubblico davvero numeroso. Il primo concerto, con la Piccola Orchestra Vertical, è stato delizioso con Claudia Bidoli, Enrico Terragnoli, Fabio Basile e Roberto Lancia in gran forma. Il 10 luglio è stata una festa in piazza a Pazzon di Caprino con la GiBier Orchestra”.

Domenica 1 agosto, all’alba (ore 6:30), concerto di chitarra acustica di Giovanni Ferro nel suggestivo scenario della Valle del torrente Tasso, raggiungibile a piedi in una decina di minuti dalla frazione Pazzon, sulla strada che da Caprino Veronese conduce a Spiazzi: Giovanni Ferro è apprezzato strumentista e compositore oltre che “animatore culturale” dell’Associazione ZONACUSTICA (sono quindici anni che propone con successo “Chitarre per Sognare”) che raduna alcuni tra i migliori specialisti dello stile fingerpicking. Purtroppo per il pubblico Giovanni Ferro ha al suo attivo un solo album, “Chitarrista” del 2005 e tre partecipazioni a prestigiose antologie (“34 volte amore” e “Five guitars Clan” del 2009 e “Chateliers Guitars: The Players Collection” del 2018) al quale speriamo presto ne segua un secondo.

La domenica successiva (8 agosto ore 12) si sale a San Zeno di Montagna e ci si immerge nella grande faggeta in località “Ortigara”, a 1450 metri per un concerto del “Piassa Brass Quintet” (Francesco e Luca Perrone alle trombe, Dario Venghi al corno, Alessio Brontesi al trombone e Antionio Belluco alla tuba) con un repertorio varia da temi di celebri colonne sonore e, soprattutto, brani originali.

Il concerto di sabato 28 agosto (ingresso € 10,00) si terrà in orario serale (ore 21) alla villa Nichesola – Rigo a Caprino Veronese con un interessante recital dedicato al grande compositore Lucio Dalla dal titolo “Lettere DALLA Luna”: Marco Pasetto (clarinetti, ocarina, sax soprano), Daniele Rotunno (pianoforte), Francesco Sbibu Sguazzabia (percussioni) e Stephanie Ocean Ghizzoni (voce) hanno arrangiato in modo personale alcune tra le più belle composizioni dell’autore bolognese che ha scritto una pagina fondamentale della canzone d’autore.

La rassegna si conclude domenica 12 settembre alle 16 in uno dei più affascinanti luoghi, è proprio il caso di dirlo, tra il Monte Baldo ed il fiume Adige, appena prima della Chiusa di Ceraino: la Chiesetta medioevale (costruita nel XII e rimaneggiata più volte a partire dal XV) di San Michele al Gaium che probabilmente per la quasi irraggiungibile posizione, è rimasta conservata in un angolo di “paradiso” ma che ha continuamente necessità di restauro conservativo dopo quello del 2010 operato grazie a BALDOfestival, e per questo l’incasso del concerto (ingresso € 10)  andrà a finanziare appunto la continuazione del restauro della chiesetta. Protagonisti del concerto saranno la cantante Claudia Lanzetta, il chitarrista Pasquale palomba ed il clarinettista Marco Pasetto ovvero il Trio Essenziale che a Gaium terranno il loro debutto assoluto: brani originali accanto a riletture – mai scontate – di alcune pagine della grande canzone d’autore. Per raggiungere la chiesetta si attraversa l’Adige a Sega di Cavaion e si imbocca una strada sulla destra seguendo le indicazioni; in caso di avverse condizioni meteo, il concerto si terrà, alla stessa ora, in un affascinante luogo ovvero l’ex Polveriera dell’imponente Forte di Rivoli Veronese (altro luogo da “sfruttare” in futuro?)

Anche per gli ultimi appuntamenti la prenotazione, visti i tempi, è obbligatoria e si effettua su http://www.baldofestival.org

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE. Caldiero (VR), 26 giugno 2021

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE. Caldiero (VR), 26 giugno 2021

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE  Terme di Giunone, Caldiero (VR), 26 giugno 2021

di alessandro nobis

Giovanni Ferro non è tipo da arrendersi facilmente ed anche per quest’anno mantiene il punto riuscendo nonostante le immaginabili difficoltà ad organizzare con la complicità dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Caldiero la quindicesima edizione di “Chitarre per Sognare”, una sera di ottima musica dedicata al suono della chitarra e, per questa edizione, dell’arpa. Il set dedicato a questo strumento avrà come protagonista Nartan con la sua arpa elettroacustica a pedali; Nartan, che tra le sue collaborazioni, ha quella con il chitarrista altoatesino Rolando Biscuola dove il suono della sua arpa incrocia quello dei sei corde in un brano dell’album “Sciaum”, ha come si conviene ottenuto il diploma al Conservatorio di Milano per poi scegliere un percorso di sperimentazione facendo avvicinare il suo strumento alla musica jazz e di conseguenza al mondo dell’improvvisazione pubblicando nel 2017 per la sua “Nartan Records” il CD “Harpfully” assieme al percussionista ladino Max Castlunger.

Giovanni Ferro, musicista che i veronesi appassionati della chitarra acustica fingerpicking conoscono bene per la sua ricerca melodica nel proporre brani suoi o di altri autori, salirà sul palco assieme all’ottima Giuliana Bergamaschi con “Anima e Corde”, repertorio dedicato alla canzone italiana del ‘900 a partire dagli prebellici fino a i nostri. Sarà l’occasione di ascoltare la splendida ed evocativa voce di Giuliana Bergamaschi assieme alla chitarra di Ferro che – statene certi – non si limiterà al solo accompagnamento; Ferro, tra l’altro, sarà uno dei protagonisti della prestigiosa rassegna “Un paese a sei corde” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2021/06/07/dalla-piccionaia-un-paese-a-sei-corde-edizione-2021/). Terzo protagonista Sandro Boscaro della scuderia dell’Associazione Culturale ZONACUSTICA con un set che lega le barene veneziane al delta del Mississippi; blues primordiale, lingua veneta, paesaggi di laguna, canti di lavoro mescolati in una miscela – e non in un miscuglio – solo apparentemente azzardata.

L’appuntamento è per sabato 26 giugno alle ore 21 con ingresso gratuito come di consueto per questa manifestazione; in caso di malaugurato maltempo “Chitarre per Sognare” si terrà presso il Teatro Comunale di Caldiero.

IL DIAPASON INCONTRA CORRADO CORRADI di “PASSEGGERI”

IL DIAPASON INCONTRA CORRADO CORRADI di “PASSEGGERI”

IL DIAPASON INCONTRA CORRADO CORRADI di “PASSEGGERI”

di alessandro nobis

Pensavo che i percorsi artistici tra Calicanto e Archedora si fossero definitivamente separati oltre venti anni ori sono, ed alla notizia che Roberto Tombesi, Rachele Colombo e Corrado Corradi stessero invece preparando qualcosa di nuovo unendo i loro talenti mi ha piacevolmente sorpreso non poco; il loro nuovo progetto, “Passeggeri”, è una realtà cresciuta e concretizzata durante la lunga chiusura forzata che ben conosciamo, ed esordirà domenica 20 giugno nell’ambito del bel festival itinerante “Festival delle Basse – Territorio, Cultura, Immaginazione” presso Villa Baldisserotto di Urbana, nel padovano con inizio alle 17 (prenotazione sul sito https://www.festivaldellebasse.it). Vista l’eccezionalità dell’evento, ho ritenuto opportuno incontrare “a distanza” – in attesa di assistere al loro esordio – Corrado Corradi, uno dei tre componenti del gruppo per conoscere meglio il nuovo progetto che sembra andare parecchio oltre la riproposta del repertorio tradizionale di area veneta.

