PIPPI DIMONTE  “Majara”

AUTOPRODUZIONE. CD, 2020

di alessandro nobis

Chissà da quale tempo e da quale spazio provengono, i legni del pandeiro di Emiliano Alessandrini, dei clarinetti di Mario Brucato, della chitarra e della mandola di Francesco Paolino e del contrabbasso di Pippi Dimonte che danno vita al suono di queste composizioni; fatto sta che nelle mani del quartetto di Pippi Dimonte prendono vita contribuendo con il loro suono alla concretizzazione degli spartiti del contrabbassista che si muovono con grande gusto ed equilibrio tra impulsi jazzistici, contemporaneità ed una ricerca costante della perfetta melodia.

Mi sento di far entrare “Majara” nel novero dei dischi di quella “nuova musica acustica” che rappresenta un efficace e ben riuscito crogiuolo di culture: “Tarassaco” mette in evidenza il calore del contrabbasso che anticipa la pacata melodia con un dialogo tra chitarra e clarinetto, “Fenestrelle” aperta dal duo Dimonte – Paolino è un brano il cui titolo mi ha personalmente evocato il ricordo del carcere piemontese in cui vennero rinchiusi dai Savoia moltissimi militari e “briganti” borbonici e dove emerge il gusto e la tecnica di Alessandrini, il sapore mediorientale di “Grancia” con la mandola in apertura è uno dei brani più significativi di tutto il lavoro che riesce in poco più di cinque minuti ad illustrare in modo organico il progetto di Pippi Dimonte, non lontanissimo da quello altrettanto interessante del “Wood Quartet” di Marco Pasetto ed Enrico Breanza.

In un periodo in cui molti fanno riferimento alla storia della musica rivisitando classici spesso anche in modo indovinato ed originale, fa sempre piacere che c’è un movimento musicale che invece percorre la strada della nuova composizione e della ricerca del suono “perfetto”, e su questa strada c’è la musica di Majara. Fate il possibile per ascoltare questo lavoro, non ve ne pentirete.

Sottolineo infine che “Majara” è un’autoproduzione e sul sito www.majaramusic.comtrovate i vari link per acquistarlo.