IL DIAPASON INCONTRA RICCARDO MASSARI del BIOGRAMMA ENSEMBLE

IL DIAPASON INCONTRA RICCARDO MASSARI del BIOGRAMMA ENSEMBLE

IL DIAPASON INCONTRA RICCARDO MASSARI del BIOGRAMMA ENSEMBLE

di alessandro nobis

Dell’importanza del lavoro del Biogramma Ensemble per ricordare il centenario della nascita del compositore veneziano Bruno Maderna vi ho già parlato qualche tempo fa (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2021/01/16/biogramma-ensemble-per-bruno-maderna-voll-1-2-2020/), ma vista la qualità e rilevanza della musica prodotta ho ritenuto opportuno rivolgere qualche domanda all’ideatore del progetto Riccardo Massari che ha per l’occasione composto una parte rilevante de “Per Bruno Maderna”.

  • Perché è così importante ricordare la figura di Bruno Maderna? Che cosa ha lasciato al mondo della musica contemporanea?

Bruno Maderna è uno dei titani musicali della seconda metà del Novecento: mai abbastanza celebrato ed eseguito nel nostro Paese, per questo nell’anno che molti hanno dedicato a commemorare Beethoven (!), mi sembrava urgente celebrare, seppur con un modesto tributo, un fenomeno musicale come quello di Bruno Maderna, un artista, un visionario dal quale c’è ancora moltissimo da apprendere. La sua musica rappresenta brillantemente, il panorama artistico e culturale degli anni in cui ha operato, ma si proietta verso il futuro in modo sorprendente con caratteristiche e scelte spesso più ardite di quanto si compone attualmente.

Maderna possiede grande libertà di idee, padronanza tecnica, forte ed elegante spontaneità del gesto musicale, e una conoscenza profonda della musica dei secoli passati.  Il fatto che dirigesse la propria musica ne fa un musicista completo, che mantiene un rapporto sanguigno e pieno con l’espressione sonora. Il suo poco conosciuto eclettismo lo rende molto attuale come compositore; un musicista che trascriveva i concerti di Vivaldi esortato dal suo maestro Gian Francesco Malipiero, faceva i primi esperimenti elettronici nello studio di fonologia di Milano, dirigeva i classici, e utilizzava l’improvvisazione nelle proprie composizioni…

  • Come nasce l’idea di questo progetto e come hai scelto i tuoi collaboratori? Che cosa li accomuna dal punto di vista musicale?

Questo progetto nasce da conversazioni con gli amici Carlo Miotto e Fabio Zannoni, due grandi conoscitori del lavoro maderniano che hanno fatto molto per Maderna a Verona alcuni anni fa, con “Verona Contemporanea”, un festival aperto, dinamico ed eccezionale che purtroppo dopo tre edizioni di gran successo inspiegabilmente non ebbe seguito.. L’idea nasce nel dicembre 2019 parlando del centenario e ipotizzando una proposta veronese che purtroppo non si poté concretizzare. Considera che la figura di Maderna è molto legata a Verona e sarebbe logico che si fosse fatto qualcosa a proposito. In quei mesi stavo creando partiture grafiche, un tributo maderniano e che chiamo Serenate Spaziali ispirato dalle serenate per un missile e per un satellite del grande maestro; riaprivo la partitura orchestrale di Biogramma e tornavo a capire il Maderna che avevo studiato una ventina d’anni fa. Con il lock-down sarebbe stato difficile realizzare un tributo e pensai di invitare a collaborare alcuni colleghi con un progetto mio creato in studio, che fungesse da “scialuppa di salvataggio”. Tutti reagirono con gran entusiasmo e realizzammo le registrazioni che ho assemblato nei Madernaliae nelle altre composizioni incluse in questi due album.

Il Biogramma Ensemble (così ho chiamato il gruppo) è formato da una decina di musicisti con formazione “anfibia”, sanno leggere e sanno improvvisare magnificamente. Alcuni di loro provengono dalla scena del free delle ultime generazioni qui a Barcellona. Sono accomunati da una profonda coscienza timbrica, da capacità creative come improvvisatori e da una grande preparazione. Molti compongono musica propria fuori dai canoni imperanti. Mi sento estremamente fortunato a collaborare con loro!

  • C’è una parte scritta ed una parte improvvisata in questo lavoro, e questo rispetta perfettamente i dettami di Maderna. In un inserto “vocale d’archivio” si sente il compositore veneziano dire “dovete improvvisarla da voi senza note” ……. Quanto era importante per lui – e quanto lo è per te – la pratica improvvisativa in un contesto di musica contemporanea?