– Come nasce “Passeggeri”? Qual è stata la scintilla iniziale, l’idea che vi sta alla base?

Sintetizzando molto, tutto parte dalla lettura di vecchie lettere della mia famiglia scritte dal bisnonno Marco Piazza, attore, durante l’incredibile tournée teatrale che la grande attrice Adelaide Ristori fece nel 1874 viaggiando per mare, con le navi a vapore di allora. La Compagnia Drammatica Italiana circumnavigò l’intera superficie terrestre in poco più di venti mesi, recitando nei più grandi teatri del mondo. L’impresa, nel tempo, divenne parte della storica biografia di questa attrice nata a Cividale Del Friuli. 

Aldilà dei trionfi descritti, rimango suggestionato dal personaggio Marco, dall’indole e l’energia di Adelaide, quasi a comprenderne i pensieri e le aspirazioni. Chiedo a Rachele e Roberto di leggere le lettere e succede quello che non ti aspetti: insieme sentiamo la forte sintonia con questi artisti, capiamo la loro febbre, ci identifichiamo nelle loro visioni. E’ l’inizio. Ci ritroviamo, idealmente, sul ponte di una nave mentre ognuno racconta, a proprio modo, il suo “viaggio” che diventerà il “taccuino musicale di un viaggio straordinario”. 

– I Calicanto hanno da sempre avuto come scopo lo studio e la riproposizione della cultura popolare veneta o comunque dell’alto Adriatico, Archedora puntava invece sulla musica di nuova composizione. “Passeggeri” mutua le due realtà o è ancora qualcosa di diverso?

Noi tre abbiamo in comune l’esperienza ed attività in Calicanto. Se penso al progetto artistico successivo mio e di Rachele (Archedora Veneto Musica), dico semplicemente che, nel 2008, non si è esaurito ma solo interrotto. Sono trascorsi troppi anni, i tempi sono cambiati, noi siamo cambiati. La realtà è diversa, diverse le esperienze artistiche e personali dei singoli. Il concerto che proponiamo rappresenta oggi una sorta di “terza via”, una naturale rappresentazione del presente che avverto più spirituale, in qualche modo più intimo. A partire dal titolo “Passeggeri”, il trovarsi sul ponte di una nave, affrontare le incognite di una traversata, sfidare gli immensi oceani sottintendono una metafora contemporanea: una riflessione su quello che è la nostra vita oggi. Il vero protagonista del racconto musicale è “il viaggio” alias la nostra esistenza. La scommessa consiste nel riuscire a trasmettere, comunicare tutto questo. 

– Come nascono i brani di “Passeggeri”?

Inizialmente ero orientato ad un unicum musicale accompagnato da un libretto, come avviene in un’opera. I saggi consigli di Rachele e Roberto hanno portato a delle scelte più pratiche, pragmatiche. Abbiamo individuato gli argomenti che ci sembravano più significativi e più vicini al comune “sentiment”. Su queste basi ci siamo così concentrati su temi specifici. Nonostante il vasto repertorio dei singoli, la maggior parte dei brani, alla fine, sono risultati di nuova composizione. 

– Quali tematiche affrontate nei testi?

Il concerto dura circa 70 minuti ed è suddiviso in sei sezioni (suite). I temi affrontati si possono titolare come: “partenze”, “il viaggio”, “il vapore”, ”emigrazione”, “la festa”, “il ritorno”. In ogni parte l’emozione, la poesia, l’immedesimazione sono a corollario di quanto scritto in una lettera o di quanto vissuto dal bisnonno artista che, come cita la prefazione del libro, “ è lieto di gironzolare per il mondo…. nel secolare istinto di andare sempre altrove… una smania, un anelo, una necessità… ”. I testi, ora in italiano, ora in dialetto, sottolineano alcuni momenti: la frenesia di una partenza, una riflessione sulla forza della natura, la nostalgia di una lontananza, la rabbia verso la propria ingrata Italia. Tutto ciò che le lettere descrivono viene espresso con una sorta di leggerezza, di semplicità che abbiamo cercato di riprodurre poeticamente nei testi e nel mood del concerto superando il rigore di un’ oculata costruzione delle partiture musicali. 

– La lingua veneta è spesso – quasi sempre – banalizzata con luoghi comuni ma invece rappresenta storicamente una parte consistente nella storia della linguistica italiana …… perché secondo voi è così importante scrivere testi in lingua veneta?

Non avverto più i pregiudizi di un tempo, piuttosto sento molto quanto l’uso del dialetto possa valorizzare un territorio, avere una credibilità al pari di altre lingue, senza lotte da sostenere o bandiere da sventolare. I testi in dialetto rappresentano il posto dove viviamo. Oggi certi concetti sono superati, il concerto e le nostre intenzioni ne vogliono essere una prova: testi in italiano, in provenzale, in dialetto, composizioni provenienti dalla Spagna, dal Sudamerica,… Il tutto in funzione del racconto. 

– Quali sono le timbriche che avete scelto?

Gli strumenti che suoniamo sono prettamente acustici (bandonina, organetto, chitarra, mandola, percussioni). Le scelte stimolanti sono state il far dialogare i due mantici, trovare un calibrato mix tra l’acustico e le basi campionate, il rapporto tra chitarra e mandola e, nel canto, la ricerca e l’utilizzo del suono della parola. 

– Avete in programma anche brani esclusivamente strumentali?

Sì. La logica del racconto, l’ispirazione, il descrivere un’emozione, ti portano naturalmente ad esprimerti con la musica e non solo con le parole. Anche in questo caso pensiamo ci sia una equilibrata miscela tra brani cantati e strumentali. 

– C’è in vista qualche progetto discografico?

La necessità del presente è quello di fare più concerti possibili e capire quanto fluida sia la parte musicale, se le suite singole sono pertinenti, se le composizioni sono funzionali a ciò che vogliamo rappresentare. A mio parere, un eventuale progetto discografico dovrebbe viaggiare con al fianco la sua parte letteraria ispiratrice. Trovare una produzione “illuminata” e non solo commerciale è un problema non da poco.

L’appuntamento come detto in apertura è quindi per domenica 20 giugno presso Villa Baldisserotto di Urbana, nel padovano con inizio alle 17 (prenotazione sul sito https://www.festivaldellebasse.it).

DALLA PICCIONAIA: UN PAESE A SEI CORDE edizione 2021

DALLA PICCIONAIA: UN PAESE A SEI CORDE edizione 2021

DALLA PICCIONAIA: UN PAESE A SEI CORDE 

“16aedizione, 21 maggio – 12 settembre 2021”

di alessandro nobis

Ha preso il via il 21 maggio con la conferenza stampa di presentazione l’edizione 2021 della bella rassegna “Un Paese a Sei corde”, ormai un appuntamento imperdibile per gli appassionati della chitarra acustica e quindi anche “classica” che si tiene nelle province di Novara, Vercelli e Verbania. Una rassegna itinerante partita nel 2006 organizzata dall’Associazione La Finestra sul Lago di San Maurizio d’Opaglio (Novara) sulle sponde del bellissimo Lago d’Orta e che sempre più si è inserita in contesto sinergico con le piccole realtà turistiche e questo grazie all’idea di ospitare i concerti in luoghi culturalmente significativi delle numerose piccole comunità che caratterizzano l’ampia area nella quale questa rassegna nomade si tiene. Una formula vincente che molte delle piccole / grandi rassegne cercano di applicare spesso con risultati eccellenti; in più “Un Paese a Sei Corde” ha un occhio di riguardo all’aspetto dell’impatto ambientale – nei termini di risparmio energetico e di minima produzione di rifiuti – ed alla sicurezza del lavoro. Ma al di là di questi importanti aspetti fiore all’occhiello della rassegna, il piccolo ma compatto gruppo di organizzatori ha allestito un programma di tutto rispetto ottimizzando le risorse economiche a disposizione, senza i grandi nomi del chitarrismo internazionale ma con invece ottimi musicisti meno conosciuti con i loro repertori classici, di nuova composizione o legati alle tradizioni della chitarra acustica o classica che sia (non mi garba questa distinzione ma tant’è). Quaranta artisti per una ventina di appuntamenti tra le provincie di Verbania, Novara, Vercelli e Mendrisio (nella limitrofa Confederazione Elvetica, sede dello sponsor Schertler Group), curati per ciò che concerne la chitarra classica dal Maestro Francesco Biraghi che ha seguito anche la preziosa sezione chiamata “Chitarra femminile Singolare” e da Davide Sgorlon per la sezione “Volare in Alto”.

