KUJACOUSTIC “Inniò – In nessun dove”

FOLKEST DISCHI Records. CD, 2020

di alessandro nobis

Se avete accumulato abbastanza esperienza nell’ascolto della buona musica acustica, il primo riferimento che viene spontaneo al primo ascolto va al David Grisman Quintet con il quale Kujacoustic ha in comune le timbriche degli strumenti, l’attenzione e valorizzazione del patrimonio tradizionale e il gusto per la nuova composizione. Tutto qua. In “Inniò” non c’è nulla di calligrafico, ci sono i talenti di Massimo Gatti (mandolino), Michele Pucci (chitarra) e di Alessandro Turchet (contrabbasso) che costruiscono un repertorio eseguito con grande maestria con brani originali e la rivisitazione di altri tre appartenenti a musiche popolari friulane, greche e finniche riviste naturalmente attraverso “i legni” che i tre abbracciano, accompagnati in tre brani dalle misurate ed efficaci percussioni di Michele Budai.

Tre i “tradizionali”: magnifico mi sembra l’arrangiamento del “Valzer di Napoleon” spesso esuguito dalla fisarmonica e che qui trova una sua inedita dimensione cameristica al pari di “Rautanen”, tradizionale finlandese esercizio di stile di Massimo Gatti che suona un mandolino “americano” con quel timbro particolare che quasi transla il repertorio europeo “altrove”, e dal patrimonio greco del repertorio rebetiko ecco la splendida melodia “Misirlou” che ospita alla perfezione al suo interno “Aman”, tradizionale sefardita.

Ma, a parte gli arrangiamenti dei brani alloctoni sono le composizioni originali che valorizzano il progetto di Kujacoustic; il respiro di “Rèif” composto da Michele Pucci e la pacata melodia di “Nuvole” (scritta da Massimo Gatti), la musica gitana apocrifa del valzer “Tzigani Mood” dove ancora una volta il gusto e la compostezza del mandolinista emerge in tutto il suo splendore ed infine il sapore dawg che si percepisce ascoltando il brano che apre questo bellissimo lavoro, “La Via”.

Un trio eccellente per un disco eccellente, complimenti anche a chi ha creduto in loro pubblicando questo disco. Per me la speranza di vederli suonare dal vivo, credo sarebbe un grande spasso.