SERENA SPEDICATO “Io che amo solo te: le voci di Genova”

DODICILUNE RECORDS. CD + libro 20 x 20 cm,, 2022

di alessandro nobis

Per chi come me ha una conoscenza epidermica della canzone d’autore italiana ed in particolare della cosiddetta “scuola genovese”, questo recentissimo album di Serena Spedicato mi sembra il punto iniziale perfetto per approfondirne la conoscenza; per chi invece ha seguito da sempre e segue ancora oggi il gruppo degli straordinari poeti e musicisti che ne fanno parte, questo cd rappresenta un modo diverso di affrontare allo stesso tempo le diversità, le poetiche e le musiche che hanno portato quei musicisti ad essere ancora celebrati dopo mezzo secolo godendone di una prospettiva filtrata dagli autori del progetto.

Io che amo solo te: le voci di Genova” è un recital, come si diceva un tempo, un esempio di “teatro canzone” dove si narra di Luigi Tenco, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, dove si ascoltano le loro canzoni e dove si ascoltano le parole di Osvaldo Piliego dalla voce narrante di Serena Spedicato con gli arrangiamenti curati dal fisarmonicista Vince Abbracciante che assieme al chitarrista Nando Di Modugno e il contrabbassista Giorgio Vendola hanno curato la parte musicale.

Il disco si ascolta tutto d’un fiato, il narrato è in perfetto equilibrio con il cantato e la scelta degli autori e dei brani mi pare molto indovinata: i brani sono autentici “standards” della canzone d’autore italiana ed il loro valore musicale risalta ancor più perchè si adattano ad ambientazioni musicali diverse.

Del resto la capacità di Serena Spedicato di raccontare sè stessa affrontando repertori inaspettati (vedi l’ottimo lavoro sulle composizioni di Sylvian – https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/11/serena-spedicato-nicola-andrioli-the-shining-of-things/ -) è ben nota e la bravura e duttilità di Vince Abbracciante (appena pubblicato “Opera!” con Paola Arnesano) si completano in modo efficace come sono convincenti i ruoli di Vendola e Di Modugno. “Io che amo solo te” con l’intro di chitarra e contrabbasso sono una toccante rilettura del brano di Sergio Endrigo, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, la rilettura con tempo più andante di “Un giorno dopo l’altro” di Tenco ed infine la conclusione con il narrato che precede una essenziale versione di “Anime Salve” sono solamente i quattro brani che segnalo, quattro brani di un disco davvero ben riuscito, un omaggio alla scuola genovese, omaggio delicato, di rara raffinatezza e quel che più conta, davvero originale.

Il cd è accompagnato da un volumetto che oltre a riportare i testi di Piliego, ospita le fotografie di Marina Damato e Maurizio Bizzocchetti.

http://www.dodicilune.it