GEORGES RAMAIOLI “I Pionieri”

GEORGES RAMAIOLI “I Pionieri”

600 – GEORGES RAMAIOLI “I Pionieri”

Edizioni Segni d’Autore. Volume 21×30 cm, 2019. € 21,00

di alessandro nobis

Quasi al centro dello Stato di New York si estende una contrada formata da un succedersi di colline e di vallate. In questa regione, le acque dei limpidi laghi e di migliaia di ruscelli si confondono per formare il fiume Susquehannah, uno dei più belli degli Stati Uniti. Qui nasce anche il fiume Delaware. In generale il terreno su quelle colline è arabile sino alla sommità: le valli sono strette, fertili, solcate da corsi d’acqua. Ricchi villaggi industriali sono sparsi sulle sponde dei laghi o dei corsi d’acqua che hanno facilitato la fondazione di fabbriche e di stabilimenti. Eppure, nella seconda metà del 1700, quel paese era ancora un deserto faticosamente dissodato da alcuni avventurieri, che venivano chiamati pionieri”. Così James Fenimor Cooper descrive nel 1823 il passaggio dall’epoca agricola a quella industriale di questa parte del Nordamerica, con tutte le implicazioni che comportavano le relazioni umane e commerciale con i nativi.

pionieri.jpgIn questo quarto volume, sempre splendidamente realizzato e preciso nei dettagli, George Ramaioli con le sue “nuvolette” e con i suoi dipinti ci porta nel 1793 come detto nello stato di New York, nelle sue foreste cariche di neve attorno al lago Otsego: Calza di Cuoio è sempre più isolato con la sua cultura di cacciatore tradizionale in equilibrio con il territorio e con i nativi da quella coloniale penetrata invasivamente con il suo stile di vita in questa splendida parte del Nordamerica; sarà costretto a spostarsi sempre più verso ovest senza l’amico Chingachgook che si lascia morire durante un incendio. Ma al di là delle vicende che il lettore avrà modo di rivivere scorrendo le tavole del volume, si fa cenno all’inizio di quello che si annuncia come l’inevitabile impoverimento di un territorio ricchissimo che per secoli ha ospitato i nativi, poi costretti alla migrazione verso ovest: la pesca indiscriminata, la caccia come divertimento e non più come attività legate al mantenimento dell’autosufficienza.

Apre il volume un breve e prezioso saggio di Carlo Bazan sulle “Edizioni d’Epoca” dei volumi di James Fenimore Cooper, con la riproduzione di copertine veramente splendide: un motivo in più per aggiungere questa graphic novel alla nostra biblioteca di “americana”.

“I Pionieri” va seguire “I cacciatori di Daini”, “L’Ultimo dei Mohicani” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/02/26/georges-ramaioli-lultimo-dei-mohicani/)e “Il Lago Ontario”(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/11/29/georges-ramaioli-il-lago-ontario/),in attesa del quinto e ultimo capitolo, “Prateria”.

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MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

MAFFEI – LAPROVITERA – VERGERIO. “San Martino 1859”

Edizioni Segni D’Autore, pagg. 128 a colori, 21×30 cm. 2019, € 19,90

di Alessandro Nobis

Dalle mie parti gli anziani narrano che i terreni morenici a sud del Lago di Garda su entrambe le sponde del fiume Mincio diano vini dalle proprietà organolettiche così particolari perché nel suolo siano rimaste le anime e qualcosa d’altro dei diecimila soldati caduti nelle furibonde battaglie della metà del secolo diciannovesimo, quelle che sono considerate dagli storici come le “Guerre d’Indipendenza”. Sulla destra idrografica del Mincio, nella zona di Custoza, vennero combattute due sanguinose battaglie negli anni 1848 e 1866 mentre sulla sinistra il 24 giugno del 1859 si confrontarono 230.000 soldati nelle zone di Solferino e di San Martino “Della Battaglia”. Emilio Maffei (soggetto), lo sceneggiatore Andrea Laprovitera (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/11/09/andrea-laprovitera-carlos-barocelli-betty-zane/) e Luca Vergerio (illustrazioni) in questo nuovo volume delle Edizioni “Segni D’autore” ci regalano una Microstoria – quella del Capitano Sabaudo Carlo Santamaria e dei suoi uomini – che si sviluppa nella Storia, ovvero nelle terribili ore della Battaglia di San Martino che costò la vita a quasi ottomila militari ed anche a parecchi civili, uccisioni che ora si chiamano “effetti collaterali”; una autentica strage che convinse l’imprenditore svizzero Jean Henry Durant a formare un gruppo di volontari che aiutasse i feriti nelle battaglie, gruppo che successivamente diventò la Croce Rossa Internazionale.

