ALBERTO LA NEVE “Night Windows”

ALBERTO LA NEVE “Night Windows”

ALBERTO LA NEVE “Night Windows”

“MANITU RECORDS. CD, 2019”

di Alessandro Nobis

NIGHT-WINDOWSRispetto al panorama jazzistico dei nomi più in voga cha hanno risalto sulla stampa specializzata, c’è una folta schiera di musicisti talentuosi che producono lavori spesso di notevole livello in completa autonomia o per coraggiose etichette discografiche sempre attente a scoprire talenti nuovi o artisti “dimenticati” dalle major.

Alberto La Neve, sassofonista, è a mio modesto parere uno di questi, di lui avevo scritto in occasione del suo ottimo CD “Lidenbrock” registrato in compagnia della cantante Fabiana Dota (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/01/27/alberto-la-neve-fabiana-dota-lidenbrock/), e con questa recente produzione sempre per la Manitù Records rientra a pieno titolo nel ristretto e prestigioso manipolo dei musicisti che hanno composto / improvvisato musica esclusivamente per sassofoni.

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MANHATTAN BRIDGE LOOP 1928

Se in Lidenbrock ci aveva accompagnato nel “Viaggio al Centro della Terra” di Jules Verne, qui La Neve propone sette tracce in solitudine ed un’ottava in compagnia di Fabiana Dota che propongono un’originale, affascinante ed appropriata “audioguida” per apprezzare ed “entrare” in alcune delle più significative tele di Edward Hopper. Per la precisione sono “Manhattan Bridge Loop”, “New York Movie”, “ Room in Brooklyn”, “Automat”, “Night Windows”, “Nighthawks”, “Chop Suey” e Morning Sun”, tutte tele che descrivono in modo mirabile l’ambiente urbano americano – e newyorkese in particolare – nelle prime sei decadi del secolo scorso.

“Manhattan Bridge Loop” è per solo sax tenore e descrive la solitudine (il tema più caro a Hopper) dell’uomo che cammina lungo il muro, in “Night Windows” dialogano il tenore ed il soprano, in “Chop Suey” i due sassofoni e l’uso dell’elettronica descrivono in modo davvero efficace i raggi di luce invernali che entrano dalla vetrina nel locale dove due persone siedono ad un tavolo ma sembrano non parlarsi.

Disco davvero interessante, complimenti ad Alberto La Neve ed a chi ha creduto nella sua musica.

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GIUSEPPINA COLICCI – SERENA FACCI “Rosa di maggio: le registrazioni di L. Colacicchi e G. Nataletti (1949 – 50)”

GIUSEPPINA COLICCI – SERENA FACCI “Rosa di maggio: le registrazioni di L. Colacicchi e G. Nataletti (1949 – 50)”

GIUSEPPINA COLICCI – SERENA FACCI

“Rosa di maggio: le registrazioni di L. Colacicchi e G. Nataletti (1949 – 50)”

SQUI[LIBRI], 2018 Collana “aEM”. 227 pagg. con 2CD allegati. € 25,00.

di Alessandro Nobis

Questo è il sedicesimo volume pubblicato da Squi[libri] facente parte della collana aEM che sta pubblicando parte degli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che tra il 1947 ed il 1972 diede via allo sviluppo degli studi etnomusicologici in Italia. In particolare questo “Rosa di maggio”, curato da Giuseppina Colicci e Serena Facci, riporta le raccolte 11 e 12 dell’archivio, ovvero le registrazioni effettuate in Ciociaria nel 1949 da Giorgio Nataletti e nell’anno seguente da Luigi Colacicchi.

ROSA DI MAGGIOSe uno degli intenti dell’Accademia – e di Squi[libri] – era quello di presentare ad un pubblico più vasto e quindi meno specialistico il preziosissimo archivio romano, come ho già scritto in altre occasioni, questo obbiettivo è stato raggiunto; al di là della veste grafica, sono i contenuti dei saggi dei curatori e le annotazioni ai 33 brani presenti nei due compact – disc che rendono quest’opera facilmente fruibile essendo scritti in modo comprensibile a tutti noi che siamo interessati alla cultura popolare. Qui, al di là del fatto puramente musicologico, è interessante conoscere il modus operandi dei ricercatori, la loro filosofia, i loro contatti con i “portatori”, le loro storie personali.

