MASSIMILIANO ROLFF “Gershwin on Air”

Challenge Records International. CD, 2021

di alessandro nobis

Dopo sette album il contrabbassista Massimiliano Rolff si guarda indietro e decide di affrontare il songbook gershwiniano, riconosciuto da tutti uno dei pilastri del jazz; l’istinto iniziale è quello di chiedersi se, nel 2021, c’era veramente bisogno di un altro omaggio al compositore americano e la risposta arriva dopo il primo ascolto ed è affermativa. Le composizioni di Gershwin riprendono vita ancora una volta, passando “attraverso” il lavoro di Rolff ed uscendone con un originale punto di vista, quello del contrabbasso che qui trova pieno risalto grazie agli arrangiamenti dello stesso musicista (ad esempio in “Foggy Day” e nella seguente “Bess you is my woman”, per citare giusto i due brani iniziali) che, per dare ancor più significato alle sue riletture si è avvalso del finissimo tocco del pianista Tommaso Perazzo e della batteria di Antonio Fusco. L’intelligente ed originale rilettura è per nulla calligrafica e propone una lunga suite tratta da “Porgy and Bess” vicina ad altri brani dello stesso autore. ”It Ain’t Necessarily So” può essere considerato come emblematico rispetto al disco, la celebre melodia è a tratti irriconoscibile, lontanissima ad esempio dagli arrangiamenti di Gil Evans; qui lo spartito è stato pazientemente demolito e ricostruito riuscendo a dare una nuova interessante visione all’opera gershwiniana ed invitando l’ascoltatore ad apprezzare in modo profondo la bellezza di questa musica che scritta nel lontanissimo 1935 con il libretto di DuBose Heyward conserva ancora spazi, se opportunamente cercati, per una sua rielaborazione e rilettura, quasi una nuova nascita, come per “Summertime” dove l’arrangiamento mette in piena luce la capacità descrittiva del contrabbasso che a seguire del pianoforte espone il celeberrimo tema e suona un lirico assolo e la swingante “Embraceable You” (scritta nel 1928 per un’operetta mai realizzata, “East is West”) che mette in risalto l’interplay di gran livello del trio.

Davvero un bel disco, ogni volta che un musicista affronta in modo così profondo la musica di George Gershwin, questa rinasce come una fenice

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