SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”

SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”

SUONI RIEMERSI: VENETO. CANTI E MUSICA POPOLARE. “Ricerca nella Provincia di Verona”. ALBATROS DISCHI VPA 8420, LP, MC.  1979

di Alessandro Nobis

Questo 33 giri pubblicato dalla Albatros nel 1979 è, che io sappia, l’unico nel prestigioso catalogo dell’etichetta milanese a presentare registrazioni sul campo effettuate in area veneta; in particolare presenta i risultati di varie campagne di studio e di registrazione dell’autorevole studioso Marcello Conati nella parte occidentale della provincia di Verona, dalla Valpolicella fino al paese di Breonio, in Lessinia dal 1970 al 1975. Ventiquattro i brani presenti che coprono, tranne i temi a danza strumentali, tutte le aree tipologiche della musica tradizionale: filastrocche, canti lirici e narrativi, canti rituali, funzionali, villotte e ballate. Un repertorio utilizzato dai gruppi di folk revival come il Canzoniere Veronese, formato da musicisti e da ricercatori che ha lasciato un importante segno nel movimento del folk revival e che ha proseguito nei decenni il suo lavoro di arrangiamento di questo ricco repertorio. Musica “fissata” per sempre su nastro nel suo secolare processo evolutivo di passaggio da un portatore all’altro per poi essere utilizzata da musicisti in ambito folk che si sono nutriti ed abbeverati dei dischi dell’Albatros registrati quasi ovunque nel nostro Paese portando nel presente e nel futuro questi preziosissimi e rarissimi repertori.IMG_3031

Numerosi i “portatori originali” che Conati ha incontrato e che hanno consentito a lasciare una testimonianza su nastro di alcuni frammenti del proprio repertorio imparato per via orale, provenienti da contrade e piccoli centro dell’area oggetto dello studio di Conati come Molina, Ceredo, Fumane, manune, Breonio, Baldassara, Pezza di Marano e Cona. Tra i portatori vi sono Arturo Zardini, Ottavio Conati, Rosa Ceradini, Antonio Chesini, Aldo Grigoli, Vittorio Leonardi, la Famiglia Marogna, Eurosia Allegrini, Marisa Benedetti, Eugenio Pretto, Nori Grigoli e Brigida Tommasi naturalmente tutti musicisti / cantanti non professionisti. Un repertorio straordinario come del resto tutto quello appartenente al catalogo Albatros anche grazie ai preziosissimi libretti che accompagnano il vinile curati in questo caso da Marcello Conati ed in molti altri casi da Roberto Leydi.

Nel 2005 Marcello Conati pubblica per “Il Segno dei Gabrielli” il poderoso volume “Canti Veronesi di Tradizione Orale: da una ricerca in Valpolicella e in Lessina” con allegati 2 compact disc che riportano 196 esempio musicali del materiale registrato dallo stesso curatore in un arco temporale che va dal 1969 al 1982. Si tratta di materiale di grandissimo interesse, in minima parte già pubblicato nell’ellepì di cui vi sto parlando, disco di non facile reperibilità (se lo trovate assicuratevi che all’interno vi sia il fondamentale libretto) quasi tanto quanto il volume.

Annunci

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI Quaderno culturale n. 41

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI Quaderno culturale n. 41

LA LESSINIA – IERI OGGI DOMANI Quaderno culturale n. 41

La Grafica Editrice Verona, 2018. PAGG. 262, € 15,00

di Alessandro Nobis

Con una precisione elvetica all’inizio di ogni estate, dal 1978, arriva nelle libreria il nuovo volume de “La Lessinia Ieri Oggi Domani”, miscellanea di articoli riguardante la porzione montana della provincia di Verona, la Lessinia, separata ad ovest dall’altra montagna veronese, il Monte Baldo, dalla Valle del fiume Adige.

xxCome è prassi per il gruppo di autori, appassionati e studiosi coordinati dal geologo Ugo Sauro, il volume è suddiviso in sezioni riguardanti i più diversi aspetti  del territorio lessinico: “Territorio e ambiente”, “Preistoria e archeologia”, “Storia”, “Tradizioni e memoria popolare”, “Itinerari”, “Vita in Lessinia” e da ultimo, ma importante, “Il Quaderno a scuola”, temi trattati sempre in modo accuratamente scientifico e contemporaneamente divulgativo, una linea che da sempre ha contraddistinto tutti i volumi sin qui dati alle stampe.