SAN-MARTINO-1859L’impostazione di questo splendido volume, ovvero la lettura della Storia Risorgimentale attraverso le Storie personali, è a mio avviso vincente e rappresenta quello che nel mondo della scuola dovrebbe affiancare i libri di testo  “ufficiali” che nel caso anche del Risorgimento si fermano troppo spesso su nomi, date, vittorie e sconfitte, pur importanti. Qui la sceneggiatura di Laprovitera su soggetto di Emilio Maffei è ancora una volta efficace ed è superbamente resa viva dagli acquerelli di Vergerio (che aveva già realizzato le tavole per “Baracca ed il Barone”) precisi e puntuali come nelle migliori graphic novel anche nella ricostruzione delle divise, e le ambientazioni interne ed esterne riflettono il paesaggio del basso Garda e le contrade e le fattorie che lì si trovano ancora oggi ed ospitano aziende vinicole.

Volume da consigliare agli appassionati della nostra storia e soprattutto a chi la deve insegnare ai bambini e ragazzi più giovani. Tra loro magari si nasconde qualche futuro disegnatore o sceneggiatore.

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CARLO RISPOLI “The Cruise of Pequod”

CARLO RISPOLI “The Cruise of Pequod”

CARLO RISPOLI “The Cruise of Pequod”

Edizioni Segni D’Autore, 2019. 210 x 297, 86 pagine, € 19,90

di Alessandro Nobis

Nel bel mezzo dell’immenso oceano letterario immaginario e reale disegnato tra l’“Isola del Tesoro” e “Moby Dick” Carlo Rispoli (illustratore, sceneggiatore e narratore della storia di John Silver) immagina lo scorrere della sorprendente ed originale trama di “The Cruise of Pequod” che inizia esattamente dove terminava il precedente “La Isla Desconocida” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/05/14/carlo-rispoli-la-isla-desconocida/)ovvero quando “Barbecue” Long John Silver lascia l’isola a bordo di una piccola barca e viene raccolto da Shorty, marinaio attorno al quale ruota questo avvincente romanzo grafico.

mpbyTra ammutinamenti e contro ammutinamenti, tra citazioni latine e bibliche, le tavole talvolta appena abbozzate e rigorosamente in bianco e nero, i dialoghi come nello stile di Rispoli efficaci nella loro essenzialità; con il leviatano Mocha Dick sempre in agguato sotto il pelo dell’acqua, si scopre che il Capitano Achab, quello del Pequod, non è più a bordo della baleniera e che il suo posto è stato preso da Mademoiselle Ahab, defestrata dal suo incarico dalla ciurma messa nelle mani di Silver, a sua volta “buttato a mare” dal Marinaio Shorty, l’unico sopravvissuto della ciurma del vecchio Pequod del Capitano Achab.

Long John Silver viene lanciato in mare in un sacco di iuta e misteriosamente si risveglia sull’Isola e ricorda questa avventura: ma è successo veramente o è stato tutto un sogno? Scegliete voi, naturalmente.

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GERARDO BALESTRIERI “Canzoni del Mare Salato”

GERARDO BALESTRIERI “Canzoni del Mare Salato”

GERARDO BALESTRIERI “Canzoni del Mare salato”

Autoproduzione. CD, 2019

di Alessandro Nobis. La foto è di Gerardo Balestrieri.