In particolare, tra le peculiarità di questa pubblicazione vorrei sottolineare che all’interno del primo CD sono riportate quattro rare registrazioni effettuate nel settembre del ‘49 a Venezia al Festival Internazionale del Folklore Musicale organizzato dall’E.N.A.L. (acronimo di Ente Nazionale Assistenza Lavoratori, un ente apolitico che negli anni settanta venne dichiarato inutile ….. ed il cui posto venne preso dai sindacati di varia appartenenza politica); si tratta di due strumentali e di due novene natalizie eseguite da musicisti ciociari invitati al festival dove naturalmente brillano le zampogne e le ciaramelle. I tredici rimanenti brani presenti sul primo CD assieme ai sedici del secondo appartengono alla raccolta 12; si tratta di registrazioni sul campo effettuate da tecnici della RAI (alcuni di questi in verità furono registrati negli studi RAI) che secondo Carpitella contribuì “all’individuazione del patrimonio musicale delle comunità contadine del Lazio”.

Chiude il volume l’anastatica di “Canti Popolari di Ciociaria” di Luigi Colacicchi pubblicato originariamente nel 1936 oltre ad un breve apparato iconografico ed una sostanziosa bibliografia.

http://www.squilibri.it

 

 

FABRIZIO D’ALISERA “Trisonic”

FABRIZIO D’ALISERA “Trisonic”

FABRIZIO D’ALISERA “Trisonic”

FILIBUSTA RECORDS. CD, 2019

di Alessandro Nobis

Fiatista romano convertito per questa occasione al solo sax baritono, Fabrizio D’Alisera ha pubblicato con l’etichetta Filibusta questo suo terzo bel lavoro registrato in trio come si evince dal titolo, in compagnia del contrabbassista Pietro Ciancaglini, del batterista Andrea Nunzi e, in due composizioni, il vibrafonista Andrea Biondi.

La musica di D’Alisera viaggia nel mainstream di nuova composizione, otto i brani scritti per l’occasione ed una indovinata interpretazione, la monkiana “Ask me now”, eseguita in “solo” a conclusione del disco che mette in evidenza non solamente la tecnica esecutiva ma anche, e soprattutto, la sensibilità musicale, la personalità e la voglia di mettersi in gioco nell’affrontare un brano scritto da uno dei monumenti del jazz. Due dicevo i brani eseguito in quartetto, con lo splendido ed espressivo vibrafono di Andrea Biondi che colora sempre appropriatamente – vedi il lungo solo in “Mysterious Voyage” o l’accompagnamento al solo di sax in “Nuoto Libero” – le composizioni del baritonista e che si inserisce alla perfezione nel progetto di “Trisonic”.

Gli altri cinque brani sono una sfida (vinta brillantemente) all’assenza di uno strumento armonico, ma con una sezione ritmica così ben affiatata e solidale al progetto il risultato non poteva essere diverso: la ballad “A Cloudy Morning Tale” con gli interventi Pietro Ciancaglini prima con l’archetto ed in seguito con il pizzicato e “Down By The Rhythm Side” con un bel solo di contrabbasso che interloquisce con il baritono sono i due brani in trio che voglio segnalare

Un bel disco che mi auguro possa avere la diffusione che merita. Notevole.

www.filibustarecords.com

www.federicafusco.it

 

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

DALLA PICCIONAIA: Chitarre per sognare 2019

“Terme di Caldiero, 29 giugno ore 21”

di Alessandro Nobis

Sabato 29 giugno, dopo cena, prendetevi una serata libera e andate alle Terme di caldiero chitarre.jpgGiunone a Caldiero, o alle Terme andateci nel pomeriggio per una nuotata e poi trattenetevi: c’è l’attesa tredicesima edizione di “Chitarre per Sognare”, per il secondo anno ospitata a Caldiero con il supporto della locale Amministrazione Comunale che l’anno ha scorso ha deciso di “adottare” questa manifestazione sfrattata inopinatamente  da un Comune dei dintorni. Organizzata dalla benemerita Associazione Culturale ZONACUSTICA, la serata al solito prevede una “passerella” di chitarristi acustici che praticano lo stile fingerpicking: questa edizione ospita Pietro Nobile, Paola Selva, Francesco Palmas e Giovanni Ferro. Niente nomi super inflazionati come si vede, ma piuttosto, come nello stile di ZONACUSTICA, musicisti non molto conosciuti dal grande pubblico – ma conosciuti da chi segue questo stile chitarristico -, piccoli / grandi tesori che grazie ad iniziative come queste hanno l’occasione di mettere in luce il loro talento come strumentisti e spesso anche come compositori.

49548161_10215829193394473_4467249734301515776_n.jpgPietro Nobile è l’ospite probabilmente più conosciuto; strumentista, divulgatore e compositore ha all’attivo CD (quattro, il più recente è “Indefinito infinito”) e manuali, oltre ad essere un prestigioso dimostratore di chitarre nientemeneno che per la Guild – Fender. La sua carriera ha avuto un importante partenza quando a Parigi, a venti anni, fu invitato da Herbert Pagani e Marcel Dadì con il quale tenne concerti e partecipò ad un tour negli Stati Uniti; da allora Nobile ha raccolto via via sempre più consensi nel mondo della chitarra acustica internazionale.

