GRATEFUL DEAD “WORKINGMAN’S DEAD 50th ANNIVERSARY EDITION”

GRATEFUL DEAD “WORKINGMAN’S DEAD 50th ANNIVERSARY EDITION”

GRATEFUL DEAD “WORKINGMAN’S DEAD 50th ANNIVERSARY EDITION”

Warner Bros Records, 1970. Rhino Records, 3CD 2020

di alessandro nobis

La copertina originale

Tra i dischi registrati dai Grateful Dead in uno studio, quello che personalmente preferisco è il loro quarto pubblicato nel 1970, ovvero “Workingman’s Dead” ed il motivo è molto semplice; è senz’altro il loro album più legato alle loro radici musicali, al folk, al country, al blues e dedicato ai lavoratori: contiene brani come “Casey Jones” (la storia di un macchinista che guida un treno sotto l’effetto della cocaine). “New Speedway Boogie” (dedicata all’incerto futuro di un cercatore d’oro) e “Cumberland Blues” (un minatore che scende in galleria per 5 dollari al giorno) che la band di Jerry Garcia & C. hanno spessissimo inserito nelle loro davvero leggendarie performance live. Per celebrare il cinquantesimo anno da quel 14 giugno 1970 la Rhino e la Warner pubblicano il vinile in picture disc e soprattutto un triplo CD che, oltre al disco originale al quale sono state aggiunte sei tracce dal vivo (1969 e 1970), contiene la registrazione il loro concerto del 21 febbraio 1971 a Port Chester nello stato di New York con in scaletta cinque brani contenuti in Workingman’s Dead. Per chi non conosce questo capolavoro deadiano l’occasione è ghiotta davvero vista la presenza della registrazione live finora inedita. E come in nessun altro disco dei Dead emerge così forte la “fratellanza” spirituale con gli altri musicisti della Bay Area che a cavallo del ’70 era così forte con gli impasti vocali così vicini alle esperienze di CSN&Y e la presenza di un ipotetico anello di congiunzione rappresentato qui da “Dire Wolf” e da “Teach your children” su “Deja Vu” di Crosby & C.: ancora una volta l’arrangiamento delle parti vocali, la magica steel guitar di Garcia, il carattere acustico del brano ed inoltre la presenza di David Nelson in “Cumberland Blues”, uno dei musicisti che contribuì alla nascita dei New Riders of the Purple Sage, gruppo nato appunto da una costola dei Grateful Dead e che nel 1969 aveva visti nella line-up ancher Phil Lesh e Mickey Hart (“Before Time Began” registrazione live pubblicata dalla Relix).

L’edizione De Luxe di “Workingman’s Dead” contiene come dicevo l’ottimo (l’ennesimo ottimo) concerto di Port Chester, un’occasione da non perdere soprattutto per chi non conosce il lato “americana” di Jerry Garcia & C.

Lato 1

  1. Uncle John’s Band– 4:42
  2. High Time– 5:12
  3. Dire Wolf– 3:11
  4. New Speedway Boogie– 4:01

Lato 2

  1. Cumberland Blues(Garcia, Hunter, & Phil Lesh) – 3:14
  2. Black Peter– 5:41
  3. Easy Wind(Hunter) – 4:57
  4. Casey Jones– 4:24

Brani inediti:

  • “Dire Wolf” recorded June 27, 1969, at Santa Rosa Veteran’s Memorial Hall, Santa Rosa, CA
  • “Black Peter” recorded January 10, 1970, at Golden Hall Community Concourse, San Diego, CA
  • “Easy Wind” recorded January 16, 1970, at Springer’s Ballroom, Gresham, OR
  • “Cumberland Blues” recorded January 17, 1970, at Oregon State University (Gymnasium), Corvallis, OR
  • “Mason’s Children” rec. Jan. 24, 1970 at Civic Auditorium, Honolulu, HI 
  • “Uncle John’s Band” recorded October 4, 1970, at WinterlandSan Francisco, CA

Edizione per il 50° Anniversario (CD 2 & 3)

