SUONI RIEMERSI: NORMAN BLAKE “The Fields of November”

SUONI RIEMERSI: NORMAN BLAKE “The Fields of November”

“The Fields of November” Flying Fish Records 004. LP, 1974

di alessandro nobis

“The Fields of November” è la quarta uscita della Flying Fish e la produzione di questo album di Norman Blake fu affidata all’amico dobroista Tut Taylor, compagno anche negli anni a seguire di mille battaglie musicali del chitarrista americano. Con Blake alla chitarra, voce, violino, mandolino e dobro i “soliti” straordinari compagni di viaggio ovvero Nancy Ann Short (futura “Blake”), al violoncello, Robert Arthur Tut Taylor al dobro e Charile Collins alla chitarra e violino l’ensemble confeziona uno dei più riusciti lavori nell’ambito della cosiddetta “americana” di quegli anni dando un particolare risalto al ruolo degli strumenti ad arco, peculiarità che in seguito Nancy e Norman (scusate la confidenza) approfondiranno con il Rising Fawn String Ensemble ed inoltre mette in risalto il talento compositivo di Norman Blake vesto che tutti i brani portano la sua firma. Il brano eponimo, “Uncle” e quello che apre il disco, “Green Leaf Fancy” sono eseguiti dal trio violino – violoncello – chitarra e sono tra quelli che preferisco assieme a “Krazy Kurtis” suonato in solo da Blake al dobro; non mancano i canti narrativi che raccontano storie di emigrazione dovute alla chiusura delle miniere di carbone come lo splendido “Last Train from Poor Valley” ed all’estrema povertà come il malinconico ed allo stesso tempo incisivo “Lord Won’t You Help Me” (“Viaggiando e vagabondando per tutto il tempo / da solo con la mia chitarra / per un dollaro ed un quarto /ed un bicchiere di vino / o Dio, non vuoi aiutarmi prima che impazzisca”).

Un disco che segna assieme a “Old and New” che lo segue (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2021/03/05/suoni-riemersi-norman-blake-old-and-new/) il percorso stilistico di Norman Blake che da un lato proseguirà in solo o in duo (memorabile “Whiskey Before Breakfast” in duo con Charlie Collins) e dall’altro rivolta alla costruzione ed alla sua realizzazione di un suono legato agli archi, un aspetto questo mai affrontato prima, e mai lo sarà in seguito, dal mondo della musica di ispirazione tradizionale americano.