DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

“Terme di Caldiero, 29 giugno ore 21”

di Alessandro Nobis

Sabato 29 giugno, dopo cena, prendetevi una serata libera e andate alle Terme di caldiero chitarre.jpgGiunone a Caldiero, o alle Terme andateci nel pomeriggio per una nuotata e poi trattenetevi: c’è l’attesa tredicesima edizione di “Chitarre per Sognare”, per il secondo anno ospitata a Caldiero con il supporto della locale Amministrazione Comunale che l’anno ha scorso ha deciso di “adottare” questa manifestazione sfrattata inopinatamente  da un Comune dei dintorni. Organizzata dalla benemerita Associazione Culturale ZONACUSTICA, la serata al solito prevede una “passerella” di chitarristi acustici che praticano lo stile fingerpicking: questa edizione ospita Pietro Nobile, Paola Selva, Francesco Palmas e Giovanni Ferro. Niente nomi super inflazionati come si vede, ma piuttosto, come nello stile di ZONACUSTICA, musicisti non molto conosciuti dal grande pubblico – ma conosciuti da chi segue questo stile chitarristico -, piccoli / grandi tesori che grazie ad iniziative come queste hanno l’occasione di mettere in luce il loro talento come strumentisti e spesso anche come compositori.

49548161_10215829193394473_4467249734301515776_n.jpgPietro Nobile è l’ospite probabilmente più conosciuto; strumentista, divulgatore e compositore ha all’attivo CD (quattro, il più recente è “Indefinito infinito”) e manuali, oltre ad essere un prestigioso dimostratore di chitarre nientemeneno che per la Guild – Fender. La sua carriera ha avuto un importante partenza quando a Parigi, a venti anni, fu invitato da Herbert Pagani e Marcel Dadì con il quale tenne concerti e partecipò ad un tour negli Stati Uniti; da allora Nobile ha raccolto via via sempre più consensi nel mondo della chitarra acustica internazionale.

Paola Selva, la seconda ospite della rassegna, è una chitarrista con una formazione classica che solitamente preferisce suonare repertori in Trio o con formazioni cameristiche più ampie, quindi quella di Chitarre per Sognare è un rara occasione per ascoltare e sicuramente apprezzare il talento in veste solista; presenterà il suo recente lavoro “Legno e Vento” che contiene brani di sua composizione. Per me che scrivo, ma anche per altri, tanta curiosità ed attesa per una musicista che non conosco.csm_Paola_Selva_Legno_e_Vento_1_48894e54b8.jpg

Ultimo set per Giovanni Ferro e Francesco Palmas con un repertorio centrato su brani appartenenti al repertorio della migliore canzone d’autore italiana sempre nel cuore di Ferro e Palmas, rivisitati e “corretti” dai due chitarristi. Ne sentiremo delle belle.

Al solito, “Chitarre per sognare” è ad ingresso libero, quindi ………….

 

 

 

 

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DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS

Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio – 1 giugno 2019

di Alessandro Nobis

Si terrà venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno a Quattro Castella, nel reggiano, la terza edizione dell’EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS, dedicato come evince dal titolo, alla musica interpretata da giovani musicisti compresi tra le età di 13 e di 20 anni. E’ un progetto il cui ideatore, l’Associazione Culturale “Futuro in Musica” in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e la locale Amministrazione Comunale va nella direzione di promulgare ed incoraggiare la pratica della musica, e di dare la possibilità ad orchestre giovanili di incontrarsi, raccontare le proprie esperienze e naturalmente esibirsi dal vivo.
Quest’anno sono state invitate orchestre proveniente dalla Germania, dall’Irlanda (nello specifico dall’Ulster), dalla Romania e dall’Ungheria oltre naturalmente da due orchestre che faranno gli onori di casa, ovvero l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella e la Mikrocosmos Orchestra di Casalgrande.