February 21, 1971 (Set 1) – Capitol Theatre — Port Chester, New York

1.“Cold Rain and Snow” (traditional, arranged by Grateful Dead)7:36
2.Me and Bobby McGee” (Kris KristoffersonFred Foster)7:33
3.“Loser” (Garcia, Hunter)6:54
4.“Easy Wind”8:49
5.Playing in the Band” (WeirHart, Hunter)5:25
6.Bertha” (Garcia, Hunter)6:13
7.Me and My Uncle” (John Phillips)3:56
8.“Ripple” (false start)1:09
9.Ripple” (Garcia, Hunter)5:24
10.Next Time You See Me” (Earl ForestBill Harvey)4:39
11.Sugar Magnolia” (Bob WeirRobert Hunter)6:08
12.“Greatest Story Ever Told >” (Weir, Hunter)4:09
13.Johnny B. Goode” (Chuck Berry)3:42
1.China Cat Sunflower>” (Garcia, Hunter)6:20
2.I Know You Rider>” (traditional, arranged by Grateful Dead)4:29
3.“Bird Song” (Garcia, Hunter)6:17
4.“Cumberland Blues”4:55
5.I’m a King Bee” (Slim Harpo)7:32
6.“Beat It On Down the Line” (Jesse Fuller)3:17
7.“Wharf Rat” (Garcia, Hunter)9:46
8.Truckin’” (Garcia, Lesh, Weir, Hunter)8:07
9.“Casey Jones”4:39
10.Good Lovin’>” (Artie Resnick, Rudy Clark)17:00
11.“Uncle John’s Band” 

Formazione

Grateful Dead

Suoni Riemersi: SURMAN, MARTIN, PHILLIPS “The Trio”

Suoni Riemersi: SURMAN, MARTIN, PHILLIPS “The Trio”

JOHN SURMAN – BARRE PHILLIPS – STU MARTIN

“The Trio”DAWN 1970, RISTAMPA KLIMT, 2LP, 2016

di Alessandro Nobis

A quarantasei anni di distanza, finalmente ritorna disponibile questo storico doppio album – molto rara l’edizione originale su etichetta Dawn – che fa rivivere le gesta – poco documentate purtroppo – di questo trio formato dal sassofonista inglese John Surman e dagli americani Stu Martin (batteria) e Barre Phillips (contrabbasso). Si tratta di uno dei dischi seminali del jazz europeo, musica dalla cifra stilistica a dir poco eccezionale che ancora dopo tutto questo tempo si fa apprezzare in tutta sua creatività ed originalità. L’energia fluisce allo stesso tempo controllata e dirompente, c’è una tecnica cristallina che mostra tutta la voglia di esplorare nuove lande musicali alla ricerca di linguaggi e suoni, combinando felicemente il free d’oltreoceano con la musica europea. E’ questo a mio avviso forse il gruppo che più identifica la musica e la bravura e il percorso musicale di John Surman al di là delle sue esperienze in “solo”, con due partner di livello assoluto almeno uno dei quali, Barre Phillips, lo accompagnerà in diverse esperienze musicali. L’altro, Stu Martin, verrà a mancare nel 1980 a Parigi.

Altre testimonianze di questo seminale trio sono “Conflagration” del 1971 – con Surman, Martin e Phillips c’è la meglio gioventù della jazz inglese dell’epoca, da Dave Holland a John Taylor – e “By contact” registrato nello stesso 1971 e pubblicato dalla meritoria Ogun Records nel 1987, dalle cui note di copertina si evince però erroneamente che le registrazioni sono targate 1979, periodo in cui The Trio era già sciolto. Inoltre nell’introvabile bel triplo LP edito dalla BASF nel 1971 e pubblicato in doppio CD dalla Four Aces “Ossiach Live” che raccoglie registrazioni di quel festival che si teneva in Austria, The Trio esegue “Off Dear” e partecipa all’esecuzione di “Mahgreb Suite” nell’ensemble multitietnico nel quale milita anche il violinista Francese Jean Luc Ponty. Su You Tube si può anche ascoltare l’audio del concerto al festival di Altena, del 1970

Peccato che l’etichetta francese che ha curato la ristampa abbia massacrato letteralmente la copertina trasformandola da un bianco gatefold con foto interne ad una semplice busta con foto sull’esterno e titoli sul retro. Sono convinto che riprodurre la copertina originale avrebbe influito davvero poco sul costo del doppio ellpì. Ma tant’è. Ci tenevo a dirvelo.