Il programma particolareggiato della rassegna si può consultare sul sito, pertanto vi segnalo solo alcuni degli appuntamenti in cartellone: domenica 13 giugno a Casalino (Parco del Castello) un chitarrista (Francesco Biraghi) e tre chitarriste (Maria Vittoria Jedlowski, Emma Baiguera e Fabiana Miglietti) attraverseranno il repertorio classico, giovedì 11 agosto, a Mendrisio presso il Museo d’Art alle 20:00, doppio appuntamento con il fingerpicking grazie a di Giovanni Ferro, apprezzato strumentista e compositore veronese ed al partenopeo Giovanni Seneca, autore fin qui di sei album, il 31 luglio a Guardabosone sarà la volta della bravissima Eleonora Strino ed Emanuele Cisi.

Una rassegna che nel tempo si è guadagnata un posto nelle più interessanti e prestigiose rassegna per chitarristi anche grazie agli eventi collaterali che ospita come l’esposizione di liuteria ad Ameno che chiude la rassegna o la presentazione del volume di Manuel Consigli “La mappa segreta del chitarrista felice” che venerdì 21 maggio l’ha inaugurata.

Come detto, per i particolari consultate il sito qui sotto riportato perché la rassegna è anche un’ottima occasione per conoscere angoli del nostro Paese a pochi conosciuti.

www.unpaeseaseicorde.it

DALLA PICCIONAIA: LA GHIRONDA DI MICHÈLE “Incontro con Silvio Orlandi”

DALLA PICCIONAIA: LA GHIRONDA DI MICHÈLE  “Incontro con Silvio Orlandi”

DALLA PICCIONAIA: LA GHIRONDA DI MICHÈLE  “Incontro con Silvio Orlandi”

Palazzo Tadea, Spilimbergo, 4 ottobre 2020

di alessandro nobis

L’edizione 2020 di Folkest ed in particolare le ultime giornate che come di consueto si svolgono a Spilimbergo, non è stata come le precedenti come potete immaginare; un’edizione forzatamente procrastinata alla fine dell’estate e più raccolta, una direzione che a mio avviso andrebbe seguita anche in futuro e che può essere complementare a quella degli spazi aperti più adatti alle grandi performance. Il bellissimo e funzionale Teatro Miotto di Spilimbergo, che avrebbe dovuto essere una soluzione di ripiego rispetto alla stupenda piazza a fianco del Duomo, ha nel migliore dei modi accolto le tre serate finali che hanno assegnato l’ambito il Premio Cesa ai lombardi Musica Spiccia.

Tra gli eventi programmati per quest’ultimo lungo week end (da mercoledì 30 settembre a lunedi 5 ottobre) voglio soffermarmi sull’interessante incontro con Silvio Orlandi, liutaio e ghirondista e fondatore intorno alla metà degli anni settanta con Maurizio Rinaldi e Gianni Vaccarino dell’ensemble “Prinsi Raimund” autore di un ottimo disco, “Lo stallaggio del Leon d’Oro” pubblicato nel 1979 e protagonisti di due edizioni di Folkest, quelle del ’79 e dell’80.

L’incontro si è svolto in una sala gremita – rispettando il distanziamento personale grazie ad un discreto ma attento servizio d’ordine – del bellissimo Palazzo Tadea, sala utilizzata per la prima volta da Folkest; brillantemente incalzato da Marco Salvadori (responsabile dell’area cultura del Comune di Spilimbergo) e Andrea Del Favero (direttore artistico di Folkest), Orlandi ha piacevolmente e puntualmente raccontato la storia della ghironda, ed in particolare di quella di “Michèle”, Michèle Fromentau.

La “storia” nasce in un armadio, quello dell’ufficio di Marco Salvatori che poco dopo l’inizio del suo incarico per l’amministrazione di Spilimbergo decide di dare un’occhiata al mobilio ed in particolare al contenuto degli armadi in uno dei quali rinviene una custodia nera dalla forma un poco strana, l’apre e ci trova una ghironda: telefona quindi ad Andrea Del Favero per saperne di più e viene a sapere che la ghironda giaceva lì inutilizzata addirittura dal 2001.

Del Favero racconta molto affabilmente che in quell’anno si era parlato di un gemellaggio tra la città di Spilimbergo e quella Saint Chartier nella regione del Berry, in Francia, considerata la patria della ghironda e sede di un importantissimo festival di liutai e musicisti organizzato da Michèle Fromentau, ricercatrice e naturalmente suonatrice di ghironda. Spilimbergo donò a Saint Chartier un mosaico – e non poteva essere diversamente – e Saint Chartier ricambiò su idea di Michèle con una ghironda – e non poteva essere diversamente. La Fromentau lascia la direzione del festival nel 2019 nelle mani di Philippe Krumm ed il rapporto tra Folkest ed il Festival Francese lentamente si raffreddò e qualcuno a quel punto a Spilimbergo ripose lo strumento nel già citato armadio. L’occasione della chiacchierata con Silvio Orlandi era davvero ghiotta, ovvero quella di riportare “in vita” questo straordinario strumento in particolare, ricordando che la ghironda con tutte le sue evoluzioni morfologiche e tecniche ha accompagnato la musica tradizionale, medioevale, rinascimentale e barocca attraverso il tempo e che ancora oggi gode una notevole popolarità e seguito in Francia grazie ai numerosi liutai ed alle scuole di Saint Chartier ed in Italia grazie a musicisti e costruttori come appunto Silvio Orlandi.

La chiacchierata ha quindi raccontato la storia della “ghironda di Michèle” ma è stata anche l’occasione di ascoltare la storia di questo strumento (un modello arcaico si trova perfino nelle miniature che accompagnano le Cantigas di Santa Maria raccolte da Alfonso X El Sabio nel XIII° secolo) attraverso appropriati esempi musicali e, lo voglio ribadire, grazie alla grande competenza e comunicatività di Orlandi e Del Favero.

Serate riuscite come questa sono il semplice corollario al festival ma sono la sua essenza, almeno all’idea di festival che ho in mente io. Ed è un vero peccato che alunni ed insegnanti delle scuole di Spilimbergo e dintorni, solitamente chiuse nel periodo estivo, non ne possano godere; potrebbe essere un formidabile volano per il Festival.

DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

DALLA PICCIONAIA: MUSICHE AL TOCATÌ 2020

18.19.20 Settembre

di alessandro nobis

Anche per questa edizione “speciale” del Tocatì l’Associazione Giochi Antichi, ideatrice ed organizzatrice della manifestazione ha mantenuto l’impegno con gli appassionati della musica delle tradizioni popolari allestendo due palchi anche se ridimensionati, il primo lungo la riva dell’Adige in zona San Giorgio per l’ormai classica “Suoni lungo l’Adige” ed il secondo nel Contile del Mercato Vecchio, che per l’occasione avrà ingressi controllati e contingentati oltre all’obbligo della mascherina per tutti (tranne i musicisti ovviamente); non verrà allestito pertanto il grande palcoscenico nella Piazza dei Signori.

Inoltre, ed è importante sottolinearlo viste le restrizioni anti COVID dettate dalle autorità e che saranno rigorosamente fatte rispettare, riguarda il divieto assoluto al ballo – spontaneo o strutturato – nelle due serate che prevedono musica popolare eseguita dal vivo ma stavolta decontestualizzata; guardiamo per una volta il cosiddetto “mezzo bicchiere pieno” visto che sarà una ghiotta quanto rara occasione questa per ascoltare con maggior attenzione le musiche e le parole di presentazione e le storie di origine dei brani che tutti i gruppi coinvolti via via presenteranno.

Si inizia come di consueto giovedì 17 settembre alle 21:30 con i “Suoni lungo l’Adige” che ospiteranno il Salento Ensemble, trio che presenta la ricca tradizione popolare di questa parte di terra pugliese con brani tramandati grazie all’oralità che ha consentito per secoli la sopravvivenza di strumenti, temi a danza e dei canti che saranno interpretati dalla bellissima voce di Anna Invidia.

Il secondo appuntamento, venerdì alla stessa ora, sarà con il concerto della Contrada Lorì che, mantenendo in modo intelligente la peculiarità dei gruppi di un tempo nel partecipare alle feste di piazza piccole o grandi che siano, proporrà il suo repertorio ispirato sì alla tradizione ma anche rivolto al presente componendo nuovi brani e realizzando tre produzioni discografiche l’ultimo dei quali è “Cicole Ciacole” pubblicato nel 2019.

Sabato infine incontro con il cantastorie Otello Perazzoli che conserva e presenta con il suo organetto diatonico il suo enorme repertorio di storie, proverbi, favole e canti della cultura popolare del veronese, insomma quella che un tempo era ritenuta la “letteratura degli analfabeti”. Davvero, purtroppo, l’ultimo dei “torototela”.

I concerti del Cortile del Mercato Vecchio avranno inizio in tarda serata, alle 23, per consentire al pubblico di percorrere le poche centinaia di metri che separano “Suoni lungo l’Adige” dal Cortile: due gli appuntamenti, venerdì e sabato. Naturalmente, lo ribadiamo con determinazione, sarà vietato il ballo non fosse altro perché la disposizione delle sedie con il rispetto del distanziamento impedirebbe comunque di praticarlo.

Il venerdì, come detto alle 23, sarà la volta del quintetto “Corde e ance di Mondrago”,costituitosi nel 2018 dall’incontro tra alcuni esecutori tradizionali di Verona con alle spalle la storia comune dalla frequentazione dei gruppi mandolinistici soliti a ritrovarsi presso alcune osterie di città e della provincia ovvero l’Osteria al Duomo di Verona e l’Osteria al Brocolo di Arbizzano di Negrar. Il gruppo è formato da Luigi Lugoboni al mandolino, Gabriele Baietta alla chitarra, Livio Masarà al violino, Massimo Muzzolon ai fiati e Anna Veronese all’organetto diatonico e rappresenta un vero spaccato della musica di tradizione popolare, pur nella trasversalità di diverse generazioni e nella pluralità delle esperienze musicali. Il programma proposto è molto interessante, spaziando da brani di musica di tradizione orale, frutto della ricerca sul campo, a partiture tratte dai repertori di gruppi mandolinistici e di bande musicali, diffusissimi nel territorio, tra metà ottocento e i primi decenni del secolo scorso. In particolare il gruppo ospita Luigi Lugoboni, bravissimo mandolinista ottantenne che rappresenta la memoria storica del mandolino nel veronese.

Il sabato, toccherà al duo “Zazà” formato dal fisarmonicista Giuseppe Zambon e da Luisella Mutto (recitazione e canto) che presentano il recital “Trì colombe e ‘na violà”, avente come tema la cultura popolare: letture dall’interessante volume di Ezio Bonomi “Vita e Tradizione in Lessinia”, cante e musica strumentale insomma tutto ciò che la cultura orale ha trasmesso generazione dopo generazione fino a i nostri giorni.

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

DALLA PICCIONAIA: TOCATI’ 2020, UN’EDIZIONE SPECIALE

Verona e Borghi d’Italia, 18 – 19 – 20 settembre

di alessandro nobis

tocati-logo.pngIl Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi di Strada che si tiene “solitamente” nel centro storico della città scaligera, raggiunge con questa diciottesima edizione la “maturità” e lo fa in quello che certamente è il suo anno più difficile, non solo per l’ulteriore taglio di finanziamenti pubblici, ma perché questo 2020 è ancora devastato dall’epidemia che ha creato numerosissimi problemi alle persone ed all’economia a livello globale cambiando anche molte delle abitudini quotidiane di tutti noi causando inoltre la cancellazione o lo spostamento di eventi culturali piccoli e grandi in tutto il Paese; lo fa con un’edizione che a tutti gli effetti può essere considerata ”Speciale”, modificata nelle dimensione e nella modalità, minore nella presenza degli eventi ma che indiscutibilmente preserva la continuità.date-header-2020

Ho avuto l’occasione di intervistare Paolo Avigo, Presidente dell’Associazione Giochi Antichi che ha ideato e costruito nel tempo il Festival, incontrandolo in Sala Lodi a Veronetta, sede operativa del Tocatì messa a diposizione dal Comune di Verona.

Quest’anno molte rassegne sono state cancellate o spostate. Perché avete deciso di “tenere la posizione” e di proporre anche quest’anno il Tocatì?

Come Associazione Giochi Antichi crediamo che un evento importante come il Tocatì andasse comunque proposto: non solamente per garantire la sua continuità ma anche per cercare di dare un rilancio ad una situazione culturale che quest’anno è particolarmente stagnante, un stimolo per ripartire sia per Verona ma anche per le altre realtà extracittadine che si occupano della cultura tradizionale. Inoltre, a differenza della maggior parte dei Festival che si tengono nel pieno della stagione estiva avevamo il vantaggio di avere organizzato sempre il Tocatì nella seconda metà di settembre, il che ci dava un piccolo lasso di tempo ulteriore per seguire l’andamento della pandemia e apporre le opportune variazioni di programma.

In questa edizione che avete chiamato “Le Italie dei Borghi in Gioco” non ci saranno come appare evidente nazioni straniere ospiti: come avete costruito il calendario degli eventi?

L’attenzione sarà quest’anno rivolta verso le comunità ludiche italiane ma, differenza delle scorse edizioni il Tocatì non solo ne ospiterà alcune, ma di altre ne sarà “ospite” e questa è una novità importante che potrà avere importanti sviluppi nelle edizioni future: tra i giochi della tradizione italiana che si svolgeranno a Verona ci saranno la Schida (da Guidizzolo, Mantova), il gioco della Morra da Sant’Anna d’Alfaedo, la Palota da San Vito al Mantico il, Palo della Cuccagna da Santa Maria di Zevio, e diversi giochi da tavoliere come il Carrom, la Dama e naturalmente gli Scacchi.