Questa è una recensione diciamo diversa, che vuole descrivere un progetto che il cantautore Gerardo Balestrieri sta cercando di portare a termine grazie a quanti vorranno partecipare alla realizzazione di questo “Canzoni del Mare Salato” che ho avuto la fortuna di ascoltare in una versione quasi definitiva. Qualche ritocco agli arrangiamenti, una copertina degna della musica ed il disco sarà pronto, un doveroso omaggio al mondo prattiano del marinaio Corto Maltese protagonista indiscusso del “fumetto”, o della “Graphic novel” (come oggi si chiama) che ha fatto sognare generazioni di appassionati in tutto il mondo.

cm1Per artisti del calibro di Balestrieri come di molti altri che usano diversi linguaggi musicali, la strada del crowfunding è a mio avviso l’ultima rimasta se si vuole sopravvivere nel frammentario mondo della discografia: le etichette faticano a produrre gli artisti, la distribuzione è in sostanza inesistente grazie anche alla sparizione dei negozi specializzati, e per suonare in festival o club è ancora più difficile. Qui c’è la possibilità di ascoltare il disco in anteprima e di prenotarne una copia tenuto anche del fatto che “Canzoni del Mare salato” non sarà disponibile in formato digitale.

Quindi per gli appassionati della musica d’autore più raffinata e, in questo caso, gli appassionati delle avventure di Corto Maltese contribuire alla realizzazione del disco è a mio avviso un “must”, un viaggio attraverso dodici composizioni con arrangiamenti e suoni che ci portano nei luoghi prattiani. Da Venezia si parte per l’oriente, si ritorna in laguna e si riparte per il sudamerica, si incontrano il “cinico e sleale” Rasputin (“Nell’ esercizio del Potere un momento assai gradevole è quando il tacere
si sottomette all’ ordine
”, versi più che mai attuali”), la giovane profuga Pandora (“Pandora giovine e naufraga cullata dal grembo di una vela figiana”), si va a Samarcanda nella casa dorata ma il pensiero è rivolto ad occidente, a Venezia (“Stanotte la luna è un’ altalena lascia nel cielo luce propizia Sevan Vartes piccola armena da quella altana vedrà Venezia”).

Con Balestrieri c’è l’Orchestra del Mare Salato – che vanta la presenza di musicisti contiani il tenorista Marangolo e Di Gregorio (marimba) e la voce di Pierpaolo Capovilla – con le valigie piene di suoni che rendono il viaggio quasi reale: l’oud, il pandeiro, lo xiao, il baglama, i sassofoni, il clarinetto turco giusto per citarne alcuni.

Andate a visitare il sito di Gerardo Balestrieri (www.gerardobalestrieri.org), ascoltate le tracce disponibili, leggete i testi e non potrete fare a meno di partecipare alla raccolta fondi.

Di questo bravissimo autore avevo recensito anche i suoi precedenti tre lavori:

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/09/04/gerardo-balestrieri-canzoni-nascoste/)

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/06/18/gerardo-balestrieri-covers/)

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/06/02/gerardo-balestrieri-syncretica/)

 

CARLO RISPOLI “La Isla Desconocida”

CARLO RISPOLI “La Isla Desconocida”

CARLO RISPOLI “La Isla Desconocida”

Edizioni Segni D’Autore, 2018. 210 x 297, 86 pagine, € 19,90

di Alessandro Nobis

Questa recente pubblicazione dell’intraprendente casa editrice “Segni d’Autore”, ci riporta nello spaziotempo della pirateria, quella celebrata e descritta da uno stuolo di autori celebri e meno conosciuti.