La giornata di venerdì 31, quasi un pre-festival, sarà dedicata a due Master Class, uno dedicata al suono orchestrale e l’altra al canto corale tenute rispettivamente dal M° Luigi Pagliarini e dal M° Mircea Ionescu e si concluderà alle 21 con una esibizione dei gruppi ospiti presso il Cinema Eden di Puianello. Il sabato il pubblico avrà l’opportunità a partire dalle ore 19 in Piazza Dante a Quattro Castella di assistere alle esibizioni delle orchestre invitate, ovvero (nell’ordine previsto di esibizione) l’European Orchestra diretta dal M° Luigi Pagliarini, l’Ensemble di Bucarest “Rainbow Children”, l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella diretat dal M° Saverio Settembruno, l’Armagh Pipers Club guidato dai tutor Thomas Smyth e Donna McKinney, l’ensemble ungherese “Iskola Thury Gyorgy”  e dalla “Philippinum Orchester” di Weiburg.

Si tratta per lo più di orchestre giovanili legate ad Istituzioni Scolastiche che presentano un repertorio legato al ricchissimo e straordinario mondo classico europeo con l’eccezione del gruppo proveniente dalla prestigiosa scuola di musica tradizionale di Armagh, nell’Ulster, all’interno di quella importante istituzione che è l’Armagh Pipers Club. Club che dal 1966 promuove lo studio, lo sviluppo e la ricerca della ricchissima tradizione musicale della terra irlandese oltre che ad organizzare, e quest’anno sarà il ventiseiesimo, il prestigioso William Kennedy Piping Festival che come di consueto si terrà alla metà del prossimo novembre.Armagh_rehearsals.jpg

L’Armagh Pipers Club è un importante centro di cultura, promuove la musica popolare attraverso corsi e seminari che principalmente riguardano le uilleann pipes, il tin whistle, il ballo tradizionale, il canto ed il violino e che coinvolgono alunni anche giovanissimi, ed il fatto che alcuni degli allievi abbiano formato in seguito gruppi professionisti la dice lunga sulla qualità del lavoro della scuola fondata dal piper John Brian Vallely e dalla violinista Eithne Vallely. Questa di Quattro Castella è un’occasione unica, per non può trascorrere un weekend lungo ad Armagh per il Festival, di ascoltare musica irlandese e di confrontare le diverse esperienze delle orchestre improntate sul repertorio classico con questa che invece si dedica a quella tradizionale.

IMG_0789.jpgPer molti dei giovani partecipanti a questo festival sarà la prima occasione di confronto con coetanei stranieri ed anche sarà la prima esibizione al di fuori dei confini del loro Paese: personalmente mi auguro che di questi festival se ne organizzino altri e che nelle scuole italiane venga promosso lo studio e la pratica della musica in una qualsiasi delle sue forme

In caso di maltempo le esibizioni si terranno presso la Chiesa di S.Antonino a Quattro Castella.

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DALLA PICCIONAIA: 27-29-30  marzo 2019: 39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

DALLA PICCIONAIA: 27-29-30  marzo 2019: 39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

DALLA PICCIONAIA: 27 – 29 – 30  marzo 2019:  39° Open Papyrus Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

di Alessandro Nobis

Con 38 anni “di resistenza” sulle spalle, il Festival Jazz d’Ivrea e Canavese si prepara per l’edizione numero trentanove che si terrà dal 27 al 30 marzo di questo 2019. Difficile resistere così a lungo mantenendo una connotazione prettamente jazzistica a dispetto di Festival anche estivi più “blasonati” seguiti dai grandi media ma che ormai poco di jazz hanno in cartellone e che ancora meno guardano verso i musicisti ed etichette che  percorrono sentieri sperimentali e di ricerca con un budget striminzito (si parla di 30.000 euro “all inclusive”); un altro segnale della capacità e della dedizione alla “missione” che gli organizzatori, Massimo Barbiero, l'”Ivrea Jazz Club” e l'”Open Papyrus J.F.” continuano a dimostrare. Questi piccoli-grandi festival dovrebbero suscitare maggiormente l’interesse della stampa nazionale – anche quella, anzi soprattutto quella che si rivolge specificatamente alla musica afroamericana – perché l’arte, e quindi anche la musica, ha sempre progredito e si è sviluppata grazie a quanti hanno percorso e percorrono tuttora le avanguardie, un passo sempre avanti rispetto alla massa.

