DALLA PICCIONAIA: ELLIOTT SHARP LIVE

DALLA PICCIONAIA: ELLIOTT SHARP LIVE

DALLA PICCIONAIA: ELLIOTT SHARP LIVE

ESOTERICPROAUDIO THEATER di Villafranca, Verona. 2 luglio 2022.

di alessandro nobis

Beh che dire? Era un bel pezzo che non andavo a un concerto; ricominciare a farlo è stato quasi una liberazione, e l’occasione dell’appuntamento con il newyorkese Elliott Sharp era di quelli classificati come “imperdibili”. Il concerto si è tenuto in uno spazio molto interessante nel centro di Villafranca nei pressi di Verona, costruito appositamente per testare impianti audio, confortevole e perfetto per ospitare piccoli eventi musicali, dotato inoltre di aria condizionata (e questo non è certo un dettaglio, ci siamo capiti …..): pubblico discretamente numeroso, ha ascoltato con massima attenzione la proposta apprezzando quindi i due set del musicista (compositore, chitarrista, improvvisatore), il primo acustico e il secondo elettrico, anche se la musica non è stata di facilissima fruibilità come era onestamente facile prevedire. Il fatto che tutti i presenti siano poi rimasti per tutta la durata del concerto testimonia che esiste un certo interesse verso la musica che nasce spontaneamente e si sviluppa durante il set e che anche nel veronese esiste la possibilità di proporre artisti di questa levatura ma “di nicchia” come dicono quelli bravi.

Due set quindi, il primo del tutto acustico – intendo senza utilizzo di marchingegni elettronici – che ha rivelato anche a chi scrive tutta le straordinarie tecniche con le quali Sharp suona lo strumento; una trentina di minuti di musica improvvisata dedicati, come annunciato dallo stesso “Acoustic Sharp”, al pianista Thelonious Monk, fonte di ispirazione non solo per chi naviga nel mainstream ma anche di chi pratica l’improvvisazione più radicale. Evidentemente, e lo dico da semplice ascoltatore, il songbook monkiano si presta bene ad essere decomposto e ricostruito: frammenti di blues, frammenti monkiani (mi è parso di riconoscere “’Round Midnight” e “Misterioso”, gli altri li ho semplicemente intuiti ma non decodificati ….), bottleneck, tapping, fingerpicking tutto sempre equilibrato, tutto senza autoreferenzialià, tutto non per ammiccare al pubblico ma per presentare il proprio concetto di musica e questo, per chi è avvezzo al radicalismo improvvisativo non è certo una novità. Set per me entusiamante.

La seconda parte del concerto (e qui apro una parentesi per dire che la valigia di Sharp con la pedaliera e tutto il resto si è misteriosamente dissolta nel triangolo non delle Bermude ma di American Airlines – Lufthansa – ITA) è stato eseguito con la chitarra elettrica, grazie anche a Roberto Zorzi che ha prestato le sua preziose apparecchiature all’amico Sharp; “Electric Sharp” ha proposto un set “spontaneo” molto interessante dove mi è parso di capire – ma già lo sapevo, in realtà – che la sua capacità tecnica applicata allo strumento non è mai sovrastata dall’elettronica anzi, lo strumento perfettamente inserito in un contesto elettronico ci consegna una musica per la quale l’unico aggettivo che mi viene in mente è “contemporanea” mescolando in modo  omogeneo il suo background personale di musicista e produttore con le ispirazioni istantenee che gli arrivano durante l’esecuzione / creazione del brano.

Complimenti davvero, per concludere, allo staff dell’Esotericproaudio Theater per avere accettato di proporre Elliott Sharp, e mi è sembrato felicemente di capire che nel prossimo autunno succederà qualcos’altro di ambito, anzi di “area jazz”.

Speriamo che qualcuno abbia registrato …………. o è una domanda retorica?