“La Isla Desconocida” grazie alla sempre vivace grafica ed alla brillante sceneggiatura di Carlo Rispoli (vedi anche https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/02/21/mercuri-bazan-rispoli-la-disfatta-dei-cavalieri-grigi/) ci porta come detto in un tempo non definito nel quale le navi dei pirati scorrazzavano nei caldi mari caraibici; l’avventura riparte da dove terminava quella celebrata da Luis Stevenson nel suo capolavoro “L’Isola del Tesoro” e protagonista è “Barbecue” Long John Silver che si viene a trovare a bordo di una piccola imbarcazione (per la verità una barchetta con una piccola vela) qualche tempo avere lasciato l’”Isola”. In realtà questa non è la prima volta che John Silver “riappare” dalle nebbie della fantasia, lo aveva già fatto in occasione della pubblicazione de “La Vera Storia del Pirata Long John Silver”, quando si raccontava a Bjorn Larsson nell’ipotetico anno del Signore 1742, in Madagascar…………

copertina-solo-fronte-per-CDA-e1536842039720-1La lettura di questa graphic novel scorre veloce grazie alle tavole in bianco e nero e fa volare la fantasia del lettore sorprendendolo soprattutto quando si imbatte in citazioni grafiche e rimandi ad altri personaggi e libri legati al mondo piratesco che sono parte fondante di coloro i quali, in età giovanissima ma anche adulta, hanno viaggiato “salgarianamente” nei mari del Sud diventando poi in qualche caso disegnatori, sceneggiatori ed anche scrittori. Ecco la sagoma di Peter Pan, quello dello scozzese Matthew Barrie qui nelle sue sembianze disneyane, c’è un marinaio sbarcato dal Pequod, il profilo del prattiano Rasputin, Capitan Hook ed il Capitano Friday si chiama come il pappagallo di Robinson Crusoe.

La storia, vorrete sapere, la vicenda di cosa narra? Beh, ognuno lo scoprirà e man mano che proseguirà la lettura partirà per la tangente in una lettura personale, anzi di più.

Long John Silver ring in his ear
He’s the hero, make that clear

Does the same thing his father did
Sailing around the Caribbean
Robing king with his talking parrot
This time I think he’s on the high side

(Jack Casady & Grace Slick. Jefferson Airplane, “Long John Silver”, 1971)

 

 

 

ANDREA LAPROVITERA & CARLOS BAROCELLI “Betty Zane”

ANDREA LAPROVITERA & CARLOS BAROCELLI “Betty Zane”

ANDREA LAPROVITERA & CARLOS BAROCELLI “Betty Zane”

Edizioni Segni D’Autore. Volume 210 x 297, pp. 120, €19,90. 2018

di Alessandro Nobis

Scritto da Zane Gray e dato alle stampe nel 1903 – tradotto in italiano nel 1932 e pubblicato da Sonzogno -, Betty Zane è l’opera prima di questo scrittore nordamericano nato a Zanesville (fondata dal nonno, il Colonnello Ebezener Zane) e vissuto tra il 1872 ed il 1939 nel quale si narrano appunto le vicende di Betty e di Ebezener, suoi antenati la cui famiglia emigrò nel 1673.

BETTY ZANE 02L’ambientazione storica del romanzo e di conseguenza di questa avvincente graphic novel pubblicata con la solita cura da Segni D’Autore è coeva con “Wheeling” di Hugo Pratt, ovvero la Frontiera negli ultimi anni della guerra di Indipendenza Americana durante la quale gli Inglesi ed i coloni trovarono alleanze con i gruppi di Nativi (gli Shawnee, i Delaware e gli Huron schierati con le truppe del Governatore Hamilton) descritte così bene in molti romanzi ad esempio di James Fenimore Cooper.

Per questo lavoro di “riduzione” Segni D’Autore ha incaricato il disegnatore argentino Carlos Barocelli e lo sceneggiatore Andrea Laprovitera: la sfida era quella di rendere più avvincente e visivo il romanzo originale per la verità non sempre dinamico nella descrizione dei fatti e più centrato sul rapporto tra il soldato Arthur Clarke (Arturo nella versione Sonzogno) e Betty Zane, e lo stile “dark” di Baroncelli utilizzato nelle graphic novel “horror” ci sta alla perfezione, dando una lettura cromatica originale – e a tratti inquietante – a questa splendida riduzione.