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Un weekend “lungo” di musica e di arte piuttosto articolato, un’occasione unica di fare conoscenza della splendida città di Ivrea e di frequentare i luoghi di questo “Open Papyrus Jazz Festival” dal ricco e vario cartellone che affianca in modo intelligente la musica dal vivo – più vicina al mainstream e da questo anche piuttosto lontana -, le presentazioni di libri legati al jazz e piccoli ma significativi eventi enogastronomici come gli aperitivi – degustazione dei vini locali.

La programmazione accontenta sia i seguaci del mainstream che gli adepti della sperimentazione, e tra i concerti – in modo del tutto personale – segnalo quello di venerdì sera al Teatro Giacosa dei chitarristi / manipolatori di suoni Maurizio Brunod ed Elliot Sharp, e di seguito il concerto che vuole celebrare il trentesimo anno di Odwalla, straordinario ensemble di percussioni (il nome del gruppo è un omaggio all’Art Ensemble of Chicago) con ospite Baba Sissoko; nello stesso teatro ma il giorno seguente il concerto della Wolfgang Schmidtke Orchestra con il “suo” omaggio al genio di Theloniuos Monk. Da non perdere anche la presentazione alla Sala Santa Marta del volume dedicato ad Enten Eller di Davide Ielmini alla quale seguirà un set di solo pianoforte di Emanuele Sartoris che seguirà brani del repertorio dello stesso quartetto. Musica anche al Caffè del Teatro e performance di danza, come si può leggere nel programma qui sotto riportato.

Per ulteriori informazioni: www.music-studio.it

PROGRAMMA:

27  MARZO

Ivrea, Enoteca Vino e Dintorni: Anteprima Festival

Reading e Musica

SURVIVORS  DUO:

Loris Deval (chitarra classica)

Bruno Martinetti (flicorno)

VENERDÌ 29 MARZO

Ivrea, ore 18.00 – Sala Santa Marta: presentazione libro

FRANCO BERGOGLIO: I GIORNI DELLA MUSICA E DELLE ROSE(STAMPA ALTERNATIVA).Coordina Davide Gamba

Ivrea, ore 18.30 – Sala Santa Marta, degustazione:Aperitivo con i vini della Cantina Cellagrande

Ivrea, ore 19.00 – Sala Santa Marta: concerto

Quartetto E-volution  presenta ALBATROS: ospite Martin Ohrwalder, tromba

Ivrea, ore 21.30 – Teatro Giacosa: concerto

ELLIOT SHARP & MAURIZIO BRUNOD: chitarre, elettronica

Ivrea, ore 22.15 – Teatro Giacosa: ODWALLA  & BABA SISSOKO: CONCERTO DEL TRENTENNALE

BABA SISSOKO (voce e tamà)

Massimo Barbiero (marimba, vibrafono, percussioni)

Matteo Cigna (vibrafono, percussioni)

Stefano Bertoli (batteria)

Alex Quagliotti (batteria, percussioni)

Andrea Stracuzzi e Doudù Kwateh (percussioni)

DaoudaDiabate(Djembè, kora e dance)

Cheikh Fall (Djembè e kora)

Gaia Mattiuzzi (voce)

Giulia Ceolin e Gloria Santella Barbara Minietti (danza)

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, Caffè del Teatro:NIGHT DREAMERSQUARTET

EMANUELE SARTORIS (piano), SIMONE GARINO (sax), ANTONIO STIZZOLI (batteria), DARIO SCOPESI (basso)

SABATO 30 MARZO

Ivrea, ore 18.00 – Sala Santa Marta: presentazione libro

DAVIDE IELMINI: Enten Eller (la musica e la ricerca della poesia), coordina  Gianmario Pilo

