UMBERTO POLI · RICKY AVATANEO “Grama Tera”

La Contorsionista · Sciopero Records. CD, 2022

di alessandro nobis

Ecco un altro disco di folk nella sua perfetta accezione del termine ovvero la narrazione di storie; sono il polistrumentista Umberto Poli e dal cantautore Ricky Avataneo a raccontarcele, storie di uomini e delle loro vite, storie che in alcuni casi sono state capaci di attraversare il tempo e di essere ancora suonate, interpretate e di quindi ri-vissute. “Grama Tera” (“terra povera”) è un album con un ben preciso filo conduttore che fa attraversare al fruitore il mondo del proletariato descrivendone soprusi e sfruttamento, fatiche, quotidianità e le difficoltà nello svolgere il lavoro nei campi spesso ostacolato dalle avversità atmosferiche in grado di vanificare lo sforzo lavorativo. Folk che qui grazie ad arrangiamenti e sonorità accuratamente scelte viene “modificato” mutandosi in un folk · rock che non può non ricordare le più intelligenti produzioni d’oltreoceano che da decenni propongono frammenti delle proprie micro · storie. Piemontesi, non potevano non visitare in modo significativo Costantino Nigra e la sua raccolta di Canti Popolari Piemontesi del 1888 e scegliere “La Madre Crudele” (NIGRA 08), “Donna Lombarda” (Nigra 01 che ne ben riporta 15 lezioni) e “Madre Resuscitata” (Nigra 39); splendida la resa della seconda trasportata in un’ambientazione diversa con cigar box, chitarra elettrica ed armonica ed anche “Madre Resuscitata” dopo un’intro acustica, si trasforma in efficace folkrock (mi si passi il termine) del tutto convincente per gli arrangiamenti vocali (con la voce di Betti Zambruno), la piva di Paolo Cardinali ed il violino di Remi Boniface. Ma se posso dire, il brano che come si dice “vale l’acquisto” di “Grama Tera” è la composizione di Ricky Avataneo “Acque Morte 1893“, ballata cantata in italiano e piemontese (e francese) che narra i tragici avvenimenti del 16 e 17 agosto di quell’anno alle saline di Agues Mortes nel Languedoc-Roussillon dove otto lavoratori stagionali piemontesi vennero massacrati da colleghi francesi che vennero in seguito prosciolti da un tribunale: una storia di razzismo, di quotidiano sfruttamento e di violenza, una storia di lotte tra “Morti di Fame” che sembra caduta nell’oblio generale, un bel arrangiamento con in evidenza la chitarra slide, la tromba di Luca Benedetto ed il sax di Enrico D’Amico (mi permetto di consigliare la lettura di “Morte agli italiani” scritto da Enzo Barnabà e pubblicato da Infinito del 2008). Il disco si chiude con il breve tradizionale “La tempesta” eseguito “a cappella” da quattro voci (oltre ad Avataneo di sono Betti Zambruno, Gigi Giancursi e Orlando Manfredi), storia di una grandinata che lascia sui campi i raccolti faticosamente accuditi e che costringe i contadini a trasformarsi in suonatori ambulanti per cercare di mantenere le famiglie.

Disco intenso e ricco di storia e di “microstorie” che vengono da lontano nel tempo ma che raccontano anche della nostra quotidianità, basta leggere i testi e meditare ………

Il disco è stato pubblicato in sole 250 copie, produzione davvero artigianale vista la cura con la quale è stato confezionato e quindi ne consiglio “senza se e senza ma” l’acquisto. I testi, i video, le collaborazioni, le line up di ogni singolo brano sono a disposizione qui: https://www.umbertopoli.com/grama-tera.html#date). Non fatevelo scappare ……..

www.umbertopoli.com

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