Ciò che ogni anno stupisce chi va a sfogliare e quindi a leggere gli articoli pubblicati è la quantità e la qualità dei brevi saggi pubblicati che dimostrano quanto sia variegata nei suoi più diversi aspetti questa area prealpina e quanto siano preparati dal punto di vista scientifico gli autori che via via trovano e descrivono angoli culturali decisamente reconditi e sconosciuti al pubblico che la domenica frequenta la Lessinia fruendo dell’aria pulita e della bellezza del territorio troppo spesso in modo distratto.

In questo 41° volumetto desidero segnalare – il criterio è naturalmente quello dell’interesse mio personale – lo scritto di Vincenzo Pavan “Strutture ad arco nella Lessinia”, quello di Luciano Salzani, ispettore della soprintendenza Archeologica del Veneto, che riassume la storia delle ricerche archeologiche sui Monti Lessini e (“La vecchia scuola di Azzarino”) di Anna Maria Tezza che racconta in modo molto documentato le vicende dell’edificio che per oltre quaranta anni ha ospitato i bambini della zona

Ricordo infine che allegato al Quaderno pubblicato nel 2017 è allegato un Cd con tutti gli articoli sino ad allora editi in formato pdf (8680 pagine!) e pertanto facilmente fruibile da chiunque conosca l’abc dell’informatica.

La pubblicazione del quaderno è sostenuta dall’”Associazione Culturale Accademia della Lessinia ONLUS”; si può abbastanza facilmente reperire in alcune librerie veronesi e nei musei sparsi sul territorio della montagna veronese oppure chiedendolo direttamente all’editore.

 

EVENTI: TERRA in-CANTA FESTIVAL. Opificio dei Sensi, San Martino Buon Albergo, Verona

EVENTI: TERRA in-CANTA FESTIVAL. Opificio dei Sensi, San Martino Buon Albergo, Verona

EVENTI: TERRAinCANTA FESTIVAL, 13 – 28 luglio 2018. Opificio dei Sensi, San Martino Buon Albergo, Verona

di Alessandro Nobis

TERRA IN CANTAE meno male che ci sono associazioni come la Cooperativa ONLUS veronese Opificio Dei Sensi che, senza l’intervento di alcun partner pubblico, si adoperano per la diffusione della cultura in uno spettro il più ampio possibile ed operando nel sociale coinvolgendo nelle proprie attività di servizio anche persone svantaggiate, come si evince visitando il loro sito web.

