SUONI RIEMERSI: HOT TUNA  “Live at New Orleans House, Berkeley”

RCA Records. lp, 1970

di alessandro nobis

Ci sono dischi che segnano il tuo percorso musicale deviandolo verso altre direzioni spesso inaspettate e questo primo disco degli Hot Tuna è stato per me – assieme a “Oh so good’n blues” di Taj Mahal – un punto di ripartenza dopo averli ascoltati entrambi, un pomeriggio d’inverno, a casa di un amico. Vero, avevamo quindici anni, ma la curiosità era già tanta verso la musica americana, soprattutto acustica, soprattutto se intrisa del blues più arcaico: altro non ci interessava, la chitarra di Jorma Kaukonen e per me l’irraggiungibile funambolico basso elettrico di Jack Casady erano ad un livello stratosferico, e la musica del “Tonno Caldo” da quel giorno non l’ho più abbandonata. Ero già un fan dei Jefferson Airplane, ed i blues proposti da Kaukonen erano i brani da me preferiti ma qui il repertorio era acustico, un omaggio a quelli che poi avrei scoperto essere alcuni dei monumenti del blues acustico: Reverend Gary Davis (“Death Don’t Have no Mercy” e “Oh Lord, Search my Heart”), Leroy Carr (“How Long Blues”) ma anche Jelly Roll Morton (“Dont’ you Leave me here”) musicisti dei quali avrei approfondito la conoscenza più tardi, e da questo ellepì a “Traditional Blues” di Brownie McGhee il passo fu più che breve.

Registrato tra il 16 ed il 24 settembre del 1969 a Berlekey alla New Orleans House, rappresenta l’esordio appunto degli Hot Tuna, costola degli Airplane come per poco tempo lo furono i New Riders of the Purple Sage per i Grateful Dead, una costola blues i cui semi sono sparsi in tutte le registrazioni in studio, ben distinti dalle composizioni di Paul Kantner, Marty Balin e Grace Slick naturalmente.

Kaukonen e Casady naturalmente, ma anche la splendida armonica a bocca di Will Scarlett che con i suoi puntuali interventi danno un determinante segno di originalità al suono, e gli arrangiamenti proposti dai tre sono splendidi (“Uncle Sam Blues”), con il basso di Casady che duetta con la chitarra e offre una chiara visione del valore del musicista soprattutto nelle composizioni originali come “Mann’s Fate” e “New Song”.

Nel 1996 venne pubblicata una ricca versione del disco con ben cinque inediti tra i quali un bellissimo “Know You Rider” e “Keep your Lamps Trimmed and Burning”, sempre del Reverendo; nel 2010, a cura della Sony nella collana “Collector’s Choice Music” vene pubblicato altro materiale proveniente dagli stessi concerti con il titolo “Live at New Orleans House Berkeley California 09/69”.

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