Paola Selva, la seconda ospite della rassegna, è una chitarrista con una formazione classica che solitamente preferisce suonare repertori in Trio o con formazioni cameristiche più ampie, quindi quella di Chitarre per Sognare è un rara occasione per ascoltare e sicuramente apprezzare il talento in veste solista; presenterà il suo recente lavoro “Legno e Vento” che contiene brani di sua composizione. Per me che scrivo, ma anche per altri, tanta curiosità ed attesa per una musicista che non conosco.csm_Paola_Selva_Legno_e_Vento_1_48894e54b8.jpg

Ultimo set per Giovanni Ferro e Francesco Palmas con un repertorio centrato su brani appartenenti al repertorio della migliore canzone d’autore italiana sempre nel cuore di Ferro e Palmas, rivisitati e “corretti” dai due chitarristi. Ne sentiremo delle belle.

Al solito, “Chitarre per sognare” è ad ingresso libero, quindi ………….

 

 

 

 

LA CANTIGA DE LA SERENA “La Fortuna”

LA CANTIGA DE LA SERENA “La Fortuna”

LA CANTIGA DE LA SERENA “La Fortuna”

DODICILUNE / FONOSFERE FNF118, 2019

di Alessandro Nobis

Nella collana “Fonosfere” Dodicilune Records ha da poco pubblicato “La Fortuna”, un bel lavoro accreditato a Fabrizio Piepoli, Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe, ovvero “La Cantiga de la Serena”. Radici ben piantate nella cultura e nelle terre di Puglia con rami che vanno a toccare terre lontane come quelle provenzali, iberiche e ancora più in là, in Irlanda. Il fatto che i tre musicisti non abbiamo una formazione popolare “ortodossa” ma siano impegnati anche in altri ambienti musicali consente loro di sentirsi liberi di interpretare, abbellire, incastrare piccole tessere “alloctone” nel loro progetto che pur basandosi sulla tradizione utilizza un  “arsenale strumentale” che con le sue timbriche e le combinazioni sonore realizzano un progetto composito e convincente; troviamo tra gli altri il santur vicino al tin whistle, l’oud accanto al bansuri, i flauti ed il saz. Qualche esempio? La splendida “Rossinhol” del trovatore provenzale duecentesco Peire D’Alverhe che nasconde una melodia del trovatore settecentesco irlandese Turlogh O’Carolan “richiamato” anche nella tarantella foggiana di Andrea Sacco, la ninna nanna griko – salentina “Nia Nia Nia”, la purezza della celebre “Pizzica di San Vito dei Normanni” e “Quannu te llai la facce” che concludono “La Fortuna”.

Disco convincente, prezioso e sincero che pur presentando repertori diversi geograficamente e temporalmente riesce a farsi apprezzare per la sua omogeneità e fascino.

ELSA MARTIN & STEFANO BATTAGLIA “Sfueâi”

ELSA MARTIN & STEFANO BATTAGLIA “Sfueâi”

ELSA MARTIN & STEFANO BATTAGLIA “Sfueâi”

Artesuono Records, CD. 2019

di Alessandro Nobis

Una volta premesso che il trio di Stefano Battaglia (quello con Roberto Dani e Salvatore Maiore) è a mio avviso una delle più belle realtà del jazz di questi ultimi anni e che l’ascolto di “Verso” (2013) disco d’esordio di Elsa Martin mi aveva sorpreso per l’equilibrio tra la modernità e la tradizione, la notizia della pubblicazione di questo “Sfueâi” mi aveva intrigato non poco.

E’ un progetto molto ambizioso che media perfettamente “le lingue” friulane con il raffinato pianismo legato a mio avviso alla corrente “third stream” che pochi riescono a concretizzare a questi livelli (mi viene in mente Ran Blake, per fare un nome, per spiegare un’idea); non solo, ci sono le liriche dei poeti legati alla loro terra madre in modo perpetuo sia che siano stati “emigranti” (e sappiamo quanto questa gente sia legata alla propria storia) sia che abbiano vissuto la loro vita umana ed artistica tra le valli e le piane del Friuli. Musica affascinante, una sfida vinta, un progetto ambizioso che rende al meglio l’omaggio ai poeti friulani inserendo le loro liriche in un ambiente musicale contemporaneo, mai ripetitivo, mai banale ma sempre originale e di grande gusto. La lunga “Canaa su la puarta”, ad esempio, con il testo di Novella Cantarutti di Navarons è a mio avviso il brano più emblematico di questo lavoro: otto versi recitati “cantando” con grande intensità, una voce che affianca poi fondendosi (attorno al minuto 8) all’improvvisazione pianistica di Battaglia che chiude il brano di nuovo a fianco della voce “declamante”. E poi la pacatezza ed il lirismo del brano eponimo con il testo ancora di Novella Cantarutti, e come non citare il Pasolini emigrato della bellissima “Ciampanis” nella parlata di Casarsa della Delizia (“io sono uno spirito d’amore, che al suo paese torna di lontano”?