Da venerdì 13 luglio vedrà la luce una nuova iniziativa, una rassegna culturale chiamata “Terra in-Canta che fino al 28 proporrà sei incontri musicali e quattro appuntamenti culturali presso la sede della Cooperativa, ovvero in Via Brolo Musella 27 in Località Ferrazze a due passi dal centro di San Martino Buon Albergo e ad una ventina di minuti da Verona. Tutte le edizioni del “Festival di Musica, culture e Tradizioni” saranno dedicate all’Italia con un Paese ospite che per questa prima e’ il Marocco; oltre ad esplorare la cultura maghrebina verrà data la possibilità al pubblico di cenare con piatti tipici dei due Paesi. I sei concerti, pensati e coordinati da Paolo Marocchio della Contrada Lorì spaziano dalla musica de “Lì Filari” che raccontano la terra salentina, la sua ricchezza, le sue problematiche e la fatica della sua coltivazione a quella delle bravissime toscane “Dè Soda Sisters” – già viste a Verona in occasione della serata finale del “Premio Roberto Rizzini” – con i loro stornelli, la loro ironia ed il patrimonio tradizionale della loro terra, passando dalle serate dedicate ai cantastorie con Otello Perazzoli (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/01/17/il-diapason-intervista-otello-perazzoli/)ed il marocchino Bachir Charaf e la affascinante ed inedita musica berbera ed araba in senso lato. Il folklore del Marocco è rappresentato da “Dakka Royal”, ensemble di percussioni che rappresenta nel nostro Paese la cultura musicale del Maghreb attraverso i suoni urbani e quelli rurali e da “Jedbalak” con l’antica cultura Gnawa rappresentata nell’odierno attraverso sonorità del nostro tempo. Il sesto concerto sarà quello dell’apprezzatissimo “Sarab Duo” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2015/12/28/sarab-duo-sarab/)di Roberta Stanco (viola) e Hamza Laobdia Sellami (liuto arabo), un ponte ideale tra Sicilia ed Algeria costruito attraverso le composizioni originali dei musicisti.

Gli altri appuntamenti prevedono una esposizione di opere d’arte realizzate dagli studenti del Liceo Copernico e dell’Istituto D’arte Nani – una bella idea questa di coinvolgere gli Istituti Superiori del territorio –, due incontri con l’autore algerino Tahar Lamri e la kallas Viaggi che presenterà alcuni aspetti di un Marocco “diverso” e la proiezione del documentario girato nel 2012 da Rossella Schillaci “Il Limite” che narra gli spostamenti di un peschereccio con un equipaggio italo – tunisino.

Il programma dei concerti (dalle 21:15):

Venerdì 13: Dakka Royal

Sabato 14: Lì Filàri. Musiche popolari del Sud Italia

Venerdì 20: Dè Soda Sisters. Musica  Agrifolk

Sabato 21: Sarab Duo

Venerdì 27: Otello Perazzoli e Bachir Charaf

Sabato 28: Jedbalak

Gli altri appuntamenti:

Sabato 14 ore 18:30: “Marocco, un viaggio tra dune, montagne e civiltà”. A cura di Kallas Viaggi

Giovedì 9 ore 21:30: “Il Limite” di Rossella Schillaci. Documentario

Sabato 21 luglio ore 18:30: Incontro con Tahar Lamri

Esposizione “Progetto Record”, Associazione Le Fate Onlu

www.opificiodeisensi.it Via Brolo Musella 27. San Martino Buon Albergo, Vr.

Prenotazioni cene e concerti: info.opificiodeisensi@gmail.com

045.8947356

DIEGO ALVERA’ “Tazio Nuvolari Pozzo 1928”

DIEGO ALVERA’ “Tazio Nuvolari Pozzo 1928”

DIEGO ALVERA’ “T. Tazio Nuvolari Pozzo 1928”

SCRIPTA EDIZIONI 2018. PAGG. 154, € 13,00

di Alessandro Nobis

Affrontare i miti dello sport come Dorando Pietri, Silvio Piola, Costante Girardengo o Tazio Nuvolari è un po’ come affrontare un “tornante Bordino” a tavoletta: rischi di uscire fuori strada e di schiantarti sul muro delle ovvietà e della semplice cronistoria biografica.

alvera'Questo volume scritto con la consueta verve narrativa da Diego Alverà affronta il “mito” Nuvolari prendendo come pretesto gli accadimenti di quel 25 marzo 1928 al Circuito Stradale del Pozzo (sarebbe stata la terza edizione della corsa), a pochissimi chilometri da Piazza Brà cuore di Verona. Alverà è uno storyteller oramai navigato che ha attraversato le vite di Gilles Villeneuve, di Walter Bonatti, di Miles Davis o di Ian Curtis descrivendo questi “incroci” con passione, con una lunga e maniacale ricerca del dato storico al servizio del suo stile narrativo sempre avvincente e sempre lontano “Mille Miglia” dal puro dato storico.