Ma con due calibri come gli autori di questo volume era difficile mancare il bersaglio ed infatti questa “riduzione ispirata” dal romanzo, pur mantenendo il “casting” di Zane Grey si rivela “viva” e cinematografica; saranno le tavole con le inquadrature, ora con primi piani ora con campi medi e lunghi, saranno i dialoghi serrati, sarà la cura delle ambientazioni soprattutto “esterne” come nella migliore tradizione di queste opere ma la lettura di Betty Zane scorre veloce e ti trasporta in un men che non si dica a vivere in prima persona – da osservatore, magari nascosto dietro un cespuglio – l’aspra battaglia di Fort Henry; ulteriore valore aggiunto la chiusura del volume con una corposa parte dedicata agli schizzi e acquerelli per una conoscenza del work in progress che chiude questa nuova splendida opera di Segni D’Autore.

Da avere.

MERCURI – BAZAN – RISPOLI  “La disfatta dei cavalieri grigi”

MERCURI – BAZAN – RISPOLI  “La disfatta dei cavalieri grigi”

MERCURI – BAZAN – RISPOLI  “La disfatta dei cavalieri grigi”

Edizioni Segni D’Autore, 2017, cm 22 x 30, pp. 104, € 23,00

cavalieri-grigi (1)Questo bel volume chiude il prezioso dittico iniziato nel 2014 con “La Coccarda Rossa 1861” e ambientato tra la fine della guerra civile tra piemontesi e truppe fedeli a Francesco II di Borbone e la Guerra di Secessione Americana. Due volumi che al di là del loro indiscusso valore grafico, aprono una finestra per molti inaspettata su alcuni aspetti sconosciuti della storia dei Paesi che vi sono coinvolti, il Regno dei Savoia, quello delle Due Sicilie e le repubbliche Confederata e Unionista al di là dell’Atlantico.la-coccarda-rossa (1).jpg

Lo sceneggiatore Carlo Bazan, l’illustratore Carlo Rispoli e lo storico / soggettista Mauro Mercuri (autore anche de “L’Anello di Zinco” https://ildiapasonblog.wordpress.com/?s=zinco) mettono in scena la storia (non quella riportata dai libri, spesso raccontata dai vincitori) identificando in Nicola Cardone le migliaia di soldati borbonici – e piemontesi – sbarcati nel nuovo Mondo e ritrovatisi ancora nemici protagonisti di infernali battaglie di quel bagno di sangue fratricida che fu la Guerra di Secessione. Una preziosa quanto piacevole occasione per far conoscere ai voraci lettori di graphic novels ed anche a chi frequenta le nostre scuole – insegnanti e studenti – le avventure personali di Cardone, di Rosaria e di Antonio Izzo sullo sfondo degli avvenimenti in corso intorno a quel fatidico 1960 che sancì la nascita del Regno d’Italia.

La microstoria di Nicola Cardone già sergente delle truppe di Francesco II sbarca a New Orleans grazie ad un accordo che il generale italiano Enrico Cialdini fece tramite Giuseppe Garibaldi con il generale Chatam R. Wheat per favorire l’espatrio “volontario” di parte dei numerosissimi prigionieri borbonici (l’alternativa erano il forte lager di Fenestrelle o la fucilazione”) e che diventa ufficiale delle truppe confederate con il Generale Thomas Jackson e poi generale dell’Esercito USA è qui narrata con le sempre delicate coloriture della tavole di Rispoli (sette a piena pagina) e le stringate ed efficaci “nuvolette” di Bazan che mettono su carta le approfondite ricerche storiche di Mercuri. Utilissime infine la bibliografia ed i brevi saggi inseriti ad inizio e fine volume che aiutano a scoprire, come detto, pagine mai aperte e ferite mai rimarginate della storia italiana.

