DALLA PICCIONAIA: – Pádraig Ó Maoldomhnaigh / Paddy Moiloney (1938 – 2021)

di alessandro nobis

Purtroppo Paddy Moloney se ne è andato l’11 ottobre, lasciando un enorme senso di tristezza in tutto l’ambiente della musica tradizionale non solo irlandese visti il grande rispetto e l’enorme popolarità che i Chieftains dalla metà degli anni settanta godettero in tutto il mondo. Affermare che il merito principale del piper dublinese è stato quello di esportare per primo, con il gruppo, il patrimonio tradizionale d’Irlanda è a mio avviso quantomeno riduttivo: Moloney è stato un piper ed un suonatore di tin whistle di grande livello ed ha saputo cercare e trovare nell’immenso repertorio del folk di tradizione orale e nei repertori a stampa gemme e tesori di grande valore.

Molti appassionati tra il quale chi scrive hanno conosciuto il suono delle uilleann pipes alla metà degli anni settanta quando il britannico Mike Oldfield lo invitò come unico ospite alle registrazioni del suo terzo album “Ommadawn”, molti altri conobbero invece la musica dei Chieftains attraverso uno dei capolavori cinematografici di Stanley Kubrick, “Barry Lyndon” dove la slow air “Women of Ireland”, presente già sul loro quarto album del ’73 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/12/23/suoni-riemersi-the-chieftains-4/)come la B-Side “Morning Dew”,  fu pubblicata su 45 giri anche in Italia. Fatto sta che il suono del gruppo, prima del lungo periodo di collaborazioni con musicisti di tutto il mondo, era davvero particolare per l’assenza di strumenti a plettro che invece erano la peculiarità e la novità della stragrande maggioranza delle band irlandesi di quegli anni.

La passione per la musica gli fu probabilmente trasmessa dalla nonna materna che viveva nella Contea di Laois, e come spessissimo accade in Irlanda il primo strumento che prese in mano fu il tin whistle anche la svolta nella sua vita musicale furono le lezioni che il grande Leo Rowsome gli impartì alla scuola di musica del Leinster; più migliorava il suo stile, più ascoltava anche gli altri maestri delle generazioni precedenti tra i quali ricordo solamente Seamus Ennis e Tommy Reck. Vivendo a Dublino entrò in contatto da giovanissimo, a ventidue anni, con un altro Maestro della tradizione irlandese, il compositore e clavicembalista Sean O’ Riada che lo volle nel suo gruppo che da lì a poco si trasformò nel Ceoltóirí Chualann, considerato da tutti l’ensemble che diede il via per primo allo studio ed alla riproposizione della musica irlandese in tutto il Paese.

Del Ceoltóirí Chualann facevano parte oltre naturalmente a Paddy Moloney, Martin Fay, Sean Potts e Michael Turbridy ovvero il nucleo dei futuri Chieftains, gruppo nato nel 1962 per un solo disco realizzato su richiesta della label dublinese – recentemente acquistata da una major – Claddagh Records (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/02/05/suoni-riemersi-the-chieftains/), etichetta nella quale Moloney ebbe per qualche tempo anche un ruolo gestionale.

Resta il mio rammarico, ma credo di essere in ottima compagnia, che Paddy Moloney non abbia mai inciso un album di solo uilleann pipes, registrandone invece uno peraltro magnifico in compagnia di Sean Potts come duo di tin whistles (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2021/09/24/suoni-riemersi-paddy-moloney-%c2%b7-sean-potts-tin-whistles/).

A dispetto delle intenzioni iniziali, i Chieftains sono rimasti attivi per sei decenni e le loro produzioni non sempre vennero giudicate positivamente dai puristi.

Ma questa è tutt’altra storia.

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