Verranno invece proposti nei borghi di appartenenza nelle cui strade sono nati e dove si praticano tuttora e molti dei quali sono riconosciuti come patrimoni mondiali Unesco, Bijé (Farigliano, Cuneo),Birillo Parato (Fossato Ionico, Reggio Calabria), Cacio al fuso (Pienza, Siena), Corsa con la Cannata (Arpino, Frosinone), Gioco delle Noci (Monterosso al Mare, Liguria), Lancio del Maiorchino (Novara di Sicilia, Messina), Pilote (Gemona del Friuli, Udine), Trampoli (Schieti di Urbino), Tsan (Brissogne, Aosta), S’Istrumpa (Ollollai, Nuoro), Sburla la Roda (Fossacaprara, Cremona) e Zugo de l’ovo (Sezano, Verona).

  • Quali sono i settori che hanno dovuto forzatamente subire un ridimensionamento o una rimodulazione?

Naturalmente le attività che prevedono un contatto fisico che solitamente hanno riscontrato una forte presenza del pubblico; alcune sono state cancellate altre le abbiamo delocalizzate come per fare un esempio “il palo della cuccagna” che da Piazza delle Erbe è stato dirottato nello spazio più raccolto e gestibile nel cortile ovest dell’ex Arsenale asburgico. Naturalmente saremo molto accorti nel regolare l’afflusso del pubblico.

“Le piazze” del Tocatì che saranno coinvolte in questa “edizione speciale” 2020?

Piazza delle Erbe è sempre al centro del Festival e quest’anno farà da cornice all’installazione dedicata alle “Remiere”,con l’esposizione di tre tipi di barche per un confronto tra imbarcazioni tradizionali che adottano l’antica tecnica della voga alla veneta divenuta, negli anni, pratica ludico-sportiva: la “Bissa” del Garda, il “Naet” del Lago d’Iseo e la “Mascareta” della laguna veneziana. Naturalmente uno dei “centri” sarà al solito il “Forum Internazionale della Cultura Ludica” in Cortile del Mercato Vecchio che ospiterà l’Istituto Centrale per  il Patrimonio Immateriale, il Museo delle Civiltà, la Societá italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (SIMBDEA), tutti enti impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, nonché l’Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels (AEJeST), organizzazione non governativa accreditata presso l’UNESCO dal 2010  che intende valorizzare e difendere gli sport e i giochi tradizionali.

Molte delle iniziative che nelle passate edizioni si svolgevano all’aperto, hanno trovato ospitalità in prestigiosi spazi chiusi: tra questi il Museo di Storia Naturale e il Museo di Castelvecchio, inseriti nel circuito dei Musei Civici di Verona, la Villa Romana di Valdonega, Palazzo Diamanti,la Chiesa di Santa Maria in Organo, il Museo G.B. Cavalcaselle ed il Palazzo della Ragione. Alcuni di questi luoghi alcuni hanno contribuito all’iscrizione di Verona tra le città Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, titolo che quest’anno compie vent’anni.

Il palco che veniva montato in Piazza dei Signori quest’anno non ci sarà, ma uno di più ridotte dimensioni verrà allestito nel Cortile del Mercato Vecchio ed ospiterà artisti che si occupano della tradizione popolare veronese come l’ensemble Corde e Ance di Mondrago ed il duo formato da Luisella Mutto ed il fisarmonicista Giuseppe Zambon. I “Suoni lungo l’Adige” sono invece confermati, anche se non sarà possibile praticare il ballo popolare; qui suoneranno la Contrada Lorì, Otello Perazzoli ed il giovedì sarà dedicato alla musica del Salento in una versione da “ascolto”.

  • L’autorità prefettizia. L’ASL e l’Amministrazione Comunale hanno posto dei vincoli, e quali sono, a questa edizione, vista la pandemia del COVID – 19?

L’esigenza di evitare in primis assembramenti ha naturalmente comportato una riduzione consistente delle attività in presenza che saranno una trentina anziché le duecento degli anni scorsi. Per cercare di soddisfare questa importante esigenza l’area del festival è stata praticamente raddoppiata per avere in questo modo una maggiore distribuzione del pubblico e quindi una minore concentrazione dello stesso. In ogni caso ancora una risposta ufficiale non l’abbiamo, e quindi le variazioni del programma sono in realtà ancora possibili. Un’altra conseguenza delle limitazioni è, come ho detto prima, che non sarà possibile praticare il ballo popolare e quindi i gruppi che si esibiranno proporranno un repertorio più da ascolto che contestualizzato al ballo.

  • Questa edizione del Tocatì necessiterà di più controlli “a vista” del pubblico e quindi di un maggior coinvolgimento della fondamentale partecipazione dei volontari. Come sarà regolamentato l’afflusso del pubblico agli eventi?

Abbiamo preparato con grande cura questo aspetto. Anche se quest’anno i volontari saranno presenti in numero minore rispetto alle passate edizioni, questi si sposteranno per vigilare i vari eventi che necessitano della loro presenza; in Cortile del Mercato Vecchio, per esempio, i dovranno verificare che tutti indossino la mascherina e saranno dotati di un contapersone. Inoltre ci sarà una direzione obbligatoria di ingresso ed una di uscita per il pubblico.

  • Qual è la direzione che l’A.G.A. intende a far prendere al Tocatì in riferimento alla sua candidatura Multinazionale UNESCO ICH al Registro delle Buone Pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale?

E’ un percorso che abbiamo già iniziato assieme alle reti italiane che partecipano al processo di candidatura (trenta realtà) ed anche a livello internazionale Belgio, Cipro e Francia condivideranno il programma non solo del festival ma di tutte le attività che l’Associazione Giochi Antichi e le reti andranno ad organizzare e proporre durante il corso dell’anno.

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

DALLA PICCIONAIA: FOLKEST 2020 “International Folk Music Festival”

17 SETTEMBRE – 4 OTTOBRE

di alessandro nobis

Stavolta abbiamo veramente rischiato di perdere l’edizione 2020 di Folkest, e le motivazioni le potete ben immaginare; evidentemente però gli anticorpi del festival accumulati in quarantuno edizioni se non hanno sconfitto le conseguenze del Corona Virus hanno almeno consentito agli organizzatori di posticipare questa 42^ Edizione nella seconda metà di settembre e di allestire un programma più che degno della qualità di questa manifestazione che ha accompagnato in oltre quattro decenni musicisti, musiche e spettatori in lungo ed in largo per il Friuli Venezia Giulia alla scoperta di musiche e di scorci storico-naturalistici, come dice Andrea Del Favero, uno di quelli che il festival, avendolo fondato, lo conosce proprio bene:

Folkest  compie 42 anni in questo 2020 per tutti così singolare, segnato dal Covid e durante il lockdown il festival si è fermato come tutti riflettendo sui possibili futuri sviluppi, sull’uso creativo della tecnologia, sulle possibilità offerte dai più recenti mezzi di comunicazione. Alla fine si è sdoppiato, anzi, addirittura triplicato, legandosi ancor più al territorio della regione Friuli Venezia Giulia, con tutti quei luoghi che nel corso di oltre quarant’anni di scorribande sonore hanno segnato la storia di un festival che ha aperto la strada alla world music internazionale e a un moderno concetto di promozione turistica, che sposasse l’evento culturale con un luogo ad alta, e spesso inespressa, vocazione turistica”.

Intelligentemente gli organizzatori hanno puntato su ciò che succede all’interno del panorama italiano tradizionale e di derivazione con oltre cinquanta eventi tra concerti, seminari (quello ad esempio di Elena Ledda), presentazione di libri, concorsi (l’assegnazione dell’ambito Premio Cesa) riuscendo a coinvolgere ben ventisette Amministrazioni Comunali, la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Comune istriano di Capodistria (Koper) e di importantissimi Enti come il Mibact (Ministero delle Belle arti e della Cultura della Repubblica Italiana) e l’UNESCO.

