SUONI RIEMERSI: THE CHIEFTAINS “4”

CLADDAGH RECORDS. LP, CD 1973

di alessandro nobis

Il quarto album degli irlandesi Chieftains è considerato una svolta nel suono e nella storia del gruppo, svolta dovuta all’ingresso dell’arpista Derek Bell con il suo bagaglio classico e con il suo straordinario talento che ha reso qualche modo più soffice il sound dei Chieftains che, lo ricordo, nell’ambito del folk revival irlandese si caratterizzava in quegli anni per la totale assenza degli strumenti a plettro prediligendo il suono del violino (Sean Keane e Martin Fay), delle uilleann pipes di Paddy Moloney, dei flauti (Sean Potts e Michael Turbridy) e delle percussioni di Peadar Mercier.

La copertina Italian del 45 giri “Woman of Ireland” con l’errore nel titolo.

Ascoltate per esempio lo standard “Carrickfergus” introdotto dalla maestosa arpa di Bell un arrangiamento cameristico e la linea melodica vocale è sostituita dall’arpa e dal violino o le composizioni attribuite a Turlogh O’Carolan “Morgan Magan” e “Sláinte Bhreagh Hiulit (Hewlett)”:è la magia del suono dei Chieftains che all’epoca soprese anche il regista Stanley Kubrick che per la colonna sonora del suo capolavoro “Barry Lyndon” scelse la slow air “Mná na hÉireann (Women of Ireland)”,scritta dal grande Sean O’Riada, perfetta per ambientare le vicende narrate nel film grazie alla sua potenza descrittiva e dal suo arrangiamento straordinario, uno dei (tanti) capolavori del gruppo irlandese che aumentò a far crescerne la popolarità.

La seconda facciata si apre con il dialogo tra il bodhran di Peadar Mercier e il tin whistle di Sean Potts che apre “The Mornig Dew” – uno dei cavalli di battaglia live del gruppo – e se cercate altri riferimenti ai maestri irlandesi delle precedenti generazioni ne trovate uno nel set di danze che chiude la facciata, quel “An Suisin Ban (The White Blanket)” che Moloney ascoltò dal violinista Junior Crehan ai funerali di Willie Clancy.

Il quarto ellepì dei Chieftains è considerato uno dei migliori della loro sterminata discografia assieme a “Bonaparte’s Retreat” ed appartiene alla prima fase artistica del gruppo nella quale l’attaccamento alle radici irlandesi era assoluto: poi iniziarono le collaborazioni con artisti “alloctoni” che diedero a Moloney & C. meritati visibilità e successo planetario. “Irish Heartbeat” con Val “The Man” Morrison pubblicato nel 1988 fu una straordinaria eccezione di quel periodo.

QUI UN ARTICOLO SUL PRIMO DISCO DEI CHIEFTAINS: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/02/05/suoni-riemersi-the-chieftains/