“T” ha non solamente il merito di restituire al presente un frammento della storia dello sport veronese e dell’automobilismo ma anche quello di riportare in vita personaggi e vicende di quella fase epica di questo sport e della simbiosi tra “uomo” e “macchina” così legata alle idee futuriste di moda a quel tempo; D’Annunzio, per citare un episodio, regalò al mito una tartaruga-talismano sussurrandogli “l’animale più lento per l’uomo più veloce” e come scrisse Patrizio Roversi (Alverà mi consentirà la citazione), “Nuvolari ha le mani come artigli, Nuvolari ha un talismano contro i mali” (forse quel talismano?)

Nello scorrere di una giornata si costruisce il “romanzo” della vita di Tazio Nuvolari da Castel D’Ario, si ricorda che prima della Scuderia Ferrari ebbe breve vita la Scuderia Nuvolari, si ricordano le forme della Bugatti 35B, azzurra e dalla sagoma affilata come un coltello; Alverà descrive bravamente fotogramma dopo fotogramma il sorpasso ai danni di Pietro Bordino sotto un fitto acquazzone, su una strada a dir poco sconnessa, con gli schizzi di fango sugli occhiali da motociclista, con il pubblico stipato lungo il circuito mentre la Bugatti numero 4 sopravanza quella di Bordino. La descrizione dura una dozzina di pagine, fotogramma dopo fotogramma naturalmente tutto a colori, da gustare a piena mente.

Alla fine “T” torna dalla sua Carolina, bastano un bacio in fronte e la medaglia vinta tra le mani per tornare “umano”.

 

 

 

KNUD RASMUSSEN “Aua”

KNUD RASMUSSEN “Aua”

KNUD RASMUSSEN “Aua”

BIBLIOTECA ADELPHI 681. 2018, PAGG. 190, € 18,00

Mentre sui ghiacci antartici tra il 1921 ed il 1922 si compiva l’ultimo tragico atto della cosiddetta fase “Eroica” dell’esplorazione del Polo Sud ovvero la spedizione del bastimento Quest, l’ultima avventura del leggendario Ernest Shackleton, dall’altro capo del mondo il danese / groenlandese Knud Rasmussen era alle prese con la sua quinta spedizione nelle terre artiche che lo avrebbe portato dalla natìa Groenlandia all’estremo est siberiano attraversando il Canada, l’Alaska e le Isole Aleutine.aua 02

Le spedizioni artiche di Rasmussen erano sì a carattere scientifico – geografico ma soprattutto erano di carattere etnografico, visto il suo profondo interesse al mondo culturale delle popolazioni locali; Rasmussen parlava correntemente la lingua Inuit, ed aveva sposato una donna groenlandese di quell’etnia che le aveva dato due figli e che sarebbe scomparsa alla vigilia di questa quinta avventura tra le affascinanti terre artiche. Tra il 1921 ed il 1924  incontrò numerose comunità Inuit ed al suo ritorno pubblicò la fondamentale opera “Fra Grønland Til Stillhavet”, contenente centinaia di preziose testimonianze fotografiche, pubblicata nel 1932 e mai tradotta in italiano.

Uno degli incontri più toccanti e significativi che Rasmussen ebbe in quelle terre furono quelli con lo sciamano Aua, nato presumibilmente nel 1987 e scomparso dopo il 1923 (come spesso succede, non esistono registri di nascita e morte delle popolazioni indigene nordamericane e non solo di quelle); bravissimo a conquistare la fiducia ed in seguito l’amicizia dello sciamano grazie anche alla sua affabilità ed al suo invidiabile Inuit parlato, l’esploratore danese ebbe la fortuna di incontrare e raccogliere le testimonianze ed i ricordi di Aua in momento storico importantissimo per la cultura Inuit, ovvero quello della transizione tra la secolare fase del più puro sciamanesimo e la parziale cristianizzazione che segnò anche la fine dell’isolamento economico – culturale assieme al mutamento dei bisogni quotidiani delle popolazioni native.

