FERENC SNETBERGER “In Concert”

FERENC SNETBERGER “In Concert”

FERENC SNETBERGER

“In Concert”
 ECM RECORDS, CD, 2016

di Alessandro Nobis

Strumentista, compositore ed improvvisatore di grande livello, l’ungherese Ferenc Snetberger approda finalmente alla corte di Manfred Eicher pubblicando un concerto tenuto nel dicembre del 2013 nella splendida location della Listz Academy di Budapest. Studi classici, insegnamenti del padre – anch’egli chitarrista -, influenzato dal jazz, dalla musica brasiliana e dal flamenco oltre che dalla tradizione classica, Snetberger ha negli anni sviluppato uno stile personale soprattutto nell’improvvisazione che padroneggia splendidamente grazie naturalmente alla tecnica sopraffina, soprattutto nelle sue esibizione dal vivo. E questo “In Concert” racchiude una suite di circa cinquanta minuti suddivisa in otto quadri, “Budapest”, che evidenzia quanto detto oltre ad una definirei sountuosa rilettura – probabilmente il bis del concerto – di un brano composto da Arlen & Harburg, ovvero “Somewhere over the Rainbow”. Non sono un chitarrista né tantomeno un musicista, ma a mio avvisto questa registrazione rappresenta una delle migliori produzioni per chitarra acustica degli ultimi anni. Se vi hanno deliziato Ralph Towner, Egberto Gismonti ma anche il nostro Peo Alfonsi, avete l’obbligo assoluto di ascoltare questo concerto di Ferenc Snetberger, ne rimarrete estasiati come il sottoscritto. Venti euri spesi bene.

E se pensate che il primo lavoro solistico era stato registrato e pubblicato in Italia nel 1989 dalla Sentemo Records, possiamo senz’altro dire che i responsabili di quella etichetta trevigiana avevano avuto la vista lunga…..

NANA VASCONCELOS “Saudades”

NANA VASCONCELOS “Saudades”

NANA VASCONCELOS “Saudades”

ECM 1147, 1980

di Alessandro Nobis

Il 9 marzo se ne è andato anche lui, il percussionista compositore Nana Vasconcelos, classe 1944. E senza ripercorrerne la straordinaria carriera, vi confesso solamente che con Colin Walcott sono venuti così a mancare due tra i musicisti che più ho apprezzato non solo per avere sempre avuto la capacità di farmi viaggiare (in senso salgariano) ma soprattutto per la loro capacità sciamanica di riuscire a far “parlare”, “urlare”, “sussurrare” gli strumenti che mai come in questa occasione posso definire “ancestrali”.

Naná_VasconcelosPertanto, vi consiglio caldamente di andarvelo ad ascoltare (https://www.youtube.com/watch?v=Xl7ONKSm0mI) questo disco registrato nel 1979 prodotto dall’allora coraggiosissimo Manfred Eicher; certo, perché mettere sul mercato un LP con lunghi brani per solo berimbau o per berimbau ed orchestra voi come lo chiamereste se non coraggio?

Ma c’è molto di più, c’è l’estro compositivo e gli arrangiamenti orchestrali del suo grande amico Egberto Gismonti per l’Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda, ci sono le improvvisazioni, i suoni, le voci, i richiami del Brasile più autentico, la “presenza” degli spiriti nativi che ci ricordano le loro condizioni attuali.

Un lavoro che ti catapulta lontano nel tempo, decidi tu se verso il futuro o verso il passato, che nasconde il fascino di una musica che tutti abbiamo nascosto da qualche parte nell’anima.

Grandioso.