Ivrea, ore 18.30 – Sala Santa Marta, degustazioneAperitivo con i vini della Cantina Cellagrande

Ivrea, ore 19.00 – Sala Santa Marta, concerto

Emanuele Sartoris: piano (Music of Enten Eller)

Ivrea, ore 21.15 – Teatro Giacosa: WOLFGANG SCHMIDTKE ORCHESTRA

“Monk’s Mood“

Ryan Carniaux,John- Dennis Renken, Martin Ohrwalder, Nikolaus Neuser (tromba)
Gerhard Gschlößl, Thorsten Heitzmann, Mike Rafalczyk(trombone)
Peter Cazzanelli(trombone Basso)
Nicola Fazzini, Gerd Dudek, Helga Plankensteiner(sassofoni)
Michel Lösch (pianoforte)
Igor Spallati (contrabbasso)
Bernd Oezsevim (batteria)

Wolfgang Schmidtke (sassofono soprano, Clarinetto Basso, arrangiamenti e direzione)

Ivrea, ore 22.30 – Teatro Giacosa, concertoBOSSO – GUIDI5et “NOT A WHAT”.

Fabrizio Bosso (tromba)

Aaron Burnett (sassofono tenore)

Giovanni Guidi (pianoforte)

Dezron Douglas (contrabbasso)

Joey Dyson (batteria)

Ivrea, ore 23.50 – Jazz Club, Caffè del Teatro, concertodi SVENGALI 4et

Igor Vigna (tromba, flicorno)

Alessandro Romeo (chitarra)

Marco Bellafiore (contrabbasso)

Filippo Abrate (batteria)

Performance scuole di danza e flash mob: ARABESQUE, ACCADEMIA DI DANZA E SPETTACOLO, BAOBAB

Mostre di pitturapresso Sala Santa Marta e Caffè del Teatroa cura di ARTE IN FUGA

AA.VV. “Live Recordings from the William Kennedy Piping Festival” Vol. 2

AA.VV. “Live Recordings from the William Kennedy Piping Festival” Vol. 2

AA.VV. “Live Recordings from the WKPF” Volume 2.

WKPF RECORDS, 2CD. 2018

di Alessandro Nobis

Per celebrare la 25^ Edizione del William Kennedy Piping Festival che si tiene ad Armagh, nell’Ulster, intorno alla metà del mese di novembre, viene pubblicata dagli organizzatori questa preziosa antologia – è il secondo volume di una serie che raccoglie registrazioni che coprono un lungo periodo, dal 2003 al 2017. Chi avrò l’opportunità di ascoltare questo doppio CD – e mi riferisco in particolare a coloro i quali sono mai stati tra il pubblico del Festival, scoprirà l’incredibile polimorfismo che la cornamusa ha sviluppato nel secoli praticamente ovunque in Europa.

Qui potrete assaporare – tra le altre – le launeddas di Luigi Lai accanto alle uillean pipes “di casa” di Paddy Keenan, ospite con Paddy Glackin anche nell’edizione 2018, di Cillian Vallely e di Robbie Hannan, la gaita galiziana di Anxo Lorenzo, la Gaida bulgara di Ivan Georgiev e la Sackpipa svedese di Olle Gallmo e la Duda magiara di Balasz Istvanfi, le Northumberland Smallpipes di Andy May accanto alla cornamusa scozzese delle Highlands di Finlay McDonald.

Un vero tripudio della tradizione musicale legata a questo ancestrale strumento legato indissolubilmente alla cultura pastorale che ha trovato il modo, come dicevo, di sviluppare forme e suoni come nessun altro nella cultura europea e mediorientale. Una proposta questa, come lo era il primo volume, che testimonia l’appassionato lavoro e le straordinarie competenza e cura – oltre ad una massiccia dose di curiosità – nella scelta degli interpreti che da un quarto di secolo l’Armagh Pipers Club ha fatto diventare il WKPF un punto di incontro degli appassionati della cultura popolare.