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GEORGES RAMAIOLI “IL LAGO ONTARIO”

GEORGES RAMAIOLI “IL LAGO ONTARIO”

GEORGES RAMAIOLI “IL LAGO ONTARIO”

Edizioni Segni D’Autore, 2017. Pagg. 56, € 21,00

di Alessandro Nobis

“Il Lago Ontario” è il terzo dei cinque volumi previsti da Edizioni Segni D’Autore facenti parte del ciclo “Leatherstockings Tales” i cui romanzi storici furono scritti dal narratore James Fenimore Cooper ed ambientati durante la guerra dei Sette Anni tra le truppe britanniche e francesi in Nordamerica. Sceneggiato e disegnato dal franco – italiano Georges Ramaioli con la consueta cura e ricerca dei particolati “etnografici”, questo terzo volume racconta, sullo sfondo di una storia sentimentale tra Mabel, figlia del Sergente Durham, e Pathfinder, gli scontri tra le truppe del 55° Reggimento scozzese di stanza a Forte Oswego sulla riva orientale del lago Ontario e le truppe francesi appoggiate dai Tuscarora, nativi di lingua irochese spinti nella zona dei Grandi Laghi dalla colonizzazione inglese delle loro terre di origine, oggi gli stati della Carolina e di New York. il-lago-ontario-1 (1)C’è lo spazio anche per una particolarmente ben disegnata/raccontata “scaramuccia” navale tra il vascello francese Montcalm e la piccola imbarcazione britannica “Scudo” nel lago in tempesta ed i “soliti” imprevedibili inseguimenti tra canoe sull’impetuoso fiume Oswego per sfuggire alle frecce dei Mingos, un altro gruppo etnico di lingua irochese e alleato dei francesi.

Il progetto di Ramaioli è quello di dare vita con i “fumetti” ad una lettura visiva del capolavoro di Cooper (vedi anche https://ildiapasonblog.wordpress.com/?s=ramaioli) restando il più fedele possibile alla trama pensata dallo scrittore di Burlington, vissuto tra il 1789 ed il 1851, potendo osservare da vicino la nascita dello Stato Nordamericano, staccandosi per questo dalle ricostruzioni cinematografiche del Novecento.

Valore aggiunto una bella intervista all’autore, in attesa de “I Pionieri”, prossimo volume della serie.

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GEORGES RAMAIOLI: “L’Ultimo dei Mohicani”

GEORGES RAMAIOLI: “L’Ultimo dei Mohicani”

GEORGES RAMAIOLI: “L’Ultimo dei Mohicani”

Edizioni Segni D’Autore, 2016. Pagg. 79, € 21,00

di Alessandro Nobis

Pubblicato nel 1826 e scritto da James Fenimore Cooper, “L’Ultimo dei Mohicani” – secondo volume del ciclo “Leatherstockings Tales” – narra le vicende di Nathaniel Bumppo a.k.a. “Long Carabine” e dei due Mohicani sopravvissuti della tribù (Uncas e Chingadhgook).

img_1896-1Considerato erroneamente da molti ed anche lungamente un classico della letteratura per ragazzi e rimasto nei cataloghi delle case editrici specializzate per tutti gli Cinquanta, Sessanta e Settanta, il volume dal punto di vista storico è contestualizzato durante quello che viene considerato come il fronte nordamericano della Guerra dei Sette Anni tra britannici e francesi, in questo caso per il predominio di quello che oggi è il Nord Est degli Stati Uniti. In particolare le vicende del volume ruotano attorno all’assedio francese al Forte William Henry, nello Stato di New York, tra il 3 ed il 9 agosto del 1757, assedio che si concluse con l’abbandono della fanteria britannica e con il pesantissimo attacco francese in collaborazione con i nativi alleati (Huron), alla colonna che avrebbe dovuto percorrere invece indisturbata la strada verso Albany.