Folkest 2020 si concluderà come sempre a Spilimbergo nei primi 5 giorni di ottobre, stavolta al chiuso nel teatro Miotto che ospiterà tra l’altro la fase finale di “Suonare a Folkest”. Il programma dettagliato del festival, nella parte successiva a Ferragosto, è visibile oltre a qui sotto anche nel sito del Festival www.folkest.comdove è riportato il programma completo.

Naturalmente tutto il festival rispetterà le disposizioni ministeriali e di conseguenza sarà  necessaria la prenotazione per presenziare agli eventi di Folkest 2020: informazioni sulle prenotazioni saranno fornite dall’organizzazione in seguito.

 

 

IL PROGRAMMA

FOLKEST IN CADORE

AGOSTO

FOLKEST A UDINE

♦VENERDI’ 21
Udine • 21.00 Piazza Libertà
Al centro delle cose – omaggio a Pierluigi Capello. In collaborazione con Progetto Musica

♦LUNEDI’ 31
Udine • 21.00 Piazza Venerio
Tite Grison – Musicist, pitôr, mestri, fotografo, ingignîr con Lino Straulino, La Sedon Salvadie e Kujacoustic.

SETTEMBRE

♦GIOVEDI’ 3
Cussignacco (Udine) • 20.45 area parrocchiale San Martino Vescovo
Tite Grison – Musicist, pitôr, mestri, fotografo, ingignîr con Lino Straulino, La Sedon Salvadie e Kujacoustic. In collaborazione con Progetto Musica

 

FOLKEST A CAPODISTRIA

AGOSTO

♦SABATO 22
Capodistria • 21.30 Taverna
I Beatles di Pirano con Le.C@tene e Perpetuum Mobile

♦DOMENICA 23
Capodistira • 21.30 Taverna
I Nomadi – Milleanni

FOLKEST IN FRIULI VENEZIA GIULIA

SETTEMBRE

♦MARTEDI’ 1
Spilimbergo • 20.30 Teatro Miotto
Tomat Band – Twenty for twenty. Un progetto in collaborazione con Associazione Gottardo Tomat

♦SABATO 5
Pradibosco (Prato Carnico) • 20.45 Hotel Pradibosco
Green Kings – Il volo degli angeli

♦SABATO 12
Spilimbergo • 20.30 Teatro Miotto
Elisir d’Amore – Progetto Donizetti in collaborazione Operaprima – Wien

♦DOMENICA 13
Pozzuolo del Friuli • 17.30 Villa Gradenigo Sabbatini
Elisir d’Amore – Progetto Donizetti in collaborazione con Operaprima – Wien

♦GIOVEDI’ 17
Maniago • 20.30  “Antica Taverna” palazzo d’Attimis
Morrigan’s Wake – Dagli Appennini all’Irlanda

♦VENERDI’ 18
Aurisina (Duino-Aurisina) • 20.30 Piazza del Municipio
Baraban – Canti d’amore, danzi e canti di guerra

♦SABATO 19
Vergnacco (Reana del Rojale) • 20.30 parco Sculture Vergnacco
Terre del Sud – Dalla Majella ai Trabocchi

Flaibano • 20.30 piazza Monumento
Cogli la prima mela – Quartetto d’autore

♦DOMENICA 20
Sauris • 17.30  centro sportivo/Treinke
Tocodebanda – In ‘sta via e dintorni

♦MARTEDI’ 22
San Giorgio della Richinvelda • 20.30 parco della Biblioteca Civica
Marco Sforza – Canzoni a mezza pensione
Daniele D’Agaro & The Dixieland Stumblers – Honky Tonk Town

Polcenigo • 20.30 piazza Plebiscito
Acamar – Musicainviaggio

♦MERCOLEDI’ 23
Papariano (Fiumicello Villa Vicentina) • 20.30  giardino ex scuole – via Trieste
Massimo Giuntini e Silvio Trotta – Libero arbitrio

  • Basaldella (Campoformido) • 20.30  chiesa di San Martino Vescovo
    Kujacoustic– Arie virtuose delle colline

♦GIOVEDI’ 24
Artegna • 20.30  collina di San Martino
Confessioni di un Musicante – Silvio Trotta canta Branduardi

Prato Carnico • 20.30  Casa del Popolo
Green Waves – Viaggi d’Irlanda

♦VENERDI’ 25
Gorizia • 20.30 Teatro Verdi
Confessioni di un Musicante – Silvio Trotta canta Branduardi

Chiaulis Verzegnis • 20.30 Chiesa Santi Pietro e Paolo
Na Fuoia – Foglie di tradizione

♦SABATO 26
Pradielis (Lusevera) • 20.30  Centro sociale di Pradielis “Lemgo”
Rolling Around – Venti d’Irlanda

Romans d’Isonzo • 17.30  Casa Candussi-Pasiani
La Quadrilla – Corde Grosse, tamburi, ance e plettri

♦DOMENICA 27
Tramonti di Sopra • 17.30  Area sala polifunzionale
La Mesquia – L’àrbol e altre storie

Cercivento • 17.30  Cjase da Int
La sedon Salvadie – Liendes dal Friûl

♦MARTEDI’ 29
Cassacco • 20.30  parco d’Europa
Ensemble du Sud – A spasso per il mondo

Pinzano al Tagliamento • 20.30  cortile della biblioteca
Alberto Grollo e Federica Capra – Da Bach ai Pink Floyd

♦MERCOLEDI’ 30
Piano d’Arta (Arta Terme) • 20.30  Chiesetta di San Nicolò degli Alzeri
Alessandro D’Alessandro – “Organetto SOLO” libere canzoni e temi onirici per organetto ‘preparato’ ed elettronica
Villandorme – La fia del paesan

OTTOBRE

♦GIOVEDI’ 1
Pulfero• 20.30  sala consiliare
Suonno d’ajere – Vincitori del Premio Alberto Cesa 2019

 

FOLKEST A SPILIMBERGO

SETTEMBRE

♦MERCOLEDI’ 30
Spilimbergo • 20.30  locali pubblici del centro
Musica tra la gente

OTTOBRE

♦GIOVEDI’ 1
Spilimbergo • 20.30  locali pubblici del centro
Musica tra la gente

♦VENERDI’ 2
Spilimbergo • 21.15  Teatro Miotto
Neri Marcorè – Edoardo De Angelis – Due amici dopo cena, tra chiacchiere e canzoni

♦SABATO 3
Spilimbergo • 16.30  Palazzo Tadea – presentazione libro
I Beatles di Pirano, con Slobodan Simič – Sime e Sergio Settomini

Spilimbergo • 17.45  Palazzo Tadea
La ghironda di michellecon Silvio OrlandiMarco Salvadori e Andrea Del Favero

Spilimbergo • 21.15 Teatro Miotto
Silvio Orlandi – omaggio a Michelle Fromenteau

Premio Alberto Cesa
Bratiska – Italia
Calimani– Toscana
Carlo Pestelli – Piemonte
Little Train Band– Italia
Mesudì – Italia
Musica Spiccia – Italia 
Politikos – Grecia/Italia
Violoncelli itineranti ft. Ana Pilat – Italia/Slovenia/Croazia
Teresa De Sio – Premio Folkest alla carriera

♦DOMENICA 4
Spilimbergo • 11.00 Palazzo Tadea
I diritti dei musicisti in tempo di COVID-19 con Andrea Marco Ricci (Note Legali)

Spilimbergo • 16.30 Palazzo Tadea
Ballando le parole con Francesca Fedrizzi e Brian Chambouleyron