Pertanto ritengo che questo preziosissimo volume, brillantemente curato da Bruno Berni, sia una preziosa raccolta delle più significative pagine e fotografie relative alla spedizione danese ed in particolare agli incontri con lo sciamano Aua, e mi auguro che presto venga pubblicata in lingua italiana l’integrale opera sopra citata.

Segnalo infine che altre pagine scritte da Knud Rasmussen sempre relative alla stessa quinta avventura polare furono pubblicate nel 2011 in “Il grande viaggio in slitta” edito da Quodlibet, mentre di un compagno di viaggio del danese, Peter Frauchen, la Sonzogno pubblicò nel 1932 e nel 1961 “L’esquimese”.

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE.2 SOGNO FINITO.

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE.2 SOGNO FINITO.

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE.2, SOGNO FINITO.

Do spazio volentieri a questo comunicato stampa dell’Associazione Culturale ZONACUSTICA che fa il punto dell’imbarazzante situazione in cui si trova la Rassegna “CHITARRE PER SOGNARE” da lei ideata e realizzata con il contributo della precedente Amministrazione Comunale di Colognola ai Colli (Verona) riguardo alla quale avevo scritto tempo fa (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/04/04/dalla-piccionaia-chitarre-per-sognare-sogno-gia-finito/). Non si contesta la legittimità di un Ente Promotore e finanziatore a “tagliare” un’iniziativa o di cambiarne il nome, ma si vuole stigmatizzare le modalità adottate soprattutto dal punto di vista dell’assenza di comunicazione di decisioni pensate e poi prese nei confronti di chi per dieci anni ha lavorato con passione e spirito d’iniziativa costruendo una serata che sempre ha avuto un livello culturale qualitativo eccellente.

Tutto ciò naturalmente nel grande rispetto di chi salirà sul palco in occasione della neonata rassegna che, per essere neonata, pare sia già alla dodicesima edizione come risulta dalla delibera comunale. Mah…….

Conoscendo la tenacia di Giovanni Ferro credo ci saranno delle sorprese …………

COMUNICATO STAMPA

La nuova amministrazione comunale di Colognola ai Colli (Vr), dopo undici anni e altrettante fortunate edizioni ha chiuso le porte a Chitarre per Sognare, evento musicale internazionale che ha portato sotto le fronde secolari di Villa Fano tanti importanti artisti della sei corde come Franco Morone, Deborah Koopermann, Duck Baker, Roberto Taufic, Peo Alfonsi, Giorgio Cordini, Goran Kuzminac, Giovanni Baglioni e tanti altri: uno straordinario evento che attrae puntualmente centinaia di appassionati, non solo abitanti di Colognola ai Colli.

Senza degnarci di una spiegazione scopriamo recentemente che la stessa amministrazione promuove una nuova iniziativa dal nome “Chitarre sotto le stelle” (!) che si svolgerà nello stesso usuale periodo, nello stesso teatro all’aperto, nell’evidente e goffo tentativo di far credere alla gente meno attenta che si tratti di una continuazione Chitarre per Sognare.

Infatti è sconvolgente che tale serata, che si terrà in prima assoluta il prossimo giugno, viene  presentata come “nata ormai dodici anni fa”,  pronunciando così una plateale menzogna nella speranza di raccogliere i frutti seminati da altri.

Si veda la delibera comunale a pagina 3: http://www.comune.colognola.vr.it/c023028/de/attachment.php?serialDocumento=008VWL020184K

L’associazione Zonacustica non è in grado di capire i motivi di questa decisione che certamente non possono essere di ordine economico (Chitarre per Sognare costa molto meno di una mediocre serata di liscio); per altro nessuna spiegazione ci è stata data, e nessuna risposta abbiamo ricevuto a fronte della richiesta formale inoltrata nello scorso dicembre e ripetuta a voce due mesi dopo di fronte a un sindaco che fingeva di dover ancora decidere con la sua giunta cosa volessero fare con Chitarre per Sognare (complimenti per la recitazione!)