La pubblicazione è supportata dall?arts Council e dall’Irish Traditional Music Archive, ed è acquistabile contattando il Club sul sito www.armaghpipers.com

Per il report dell’edizione 2018 vedi: in Lingua inglese: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/15/william-kennedy-piping-festival-2018-nov-15th-18th-2018-armagh-co-armagh-ireland/ed in lingua italiana https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/11/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-2018-15-18-novembre-armagh-co-armagh-irlanda-seconda-parte/e https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/04/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-15-18-nov-2018-armagh-co-armagh-irlanda-prima-parte/

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 Nov., 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Ireland.

WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 Nov., 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Ireland.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

November, 15th– 18th 2018. Armagh, Co. Armagh, Irlanda.

by Alessandro Nobis. Translation by Ciarán Ó Maoláin

With the inspired decision to move the main location from the Hotel (excellent for sessions but cramped for evening concerts) to the Market Palace Theatre (able to offer, besides a beautiful and capacious main theatre, other corners for performances), Armagh Pipers Club achieved its goal of organising a wonderful 25th edition of the Festival in the best possible way, despite the loss of expected funding and some inconvenience due to delays in air flights that forced some variation in the program; an edition that will really remain in the memory of those present (very many, even coming from the continent); also because it was celebrated 250 years after the birth of the piper and pipe-maker William Kennedy, originally from Tandragee, a village not far from Armagh, to whom the festival is dedicated.

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IVAN GEORGIEV

Another interesting and admirable choice, this time artistic, was to devote the widest possible space to solo performances of bagpipe players through the organisation of four events entitled “A WORLD OF PIPING” which presented in four different historical places of Armagh the bagpipe in some of its variants, from launeddas to the Bulgarian gaida, from Highland pipes to border pipes, and of course to the “host” bagpipe, the uilleann pipes.
The festival is full of worthy and high-profile events, at different times and in different places and as you can easily imagine it becomes problematic if not impossible to follow them all, especially if you base yourself in Armagh and wish during the day to admire some of the numerous natural attractions that Ulster offers.
So you make choices; personally I participated in the first of the evenings of “A WORLD OF PIPING”, the two evenings at the Market Place Theatre and some sessions in front of “a few” pints in the lovely and historic pubs that animate the festival – and Armagh – in the evening especially at the weekend. The spacious headquarters of Armagh Pipers Club is steeped in all that is Irish tradition: the air you breathe in deeply, the posters on the walls, the photos, the coming and going of young musicians, those very young and those already established, tutors, amateur musicians – everything tells us that this place in Scotch Street is the cultural centre of reference of Armagh and among the most important in the whole of Ireland. The Vallely family, headed by John Brian and Eithne, designed and created [the Club] decades ago and cannot but be proud of its work and of the passion for tradition that they have so brilliantly passed on to their own children and to all those interested, starting from kids of school age.

Turning to the first [World of Piping] event, that of the Thursday evening, just after the launch ceremony at the Primate’s Palace: Tiarnán Ó Duinnchinn did the honours with his set of uilleann pipes followed by Ross Ainslie, from Scotland; Brighde Chaimbeul, of the Hebrides; the Bulgarian Ivan Georgiev and the Galician Anxo Lorenzo brought in dance and slow airs from their areas of origin. Difficult to choose, but the improvisation of Georgiev on his gaida, and Ó Duinnchinn’s intervention, left me breathless; overall two and a half hours of pure tradition, of great passion and virtuosity, which are essential to these solo performances whose purpose is precisely to show their skills without the constraint of supporting other musicians; though it has to be said that Anxo Lorenzo matched the speed and rhythm of Xosè Liz and his bouzouki. As for the other three events, at the Robinson Library, the [First] Presbyterian Church and Armagh County Museum, we must mention for the record the Sardinian Luigi Lai with his launeddas, the Asturian José Manuel Tejedor, Cillian Vallely of Lúnasa, the Scotsman Finlay McDonald and the Greek Georgi Makris (who had already made an appearance at the WKPF launch event alongside the Scottish group Dàimh). I would love to see this formula of solo performances used to let the heterogeneous audiences of the Armagh festival familiarise themselves with the sounds of the Italian pive, baghet and zampogna, and I say that from the heart. That’s all.

