SUONI RIEMERSI: GRATEFUL DEAD “American Beauty”

SUONI RIEMERSI: GRATEFUL DEAD “American Beauty”

SUONI RIEMERSI: GRATEFUL DEAD “American Beauty”

Warner Bros. Records. LP, 1970

di alessandro nobis

“American Beauty”, pubblicato nel 1970, è a mio avviso uno dei più significativi dischi dei Grateful Dead assieme al coevo “Workingman’s Dead” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/08/30/grateful-dead-workingmans-dead-50th-anniversary-edition/) per il suono elettroacustico e soprattutto per l’evidente forte legame con il folk americano d’autore. Gli arrangiamenti delle parti vocali sono splendidi, i brani, quasi tutti originali, saranno suonati dal vivo con lunghissime improvvisazioni, caratteristica questa che ha da sempre contraddistinto i concerti dei Dead. American Beauty”, e questa è una novità, non è solamente un lavoro della band di Garcia & C. ma ospita alcuni eccellenti musicisti della Bay Area alcuni dei quali coinvolti nella riproposta in una versione più moderna e quindi meno ortodossa della tradizione: tra questi Dave Torbert, David Nelson, David Grisman e Howard Wales, e non è un caso se i primi due, assieme a Garcia, Lesh e Hart daranno origine ai New Riders of the Purple Sage, una sorta di avventura parallela “roots”, almeno per i primi due album, al gruppo madre dei Dead. Il mandolinista Grisman da un apporto importante a “Friend of the Devil”, brano quasi sempre presente nei set acustici dal vivo, Torbert e Nelson in una delle composizioni più conosciute dei Dead, “Box Of Rain” che apre il disco (con il testo di Robert Hunter), “Candy Man”, un’altra delle hit dei Grateful Dead (ma anche dei “cugini” Hot Tuna di Jorma Kaukonen e Jack Casady), ci riporta alle tradizioni della musica americana (e qui c’è Howard Wales all’hammond) e “Ripple” è una delicatissima ballata scritta dalla coppia Garcia / Hunter.

I Grateful Dead aprirono il decennio dei Settanta con due capolavori, questo e “Workingman’s”, con la formazione a sette (Ron McKernan sarà della partita fino al ’73, anno della sua dipartita) a mio giudizio il loro periodo più significativo almeno per ciò che concerne, come detto, le registrazioni in studio. Dal vivo, come ben si sa, il livello dei concerti si manterrà altissimo fino al loro scioglimento nel 1995: i Dead, senza Jerry Garcia, non avrebbero più avuto motivo di continuare.

Nel cofanetto “The Golden Road 1965 – 1973” pubblicato nel 2001 sono stati inseriti otto inediti tra cui sei dal vivo mentre nella versione del 2020 a celebrazione del cinquantennale sono presenti due CD che riportano il concerto del 18 febbraio 1971 al Capitol Theatre di Port Chester, New York.