Spilimbergo • 17.45 Palazzo Tadea
“Canzoni” irriverenti reinterpretazioni per organetto ‘preparato’ ed elettronica  con Alessandro D’Alessandro

Spilimbergo •   Teatro Miotto
21.15 Suonno d’Ajere
22.10 Francesco Giunta – in collaborazione con il festival Frattempi
23.05 Fanfara Station – vincitori del Premio Andrea Parodi 2019

♦LUNEDI’ 5
Spilimbergo •  21.15 Teatro Miotto
Violoncelli itineranti ft. Ana Pilat – Italia/Slovenia/Croazia
Politikos – Grecia/Italia
Musica Spiccia – Italia
Mesudì – Italia 
Little Train Band– Italia
Carlo Pestelli – Piemonte
Calimani – Toscana
Bratiska – Italia
Ospite speciale della serata: Elena Ledda– Sardegna

 

 

OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione – “3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione – “3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

 

DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 40^ Edizione

“3 – 19 settembre 2020” – Ivrea

di Alessandro Nobis

Oltre al fatto di avere una programmazione di grande respiro dedicata alla musica afroamericana senza alcun ammiccamento al pop, mi sembra di poter dire che la caratteristica più significativa al di là del livello dei contenuti musicali che distingue l’”Open Papyrus” dalla maggior parte degli altri Festival legati al jazz italiani è certamente quella di saper coinvolgere in un’unità progettuale le realtà presenti sul territorio di Ivrea. E considerando che le date del festival sono state spostate in settembre e che il programma ha dovuto subire dei cambiamenti forzati a causa della pandemia, ancor più in questa edizione settembrina – che non definirei di emergenza – si evidenzia ancor di più come la programmazione sia il frutto di una grande passione, di molta pazienza, di lucidità e naturalmente di competenza ed esperienza da parte di chi questo festival organizza, ovvero l’Ivrea Jazz Club / Music Studio.

109930178_10159349185978475_8622156295632276875_n.jpgGià avevo avuto l’occasione di descrivere l’organicità dell’edizione “39” ed anche in questa quarantesima edizione, leggendo il progetto, incontriamo naturalmente la musica, la danza, la fotografia, la pittura e la letteratura; non a caso “Linguaggi” è la parola scelta, la migliore possibile per identificare questo festival che si terrà dal 3 al 19 settembre prossimo, con l’anteprima mercoledì 2.

Se darete uno sguardo al programma dettagliato in calce a questo articolo vi renderete conto come ci sia il modo di trascorrere un fine settimana “lungo” nella città di Ivrea seguendo passo passo il festival e perché no, ammirando le bellezze della città di Ivrea e dintorni. Tra gli appuntamenti più interessanti a mio avviso ci sono quelli del venerdì, il primo alle 19 presso la Sala Santa Marta per la presentazione del CD “Techne” del quartetto Night Dreamers (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/01/night-dreamers-techne/), il secondo alle 21 presso il Teatro Giacosa con il concerto dell’ensemble Oldwalla la conclusione di questa edizione, domenica 16 è di quelle da non perdere non solamente per la gratuità dell’evento ma perché è una straordinaria occasione per ascoltare le musiche del CD “Woland” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/04/03/barbiero·manera·sartoris-woland/) pubblicato da qualche mese da Massimo Barbiero (batteria), Emanuele Sartoris (pianoforte) ed Eliosa Manara (violini); originariamente questo concerto era inserito nella programmazione iniziale del Festival ed ora è fortunatamente ospitato dal Festival dell’Architettura che si tiene sempre ad Ivrea al Centro Adriano Olivetti. In conclusione segnalo inoltre l’appuntamento di giovedì 3 al Teatro Giacosa per il concerto di Paolo Fresu con il suo nuovo progetto in trio dedicato a Chet Baker.

IMG_3901Concludo riportando le assolutamente condivisibili parole di Massimo Barbiero, compositore, musicista e in questo periodo anche “libero pensatore di festival” che danno una chiara idea del lavoro fatto dal gruppo di appassionati che con grande fatica ha preparato il progetto: “Sono tempi difficili, dare un senso ed un valore alle cose che immaginiamo, pensiamo, progettiamo, sembra esser diventato inutile e privo di sostanza. Noi continuiamo a credere che invece quella sia la strada, l’unica, in quanto “non sono i mezzi che fanno un Festival, sono gli uomini che comprendono cosa significa la responsabilità di dare un senso ad un’idea….tracciare dei percorsi, avere il coraggio dei propri errori…..perché per dirla con Monk “si devono commettere gli errori giusti”.

Massimo Barbiero, Music Studio – Ivrea Jazz Club

Prevendite presso:

Associazione “Il Contato” – Piazza Ferruccio Nazionale 12 – Ivrea – Tel. 0125 641.161

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30

Music Studio – Tel. 0125 40450 – informazioni@music-studio.it

 

 

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020

DALLA PICCIONAIA: SUONI DELLA MURGIA 2020 “Rassegna internazionale di musica popolare”

XIX EDIZIONE, 17 LUGLIO – 14 NOVEMBRE 2020

di alessandro nobis

Con il contributo della Regione Puglia e dell’Amministrazione Comunale di Altamura e sotto la competente direzione artistica di Luigi Bolognese inizia dopodomani, venerdì 17 luglio al Centro Visite Lamalunga – L’Uomo di Altamura – la diciannovesima edizione di “Suoni della Murgia”, una delle più interessanti rassegne di musica tradizionale e dintorni del panorama estivo nazionale e questo, va detto, è merito soprattutto dell’impegno profuso generosamente negli anni da Luigi Bolognese e Maria Moramarco dell’ensemble Uaragniaun che hanno dato a Suoni della Murgia una particolare connotazione e una sempre maggiore risonanza internazionale.

Quest’anno la pandemia ha forzatamente costretto gli organizzatori ad aguzzare il loro ingegno ideando una rassegna itinerante e diversa dalle passate edizioni, e le bellezze naturali ed antropiche – le masserie ed i piccoli centri – della terra di Puglia ed in particolare della Murgia barese saranno quindi lo scenario degli appuntamenti il cui programma è riportato in calce.

La rassegna si concluderà a metà novembre, con una pausa nelle due settimane dopo Ferragosto, e propone eventi nel segno della grande qualità che rendono omaggio alla storia della terra di Murgia ospitando musiche e musicisti europei ma anche sudamericani, africani ed asiatici, un bel modo per conoscere culture “altre” che solamente in rassegne come queste trovano spazio in adeguati scenari ed un pubblico curioso ed attento. Insomma, un bel modo di trascorrere qualche giorno alla scoperta dell’entroterra di Puglia, delle sue bellezze e naturalmente della sua ricchissima eno – gastronomia.

Il programma, lo leggerete, è davvero ricco e mi voglio soffermare sugli appuntamenti che, se fossi in zona, non mi lascerei sfuggire. Procedendo in ordine cronologico, personalmente inizierei il 18 luglio presso la Dimora Cagnazzi ad Altamuradove Elias Nardi (liuto arabo), Ares Tavolazzi (contrabbasso) e Daniele Bonaventura (bandoneon) presentano il loro recente bellissimo “Ghimel” ( https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/17/nardi-·di-bonaventura-·tavolazzi-ghimel/) ed il giorno seguente, sempre ad Altamura, mi incuriosisce non poco la performance della violoncellista e cantante Simona Colonna che con i “Live electronics” di Stefano Melone presentano il loro progetto “Curima, curima …), tra classicità ed contemporaneità. Naturalmente imperdibili, il 5 agosto alla Masseria San Domenicoi canti arcaici dedicati al mondo dell’infanzia – e non solo – di “Cillacilla” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/25/maria-moramarco-cillacilla/) raccolti e proposti da Maria Moramarco a Murà presentati assieme a Luigi Bolognese, Alessandro Pipino, Adolfo La Volpe e Francesco Savoretti.