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PADDY KEENAN & PADDY GLACKIN.

The two evenings at the Market Place Theatre were the highlight of this 25th edition of the Festival, beyond the profound cultural value of solo performances and the formal and informal sessions in the pubs of Armagh. And in this very rich menu, the icing on the cake was undoubtedly the highly anticipated duo of the piper Paddy Keenan and the fiddler Paddy Glackin, a duo that really represents a portion of the history of the rediscovery of Irish folk music. For this writer, who recalls placing on the turntable that “Paddy & Paddy” disc of 1979 from Tara Records, it was really moving to listen live to this pair of extraordinary researchers and musicians; they said that for several years they had not played together, but the magic was immediately triggered and the audience honoured them as it was bound to with great and long applause. What to say about the rest? That Lúnasa with the uilleann pipes of Cillian Vallely and the flute (and charm) of Kevin Crawford have confirmed their status as the most interesting Irish folk group in recent years? That the octogenarian Luigi Lai amazed those present with the sounds and rhythms of Sardinian music as well as with his circular breathing?

That Georgi Makris and Ivan Georgiev duet, improvising with an obvious pleasure and fun in playing together, which really is the essence of traditional music? Here we would have to write a long time to tell you the emotions of this extraordinary festival and then, without exaggerating, I would point out the beautiful Nordic tradition brought to Armagh by the Swedish duo Dråm (nickelharpa and bagpipes of Anna Rynefors and medieval bagpipes of Erik Ask-Upmark); the Scottish group (with seven CDs to date) Dàimh with the bagpipes of Angus MacKenzie and the voice of Ellen MacDonald; the “Ulaid” project of John McSherry with the fiddler Donal O’Connor and the guitarist Seán Óg Graham, with as a very welcome guest the extraordinary singer and flute player Ríoghnach Connolly; and we can’t overlook the female bagpipe quartet of Síle Freil, Sinéad Lennon, Louise Mulcahy and Mary Mitchell Ingoldsby, or the Gaelic song of the vocal quartet accompanying Ross Martin’s guitar (I think they were Maeve McKinnon, Joy Dunlop, Síle Denvir and Ellen MacDonald)? Certainly we cannot forget them, as we will not forget the opening and closing of the festival, the “seven samurai of pipes” that welcomed us to the two evenings at the theatre and the supergroup that closed it, Lúnasa with “guests” the likes of Paddy Keenan, Niall Valley, John McSherry and Donal O’Connor, who played the “Kesh Jig”, one of the workhorses of the historic Bothy Band; I want to think as an affectionate tribute to Liam O’Flynn, Mícheál Ó Súilleabháin and Alec Finn, and also Mícheál Ó Domhnaill (of the Bothy Band, who left us years ago but was never forgotten): four heroes of Irish folk music who left us too soon.

A great edition of the Festival, my suitcase is already packed for the 26th edition. And yours?

 

 

 

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

di Alessandro Nobis

Come dicevo nella prima parte di questo mio resoconto (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/04/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-15-18-nov-2018-armagh-co-armagh-irlanda-prima-parte/), le due serate al Market Place Theatre sono state il piatto forte di questa 25^ edizione del Festival, al di là del profondo valore culturale delle esibizioni solistiche e delle session formali ed informali nei pubs di Armagh. E nel ricchissimo menù la ciliegina sulla torta è stato senz’altro l’attesissimo duo del piper Paddy Keenan e del violinista Paddy Glackin, duo che rappresenta davvero una porzione della storia della riscoperta del folk irlandese.