EMERSON, LAKE & PALMER “EL&P

EMERSON, LAKE & PALMER “EL&P

EMERSON, LAKE & PALMER

“EL&P” – Island Records, 1970

di Alessandro Nobis

Una volta sciolti The Nice, con i quali aveva sperimentato tutto quello che poteva sperimentare con l’Hammond e con l’esplorazione rock della musica classica, il pianista inglese Keith Emerson trova nuove energie ed idee iniziando a collaborare con il bassista-cantante Greg Lake (indimenticato vocalist alla corte della prima line up del Re Cremisi) ed il batterista Carl Palmer, al quale il sound degli Atomic Rooster andava troppo stretto. Ecco così formato il primo supergruppo del rock cosiddetto progressivo (così fu subito battezzato dai soloni della carta stampata sempre in cerca di etichette), una formazione in trio che ha fatto la storia del jazz ma inedita in ambito rock.

Prima folgorante uscita pubblica al Festival dell’isola di Wight e pubblicazione nel maggio del 1970 del primo omonimo LP per l’etichetta inglese Island Records (etichetta rosa con la “i” bianca), pubblicato in USA da Ehmet Ertegun, uno che la “sapeva lunga” in fatto di musica.el&p E’ il disco dal quale emerge tutto il gran talento pianistico di Keith Emerson, influenzato sia dalla musica barocca che da quella del ‘900 come dal jazz, ma in grado di elaborare – con Greg Lake – composizioni di largo respiro che saranno il marchio di fabbrica del trio. Il disco è un bellissimo esordio, che nel lavoro di restauro di Steven Wilson fatto nel 2012 emerge ancor più in tutto il suo fascino. Il pianoforte è il protagonista – ancora non sovrastato dal gigantesco Moog -, il suono è straordinariamente equilibrato (siamo nel 1970, i tre sono dei ragazzi poco più che ventenni), mai ridondante ed assolutamente originale. “Lachesis” per piano solo, l’eterea e quasi crimsoniana “Take a pebble”, la famosissima “Lucky man” che chiude la seconda facciata sono i brani che secondo me hanno identificano e identificano al meglio la musica di EL&P. Poi ci saranno l’intrigante suite di Tarkus, la rivisitazione dei Quadri di un’esposizione di Mussorgsky, qualche bel frammento di Trilogy e di Brian Salad Surgery ed infine il tour economicamente fallimentare con un orchestra sinfonica.

Un disco che ascolto ancora volentieri come ai tempi della sua pubblicazione.

 

di Alessandro Nobis

ALLMAN BROTHERS BAND “Idlewith South”

ALLMAN BROTHERS BAND “Idlewith South”

ALLMAN BROTHERS BAND

“Idlewith South, 1970. DeLuxe Edition” – UNIVERSAL MUSIC GROUP, 4CD, 2CD, 2015

Idlewith South è il secondo LP della band di Gregg e Duane Allman, pubblicato il 23 settembre 1970. Fu il primo album degli Allman ad entrare nella classifica di Billboard (19°) dopo le scarse vendite di quello d’esordio, e contiene brani memorabili che contribuirono nelle loro versioni live a creare la leggenda di questa band della Florida fino a pochissimi anni fa. Mi riferisco soprattutto a “In Memory for Elizabeth Reed”, tributo a Miles Davis composto da Dickey Betts, quasi sette minuti nella versione in studio e venti nella sua esecuzione dal vivo, una lunga jam che rende pieno valore ai musicisti di questa storica ed inimitabile band, ma anche a “Hoochie Coochie Man” di Willie Dixon ed a “Don’t keep me wondering” scritta da Gregg Allman con Duane alla slide guitar. Considerato da molti la migliore incisione in studio della band di Jacksonville, è in questa edizione accompagnato da parecchie alternate takes, ma soprattutto da due CD con una registrazione dal vivo dell’aprile dello stesso anno registrata al “Ludlow’s Garage” di Cincinnati. Un live, questo, edito prima come bootleg (2CD) dalla Swingin’ Pig nel 1989 e come disco ufficiale l’anno seguente, a mio avviso sullo stesso piano del mitico Live at Fillmore e che certamente non mancherà nelle discoteche dei fans della band dei fratelli Allman. Il quarto CD presente nel cofanetto contiene l’immancabile versione BlueRay di Idlewith South.

Di questo CD ne è stata pubblicata anche una versione meno DeLuxe con 2 CD.

Personalmente quoto sempre la versione originale dei dischi, quella voluta dai musicisti al tempo della registrazione e pubblicazione. Amen.