AKTE’ “Aktè”

AKTE’ “Aktè”

AKTE’ “Aktè”

VISAGE MUSIC, CD, 2017 – DISTRIBUZIONE MATERIALI SONORI

di Alessandro Nobis

Dietro ad “Atke” si nasconde un quartetto formato da preparatissimi musicisti con diverse storie musicali ma con una comune mente aperta ai nuovi suoni che la dea greca  del piacere e del nutrimento in questo caso musicale, ha fatto incontrare – a loro insaputa – e li ha ispirati a comporre la musica di questo bellissimo lavoro. Ne fanno parte il bravissimo suonatore di oud Elias Nardi, il chitarrista Claudio Farinone ed il fiatista Max Pizio che oltre ad essere dei signori musicisti sono anche compositori ed il funambolo della fisarmonica Fausto Beccalossi campione di quel jazz che guarda alla musica popolare viste le sue frequentazioni con Simone Guiducci, Peo Alfonsi e Al Di Meola giusto per citare tre suoi compagni di viaggio in vari e notevoli progetti.SCANNER HP (1)

Per capire dove è orientata la barra del quartetto basta leggere la scaletta sul retro della copertina; decisamente verso il vicino Levante visti i quattro brani di ispirazione popolare armena (consideriamo così anche il brano di George Gurdjieff visto quanto è intriso di tradizione già nella sua partitura originale), macedone e catalana.

Aria di Mare Nostrum – e dintorni – come quella fresca e pura che ti riempie i polmoni dall’ascolto dei nove brani: la lunga e pacata “Flowers of Fragility” di Nardi con l’introduzione di chitarra e oud ad introdurre la “solita” splendida fisa di Beccalossi che dialoga poi con il soprano di Pizio, il travolgente brano iniziale “Brise” con un significativo solo di fisa – e voce – di Beccalossi, oppure “Albaicin” di Farinone con un bel interplay chitarra – fisa e le percussioni di Pizio.

Non c’è una nota fuori posto, non c’è una nota in più o una mancante, si ascolta tutto d’un fiato e poi si riascolta un’altra volta.

Una “tempesta” perfetta, forse gli dei e le dee greche non se ne sono mai andate …..

 

 

 

 

 

 

Annunci

VARDAN HOVANISSIAN & EMRE GÜTELKIN “Adana”

VARDAN HOVANISSIAN & EMRE GÜTELKIN “Adana”

VARDAN HOVANISSIAN & EMRE GÜTELKIN

“Adana” – MUZIEKPUBLIQUE, 2015

di Alessandro Nobis

La cultura armena da sempre ha faticato a sopravvivere, vuoi per la diaspora del popolo vuoi per la pulizia etnica perpetrata dagli eserciti turchi all’inizio del 19° secolo. Della loro musica poca ne è arrivata in “Europa”, e questo “Adana” di Vardan Hovaniassain (duduk) e Emre Gütelkin (voce, saz, baglama) è una fulgida testimonianza della struggente e cristallina bellezza di questo patrimonio artistico. E ciò che valorizza ancor più questo lavoro, ripeto da cercare e gustare fino all’ultima nota, è la capacità di affiancare alla tradizione popolare musiche di nuova scrittura, testi che ci insegnano e raccontano microstorie di minatori, d’amore, di stermini, di tristezza: “Adana” ci riporta al 1909 quando questa città venne rasa al suolo ed i sopravvissuti deportati, “Hrant Dink” di un giornalista morto ammazzato per i suoi scritti, “Mamiki” dell’omonima città delle montagne armene alla quale venne nel 1938 cambiato nome in nome di una presunta quanto efferata “purificazione”.

Un armeno, maestro del duduk (una fiato a doppia ancia) simbolo della musica armena – qualcuno si ricorderà anche di Jivan Gasparian – che incontra un suonatore turco di saz (un liuto a manico lungo) cresciuto alla scuola del padre, il bardo Lüftü Gütelkin superando assurdi confini geografici e, nel suo piccolo, creando una sorta di riconciliazione culturale.

Disco meraviglioso. Sei stelle su cinque. Sì, avete letto bene.