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LUIGI LAI

Per chi come chi scrive ha consumato sul piatto del giradischi quel “Paddy & Paddy” del 1979 targato Tara Records è stata davvero una grande emozione ascoltare dal vivo questa coppia di straordinari ricercatori e musicisti; dicevano che da parecchi anni non suonavano assieme, ma la magia è scattata subito ed il pubblico li ha onorati come si conviene con una grande e lungo applauso. Del resto che dire? Che i Lunasa con la Uilleann Pipes di Cillian Vallely ed il flauto (e la simpatia) di Kevin Crawford hanno ancora confermato di essere il gruppo più interessante del panorama folk irlandese degli ultimi anni? Che l’ottuagenario Luigi Lai ha stupito i presenti con i suoni ed i ritmi della musica sarda oltre che con la sua respirazione circolare?

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ANNA RYNEFORS

Che Giorki Makris e Ivan Georgiev hanno duettato improvvisando con un evidente piacere e divertimento nel suonare assieme, che poi è l’essenza della musica tradizionale? Qui ci sarebbe da scrivere lungamente per raccontarvi le emozioni i questo straordinario festival ed allora, senza esagerare,  vi segnalo la suggestiva tradizione nordica portata ad Armagh dal duo svedese DrÅm (nickelharpa e cornamusa per Anna Rynefors e cornamusa medioevale per Erik – Ask Upmark) oppure il gruppo scozzese (sette cd all’attivo) Daimh con la bagpipe di Angus MacKenzie e la voce di Ellen MacDonald ed ancora il progetto “Ulaid” di John McSherry con il violinista Donal O’Connor ed il chitarrista Sean Og Graham con graditissima ospite la straordinaria cantante e flautista Roghnach Connolly; e ci dimentichiamo del quartetto di cornamuse tutto al femminile di Sile Freil, Sinead Lennon, Louise Mulcahy e Mary Mitchell Ingoldsen o del canto gaelico proposto dal quartetto vocale accompagnato dalla chitarra di Ross Martin (credo fossero Maeve McKinnon, Joy Dunlop, Sile Denvir ed Ellen MacDonald)? No di certo che non ce li dimentichiamo, come non dimenticheremo l’apertura e la chiusura del festival, i “sette samurai delle pipes” che hanno dato il benvenuto alle due serate al teatro e il super gruppo che lo ha chiuso, i Lunasa con “ospiti” del calibro di Paddy Keenan, Niall Valley, John McSherry e Donald O’Connor, che ha suonato “Kesh Jig” uno dei cavalli di battaglia della storica Bothy Band, lo voglio affettusamente pensare un omaggio a Liam O’Flynn, Mícheál Ó Súilleabháin e ad Alec Finn, ed anche Michale O’Domhnaill (della Bothy Band scomparso anni or sono e mai dimenticato), quattro eroi del folk irlandese che ci hanno lasciato troppo presto.

Grande edizione del Festival, la mia valigia per la 26° edizione è già pronta. E la vostra?

DALLA PICCIONAIA: W. KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018. Armagh, Co. Armagh, Irl. (Prima Parte).

DALLA PICCIONAIA: W. KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018. Armagh, Co. Armagh, Irl. (Prima Parte).

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Prima Parte.

di Alessandro Nobis

Con l’indovinata scelta di portare la location principale dall’Hotel Charlemont (ottimo per le sessions ma angusto per i concerti serali) al Market Palace Theatre (capace invece di offrire oltre ad un bello e capiente teatro principale altri angoli per le esibizioni), l’Armagh Pipers Club ha centrato l’obiettivo di organizzare una splendida 25° edizione del Festival nel migliore dei modi nonostante promessi ma mancati finanziamenti e qualche disguido dovuto a ritardi nei voli aerei che hanno costretto a qualche variazione del programma; un’edizione che davvero resterà nella memoria dei presenti (davvero molti, anche provenienti dal continente) anche perché si celebrava il 250 anno dalla nascita del piper e pipe-maker William Kennedy originario di Tandragee, borgo non lontano da Armagh al quale il festival è dedicato.