Quella espressione di Maderna citata riassume molto bene un aspetto del suo lavoro diretto coi musicisti, cosa estremamente affascinante, che mi riporta alla esperienza personale nell’orchestra di Lawrence “Butch” Morris. Quando nel 1996 partecipai a un concerto di Butch come pianista, capii che possono non esserci confini netti tra l’alea, l’improvvisazione e la musica scritta. Capii che l’improvvisazione (alcuni usano il termine comprovisation unione di composition e improvisation, oppure “composizione in tempo reale”) è un potentissimo motore musicale, e che quindi “scrivere tutto” può essere un gesto pedante, che chiude possibilità creative e che quindi limita la musica. Ci sono sezioni di Biogramma per esempio che possiedono molte analogie con la musica di Butch (Morris, n.d.r.) … L’improvvisazione serve ad aprire il linguaggio musicale, a mettere in comune cose che non lo erano, a generare nuove dimensioni sonore, a fare dell’alchimia sonora; siamo troppo abituati ad associare l’improvvisazione al jazz o ad altri generi tradizionali che rispondono a linguaggi musicali chiusi e a scatole di mercato molto definite.

  • Ho trovato interessante l’uso dell’elettronica, ed addirittura in un brano sostituisce l’arpa prevista dalla partitura.

Maderna fu un pioniere dell’elettronica negli studi di Milano, quindi le mie investigazioni elettroniche non potevano mancare… e poi come non cedere alla tentazione di aggiungere l’elettronica alla Serenata per un missile…! In mancanza dell’arpista abbiamo due sintetizzatori analogici russi Lyra8 che sono sicuro sarebbero piaciuti moltissimo al nostro Maderna. L’elettronica aiuta a percepire i suoni più convenzionali (un violino, un clarinetto, un piano) in modo completamente nuovo … Nel caso di queste Serenate Spaziali l’ho voluta utilizzare per “inclinare il piano di ascolto” sul quale poggiano gli strumenti classici.

  • Quali sono gli aspetti del lavoro di Maderna che hai voluto maggiormente evidenziare nelle composizioni che a lui hai dedicato?

…. sicuramente quelli che mi influenzano di più come la libertà nell’uso del serialismo, il magnifico lirismo mediterraneo (Biogramma  appunto nel solo di corno inglese per es.)  e poi la forza sonora fatta di colpi e silenzi infiniti (ascoltate Stele per Diotima )… ma anche l’ironia giocosa di pezzi come le serenate (oserei dire post-Satie!). Dall’assolo di corno inglese di Biogramma infatti (girato e rigirato con le antiche tecniche del contrappunto) nasce gran parte del materiale melodico dei Madernalia,e dalla Serenata per un missile ha origine il progetto delle mie Serenate Spaziali  come partiture visuali e pezzi di musica elettroacustica allo stesso tempo.

  • Nella mia recensione scritta a proposito dei due volumi de “Per Bruno Maderna” mi sono augurato di vedere anche la realizzazione fisica del lavoro, su compact disc o su vinile. Hai previsto questa eventualità?

Sarebbe certamente magnifico stampare questo lavoro su vinile (preferisco di gran lunga i “vecchi” LP come oggetti rispetto al compact disc), anche in una tiratura ridotta, ne varrebbe la pena, come per alcune altre mie produzioni recenti che hanno ricevuto un certo riscontro (come le Ligetian Variations) ed infatti lo sto valutando. Attualmente come sai la situazione discografica è piuttosto complicata. Molta gente neppure possiede un lettore CD o un piatto per i dischi a casa. Quindi sembra assurdo pure distribuire il proprio lavoro in formato fisico. Anche le vendite on line però sono assurde: mai sarà pagata a sufficienza una produzione di mesi  con quelle poche monete a brano che con un po’ di fortuna riceviamo dalle reti. Bisogna creare prodotti elitari, per collezionisti, dicono alcuni. È giusto? Il vinile purtroppo è poco sostenibile ecologicamente… Un amico mio ricicla vecchie cassette e produce lavori unici su nastro in poche copie…

Che ne penserebbe di tutto questo Bruno Maderna? Forse direbbe che la musica dal vivo è quella che conta, ma il mondo virtuale la sta annullando…

https://spiritini.bandcamp.com/album/per-bruno-maderna-vol-1

https://spiritini.bandcamp.com/album/per-bruno-maderna-vol-2