“Segni D’Autore” ha pubblicato alla fine del 2016 questo bel volume riunendo intelligentemente i due pubblicati in Francia dalla Soleil nel ’97 e nel ’98; e, vista la bravura dell’illustratore nizzardo Georges Ramaioli che in questa serie dà una personale rilettura dei già avvincenti romanzi di Fenimore Cooper, credo di poter dire che tra le decine e decine di riduzioni delle avventure di Long Carabine – in volume e cinematografiche – questa è senz’altro da annoverare tra le migliori in circolazione, vuoi per l’efficacia dei dialoghi che per il bel tratto grafico frutto della grande tradizione fumettistica d’oltralpe , per la colorazione delle tavole e – cosa che avevo notato anche nel volume precedente “Il cacciatore di daini” – per la particolare cura etnografica con la quale l’autore ha riprodotto pitture facciali, addobbi di guerra, armi bianche e fucili, vestiti ed ambientazioni rispettando pienamente quelli originali, sia dei nativi che delle truppe coloniali (e questo si nota soprattutto nelle tavole a piena pagina dove il formato è necessariamente più ampio).

Il volume precedente, come detto è il “Cacciatore di Daini” e in questo 017 verrà pubblicato “Il Lago Ontario”. La miglior traduzione del romanzo è quella della versione integrale curata da Fernanda Pivano (Einaudi)

 

MAURO MERCURI “L’anello di zinco”

MAURO MERCURI “L’anello di zinco”

MAURO MERCURI

“Anello di zinco” . Illustrazioni di Lele Vianello

Segni d’autore, 2015. 228 pagine € 20,00.

di Alessandro Nobis

Per amore del sapere, liberatevi di tutto quello vi hanno raccontato a scuola e quanto avete letto sui libri di testo sul fenomeno del brigantaggio meridionale. Poi sarete pronti a tuffarvi nelle pagine di questo volume scritto dallo storico Mauro Mercuri. E’ un volume che nella sua struttura si presta ad una facile lettura, l’ideale punto di partenza per quanti non abbiano mai creduto all’Unità Nazionale vissuta come momento di entusiasmo collettivo delle genti. Basato su ricerche approfondite, scritto con un linguaggio chiaro ed efficace, può – dovrebbe – diventare uno strumento didattico da utilizzare negli istituti scolastici, a partire da quelli del primo livello. Vi si legge dell’organizzazione statale borbonica, del progresso industriale, della prima ferrovia sul suolo italico, dell’economia e del tenore di vita del tempo.anello 01

Il titolo fa riferimento all’assedio di Gaeta, quando un frammento di uno shrapnel ruppe le finestre delle stanze della Regina Maria Sofia; l’ultima sovrana del Regno delle Due Sicilie ne raccolse una, la infilò ad un dito e fu subito imitata dalla popolazione. Vennero in seguito fabbricati anelli che identificarono chi li indossava come leali a Federico II, combattenti che difendevano la propria terra, i propri averi, le persone amate e che vennero chiamati dai piemontesi “Briganti”.

La lettura induce il lettore a porsi una serie di interrogativi riguardanti la storia del nostro Paese e di come gli è stata raccontata e come viene ancora raccontata nelle aule scolastiche; “i libri di storia li scrivono i vincitori”, è un modo di dire purtroppo frequente, ma questo “Anello di Zinco”, come ho detto, fa riflettere.

anello 03Per le vicende che vi si raccontano, per come vengono descritti i protagonisti di questo periodo storico che non è stato ancora completamente superato e per come la microstoria si intreccia con la storia è un libro che consiglio a tutti, anche per le efficaci immagini di Carlo Rispoli del quale ricordo la bellissima graphic novel “La Coccarda Rossa, 1861” con il soggetto curato sempre da Mauro Mercuri che ci proietta con le efficaci illustrazioni in quel periodo della storia italiana.

Il volume è reperibile su internet, nelle maggiori catene di librerie, in quelle indipendenti e naturalmente sul sito dell’editore.

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