Per ora non ci resta che augurare al signor sindaco e assessore alla Cultura, Claudio Carcereri de Prato di sapere offrire alla popolazione nuove e altrettanto importanti occasioni di arricchimento culturale e di prestigio per tutto il paese, grazie a una concezione illuminata del servizio che sta rendendo, nella certezza che l’amato festival Chitarre per Sognare un giorno tornerà al suo posto.

Giovanni Ferro Presidente dell’Associazione Culturale ZONACUSTICA

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE, BRUSCO RISVEGLIO

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE, BRUSCO RISVEGLIO

DALLA PICCIONAIA: CHITARRE PER SOGNARE, BRUSCO RISVEGLIO

di Alessandro Nobis

Il 2017 si era chiuso con l’inopinata chiusura della Rassegna “InLessinia” che raccoglieva l’eredità di “Luci e Suoni in Lessinia” ideata e diretta da Alessandro Anderloni e portata avanti con notevole successo; un successo che evidentemente non era bastato visto che i mancati finanziamenti da enti pubblici e privati non eran stati rinnovati, o almeno questo è quando mi è dato sapere. Chiusura annunciata con un laconico comunicato stampa e da un articolo su L’Arena di Verona, assolutamente insufficiente nell’indagare cause e motivazioni della fine di una rassegna che portava migliaia di persone alla scoperta della nostra montagna veronese. Ce ne siamo fatti una ragione.

Premessa dolorosa ma doverosa per dire che anche questo 2018 rischia fortemente – per usare un eufemismo – di vedere la sparizione di un’altra rassegna sul territorio della nostra provincia, organizzata nello spazio di una giornata, con un budget a disposizione risibile ma che in undici anni aveva portato con grandi sforzi nel più suggestivo angolo di Colognola ai Colli i più significativi nomi del chitarrismo acustico italiano, e non solo.

Sto parlando di “Chitarre per Sognare” e sto parlando di Giovanni Ferro, valente chitarrista, ideatore e direttore artistico della rassegna nonchè Presidente dell’Associazione Culturale ZONACUSTICA, che d’improvviso con il cambio dell’Amministrazione del centro dell’est veronese si è trovato con il cerino (acceso) in mano non avendo ricevuto a tutt’oggi alcuna risposta in merito rispetto ad un finanziamento davvero minimale; una risposta circostanziata che ritengo gli debba essere dovuta viste le energie ed il tempo che Ferro ha messo gratuitamente al servizio della comunità di Colognola e non a questo o quell’altro colore politico dei suoi amministratori. E’ ahimè una risposta che probabilmente a questo punto non gli verrà mai data, ed è un peccato che l’Amministrazione non abbia dato un segnale di continuità ad una serata che comunque portava nel piccolo anfiteatro di Villa Fano a Colognola ai Colli una ventata culturale dando la possibilità ai residenti di apprezzare dell’ottima musica ed anche richiamando dalla città appassionati della sei corde.

Duck Baker, Alex Gillan,  Peo Alfonsi, Dado Barbieri, Roberto Taufic, Rolando Biscuola, Karlijn Langendijk, Val Bonetti Goran Kuzminac e lo stesso Giovanni Ferro sono stati alcuni tra le decine dei protagonisti che hanno ci deliziato con le loro musiche negli undici anni di vita di “Chitarre per Sognare”, e Ferro a mio avviso ha a questo punto ha solo due opzioni, chiedere “asilo culturale” in altro comune – e le belle locations non mancano in quella zona dell’est veronese – o posizionare una bella e grossa pietra su questa rassegna. Naturalmente votiamo tutti per la prima ipotesi.

Altrimenti, ce ne faremo una ragione. Un’altra volta.