SUONI RIEMERSI: MARK O’CONNOR “Pickin’ In The Wind”

Rounder Records. LP, 1976

di alessandro nobis

1975 Grand Master Fiddle Champion · National Guitar Champion 1975” dicono i due stickers sulla copertina del secondo disco del polistrumentista Mark O’Connor di Seattle: nulla di strano se non che nel ’75 O’Connor aveva 14 anni ed il suo talento era già così maturo da convincere la Rounder Records a fargli incidere l’album in compagnia, udite udite, di straordinari musicisti come Norman Blake, Charlie Collins, Sam Bush, Roy Huskey e John Hartford ovvero il meglio della musica acustica di quegli anni, quasi un dovuto apprezzamento all’enfant prodige del lontano Nord Ovest e della sua musica da parte della “famiglia Rounder”. Un bel disco con un altrettanto bel repertorio dal quale emergono sia il talento indiscusso di O’Connor che il piacere di suonare assieme agli amici più cari: mandolino, violino, chitarra passano tra le mani del giovanissimo Mark e l’impressione che resta fissa nella mente è quella della sua precoce maturità e consapevolezza lontana dagli aspetti “dimostrativo” e “calligrafico” che a quell’età spesso viene quasi “esibita” per lo stupore degli astanti.

Qui troviamo un po’ tutto il repertorio del miglior bluegrass, come il brano scritto da Jim & Jesse, “Dixie Hoedown” dove O’Connor è alla chitarra solista, Sam Bush al violino, Blake al mandolino, Hartford al banjo, Collins alla seconda chitarra e Roy Huskey naturalmente al contrabbasso, un brano originale (“Mark’s Waltz”), un valzer come si può immaginare con O’Connor al violino, Collins alla chitarra e Sam Bush al mandolino o ancora uno spartito di Vassar Clements (il blues “Lonesome Fiddle”) con un inedito ed efficace arrangiamento che non prevede l’uso del violino ma chitarra, banjo, dobro (Norman Blake), chitarra e contrabbasso. E, per concludere, l’omaggio al violinista del Montana Bill Lang con un suo valzer eseguito in compagnia di Sam Bush e Charlie Collins.

Gran bel disco.