Il 13 agosto, sempre ad Altamura presso la Dimora Cagnazzi, concerto per due nickelharpa (Marco Ambrosini ed Angela Ambrosini) e pianoforte (Eva Maria Rusche), un affascinante viaggio nella musica di origine popolare, dal rinascimento di Diego Ortiz alla musica del Novecento di Bartok Bela mutuato dal magico suono della nickelharpa di cui Marco Ambrosini è senz’altro uno dei maggiori interpreti (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/02/marco-ambrosini-·-ensemble-supersonus-resonances/). La prima parte della rassegna si conclude la vigilia di Ferragosto con un altro importante appuntamento, il concerto di Banditaliana – alle 20:30 presso la Masseria Conti Filo –  dove il quartetto presenta la sua più recente produzione discografica, “Argento”

Ma forse l’appuntamento più atteso è quello programmato per i primi due giorni di settembre che si terrà presso il Campo 65, tra Gravina di Puglia ed Altamura: è l’anteprima di uno evento progettato dalle associazioni Suoni della Murgia e Campo 65. Campo 65 è il nome del più grande campo di prigionia italiano della Seconda Guerra Mondiale riconosciuto dalla Regione Puglia come “luogo della memoria”.La performance musicale e teatrale trae origine da una ricerca storica di Domenico Bolognese negli archive militari britannici e germanici e prende vita dalle testimonianze e dalle storie personali di coloro i quali hanno forzatamente trascorso un drammatico periodo della loro vita in questo campo di detenzione. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Il Teatro delle Storie Vere di Trento, con il Festival della Lentezza di Parma, con il Maestro Maglio del Conservatorio di Bari e con il comune di Altamura ed ha in modo molto appropriato coinvolto i ragazzi delle scuole superiori, in particolare una sezione del Liceo Scientifico Federico II e del Liceo Classico Cagnazzi, entrambi di Altamura. Il lavoro, che va ad aggiungere un importante tassello alla storia del XX° ed in particolare del secondo conflitto mondiale e delle microstorie di coloro vi sono stati convolti, nelle intenzioni dei promotori rappresenta un primo passo che ci permetterà di far conoscere storie sconosciute di alcuni protagonisti del più grande conflitto mondiale del ‘900 in una produzione che ha la giusta ambizione di essere proposto non solo in Italia ma anche a livello internazionale.

Ultima segnalazione riguarda il concerto del 3 ottobre nella Sala Tommaso Fiore a Gal Terme di Murge ad Altamura: protagonisti la voce e la viola da gamba dell’argentina Luciana Elizondo, che nel 2019 ha pubblicato un splendido lavoro solista (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/27/luciana-elizondo-alone/); con il chitarrista Quito Gato rivisiterà le musiche tradzionali sudamericane. Un evento davvero imperdibile, un itinerario nel folklore latino Americano lontano dai soliti cliché.

Concludendo, Suoni della Murgia é una significativa rassegna che merita di essere sostenuta sempre più dalle Istituzioni considerato che rappresenta senza ombra di dubbio uno dei segni distintivi dell’estate culturale pugliese ed italiana. 

immagine copertina pagina-01.jpgGLI APPUNTAMENTI

17 luglio ore 20.30 – Centro visite l’Uomo di Altamura, Lamalunga 

RADICANTO: Un sogno così. Omaggio a Domenico Modugno. Maria Giaquinto, canto e narrazione, Giuseppe De Trizio, chitarra classica, Adolfo La Volpe, chitarra elettrica, basso elettrico, Francesco De Palma, cajon, percussioni

18 luglio ore 20.30 – Dimora Cagnazzi, Altamura.

“GHIMEL”, presentazione del cd.Elias Nardi, Oud, Daniele Di Bonaventura, Bandoneon, Ares Tavolazzi, Double Bass,  Fretless B

19 luglio ore 20.00 – Agor@teca, Altamura

“ Curima, curima… “: Concerto per voce, anima e violoncello. SIMONA COLONNA: voce e violoncello, STEFANO MELONE: live electronics

Ore 21.15  Agor@teca, Altamura.Il regista Gianfranco Pannone presenta il docufilm: “ Scherza con i fanti “ 2019 

29 luglio ore 20.30 – Masseria San Domenico, Murà. Claudio Prima “ Nina Balla di madre italiana” Concerto di musiche e parole

 3 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà. AYOM, Musica do atlantico negro. Jabù Morales voce e percussioni, Alberto Becucci fisarmonica, Olmo Marin chitarra, Ricardo Quinteira basso, Timoteo Grignani percussioni, Walter Martins percussioni 

4 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli

Duo Savoretti – Mina: Sonorità tradizionali e le incursioni dell’elettronica. Francesco Savoretti : percussioni mediterranee e live electronics, Fabio Mina: flauti 

4 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli: Terra Brazil. Forrò e musica popolare brasiliana

5 agosto ore 20,30 – Masseria San Domenico, Murà: Francesco Moramarco Project. Francesco Moramarco chitarra elettrica, Domenico Caliri chitarra elettrica, Manco Donato batteria e rav, Francesco Lavecchia basso elettrico, Grazia Lombardi voce e violino

5 agosto ore 21,30 – Masseria San Domenico, Murà. “Cillacilla”:Maria  Moramarco, voce, Luigi Bolognese, chitarre, Alessandro Pipino, organetti, fisarmonica e colori sonori, Adolfo La Volpe, oud chitarra portoghese, Francesco Savoretti, percussioni mediterranee e live electronics

10 agosto ore 20.30 – Masseria Castelli. Uaragniaun: Maria Moramarco  voce e chitarra, Luigi Bolognese chitarra, mandoloncello, Silvio Teot percussioni, voce, Filippo Giordano violino 

10 agosto ore 21.30 – Masseria Castelli.Arsene Solo, Shaman Showman

13 agosto ore 20.30 – Dimora Cagnazzi. Terrae. Presentazione CD “Approdi”

 13 agosto ore 21.30 – Dimora Cagnazzi. “Dal Barocco a Béla Bartók”: musiche di Diego Ortiz, Orlando Gibbons, Antonio Vivaldi, J.S. Bach e Béla Bartók. Angela Ambrosini e Marco Ambrosini, Nyckelharpa, Eva-Maria Rusche, Pianoforte

14 Agosto ore 20.30 – Masseria Conti Filo. Riccardo Tesi & Banditalianapresentani il CD “Argento” 

1-2 settembre – Campo 65, Altamura: Campo 65 anteprima assoluta di una produzione realizzata dalle associazioni culturaliSuoni della Murgia e Campo 65 

3 ottobre ore 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Presentzione del CD “Murgia”. Michele Santarcangelo chitarre, con Annamaria Rifino : arpa celtica

3 ottobre ore 21.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. “ La copla Perdida “, Percorsi e memorie del folklore dell’ America Latinacon Luciana Elizondo, Canto e Viola da Gamba e Quito Gato Chitarre a 5 e 6 ordini

14 novembre 20.00 – Sala Tommaso Fiore ( Gal Terre di Murge ) Altamura. Radicanto: “Conosco appena le mani”: Maria Giaquinto(canto), Giuseppe De Trizio(chitarra classica),Adolfo La Volpe(chitarra acustica, chitarra portoghese)e Francesco De Palma(percussioni)

info e contatti: https://www.facebook.com/suonidellamurgia/

info@suonidellamurgia.net