Lo voglio ripetere, questo “Sfueâi” contiene musica dal grande fascino, che si assapora lontano dai rumori e dai fastidi del quotidiano e che da’ l’opportunità a chi ascolta di regalarsi preziosi momenti di intimità e di isolamento.

Musica che fa pensare e riflettere, cosa di meglio di questi tempi?

 

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS. Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio e 1 giugno 2019

DALLA PICCIONAIA: 3rd EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS

Quattro Castella, Reggio Emilia 31 maggio – 1 giugno 2019

di Alessandro Nobis

Si terrà venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno a Quattro Castella, nel reggiano, la terza edizione dell’EUROPEAN FESTIVAL OF YOUNG MUSICIANS, dedicato come evince dal titolo, alla musica interpretata da giovani musicisti compresi tra le età di 13 e di 20 anni. E’ un progetto il cui ideatore, l’Associazione Culturale “Futuro in Musica” in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e la locale Amministrazione Comunale va nella direzione di promulgare ed incoraggiare la pratica della musica, e di dare la possibilità ad orchestre giovanili di incontrarsi, raccontare le proprie esperienze e naturalmente esibirsi dal vivo.
Quest’anno sono state invitate orchestre proveniente dalla Germania, dall’Irlanda (nello specifico dall’Ulster), dalla Romania e dall’Ungheria oltre naturalmente da due orchestre che faranno gli onori di casa, ovvero l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella e la Mikrocosmos Orchestra di Casalgrande.

La giornata di venerdì 31, quasi un pre-festival, sarà dedicata a due Master Class, uno dedicata al suono orchestrale e l’altra al canto corale tenute rispettivamente dal M° Luigi Pagliarini e dal M° Mircea Ionescu e si concluderà alle 21 con una esibizione dei gruppi ospiti presso il Cinema Eden di Puianello. Il sabato il pubblico avrà l’opportunità a partire dalle ore 19 in Piazza Dante a Quattro Castella di assistere alle esibizioni delle orchestre invitate, ovvero (nell’ordine previsto di esibizione) l’European Orchestra diretta dal M° Luigi Pagliarini, l’Ensemble di Bucarest “Rainbow Children”, l’Orchestra Giovanile di Quattro Castella diretat dal M° Saverio Settembruno, l’Armagh Pipers Club guidato dai tutor Thomas Smyth e Donna McKinney, l’ensemble ungherese “Iskola Thury Gyorgy”  e dalla “Philippinum Orchester” di Weiburg.

Si tratta per lo più di orchestre giovanili legate ad Istituzioni Scolastiche che presentano un repertorio legato al ricchissimo e straordinario mondo classico europeo con l’eccezione del gruppo proveniente dalla prestigiosa scuola di musica tradizionale di Armagh, nell’Ulster, all’interno di quella importante istituzione che è l’Armagh Pipers Club. Club che dal 1966 promuove lo studio, lo sviluppo e la ricerca della ricchissima tradizione musicale della terra irlandese oltre che ad organizzare, e quest’anno sarà il ventiseiesimo, il prestigioso William Kennedy Piping Festival che come di consueto si terrà alla metà del prossimo novembre.Armagh_rehearsals.jpg

L’Armagh Pipers Club è un importante centro di cultura, promuove la musica popolare attraverso corsi e seminari che principalmente riguardano le uilleann pipes, il tin whistle, il ballo tradizionale, il canto ed il violino e che coinvolgono alunni anche giovanissimi, ed il fatto che alcuni degli allievi abbiano formato in seguito gruppi professionisti la dice lunga sulla qualità del lavoro della scuola fondata dal piper John Brian Vallely e dalla violinista Eithne Vallely. Questa di Quattro Castella è un’occasione unica, per non può trascorrere un weekend lungo ad Armagh per il Festival, di ascoltare musica irlandese e di confrontare le diverse esperienze delle orchestre improntate sul repertorio classico con questa che invece si dedica a quella tradizionale.

IMG_0789.jpgPer molti dei giovani partecipanti a questo festival sarà la prima occasione di confronto con coetanei stranieri ed anche sarà la prima esibizione al di fuori dei confini del loro Paese: personalmente mi auguro che di questi festival se ne organizzino altri e che nelle scuole italiane venga promosso lo studio e la pratica della musica in una qualsiasi delle sue forme

In caso di maltempo le esibizioni si terranno presso la Chiesa di S.Antonino a Quattro Castella.

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