Altra indovinata ed apprezzabilissima scelta, questa volta artistica, è stata quella di dedicare lo spazio più ampio possibile alle esibizioni soliste dei suonatori di cornamuse attraverso l’organizzazione di 4 eventi chiamati “A WORLD OF PIPING” che hanno presentato in quattro diversi luoghi storici di Armagh la cornamusa in alcune delle sue varianti, dalle launeddas alle gaite bulgare, dalle highland pipes alle border pipes fino naturalmente alla cornamusa “padrona di casa”, la uilleann pipes.

Gli eventi come nei festival che si rispettano sono numerosi e di alto profilo, con diversi orari ed in diversi luoghi e come è facilmente immaginabile diventa problematico se non impossibile seguirli tutti, specialmente se fate base ad Armagh e desiderate durante la giornata ammirare alcune delle numerose bellezze naturali che l’Ulster offre.

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IVAN GEORGIEV

Quindi si fanno delle scelte; personalmente ho partecipato alla prima delle serate di “A WORLD OF PIPING”, alle due serate al Market Place Theatre ed a qualche session davanti a “qualche” pinta nei suggestivi e storici pub che animano il festival – ed Armagh – nelle serate specie dei fine settimana. La spaziosa sede dell’Armagh Pipers Club è impregnata di tutto ciò che è tradizione irlandese: l’aria che vi si respira a pieni polmoni, i poster sulle pareti, le fotografie, il viavai di musicisti giovani, di quelli giovanissimi e di quelli già affermati, dei docenti, dei cultori, tutto ci dice che questo luogo in Scotch Street è il centro culturale di riferimento di Armagh e tra i più importanti dell’intera Irlanda. La famiglia Vallely, da John Brian ed Eithne, lo ha ideato e creato decenni or sono e non può che essere fiera del proprio lavoro e della passione per la tradizione che ha saputo così brillantemente passare ai figli ed a quanti ne fossero interessati, ad iniziare dai bambini in età scolare.

Dicevo del primo appuntamento, quello del tardo pomeriggio di giovedì, appena conclusa la cerimonia dell’inaugurazione al Primate’s Palace: Tiarnan O’Duinnchinn ha fatto gli onori di casa con il suo set di uilleann pipes e di seguito Ross Ainslie, scozzese, Brighde Chaimbaul, delle Isole Ebridi,  il bulgaro Ivan Georgiev ed il galiziano Anxo Lorenzo hanno sfoderato arie di danza e slow air dalle loro aree di origine. Difficile scegliere, ma l’improvvisazione di Georgiev con la sua gaida e l’intervento di O’Duinnchinn mi hanno lasciato senza fiato; nel complesso due ore e trenta di tradizione purissima, di grande passione e di virtuosismo, che non può mancare in queste esibizione solistiche il cui scopo è appunto di mostrare le proprie abilità senza il vincolo di affiancare altri musicisti, anche se per dirla tutta Anxo Lorenzo ha gareggiato in velocità e ritmo con Xosè Liz ed il suo bozouky. Defli altri tre appuntamenti, presso la Biblioteca Robinson, la Chiesa Presbiteriana ed al museo della Contea di Armagh ricordiamo per dovere di cronaca solamente il sardo Luigi Lai con le sue launeddas, l’asturiano Josè Manuel Tejedor, Cillian Vallely dei Lunasa e lo scozzese Finlay McDonald ed il greco Georgi Makris (che aveva già fatto un intervento all’inagurazione del WKPF con gli scozzesi Daimh). Ripeto, formula indovinata questa della piccola rassegna nella quale vedrei benissimo far conoscere al pubblico eterogeneo di Armagh anche i suonatori delle pive, baghet e zampogne italiane, una considerazione questa dettata dal cuore. Tutto qua.

Il report delle due serate al Teatro nella seconda parte, che seguirà a breve.

(fine parte 1)