CESARE PASTANELLA “Music for Tales vol. 2”

Angapp Music. cd, 2022

di alessandro nobis

Non capita tutti i giorni di ascoltare della musica composta per spettacoli teatrali o per opere cinematografiche che viva di vita propria rispetto allo scopo della sua creazione. I due volumi che il compositore · percussionista · cantante Cesare Pastanella ha fin qui prodotto sono tra questi, e se ascoltati con attenzione rivelano una notevole cura nella composizione e soprattutto · a mio avviso · nella ricerca timbrica e negli arrangiamenti. Anche in questo secondo volume Pastanella non fa “tutto da solo” ma intelligentemente sceglie un piccolo combo di musicisti che si alternano nell’esecuzione dei brani come Nando DI Modugno (chitarre), Leo Gadaleta (flauto), Domenico Pastore (flauto e cornamusa), Francesco Cinquepalmi (basso) e due “voci” come quelle di Giorgio Pinardi e Rosanna D’Eccesiis: dieci tracce scritte per la maggior parte da Pastanella per due spettacoli teatrali, “Badù Re, anzi Leone” e “Il viaggio di Arjiun” prodotto dal teatro barese “Kismet OperA”, musiche che troverebbero la loro ambientazione ideale sul palco dei teatri, ma che qui sono raccolte assieme formando un insieme molto interessante e come detto autonomo che rivela il mondo sonoro pluri·etnico nel quale l’autore naviga traendone ispirazione creando nuovi paesaggi. Voglio citare solamente “The Awakening“, a mio avviso uno dei brani più interessanti tra suoni ambientali, artificiali e la voce di Ana Estrela ed il berimbau disegna un paesaggio di una giungla ancestrale, “Arjun” ha come protagonista il balafon africano e i fiati di Domenico Pastore · con una bella parte per la zampogna ·, “Trip through the savannah” aperto dalle percussioni etniche si caratterizza per le tracce sovraincise del canto evocativo (di Cesare Pastanella) e per il kaval di Leo Gadaleta con l’apporto ritmico della basso e della chitarra a dodici corde,  mentre “Mor” è un intricato paesaggio di suoni campionati e naturali sui quali la chitarra filtrata di Nando Modugno disegna i suoi arabeschi.

Come detto, musica che vive di vita propria che va ascoltata con la dovuta attenzione che merita.

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