TERRENI KAPPA “Pequod”

TERRENI KAPPA “Pequod”

TERRENI KAPPA “Pequod”

Dodicilune Dischi. CD, 2021

di alessandro nobis

A cinque anni dal suo primo – ottimo – CD “Ripples on the Lagoon” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/12/20/terreni-kappa-ripples-in-the-lagoon/), Terreni Kappa ha recentemente pubblicato il suo seguito “Pequod” per l’attivissima etichetta pugliese Dodicilune: il suono è profondamente mutato pur rimanendo in ambito jazzistico, il trio che aveva registrato il primo album è diventato un quartetto, Roberto Zantedeschi ha lasciato il gruppo, Luca Crispino suona la chitarra elettrica (laddove nel primo era il contrabbassista) e sono entrati a farne parte Fabio Basile al basso elettrico e Francesco Caliari al sassofono tenore. Per comprendere a fondo la metamorfosi sonora di Terrena Kappa è consigliabile ascoltare attentamente la bellissima composizione di Luca Crispino “Al Azif” presente su entrambi i dischi. In “Ripples ..….” protagonista è la combinazione tra il flicorno e l’elettronica che supportata dalla batteria e dalle frasi reiterate del contrabbasso elettrico crea un’atmosfera eternamente sospesa dal sapore “ambient” grazie anche agli interventi vocali “filtrati”, mentre in “Pequod” il tema viene esposto dal sassofono di Caliari con un arrangiamento che mette in risalto il lavoro della chitarra e del basso di Basile oltre ad un significativo solo di sassofono. Da evidenziare naturalmente tutta la musica che si ascolta, a cominciare da quello che mi sembra un omaggio al tastierista – compositore Nicola Salerno, quel “Ara Kel Serabia” che nella formulazione del titolo e nella costruzione del brano ricorda gli Art-Erios nei quali militava anche Fabio Basile, autore del brano e voglio segnalare il brano eponimo scritto da Crispino, aperto dal basso e con un pregevole solo di chitarra e dove protagonista è il tenore di Caliari.

Esplorazione sonora, melodia, una chiara capacità di rispetto reciproco, una eccellente tecnica dei musicisti ed anche una notevole predisposizione all’improvvisazione fanno di “Pequod” un bellissimo lavoro che a mio avviso grazie alla composizione della line-up, mi riferisco al fatto che Basile e Crispino sono due ottimi chitarristi e bassisti con caratteri musicali profondamente diversi, potrebbe cambiare la simmetria del suono nelle esibizioni dal vivo scambiando i ruoli: resta comunque una mia idea della quale sono però, da semplice ascoltatore, convinto.

Se a Verona si celebrasse ancora il Jazz con un degno festival – quello che ne rimane è stato derubricato ad una minimale presenza nel cartellone estivo dell’Estate Teatrale Veronese – Terreni Kappa potrebbe esserne uno dei protagonisti. Peccato davvero, auguro a questo brillante quartetto i più prestigiosi palcoscenici italiani ……

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