DUCK BAKER · BEN GOLDBERG “Play Monk in Berkeley”

FULICA RECORDS. CD, 2020

di alessandro nobis

Herbie Nichols e Thelonious Sphere Monk sono, visto il numero di “citazioni” nella sua corposa discografia, i due autori – entrambi pianisti – più amati e suonati da Duck Baker, in studio e dal vivo. Ora la Fulica Records pubblica un concerto di Baker in compagnia del clarinettista Ben Goldberg registrato in quel di Berkeley nel 2003 in occasione di un “house concert”. Concerto che presumo avranno visto in pochi, vista la natura stessa degli “H.C.” e che ora molti avranno la possibilità di ascoltare, e poco importa se la qualità della registrazione non sia DDD, la qualità della musica è quella che fa la differenza e qui di questa ce n’è in abbondanza.

Dieci brani, otto scritti da Monk, e degli altri due voglio citare l’ellingtoniano “It Don’t mean a thing” – altro cavallo di battaglia bakeriano – peraltro qui abbinato a “Off Minor” del pianista del North Carolina. Baker e Goldberg naturalmente hanno pieno rispetto dei temi, ma allo stesso tempo sanno staccarsene regalando a chi ascolta la possibilità di fruire di lunghe improvvisazioni, di un dialogo sempre efficace ed originale all’interno degli stessi temi, come se questi fossero dei punti di incrocio nei quali i due musicisti ritornano all’ovile monkiano; valgano per tutti “Bemsha Swing”, un bellissimo rifacimento di “Misterioso” – dove il tema lo riconosci dopo oltre un minuto – che va a chiudere il disco e la meno conosciuta “In Walked Bud”, quasi la descrizione delle movenze di Bud (Powell ?) dove Baker detta inizialmente il tempo e Goldberg improvvisa con suo sempre illuminante clarinetto (splendido il suo solo).

Se gli archivi bakeriani sono tutti di questo livello, ben ne vengano altri. Di questi inediti.