ANDY IRVINE “OLD DOG LONG ROAD 1961 · 2012 VOL. 1”

ANDY IRVINE  “OLD DOG LONG ROAD 1961 · 2012 VOL. 1”

ANDY IRVINE  “OLD DOG LONG ROAD 1961 · 2012 · VOL. 1”

AUTOPRODUZIONE. 2CD, 2019

di alessandro nobis

Andy Irvine è per me – e credo di non essere il solo – uno degli eroi che saputo rinnovare nei suoni, nella riproposizione del patrimonio tradizionale e nella nuova composizione il folk celtico di matrice irlandese: il gruppo di cui lungamente ha fatto parte, i Planxty, ha saputo indicare la direzione di questo rinnovamento in seguito percorsa da molti altri ensemble irlandesi ma non solo, personalmente allargherei il discorso a tutte le cosiddette “nazioni celtiche”. Questo doppio compact disc è il primo di due dove Irvine ha raccolto registrazioni nell’arco di oltre cinquanta anni e danno la misura del talento di questo musicista straordinario originario di Londra ma trasferitosi da giovanissimo a Dublino; qui si va da una registrazione casalinga datata 1961 di un brano Blind Boy Fuller (“Truckin’ Little Baby”) che rivela la passione di Irvine per la musica americana – la sua prima infatuazione musicale fu per Woody Guthrie – ad una del 2002, precisamente un’interpretazione del tradizionale “Green Grows the Laurel”.

Le registrazioni non sono pubblicate in ordine cronologico, ma questa è un’insignificante pecca di questo lavoro (e del volume 2) rispetto alla ricchezza del repertorio presentato che fa di questi due doppi compact disc un essenziale compendio per conoscere la storia musicale di Irvine. Qui troviamo l’altra passione di Irvine, i ritmi dispari del folk balcanico di “Chetvorno Horo”in duo con Rens Van der Zalm (1993) registrato al “The Lobby Bar” di Cork assieme al set di hornpipes “Little Stack of Wheat / Humours of Tullycrine” e l’arrangiamento del tradizionale “Longford Weaver” (1978) con Frankie Gavin e Donal Lunny. Insomma ventiquattro tracce, una collana di chicche preziose disponibili sia in “liquido” che in “solido” sul sito di Andy Irvine.

www.andyirvine.com