PIERLUIGI BALDUCCI “L’equilibrista”

PIERLUIGI BALDUCCI “L’equilibrista”

PIERLUIGI BALDUCCI “L’equilibrista”

DODICILUNE RECORDS, 2020. CD

di alessandro nobis

Quando un musicista decide di dedicare un lavoro ad un altro che sente particolarmente vicino solitamente lo fa interpretando o rivisitando le sue composizioni, e dedicare un intero disco al pianista inglese John Taylor, scomparso prematuramente nel 2015, può essere davvero rischioso vista la grandezza e l’importanza che Taylor ha avuto nello sviluppo del jazz europeo. Rispettosamente Pierluigi Balducci, che tra l’altro non è un pianista ma un valido bassista e compositore, percorre un’altra strada direi inevitabile per chi ha avuto modo di incontrare Taylor solamente per qualche ora come anche chi scrive ha avuto il piacere di farlo, quella affettiva; a John, uomo affabile, gentile e disponibile, a ricordo dei due anni di frequentazioni e collaborazioni con il pianista – su tutte “Evansiana” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/04/25/mccandless-taylor-balducci-rabbia-evansiana/)– Balducci dedica “L’equilibrista”, sette sue composizioni suonate e vissute assieme al tenorista Robert Bonisolo, al chitarrista Fabrizio Savino ed al drummer Dario Congedo. Equilibrismo quindi tra le due anime della musica afroamericana, quella del rispetto dei temi scritti sul pentagramma e quella dell’improvvisazione idiomatica, equilibrio non facile da raggiungere ma che qui trova la sua realizzazione con una costante ricerca della melodia perfetta che si concretizza ad esempio in “Fino a prova contraria”, lunga ballad con il tema esposto dal sax tenore del sempre espressivo e misurato Robert Bonisolo e con gli assoli della chitarra di Savino e del basso elettrico, ed in “Kosmos and Chaos” – interessanti gli incroci sax – chitarra che introducono i soli di Balducci e di Savino -. Brani lunghi (mai sotto i sei minuti la loro durata) e di ampio respiro che lasciano il tempo e lo spazio per un dialogo tra gli strumenti senza vincoli di alcun tipo. Disco notevole, a mio avviso, un altro segnale del livello che il jazz italiano ha raggiunto negli ultimi anni: del resto, il catalogo della Dodicilune e di altre label italiche è lì a ricordarcelo.

www.dodicilune.it