DALLA PICCIONAIA: OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL 2021

“Musica che danza ….. parole che raccontano”

3 ·4 · 5 SETTEMBRE IVREA

di alessandro nobis

Anche questa quarantunesima edizione allestita dall’Associazione musicale “Music Studio” e dal Jazz Club di Ivrea è a mio avviso un appuntamento di notevole interesse e di conseguenza gli appassionati di jazz troveranno nel programma “le più convincenti scuse” per recarsi in quel di Ivrea e trascorrere un intenso weekend non solo legato alla musica, viste le peculiarità artistiche ed eno-gastronomiche che l’areale in questione offre. Gli eventi in programma si terranno all’interno e nel cortile del Museo Pier Alessandro Garda, nella Sala Santa Marta e in caso di maltempo al Teatro Giacosa.

Quest’anno il programma comprende tutto il primo fine settimana settembrino, quindi nel pomeriggio di venerdì 3 (ore 18:00) si inizia in Sala Santa Marta con la presentazione del volume “Un ritratto” dedicato da Flavio Caprera al grande pianista Franco D’Andrea e si prosegue sempre nella stessa sala (ore 19:00) con il davvero imperdibile concerto del duo Daniele Di Bonaventura (bandoneon) – Emanuele Sartoris (pianoforte) che da pochissima ha pubblicato lo stupendo album “Notturni” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2021/07/15/sartoris-·-di-bonaventura-notturni/); alle 21:15, nel cortile del Museo Garda, doppio appuntamento con “Jelly Roll” un progetto dedicato ovviamente a Jelly Roll Morton (Helga Plankensteiner, Achille Succi, Glauco Benedetti, Michael Lösch e Marco Soldà) ed a seguire (ore 22.15) lo straordinario quanto raro set solistico del prestigioso chitarrista americano Ralph Towner.

La giornata di sabato, sempre alla Sala Santa Marta, si apre alle ore 18:00 ancora con una presentazione di un volume, in questo caso “Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington” scritto da Luca Bagalini alla quale seguiranno il concerto di Norbert Dalsass (basso), Roman Hinteregger (batteria) e Michele Giro (pianoforte) con il progetto “Fantasy”; bellissima la chiusra della serata (alle 21:15) nel Cortile del Museo Garda dove Patrizio Fariselli (pianoforte), Claudia Tellini (voce) Marco Micheli (basso) e Walter Paoli (batteria) presentano quello che, per ciò che mi riguarda, è uno degli appuntamenti più attesi, ovvero “Open Area Project”, basato sulla rivisitazione cantata di alcuni brani del repertorio degli Area di cui come ricorderete Patrizio Fariselli fu uno dei protagonisti.

Il festival si chiuderà domenica 5, al Museo Garda (ore 18:00), con tre coreografie curate da tre scuole di danza (“Baobab”, “Arabesque” e “Accademia Danza e Spettacolo”) preparate sulle musiche del cd “Woland”, lavoro di Massimo Barbiero, Emanuele Sartoris ed Eloisa Manera (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/04/03/barbiero·manera·sartoris-woland/).